martedì 31 luglio 2018

«Facebook fu ideato per creare dipendenza».Le parole di Sean Parker,co-fondatore del social.Ecco come il social agisce sugli utenti

Sean Parker
di Lapenna Daniele

#facebook #zuckerberg #socialmedia #socialnetworks


« I fondatori di Facebook hanno creato intenzionalmente qualcosa di coinvolgente che sfruttasse le vulnerabilità della psiche umana». 
Queste furono le parole di Sean Parker, uno dei membri del team che operarono per sviluppare Facebook. Nel 2004, Parker cominciò a consigliare informalmente i creatori di Facebook diventando presidente e ricevendo il 7% delle azioni di Facebook, quando la società venne costituita lo stesso anno. Successivamente venne obbligato a lasciare Facebook dopo l' arresto per possesso di cocaina.

FACEBOOK È UNA MALATTIA VIRALE
« Dio solo sa cosa sta facendo al cervello dei nostri figli » ha proseguito il co-fondatore di Facebook, in un evento Axios tenutosi al National Constitution Center di Philadelphia a fine 2017.
Praticamente, hanno creato un mostro, un "parassita" che assorbe i neuroni dalla mente delle persone a suon di "like" (i "mi piace").
« Con i like, le condivisioni e i commenti » proseguì Parker « Facebook sfrutta di proposito la psicologia umana per tenere gli utenti agganciati a un "ciclo di feedback di convalida sociale"».
Dai giovani ai meno giovani, ormai, ottenere tanti like, condivisioni e commenti è come una dimostrazione che si è qualcuno, che si è considerati, che non si è nell' ombra, e la ricerca affannosa di interazioni da parte degli altri utenti è diventata una malattia.
Il fatto di potersi connettere ovunque con il proprio smartphone o altro dispositivo, aumenta la possibilità di diventarne dipendenti.

L' IDEA CHE CREO' UNA SPECIE DI "DROGA"
« Non so se ho davvero capito le conseguenze di quello che stavo facendo » prosegue Parker « perché le conseguenze "non intenzionali" di una rete quando cresce fino a 2 miliardi di persone, sono imponenti perché cambiano letteralmente il tuo rapporto con la società, il rapporto l'uno con l'altro», ha detto Parker.

Quando ha aiutato Zuckerberg e gli altri fondatori di Facebook a far decollare il social nel 2004, ha detto Parker, lui e gli altri coinvolti nel nascente social network si sono chiesti:
« Come possiamo far sì che un utente possa stare più tempo possibile sul nostro sito web? ». La risposta la trovarono: « Con i like, commenti e condivisioni ».
E prosegue « Questo significa che Facebook dà all' utente un piccolo colpo di dopamina ogni tanto per permetterti di restare sul social: basta che qualcuno clicchi il tasto like, o commenti una tua foto, o un tuo post. Questo porterà l' utente a pubblicare più contenuti, e quindi più like, più commenti, e un maggiore utilizzo del social », in una spirale di vera dipendenza patologica. Una droga.

Mark Zuckerberg, papà di Facebook, secondo la rivista Forbes, nel 2018 è risultato il 5° uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato di 72,4 miliardi di dollari.

Ma, come sfruttano, tutti i social network, la psiche umana?

Lascia il finestrino dell'auto abbassato: multa di 41 euro



«Noi ridiamo e scherziamo, ma c’è gente che ti fa la multa perché tuo nipote di 7 anni si scorda il finestrino della macchina aperto».
E la multa infatti è arrivata proprio per questo, in base al comma di un articolo del codice della strada raramente applicato, ma valido.

E’ successo a un'utente viterbese: la polizia locale ha lasciato sul parabrezza dell’auto il temutissimo foglio rosa. La trasgressione? Avere il finestrino posteriore sinistro abbassato. Difficile per l’utente digerirlo, alla cassa però fanno comunque 41 euro.

La multa purtroppo è legittima. Nasce infatti dalla violazione del comma 4 dell’articolo 158 del codice della strada, in base al quale «durante la sosta e la fermata il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti ed impedire l’uso del veicolo senza il suo consenso».

In pratica, tra le altre cose servirebbe anche a impedire il furto dell’auto. Ovvero, lasciare il finestrino abbassato contrasta con l’obbligo di custodire il mezzo, in modo da evitarne un utilizzo improprio.
Comma raramente applicato, ma valido.

L'uso degli smartphone causa l'abbassamento e la perdita temporanea della vista

#salute #tecnologie #smartphone #tablet

Uno studio recente ha mostrato come la cattiva di abitudine di utilizzare lo smartphone (o un qualunque dispositivo tecnologico di questo tipo) prima di andare a letto causa l'abbassamento e persino la perdita temporanea della vista.

Non sono studi campati in aria visto che molte persone hanno comunicato sintomi di questo tipo dovuti all'eccessivo uso del dispositivo elettronico.

Sul New England Journal of Medicine è stato citato il caso di due donne di 22 e 40 anni che hanno sperimentato cecità temporanea per diversi mesi.
Altri,invece,hanno lamentato la perdita temporanea della vista per 15 minuti. Sono state sottoposte a varie indagini mediche come risonanza magnetica e test cardiaci.

«La perdita temporanea della vista da un occhio è un sintomo molto grave perché potrebbe annunciare un ictus» spiega il dottor Gordon Plant, neurologo. «Per questa ragione» prosegue «i pazienti venendo all’ospedale oftalmico vengono indirizzati al reparto per gli ictus». Il neurologo specifica che seppur siano soggetti più gli anziani,anche i giovani,con l'eccessivo uso di questi dispositivi,possono subire delle conseguenze spiacevoli sulla vista.

Guardare schermi piccoli offusca la visione, genera mal di testa, la luce degli schermi abbassa la melatonina e rende più difficile addormentarsi.

Vedi il videoservizio completo di Euronews

venerdì 27 luglio 2018

Multato per l'aria condizionata accesa in auto.In base all'articolo 157 del Codice della Strada si rischia sino a 432 euro di sanzione

fonte foto

In base all'articolo 157 del Codice della Strada, se si rimane fermi in auto, con il condizionatore acceso, si rischia una sanzione che può arrivare sino a 432 euro

Salire in auto con questo caldo infernale può essere una vera tortura. Per fortuna l’aria condizionata ci salva ma bisogna fare attenzione.

Forse non tutti sanno che il Codice della Strada (per la precisione l’articolo 157 comma 7 bis) prevede anche una multa se il veicolo effettua una sosta tenendo acceso il motore e mantenendo in funzione l’impianto di condizionamento d’aria del veicolo.

Per tutti i trasgressori è prevista una multa compresa tra i 216 e i 432 euro . Questa norma è nata nel 2007 con il chiaro intento di abbassare le emissioni dei gas di scarico dei veicoli.

