sabato 14 luglio 2018

Luigi Di Maio contro il CETA: quando la disinformazione raggiunge le istituzioni

di Lapenna Daniele


Il ministro del lavoro Luigi Di Maio espone l'ennesima "bufala" in merito alla politica estera invitando a votare contro il CETA, l'accordo di libero scambio fra Italia e Canada. Il ministro del lavoro mostra solo di voler solo tenersi i voti degli elettori, condannando le imprese italiane allo sfacelo.
Tra i detrattori del CETA, anche Coldiretti, associazione che è solita ad attacchi unidirezionali

Dopo il fumo negli occhi che il ministro del lavoro Di Maio sta gettando in faccia ai lavoratori con il Decreto Dignità (qui un articolo dettagliato sull' inutilità del decreto), ora arriva il commento sul CETA che è ancora più importante perché, nella sua dichiarazione, Luigi Di Maio afferma « se anche uno solo dei funzionari italiani all’estero [riferimento ai parlamentari europei italiani] continuerà a difendere trattati come il Ceta, sarà rimosso »

Il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea è entrato in vigore il 21 settembre 2017, ed è attualmente in fase di ratifica da parte di ognuno dei Paesi membri dell' Ue.

Ma è giustificata la paura verso il CETA così come lo era quello verso il TTIP? [qui un mio articolo dettagliato sui pro e i contro del TTIP]

LE PAURE INFONDATE PER IL CETA
Erano nati siti web contro il TTIP che, per "par condicio", stanno ora scrivendo anche contro il CETA.
Tra le varie motivazioni, ci sono le stesse questioni, una delle quali riguarda la qualità degli alimenti che saranno importati nelle nostre nazioni. Il problema è che i gestori di questi siti web e pagine social non spiegano tutto ciò che si dovrebbe spiegare proprio perché sono di parte.

Il CETA, l'Accordo Economico Commerciale Globale, stipulato tra Unione Europea e Canada, deve esser ratificato da ogni nazione europea ed è simile al TTIP, solo che quest' ultimo modificava i trattati con gli Stati Uniti. Cosa comporterà? Cosa cambierà in merito alle condizioni di scambio commerciale fra Italia e Canada che ci sono oggi?

Una volta applicato - leggiamo dal sito istituzionale dell'UE -, il CETA
  1. offrirà alle imprese europee nuove e migliori opportunità commerciali in Canada
  2. sosterrà la creazione di posti di lavoro in Europa
  3. Eliminerà i dazi doganali
  4. porrà fine alle restrizioni nell'accesso agli appalti pubblici
  5. aprirà il mercato dei servizi
  6. offrirà condizioni prevedibili agli investitori
  7. contribuirà a prevenire le copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell'UE

LA NON-LOGICA DI CHI È CONTRO

Nella pratica, l' accordo agevolerebbe l' Italia nelle esportazioni.
Ad esempio, il nostro Paese esporta in Canada, circa 50 milioni di euro di formaggi che, con l' eliminazione dei dazi, potrebbe veder aumentare le esportazioni.

Chi si batte contro il CETA è perché ha paura dell' aumento di importazione del grano canadese che oggi comprende una fetta sostanziale del mercato italiano.
 
L'Italia, oggi, importa più del 50% del grano tenero e il 30/40% del grano duro da Francia e dai Paesi dell’Est europa come Ungheria, Romania, Polonia, ma anche dalla Russia, Ucraina e Khazakistan, ma anche da Stati Uniti e Canada (dalle quali provengono spesso i frutti oleosi come arachidi, noci, nocciole).
Questo avviene perché il fabbisogno dei cittadini italiani è tale da non rendere sufficiente il grano coltivato in Italia, infatti, anche le olive (e l'olio già lavorato) viene importato da altre nazioni europee o non europee come Marocco e Tunisia (se leggete sulle etichette delle bottiglie di olio trovate la dicitura "Olio ottenuto da spremitura di olive UE" oppure "Olio ottenuto da spremitura di olive NON UE").

Il problema principale è che, se l'Italia importa prodotti da altre nazioni, queste nazioni importano prodotti italiani: esportiamo il Made in Italy, queste nazioni fanno crescere le nostre aziende e ne fanno nascere di nuove.
Dalla tabella che segue possiamo constatare come il mercato di esportazione verso il Canada sia imponente e si aggira intorno ai 3mila milioni di euro l'anno.


Qui un articolo sui guadagni delle aziende italiane che producono il Parmigiano e l' aumento dei guadagni che avrebbero con la ratificazione del CETA.

Le preoccupazioni in merito al CETA sono infondate perché il trattato prevede, come scritto, il rispetto delle norme europee. Ad esempio, in Europa non sono ammessi determinati pesticidi oppure ormoni dati agli animali e quindi, la concessione di importazione di prodotti canaedesi non comporterà l' importazione di prodotti non conformi alla legislazione europea.

L'accordo rispetterà pienamente le norme europee in settori quali la sicurezza alimentare e i diritti dei lavoratori. Il CETA contiene anche tutte le garanzie necessarie per far sì che i vantaggi economici ottenuti non vadano a scapito della democrazia, dell'ambiente o della salute e della sicurezza dei consumatori.

I SOLITI ATTACCHI DI COLDIRETTI
Tra i detrattori del CETA c'è, come sempre, la Coldiretti.
L' associazione di rappresentanza dell' agricoltura italiana è solita proporre attacchi unidirezionali:

Ricordo quell' articolo dove Coldiretti attaccò, ingiustamente i prodotti dei discount giudicandoli addirittura "pericolosi": io inviai una mail alla Coldiretti alla quale non ebbi mai risposta.
Oppure il caso dei pesticidi Folpet e Mancozeb utilizzati nelle colture di uva per produrre Prosecco italiano che non vengono attaccati da Coldiretti perché prodotti da aziende italiane mentre, per quanto riguarda la lotta contro il Glifosato (prodotto dall' azienda statunitense Monsanto) è ed è stata empre aggressiva.

CHI È CONTRO I TRATTATI VUOLE DISTRUGGERE LE IMPRESE ITALIANE
La domanda alla quale chi è contro il CETA dovrebbe rispondere è:  
perché l'Italia può e deve esportare i propri prodotti all'estero, verso le altre nazioni proprio come il Canada, mentre le altre nazioni non possono esportare verso il nostro Paese?
Vogliamo guadagnare vendendo i nostri prodotti ma non vogliamo acquistare i prodotti degli altri.
La logica è malata e, siccome gli scambi commerciali fra nazioni del mondo, anche molto distanti  tra loro, rappresenta il cardine dell' economia di ogni Paese, il lottare contro questi scambi è solo un danno all' economia del Paese che spesso vede diminuzioni di vendite all' interno dello stesso.
Il calo dei consumi degli italiani non coincide con il calo di esportazioni italiani che rappresentano un'importante pedina per mantenere la nostra economia ben salda.

Le parole di Di Maio e le lotte di Coldiretti ed altre associazioni contro questi trattati, senza discuterli in maniera oggettiva, può esser solo un danno per le imprese italiane.

Qui ci sono i documenti ufficiali mentre qui delle risposte alle domande sul trattato CETA.

FONTI E LINK UTILI

1 commento:

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