La norma è l'articolo 157 comma 7 bis (e anche il comma 8) che recita così
«7-bis.
È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 216 a euro 432. (2) (4)
8. Fatto salvo quanto disposto dal comma 7-bis, chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. (3)»

L’anno scorso un ragazzo di Cavallasca, cittadina in provincia di Como, è stato punito con una multa di 218 euro, inflitto dalla Polizia Locale di Cermenate. Il giovane automobilista, infatti, si era fermato per un breve periodo di tempo in un parcheggio del piccolo paesino del comasco con il suo mezzo con motore e aria condizionata accesi quando tre vigili della Polizia Locale lo hanno multato per la sosta prolungata con l’aria accesa.

mercoledì 25 luglio 2018

A Benevento, i primi licenziamenti figli del Decreto Dignità. Ecco cosa non cambia con il decreto del ministro Di Maio

di Lapenna Daniele


Nel dicembre 2017 Di Maio, preso dal tour in vista delle elezioni del marzo 2018, annunciò di ripristinare l'art.18 e abolire il Jobs Act di Matteo Renzi.
Oggi, però, il Decreto Dignità non realizza nessuna delle promesse, causando persino licenziamenti. I lavoratori della Nestlè di Benevento sono le prime vittime del Decreto Dignità secondo il quale, la "dignità di lavoratori e imprese", riportata nel nome del decreto legge, è completamente inesistente.

 
Le leggi non vanno criticate in base a chi le fa, ma in base ai suoi effetti.
Nell' articolo del 5 luglio scorso ("Dopo la Riforma Fornero,Jobs Act e Decreto Dignità, le brutte notizie per i lavoratori restano.Le positive,ancora lontane"), ho accennato i punti importanti del Decreto Legge n.87 del 12 Luglio 2018, denominato dal ministro Luigi Di Maio come "disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese", o più brevemente Decreto Dignità.

Alla Nestlè di Benevento sono stati licenziati 20 lavoratori precari da 20 anni. Precari dacché senza un contratto a tempo indeterminato, ma pur sempre lavoratori che hanno potuto percepire un'entrata mensile che, di questi periodi, è meglio che esser disoccupati. Gli ex lavoratori della multinazionale svizzera scrivono un post su facebook
Siamo le prime vittime del Decreto Dignità da precari siamo diventati disoccupati. Venerdì scorso l’ultimo turno, interrotto da un dirigente che ci ha detto che per il momento i nostri contratti non potevano essere rinnovati. Ci ha spiegato soltanto che dovevamo aspettare
Da parte sua, la Nestlè spiega
“Non si potevano richiamare i lavoratori in somministrazione che hanno raggiunto il nuovo limite imposto dal decreto di urgenza in ovvia ottemperanza alle nuove normative” ma assicurano che si confronteranno con la parti sociali per “valorizzare tutte le professionalità già maturate sul territorio”
Luigi di Maio si è affrettato ad attuare un decreto sul lavoro (visto il suo ruolo al governo), ma però non ci è riuscito, soprattutto perché la sua promessa era di ripristinare l'art.18 con il quale, prima della sua abolizione con il Jobs Act nel luglio 2015, permetteva ai lavoratori licenziati ingiustamente di ritornare sul posto di lavoro.





COSA HA INTRODOTTO IL DECRETO DIGNITÀ?

Il Decreto Dignità non è altro che un documento che modifica alcune parti del Jobs Act del Governo Renzi e introduce alcune novità in altri ambiti. Non è una legge creata da zero, ma solo una modifica.

Nel documento ufficiale che contiene il decreto legge, possiamo leggere i punti principali:  
"la durata del contratto a tempo determinato è passato da 36 mesi a 24 mesi, e i rinnovi dello stesso, diminuiti da 6 a 5"
Questo significa che il contratto durerà di meno, e i rinnovi saranno inferiori: lo scopo del decreto è quello di costringere l' azienda ad assumere il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato anziché sfruttarlo con contratti a termine. Il problema è che, impedire l'uso continuativo del contratto a tempo determinato porta l' azienda, che non può più rinnovare il contratto del precario, a disfarsi del lavoratore assumendone un altro, sempre con contratto a termine. Cambieranno i lavoratori precari e ci saranno disoccupati che prima lavoravano.

Il bello è che
"Sono esclusi dalle modifiche i contratti di lavoro a termine stipulati dalle pubbliche amministrazioni"
I dipendenti pubblici non sono toccati da queste modifiche.

DI MAIO PROMISE STOP AL JOBS ACT DI RENZI, E RIPRISTINO ARTICOLO 18: PROMESSE NON MANTENUTE
Nel dicembre 2017, in vista delle elezioni nazionali del marzo 2018, Di Maio promise di ripristinare l' art. 18 e di eliminare le modifiche del Jobs Act ideato dal Governo Renzi.
Promesse disattese.

«Vogliamo abolire il Jobs Act » spiegò Di Maio, nella tappa milanese del suo lungo tour in vista delle elezioni che si sarebbero tenute tre mesi dopo « Quanto all’articolo 18, crediamo che sotto i 15 dipendenti non serva per imprese che sono a conduzione familiare. Per il resto, vogliamo ripristinarlo »

martedì 24 luglio 2018

I vegani e i vegetariani pensano di non uccidere animali: in realtà,lo fanno

di Lapenna Daniele

#vegan #govegan #PETA #vegetarianesimo #vegetarian #vegani

Da adolescente divenne vegetariano poi,studiando gli animali,ritornò ad essere onnivoro.Un noto naturalista argentino spiega l'incoerenza di molti vegani e come il non mangiare carne causa comunque la morte di altri animali

Di solito,chi diventa vegano lo fa o per una scelta salutistica,sottolineando come una dieta priva di alimenti di origine animale porti a contrarre meno malattie,oppure per una scelta etica. La motivazione del rinunciare al cibarsi di animali nasce dalla voglia di preservare la loro vita,sicuri che si salvino solo evitando di mangiarli.
Ma è davvero così? La risposta è no.Ma questa risposta non è la mia,ma di un certo Bertonatti.

Claudio Bertonatti è un famoso naturalista argentino (nonostante il suo nome italianissimo) e anche ex amministratore delegato dello Zoo di Buenos Aires. "Ex" perché diede le dimissioni quando il suo piano per trasformare il parco in un centro di conservazione per le specie minacciate non fu approvato.È stato un vegetariano proprio per proteggere gli animali. Dopo,però,è tornato ad essere onnivoro.
Il suo ri-cambio di rotta nella scelta alimentare lo racconta in un'intervista al sito PlayGrounds (che trovate qui) dove spiega perché ha abbandonato il mondo vegan.

NON SI PUO' EVITARE LA MORTE DI UN ANIMALE
Sul suo sito personale pubblicò un articolo dal titolo "La confusione Vegan" dove spiegò che mangiare verdura non impedisce che muoiano degli animali. Bertonatti fece così infuriare tantissimi vegani e vegetariani.

Il naturalista argentino spiega che la sua scelta nasce da adolescente,quando capì che doveva preservare la vita dei tanti animali del creato ammazzati per essere mangiati. Con gli anni ha iniziato a studiare la natura e uscire in campagna per osservare la fauna selvatica. Notò che nei campi di colture agricole non c'erano uccelli, e quei pochi che erano lì erano perseguitati a vita.Poi iniziò a studiare anfibi, mammiferi, rettili e pesci,e capì di essere molto confuso.
Arrivò a comprendere che l'essere vegetariano permetteva di evitare la morte e la sofferenza degli animali domestici, ma non di specie selvatiche, e molte di queste,a differenza di mucche, maiali e capre,stavano scomparendo. «Così, sono tornato ad essere un onnivoro» spiega Bertonatti.


lunedì 23 luglio 2018

Abbandono anziani:è reato punito col carcere


Con la sentenza n.44098 del 18/10/2016 la Cassazione ha chiarito che "anche lasciare il padre anziano da solo può costituire un'ipotesi di abbandono di persone incapaci" e può essere penalmente sanzionata.
L'art. 591 al comma 1 del codice penale recita: «Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni».


Con la sentenza n.44098/2016, la Cassazione ha affermato che il reato di cui all'art. 591 è integrato quando si pongono in essere condotte contrarie all'obbligo giuridico di cura, a colui che spetta e si accerti un pericolo per il soggetto trascurato.

it.blastingnews.com

La truffa delle bevande probiotiche: uno studio afferma che non sono utili al corpo umano


#salute #probiotici #integratori #alimentazione

Dai tempi del loro debutto sul mercato sono stati presentati come alleati della salute, in grado di migliorare vari aspetti, dalle difese immunitarie alla digestione, con la loro carica di batteri 'amici'.

Ma adesso arriva una notizia difficile da 'digerire' per tutte le famiglie 'healthy' che nel mondo ogni mattina diligentemente assumono una bevanda a base di probiotici.
Un nuovo studio dell'università di Copenhagen sfata il mito: non ci sono prove convincenti dei benefici di questi drink per gli adulti sani, concludono gli esperti.
Le bevande probiotiche, secondo chi le promuove, contengono batteri e lieviti che aiutano a ripristinare l'equilibrio naturale dei batteri nello stomaco e nell'intestino. 

Il mercato di questi prodotti a livello mondiale vale quasi 20 miliardi di sterline, secondo quanto riporta online il 'Daily Mail', e si prevede che cresca a un ritmo del 7% l'anno almeno fino al 2018, con il Regno Unito e la Germania tra i più grandi consumatori. Le marche più note sono entrate anche nelle case degli italiani e non solo (in Gb da 6 a 10 famiglie li utilizzano regolarmente). Ma i ricercatori danesi hanno affrontato una revisione dei 7 maggiori trial che hanno indagato sugli effetti di drink, biscotti o pillole con probiotici e, nel lavoro pubblicato su 'Genome Medicine', hanno concluso che yogurt e bevande probiotiche fanno davvero poca differenza per il 'make up' dei batteri intestinali nella maggior parte dei casi. Da 6 di questi studi non emergevano differenze fra gli adulti che assumevano questi prodotti e chi invece assumeva placebo. Non solo: gli autori del lavoro fanno notare anche che gli esperti non sono sicuri di quali batteri siano da considerare buoni o amici e quali invece siano dannosi. 

 Il verdetto è uno solo: "Nel complesso, questa revisione sistematica dimostra che non ci sono prove convincenti di effetti consistenti da parte dei probiotici sul microbiota di adulti sani".

Bandiera blu non significa necessariamente mare cristallino

di Lapenna Daniele

#fee #bandiereblu #programmabandiereblu #mari #italia #ambiente

L' errore comune è quello di attribuire la bandiera blu al mare pulito. In realtà ci sono 33 requisiti da soddisfare per riceverla, dei quali, solo 5 riguardano la qualità delle acque

Ogni anno ecco arrivare l'elenco delle città italiane che si sono aggiudicate le famosissime e richiestissime bandiere blu! La prossima vacanza sarà proprio in una località con una bandiera blu.

Ma... bandiera blu significa necessariamente mare pulito?


I REQUISITI

Avevo parlato già di questo argomento nel lontano maggio 2012 ("Diffidate sempre delle bandiere blu") dove feci notare che molti mari pulitissimi e straordinari non ricevettero questa "onoreficienza" mentre mari non proprio eccezionali, sì.
L'errore comune è quello di attribuire una città con bandiera blu ad un mare cristallino e meraviglioso. Purtroppo, non è così.


Ci sono ben 33 requisiti da rispettare per riceverla e solo 5 dei 33 punti sono relativi alla qualità delle acque.

E il resto? Beh,.. il resto dei requisiti vanno dall'informazione ai cittadini sull'educazione ambientale, sino ai servizi sulle spiagge. 

sabato 21 luglio 2018

La Sacra Sindone appartenuta a Gesù Cristo è un falso? Un VIDEO con cinque motivi per dubitare della sua veridicità

La Sindone è la più sacra delle reliquie, dacché si sostiene abbia avvolto il corpo, ormai privo di vita, del Gesù Cristo del Nuovo Testamento della Bibbia. Si tratta di un oggetto autentico o un artefatto medievale? I motivi per dubitare della sua autenticità sono tanti.
Massimo Polidoro​, ci aiuta a indagare sul mistero...

martedì 17 luglio 2018

Federico Aldrovandi oggi avrebbe compiuto 31 anni.I poliziotti condannati non sono mai stati sospesi dal servizio


Il 18enne ferrarese, quella notte di 13 anni fa, fu fermato da quattro poliziotti, e morì a seguito delle percosse subìte.
Grazie all' indulto e al decreto "svuota Carceri" dell'allora ministro Paola Severino, tre poliziotti scontarono solo 6 mesi di reclusione a fronte di una condanna di 3 anni e 6 mesi, mentre il quarto, solo 1 mese di detenzione. Ci furono altre tre condanne per depistaggi delle indagini

Era l’alba del 25 settembre 2005 quando, l’allora diciottenne Federico Aldrovandi, moriva in seguito ai colpi ricevuti durante un controllo di polizia

Tornava a casa in via dell’Ippodromo a Ferrara. Era solo dopo aver passato la serata con alcuni amici. Sulla via del ritorno fu stato fermato da 4 agenti di polizia, arrivati per la telefonata di una residente che si lamentò per gli schiamazzi. 

Secondo quanto si legge nella sentenza della Corte d’appello, il ragazzo era in evidente agitazione psicomotoria, calciò a vuoto contro gli agenti i quali, invece portare alla calma, chiamare il 118 per le prime cure sanitarie dopo l’eventuale identificazione, perseguirono un'inaudita violenta
Percosse anche quando lui gridava «Aiuto, basta». Per Federico, 54 lesioni e la morte avvenuta per asfissia da compressione toracica. Era nato il 17 Luglio 1987.

LA NON-CONDANNA
Sono quattro i poliziotti, di due volanti, che fermarono quella notte il povero ragazzo: 
Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto. Questi, nel processo, invocarono la legittima difesa. Nel 2012, nella sentenza definitiva, furono tutti condannati per eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi in via definitiva, a 3 anni e 6 mesi di reclusione (oltre a un risarcimento).
La pena, però, fu coperta dall' indulto per 36 dei 42 mesi di carcerazione, dando loro una condanna finale di soli 6 mesi di carcere.

L'agente Forlani tentò di difendersi in un post su Facebook
La sentenza della Cassazione è del 2012. Per loro non ci fu l'espulsione dal corpo di polizia. I quattro poliziotti scontarono la condanna e sono stati reitegrati in servizio



I DEPISTAGGI
I familiari di Federico hanno dovuto fronteggiare anche assenza di collaborazione da parte delle istituzioni italiane e depistaggi dell'inchiesta.


Dall'incidente probatorio emersero: una lunga escoriazione alla natica sinistra, segno di trascinamento sull'asfalto, e un importante schiacciamento dei testicoli. Nel frattempo venne disposta una perizia super-partes, con un incarico affidato all'"Istituto di Medicina Legale di Torino". Dalle indagini emersero vari elementi incoerenti:
  • il pubblico ministero non andò a compiere un sopralluogo sulla scena del decesso;
  • non fu sequestrata l'automobile sulla quale, a detta degli agenti, si sarebbe ferito Aldrovandi;
  • non furono sequestrati i manganelli, di cui due rotti (probabilmente a causa della potenza delle percosse);
  • il nastro contenente le comunicazioni fra il 113 e la pattuglia fu messo a disposizione della Procura soltanto molto tempo dopo, e questo per via di ciò che si dissero dopo il pestaggio violento.
    Al processo, infatti, i quattro imputati si dichiararono stupiti della morte della vittima che, a sentir loro, « stava benissimo prima dell' arrivo dei sanitari ». Dalla registrazione di questo nastro, invece,  si ascoltò «... l'abbiamo bastonato di brutto. Adesso è svenuto, non so... È mezzo morto ».

LA TESTIMONE
La camerunese Annie Marie Tsagueu, è l' unica testimone ad aver visto e sentito distintamente alcune fasi della colluttazione. Ha visto gli agenti (due su quattro) picchiare Federico Aldrovandi, comprimerlo sull'asfalto e manganellarlo. Ha inoltre sentito le sue grida di aiuto e lo ha sentito respirare tra un conato di vomito e l'altro.

COLPEVOLI MA LIBERI
Nel marzo 2013, Monica Segatto, l'unica donna del gruppo, venne scarcerata sulla base del decreto Severino (d.lgs. 235/2012 "Decreto svuota-carceri") dopo un mese di detenzione e ammessa al regime degli arresti domiciliari
Tre dei quattro poliziotti (eccetto Forlani) ritornano in servizio nel gennaio 2014, destinati a servizi amministrativi. 
Il 5 marzo 2010 tre poliziotti furono condannati nel processo Aldrovandi bis per i depistaggi nelle indagini mentre un quarto fu rinviato a giudizio. La decisione sui depistaggi conferma l'ipotesi accusatoria dell'intralcio alle indagini fin dal primo momento. 
Le condanne furono per: 
  • Paolo Marino, dirigente dell'Upg all'epoca, a un anno di reclusione per omissione di atti d'ufficio, per aver indotto in errore il PM di turno, non facendola intervenire sul posto
  • Marcello Bulgarelli, responsabile della centrale operativa, a dieci mesi per omissione e favoreggiamento
  • Marco Pirani, ispettore di polizia giudiziaria, a otto mesi per non aver trasmesso, se non dopo diversi mesi, il brogliaccio degli interventi di quella mattina
  • Luca Casoni, il quarto poliziotto coinvolto, che non aveva scelto il rito abbreviato, fu sottoposto a processo a partire dal 21 aprile di quell'anno. Il 27 gennaio 2011 venne poi assolto dall'accusa di falsa testimonianza perché il fatto non sussisteva e assolto dalle accuse di favoreggiamento e omissione d'atti ufficio perché il fatto non costituiva reato.
Dopo la condanna in primo grado del luglio 2009, nel 2010, il Ministero dell'Interno, presieduto dal leghista Roberto Maroni (siamo nel Governo Berlusconi IV) offrì, alla famiglia di Federico Aldrovandi, quasi 2 milioni di euro per rinunciare a a proseguire il processo per le accuse pendenti a carico dei poliziotti (la notizia dal Corriere della sera). 





FONTI E LINK UTILI

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Caso_Aldrovandi
  • https://www.vanityfair.it/news/italia/2012/06/25/federico-aldrovandi-agenti-poliziotti-condannati-cassazione
  • https://www.vanityfair.it/news/italia/15/09/24/anniversario-10-anni-federico-aldrovandi
  • https://www.agi.it/politica/legge_severino_come_funziona-3887978/news/2018-05-12/
  • https://www.youtube.com/watch?v=8PckFmWBFR8

sabato 14 luglio 2018

Luigi Di Maio contro il CETA: quando la disinformazione raggiunge le istituzioni

di Lapenna Daniele


Il ministro del lavoro Luigi Di Maio espone l'ennesima "bufala" in merito alla politica estera invitando a votare contro il CETA, l'accordo di libero scambio fra Italia e Canada. Il ministro del lavoro mostra solo di voler solo tenersi i voti degli elettori, condannando le imprese italiane allo sfacelo.
Tra i detrattori del CETA, anche Coldiretti, associazione che è solita ad attacchi unidirezionali

Dopo il fumo negli occhi che il ministro del lavoro Di Maio sta gettando in faccia ai lavoratori con il Decreto Dignità (qui un articolo dettagliato sull' inutilità del decreto), ora arriva il commento sul CETA che è ancora più importante perché, nella sua dichiarazione, Luigi Di Maio afferma « se anche uno solo dei funzionari italiani all’estero [riferimento ai parlamentari europei italiani] continuerà a difendere trattati come il Ceta, sarà rimosso »

Il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea è entrato in vigore il 21 settembre 2017, ed è attualmente in fase di ratifica da parte di ognuno dei Paesi membri dell' Ue.

Ma è giustificata la paura verso il CETA così come lo era quello verso il TTIP? [qui un mio articolo dettagliato sui pro e i contro del TTIP]

LE PAURE INFONDATE PER IL CETA
Erano nati siti web contro il TTIP che, per "par condicio", stanno ora scrivendo anche contro il CETA.
Tra le varie motivazioni, ci sono le stesse questioni, una delle quali riguarda la qualità degli alimenti che saranno importati nelle nostre nazioni. Il problema è che i gestori di questi siti web e pagine social non spiegano tutto ciò che si dovrebbe spiegare proprio perché sono di parte.

Il CETA, l'Accordo Economico Commerciale Globale, stipulato tra Unione Europea e Canada, deve esser ratificato da ogni nazione europea ed è simile al TTIP, solo che quest' ultimo modificava i trattati con gli Stati Uniti. Cosa comporterà? Cosa cambierà in merito alle condizioni di scambio commerciale fra Italia e Canada che ci sono oggi?

Una volta applicato - leggiamo dal sito istituzionale dell'UE -, il CETA
  1. offrirà alle imprese europee nuove e migliori opportunità commerciali in Canada
  2. sosterrà la creazione di posti di lavoro in Europa
  3. Eliminerà i dazi doganali
  4. porrà fine alle restrizioni nell'accesso agli appalti pubblici
  5. aprirà il mercato dei servizi
  6. offrirà condizioni prevedibili agli investitori
  7. contribuirà a prevenire le copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell'UE

LA NON-LOGICA DI CHI È CONTRO

Nella pratica, l' accordo agevolerebbe l' Italia nelle esportazioni.
Ad esempio, il nostro Paese esporta in Canada, circa 50 milioni di euro di formaggi che, con l' eliminazione dei dazi, potrebbe veder aumentare le esportazioni.

Chi si batte contro il CETA è perché ha paura dell' aumento di importazione del grano canadese che oggi comprende una fetta sostanziale del mercato italiano.
 
L'Italia, oggi, importa più del 50% del grano tenero e il 30/40% del grano duro da Francia e dai Paesi dell’Est europa come Ungheria, Romania, Polonia, ma anche dalla Russia, Ucraina e Khazakistan, ma anche da Stati Uniti e Canada (dalle quali provengono spesso i frutti oleosi come arachidi, noci, nocciole).
Questo avviene perché il fabbisogno dei cittadini italiani è tale da non rendere sufficiente il grano coltivato in Italia, infatti, anche le olive (e l'olio già lavorato) viene importato da altre nazioni europee o non europee come Marocco e Tunisia (se leggete sulle etichette delle bottiglie di olio trovate la dicitura "Olio ottenuto da spremitura di olive UE" oppure "Olio ottenuto da spremitura di olive NON UE").

mercoledì 11 luglio 2018

Udine:abbattuti campi di mais Ogm della Monsanto,anche se legali per la Corte Europea

Giorgio Fidenato
di Lapenna Daniele


L' imprenditore friulano Giorgio Fidenato, nel 2014, piantò mais ogm della Monsanto, ma il Ministero delle politiche agricole ne ordinò l' abbattimento.
Oggi,  l' attuale governo ha ordinato un nuovo abbattimento delle piante di mais ripiantate dall' agricoltore, anche se la sentenza della Corte Europea ne consente la coltivazione



Siamo a Colloredo di Monte Albano, un comune italiano di duemila abitanti in provincia di Udine. 
Il corpo forestale regionale si appresta ad abbattere, ancora una volta, i 6mila metri quadri di coltivazioni di mais transgenico dell' agricoltore Giorgio Fidenato. Si tratta del mais della multinazionale statunitense Monsanto, identificato dalla denominazione "zea mays L. Linea MON810".

L' ordinanza del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dell' attuale governo - il cui ministro e Gian Marco Centinaio, Lega-Salvini - va a imporre il rispetto del decreto emanato lo scorso luglio con il quale si invitava, il proprietario delle colture, ad abbattere le piante di mais. Al suo rifiuto, l' autorità è intervenuta così come fece già nel luglio 2014.

MAIS OGM CONSENTITO DALL' UNIONE EUROPEA
La domanda che molti si pongono è: se il mais è ogm, perché continuare a piantarlo?

La persistenza del sig. Fidenato risiede nella sentenza n.C-36/11 del 6 settembre 2012 della Corte di Giustizia Europea - riportata anche sul sito della Camera dei Deputati, all' epoca della XVI legislatura - nella quale si afferma che, il mais geneticamente modificato si può commercializzare solo se non c'è alcuna prova che ne attesti la pericolosità o tossicità.

Nella sentenza si legge che:
Con decisione 98/294/CE, del 22 aprile 1998, concernente l’immissione in commercio di granturco geneticamente modificato (Zea mays L. Linea MON 810) a norma della direttiva 90/220 (GU L 131, pag. 32), la Commissione autorizzava la commercializzazione delle linee pure ed ibride provenienti dalla linea del mais MON 810, su richiesta della Monsanto Europe SA (in prosieguo: la «Monsanto Europe»), sul fondamento della direttiva 90/220
Quindi, non è impedita la coltivazione ma, il governo italiano, procedette e ha comunque proceduto, ancora una volta, alla distruzione delle piante in base alla direttiva n.412 dell' 11 marzo  2015 la quale stabilisce che ogni Paese membro dell' Unione Europea può decidere, autonomamente, anche andando contro la direttiva europea, se vietarne la coltivazione
Il governo italiano ha applicato questa direttiva anche qualche giorno fa, abbattendo tutti i 6mila metri quadri di coltivazione.


FONTI E LINK UTILI

  • Sentenze della Corte Europea
    http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?docid=126437&doclang=IT
    http://leg16.camera.it/1001?current_page_16176=10
    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31998D0294
    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=celex%3A32015L0412
  • La corte europea boccia il ministero delle politche agricole
    http://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/EAI/anno-2013/biotecnologie-per-lo-sviluppo-sostenibile/focus-mais-ogm-la-corte-di-giustizia-europea-boccia-il-ministero-delle-politiche-agrarie
  • http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-10-19/non-si-puo-sequestrare-terreno-mais-ogm-173302.shtml?uuid=AE65P6rC
  • http://www.udinetoday.it/cronaca/corte-giustizia-ue-ragione-giorgio-fidenato.ogm
  • https://ilsalvagente.it/2018/07/10/ogm-la-forestale-abbatte-mais-illegale-in-friuli/
  • http://www.udinetoday.it/cronaca/distruzione-campi-ogm-giorgio-fidentato-friuli-vivaro-colloredo-monte-albano.html

Boldrini:«Ho chiamato al telefono chi mi insultava: c'è chi si è disperato e chi ha mandato la moglie a rispondere»

di Lapenna Daniele



Laura Boldrini, ospite a In Onda, La7, parla degli utenti di Facebook che la insultarono e minacciarono di morte. Li denunciò e poi li chiamò al telefono, scoprendo reazioni diverse: ci fu chi mandò la moglie o un genitore a rispondere, sino a chi si mostrò disperato.
A fine articolo, la storia del professore bullizzato e perseguitato dagli studenti



Si chiamano, nel gergo di internet, "leoni da tastiera": persone che, dietro un computer, insultano, minacciano (anche di morte), vomitano (metaforicamente) odio, rabbia, come veri e propri leoni, con aggressività. Il punto è che, nella realtà, sono, spesso, pecorelle.

Sulla sua pagina Facebook, l' ex presidente della Camera, Laura Boldrini, pubblicò  nomi e cognomi di chi, su Facebook, la insultò e minacciò.
« Li ho chiamati per telefono, invitandoli alla Camera per discutere con me » spiega la Boldrini, al programma In Onda, su La7 « Le reazioni sono state molto strane: c’è chi si è disperato, c’è chi ha fatto rispondere alla moglie e alla madre per chiedere scusa ».

Un po' come accadde ad uno degli haters (in inglese da hater, odio, quindi, "coloro che odiano") di Vladimir Luxuria, che si trovò, grazie al programma Le Iene, a faccia a faccia con un suo "odiatore" (qui il video del servizio). Le Iene lo contattarono su Facebook inventando di averlo scelto per un incontro con Ilary Blasi, in merito ad una puntata del programma. La reazione del ragazzo quando si trovò davanti a sè Luxuria, che aveva insultato in diversi pesanti modi su internet, fu prevedibile: si vergognò e si mostrò molto imbarazzato, senza riuscire a ripetere, davanti all' ex parlamentare (e alle telecamere), i suoi insulti scritti su Facebook.

Con 5 milioni di poveri, il Governo loda l'acquisto per 100 milioni di Ronaldo alla Juventus

di Lapenna Daniele



Con oltre 5 milioni di italiani in povertà assoluta, cosa fa il Ministero dei Trasporti (dove siete Danilo Toninelli, del MoVimento 5 Stelle)?


Elogia, con un post su Twitter, l' acquisto di Christiano Ronaldo della Juventus. 100 milioni di euro per una persona. Un post che fa schifare le persone povere d'Italia, e non solo loro.

Dopo un po', però, chiunque del MIT che ha critto il post, lo ha cancellato, riportando le (ridicole) scuse.






Essendo il Ministero di Toninelli, si suppone, forse, lo abbia scritto lui. Ma si tratta di un banale errore, suvvia, mica come ieri quando, lo stesso ministro Toninelli, ha scambiato un rimorchiatore per un incrociatore.

FONTI E LINK UTILI

  • https://www.fanpage.it/cristiano-ronaldo-alla-juve-il-ministero-dei-trasporti-esulta-su-twitter-poi-si-scusa/
  • http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/07/10/scivolone-toninelli-vos-thalassa_RIFWIZxXBvqfqM5BHHf3cP.html?refresh_ce

lunedì 9 luglio 2018

Ragazzi autistici maltrattati e rinchiusi in una stanza: operatori struttura tutti assolti dopo un processo durato quattro anni

di Lapenna Daniele


Venivano strattonati, lasciati senza cibo e rinchiusi in una stanza. Vittime, ragazzi autistici della struttura "Casa di Alice" di Grottammare, un centro diurno socio-educativo nelle Marche che accoglieva giovani con vari disturbi dell' apprendimento. Dopo un processo lungo quattro anni, gli operatori sono stati tutti assolti

In un articolo del 2005 del sito RivieraOggi.it, leggiamo che
"Casa di Alice è una struttura socio-sanitaria nata nel marzo del 2000 da un accordo di programma tra l’allora Asl 12 ed il comune di Grottammare. Attualmente, ospita 12 ragazzi affetti da grave patologia psichica, ma è in previsione l’ampliamento della ricettività".
Nel 2014, però, grazie ai carabinieri di San Benedetto del Tronto che apposero delle telecamere nella struttura del comune - gestita però da una cooperativa esterna -, si scoprirono maltrattamenti nei confronti dei ragazzi autistici di età compresa fra gli 8 e i 20 anni..

RINCHIUSI NELLA "STANZA AZZURRA"


Le immagini mostrano come venissero denudati e rinchiusi in una stanza di soli 7 metri quadri, con una sola piccola finestra: era chiamata "la stanza azzurra" (per via del colore delle pareti).
I ragazzi erano sgridati, strattonati e spesso lasciati senza cibo. Un giovane lanciò persino una scarpa contro la finestra mentre, un altro, come si vede dalle immagini dei carabinieri, tentò di aprire la portamentre l' educatore la chiudeva per non farlo uscire dalla stanza.
Inoltre i giovani subivano aggressioni fisiche e psicologiche con spintoni, schiaffi, strette al corpo e minacce.

Bekaert chiude fabbrica: 318 licenziamenti. Operai occupano la fabbrica della multinazionale belga

di Lapenna Daniele


La Bekaert Group, multinazionale belga, ha deciso, lo scorso 22 giugno, di chiudere i due stabilimenti in Italia. Entro 75 giorni lo stop delle produzioni. L' azienda ha già inviato le lettere di licenziamento



La multinazionale Bekaert, produttrice di rinforzi in acciaio per pneumatici, ha deciso di chiudere i siti di Figline e Incisa Valdarno (Firenze).

Acquistata nel 2014 da Pirelli, dopo cinque anni hanno deciso di fermare la produzione.
In base alle parole dei dirigenti dell' azienda, « negli ultimi anni la posizione del sito di Figline nel mercato di riferimento non è stato in grado di generare performance sostenibili dal punto di vista finanziario ». 
Ciò significa che, per la multinazionale, non conviene più tenere aperte le fabbriche.

Gli operai erano a conoscenza dei problemi finanziari e di mercato dell' azienda, però non si aspettavano un procedimento così drastico e improvviso. Questi hanno deciso così di occupare gli stabilimenti chiedendo il ritiro della procedura e l' intervento del governo.

RIGIRIAMO IL MESSAGGIO DELL' UFFICIO STAMPA DELLA CGIL TOSCANA
In occasione dell'assemblea con i lavoratori, a seguito dell'incontro svoltosi ieri al Ministero dello Sviluppo Economico, il Segretario Generale Fiom Cgil Daniele Calosi ha rilasciato la seguente dichiarazione: 
''Bekaert, un’azienda guidata da bugiardi. Il mondo non gira per la logica del profitto, ma grazie a persone oneste che si impegnano per svolgere al meglio il loro lavoro. Lo dimostreremo, lo stiamo già facendo e insieme alle istituzioni insisteremo per ottenere il ritiro della procedura di licenziamento. 
Boicottiamo i prodotti Bekaert! 
Colpiamo l’azienda al cuore del prodotto, che non é solo lo steel cord che va negli pneumatici ma anche ad esempio il filo che tiene il tappo degli spumanti italiani. 
É nostra intenzione: - A luglio organizzare una manifestazione di fronte alla sede belga di Bekaert. 
Ad agosto, quando lo stabilimento chiuderà per le 2 settimane di ferie, rendere l’ingresso della fabbrica il centro della città. Lo faremo vivere con eventi e manifestazioni. 
A settembre ci porteranno via con la forza pubblica perché noi rimarremmo insieme. Intendiamo lavorare il periodo di preavviso. Ringraziamo tutta la comunità del Valdarno e della provincia che ci é stata vicina. 
BETTER TOGETHER L’ABBIAMO DIMOSTRATO NOI!!!!''


FONTI E LINK UTILI
  • http://www.gonews.it/2018/07/06/bekaert-la-cgil-lazienda-guidata-bugiardi-boicottiamo-prodotti/
  • http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2018/06/22/news/bekaert-chiude-la-fabbrica-a-figline-318-posti-a-rischio-i-lavoratori-occupano-lo-stabilimento-1.16988974
  • http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/06/22/lavoro-bekaert-chiude-fabbrica-figline_9419b890-566c-4942-bdc5-03bfe866ba42.html
  • http://www.firenzetoday.it/cronaca/bekaert-figline-boicottaggio-eventi-protesta-lavoratori.html

Il Governo Conte chiude lo #SbloccaScuole del governo Renzi: tagliati 5 miliardi per riqualificazione scuole

di Lapenna Daniele



Con la Legge di Stabilità del 2016, il Governo Renzi stanziò 480 milioni di euro per interventi di riqualificazione delle scuole. Oggi, il Governo Lega-M5s chiude questo fondo: dove finiranno i 5 miliardi non ancora spesi?


Il 5 Febbraio 2016, il governo della XVII legislatura, dette via all'operazione #Sbloccascuole, prevista dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n.208 del 28 dicembre 2015).
480 milioni di euro liberati dai vincoli di bilancio per Comuni, Province e Città metropolitane per interventi di edilizia scolastica e per la realizzazione di nuove scuole

Già dal 2014 - grazie a 344 milioni di sblocco del patto di stabilità - 454 Comuni e 107 Province e Città Metropolitane ebbero la possibilità di finanziare la ristrutturazione totale degli istituti - con particolare attenzione agli interventi di bonifica dell'amianto e di adeguamento alle normative per la sicurezza antisismica e antincendio - e la costruzione di nuove scuole.

IL GOVERNO CONTE CHIUDE IL PROGETTO
Notizia di oggi, il governo Conte ha chiuso il progetto. L' annuncio anche sul sito web ItaliaSicura:

Come già anticipato sui nostri canali social il lavoro di ItaliaSicura/Scuole finisce qui: il Governo in carica non ha rinnovato il mandato della Struttura di Missione per la riqualificazione dell’edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. 
In questi quattro anno sono stati stanziati 10 miliardi per l'edilizia scolastica di cui oltre 5 miliardi già spesi da Comuni, Province e Città Metropolitane per interventi di messa in sicurezza e realizzazione delle scuole. Si tratta di una cifra ingente, maggiore di quella stanziata negli ultimi 20 anni dai precedenti Governi. Sono stati edificati oltre 300 nuovi edifici scolastici in tutta Italia e le task force edilizia scolastica hanno monitorato sul campo oltre 2.100 interventi in 15 regioni.
ItaliaSicura/Scuole ha inoltre compiuto un'azione quotidiana di supporto e guida per le Amministrazioni locali che hanno sempre trovato nell'ufficio un punto di riferimento. 
L'operazione #Sbloccascuole, avviata da #Italiasicura nel 2014 e replicata fino al 2018 ha permesso allentamenti dei vincoli di bilancio degli Enti locali per 1.196 milioni di euro che hanno finanziato oltre 1.000 interventi di edilizia scolastica. 
Online sul sito www.cantieriscuole.it , realizzato da questa struttura di missione, sono mappati tutti i cantieri avviati in Italia da nord a sud.
L’azione di Italiasicura/Scuole è online sul sito www.italiasicura.governo.it nella sezione dedicata all’edilizia scolastica ed è riassunta nel volume “Fare Scuola” consultabile gratuitamente sullo stesso sito. 
 
Un grazie sentito al Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca per la proficua collaborazione e a tutte le istituzioni e associazioni che in questi quattro anni hanno affiancato Italiasicura per garantire scuole moderne, sicure, all’avanguardia. 
Perché investire nella scuola vuol dire investire nel futuro dell’Italia.
E ADESSO?
Come riportato sul sito Italia Sicura, sono stati spesi la metà dei fondi: restano 5 miliardi da spendere che potevano completare le opere incomplete e avviare nuovi interventi.

Come potete vedere dalla mappa, se vi avvicinate ai puntini rossi, trovate i dettagli del "cantiere" aperto: ci sono scuole che ancora non hanno visto completare i lavori.
Cosa accadrà bloccando i fondi? Quando li porteranno a termine?

Il Miur (Ministero dell' Istruzione Università e della Ricerca) sull’argomento precisa:
Dal Ministero assicurano che la cancellazione della struttura di Missione “non comporterà alcun arretramento sul tema dell’edilizia scolastica, che resta una priorità sulla quale ci saranno presto comunicazioni specifiche. Il Ministero porterà avanti il lavoro sull’edilizia e lo farà anche attraverso l’Osservatorio dedicato che riunisce i Ministeri competenti e tutti gli attori coinvolti. Inoltre presso il Ministero esiste una apposita direzione competente che continuerà ad occuparsi del tema anche rafforzando la propria azione”.

Dunque, perché cancellare quel progetto? Solo perché era stato aperto dal Pd di Matteo Renzi?
A che serve chiudere le opere buone della vecchia Legislatura se sono state utili alla comunità? Solo per paura che i meriti se li prendano i politici del Pd? 
Che senso ha mettere a rischio la sicurezza degli studenti per una ridicola lotta fra partiti?


FONTI E LINK
  • http://www.governo.it/articolo/al-operazione-sbloccascuole-480-milioni-ledilizia-scolastica/4113
  • http://italiasicura.governo.it/site/home/scuole/faq/sbloccascuole.html
  • http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/014/004v01_RS/00000011.pdf
  • http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/15G00222/sg
  • https://quifinanza.it/soldi/sbloccascuole-firmato-decreto-da-480-milioni-di-euro-per-ledilizia-scolastica/65425/
  • http://italiasicura.governo.it/site/home/news/articolo2451.html
  • http://www.corriereuniv.it/cms/2018/07/edilizia-scolastica-governo-chiude-scuole-sicure-ci-sono-ancora-5-miliardi-non-spesi/
  • https://www.orizzontescuola.it/edilizia-scolastica-ascani-pd-chiusa-la-struttura-di-missione-governi-spieghi-destinazione-dei-5-miliardi-non-spesi/
  • http://italiasicura.governo.it/site/home/scuole/sbloccascuole/annualita-2017.html

domenica 8 luglio 2018

Terremoto nel centro Italia:a che punto è la ricostruzione? Un viaggio tra fake news,case che cadono a pezzi e sciacalli improvvisati

di Lapenna Daniele



Dalla grande solidarietà delle persone che donarono vestiti, cibo e denaro, alla bufala sui fondi terremoto spariti, proseguendo per le case ancora in via di costruzione e quelle terminate che oggi cadono a pezzi, per finire agli sciacalli che approfittano, ancora oggi, della tragedia, per trarne profitto. Facciamo il punto della situazione

Fu notevole la partecipazione collettiva nel contribuire a dare una mano per la ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto: tra invio di sms solidali, di abiti e cibo che divennero persino troppi per poterli sistemare nei luoghi, sino all' invio di pecore dalla Sardegna per far ripartire l' economia locale, gli italiani si dimostrarono altruisti. In molti paesi i negozi hanno riaperto, rilanciando la sfida alla sfortuna che ha voluto distruggere le loro attività e, in alcuni casi, come in Emilia Romagna, colpita dal sisma nel 2012, ci si può rialzare più forti di prima (leggi "Terremoto Emilia-Romagna:la ricostruzione ha funzionato,e il Pil cresce a ritmi superiori rispetto al 2012").
Ma com'è la situazione oggi nelle zone terremotate?

LA FAKE NEWS SUGLI SMS SOLIDALI
Sandro Pirozzi
sindaco di Amatrice
Partiamo subito evidenziando la falsa notizia secondo la quale i soldi donati ai terremotati, colpiti dal sisma del 24 agosto 2016, tramite gli sms solidali, siano spariti. C'è chi ha incolpato l' allora governo Renzi, chi i gestori telefonici ai quali giungevano gli sms, chi certe banche. Niente di tutto questo. Si tratta di "bufale".

Fu l' allora sindaco di Amatrice, Sandro Pirozzi, a sostenere che fossero spariti. La Protezione civile rispose immediatamente sostenendo che non fosse sparito neanche un euro, ma che le donazioni fossero nella contabilità del Commissario straordinario per il sisma.
Il sindaco Pirozzi, vincitore delle comunali per due volte con una lista civica ma militante nel partito di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, sollevò la questione secondo la quale i fondi non fossero arrivati ad Amatrice lamentandosi del Governo Renzi. In questo articolo, lungo ma dettagliato, di NextQuotidiano si può facilmente apprendere che il denaro arrivò, ma fu distribuito per i vari paesi colpiti, anche in base alle norme vigenti.

Intanto, la Protezione Civile rispose con un comunicato ufficiale:
In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all'utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500, si precisa che, come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell'emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici.

In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo.

Saranno i territori a valutare, in raccordo con Regioni e Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell'ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli.
Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento

Grecia:in arrivo gli ultimi 11 miliardi di aiuti. Con la disoccupazione giovanile al 43 per cento e il debito pubblico a 170 miliardi, la crisi non sembra esser finita

di Lapenna Daniele


La Grecia ha ricevuto, ad oggi, un totale di 260 miliardi di aiuti dalla Troika. La crisi però non è finita: la disoccupazione a livelli preoccupanti, la riduzione degli stipendi, le persone sfrattate dalle abitazioni, la situazione sembra non esser migliorata per nessuno


Al governo greco è arrivata l'ultima tranche di aiuti da 11 miliardi: il denaro ha sempre lo stesso scopo, ovvero la ristrutturazione del debito. La notizia è importante perché, dopo questi, dovrà cavarsela autonomamente. Con il debito ai massimi storici, la disoccupazione giovanile al 43%, e la diminuzione degli stipendi, si intravede un futuro ancora buio.

ULTIMI AIUTI
Dopo la crisi esplosa nel 2009, si intravede la fine del programma di aiuti da parte del Fmi, Ue e Bce, la cosiddetta Troika che ha imposto, in questi anni, a tutti i cittadini greci, una politica di austerità che li ha portati ad una crisi senza precedenti.

I prestiti totali arriveranno a 260 miliardi: una cifra astronomica a vederla così. Nonostante nell' ultimo triennio il debito pubblico sia leggermente sceso, attualmente si aggira ancora sui 170 miliardi che, in confronto ai 94 del 1999 e agli attuali 92 della media europea, risultano ancora troppi per parlare di uscita dalla crisi. Senza contare il rapporto deficit-pil al 180% (a questo link potete vedere e modificare un grafico inerente il debito degli Stati europei, Italia inclusa).

APPROFITTATORI DELLA CRISI GRECA
Nazioni dell' area Shengen
- clicca per ingrandire -
Qualcuno, però, dalla crisi greca ci ha guadagnato. 
È il caso ad esempio della Germania: dal 2010, acquistando le obbligazioni greche per rimpinguare il debito della nazione ellenica, si è ritrovata in mano qualcosa che ha poi fruttato introiti ovvi.
Le obbligazioni, acquistate dalla Bundesbank - trasferite poi alle casse statali - hanno permesso un guadagno di circa 3,4 miliardi di euro: l' accordo prevedeva che, qualsiasi interesse scaturito dai bond ellenici, sarebbe stato rigirato alla Grecia. Questo è avvenuto solo in parte cedendo meno di 1 miliardo e tenendo, nelle casse tedesche, più di 2 miliardi di interessi.

Ci stanno guadagnando i cinesi e i russi, investendo in Grecia. Chi investe o acquista un immobile nella nazione, riceve una golden visa: si tratta di un permesso per viaggiare senza visto e ottenere vantaggi fiscali. È una grande utilità per chi non si trova nell' area Shengen e vuole entrare in quei Paesi con più facilità. Per russi  e cinesi sarà più facile entrare nelle nazioni dell' area (quelle in blu dell' immagine sopra).
La Grecia ha assegnato 2.053 golden visa tra il 2013 e il 2017 e gli investitori cinesi rappresentano il 43% del totale, mentre i russi sono al secondo posto con il 18,6%. I turchi sono al terzo posto con l’8,%. La Grecia ha raccolto più di 513 milioni di euro di investimenti esteri dal programma dei visti.

I PROBLEMI ATTUALI
Gli stipendi, negli anni, hanno subito una diminuzione sino del 40%, rendendo le famiglie ancora più povere. Il tasso di disoccupazione è il più alto di tutti i Paesi dell' UE con il 21%: quasi il 50% dei giovani sino ai 25 anni è senza  lavoro, assieme agli over50, molti dei quali ritrovatisi senza impiego né ammortizzatori sociali per sopravvivere.

Molti, laureati e specializzati con scienziati e dottori, hanno lasciato il Paese in cerca di fortuna altrove: si tratta di circa 1 milione di persone. Se si pensa che la popolazione greca è di 10 milioni, si capisce che sono davvero tanti quelli che hanno deciso di fuggire dalla quella crisi infinita.
Il 22,2% della popolazione si trova in una situazione di povertà estrema, e il 36% è al limite per finirci. Il numero di bambini che vive sotto la soglia di povertà è del 40%, mentre gli anziani vivono con pensioni ridottesi del 50% che utilizzano per sostenere famigliari e figli rimasti disoccupati.

FONTI E LINK UTILI
  • http://www.rainews.it/dl/rainews/media/crisi-greca-aste-giudiziarie-online-tra-le-proteste-di-chi-perde-la-casa-52efc31d-932a-44a4-9f70-9f20e5388cad.html
  • http://www.occhidellaguerra.it/germania-crisi-grecia/
  • https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2018/06/21/crisi-greca-germania-miliardi-guadagno/221252/
  • http://www.rivistamissioniconsolata.it/2018/03/01/grecia-ripresa-economica-sulla-pelle-dei-poveri/
  • http://vocidallestero.it/2018/06/21/ktg-la-germania-ha-guadagnato-29-miliardi-di-euro-grazie-alla-crisi-della-grecia-dal-2010/
  • http://www.repubblica.it/economia/2018/06/14/news/grecia_via_libera_all_ultimo_pacchetto_di_austerity_atene_vede_la_fine_del_tunnel-199010475/
  • http://www.rivistamissioniconsolata.it/2018/03/01/grecia-ripresa-economica-sulla-pelle-dei-poveri/
  • https://www.italiaoggi.it/news/grecia-l-operazione-e-riuscita-perfettamente-2282654
  • https://www.glistatigenerali.com/euro-e-bce_istituzioni-ue/la-crisi-greca-spiegata-in-parole-semplici/
  • http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-07-14/la-germania-incassa-134-miliardi-euro-profitti-prestiti-ad-atene-195033.shtml?uuid=AE8XAjxB&refresh_ce=1
  • http://www.rainews.it/dl/rainews/media/crisi-greca-aste-giudiziarie-online-tra-le-proteste-di-chi-perde-la-casa-52efc31d-932a-44a4-9f70-9f20e5388cad.html
  • https://it.businessinsider.com/paradosso-grecia-a-sette-anni-dalla-crisi-i-conti-migliorano-ma-i-greci-vivono-peggio/
  • https://www.money.it/Perche-russi-e-cinesi-stanno-comprando-casa-in-Grecia