martedì 18 settembre 2018

Tariffe telefoniche: il prezzo bloccato non esiste. Ecco perché


di Lapenna Daniele

Alcuni operatori di telefonia propongono un prezzo bloccato della tariffa, sia per mobile che per fisso, sostenendo che l' importo non cambierà mai. In realtà, il "prezzo fisso per sempre" non esiste, ed è riportato anche nelle Condizioni Contrattuali del gestore, documenti che firmiamo, ma non leggiamo mai


Cosa ci attrae della promozione di un operatore telefonico? Ovviamente il prezzo. E se il costo della tariffa è "per sempre", non saremo forse convinti che sarà quella che farà al caso nostro?

Nonostante si creda che la tariffa a prezzo bloccato per un periodo illimitato sia una promozione realmente esistente, la verità è un' altra: il prezzo bloccato non esiste. Vediamo il perché.

WIND: PREZZO BLOCCATO PER... QUALCHE ANNO
Wind è l' operatore che, da anni, propone spesso tariffe a prezzo bloccato, specie per la linea fissa. Non specifica una durata, ma riporta, in grande, che il costo - indicato, per ragioni di marketing, come costo mensile e senza IVA 22% - è fisso per sempre.

Chi ha scelto una tariffa del genere con Wind Infostrada, per fisso o smartphone, sa benissimo che il prezzo, dopo qualche anno, è aumentato, e neanche una sola volta. Si è passati ad esempio a 23,90 euro mensili alla stipula del contratto a più di 26 euro. 
Non si tratta di una truffa perché i fogli del contratto specificano tutto, il problema è che noi non leggiamo mai tutti quei fogli. Ci capiterà così di incappare in situazioni spiacevoli ma completamente legali.

Prendiamo il documento delle Condizioni Contrattuali che viene allegato alla sottoscrizione del contratto ma che è anche già disponibile sul sito di Wind Infostrada e consultabile senza aver sottoscritto nulla.

A questo link troviamo i moduli per la telefonia fissa. Clicchiamo su quello "Condizioni Generali di Contratto in vigore" e andiamo a pagina 2, al punto 13. Il puno che riporto è di un Contratto di qualche anno fa, questo qui. Leggiamo
« 13.1 Infostrada potrà modificare le specifiche tecniche dei Servizi, aggiornare i corrispettivi per i Servizi nonché variare le presenti Condizioni Generali, per esigenze tecniche ed economiche comunicandolo al Cliente secondo quanto previsto dall’ art. 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche »
L' art. 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche riporta che
"Il contraente [cioè il cliente], qualora non accetti le modifiche delle condizioni contrattuali da parte delle imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica, ha diritto di recedere dal contratto senza penali nè costi di disattivazione. Le modifiche sono comunicate al contraente con adeguato preavviso, non inferiore a trenta giorni, e contengono le informazioni complete circa l'esercizio del diritto di recesso".

Nel nuovo documento attualmente in vigore presente sul sito Infostrada (questo), allo stesso punto apprendiamo ulteriori motivazioni per l' aumento di prezzo:

13.1 WIND potrà modificare le specifiche tecniche dei Servizi, aggiornare i corrispettivi per i Servizi, nonché variare le presenti Condizioni, per i seguenti giustificati motivi:
i) sopravvenute esigenze tecniche e gestionali quali, a titolo meramente esemplificativo, sopravvenuta  evoluzione/inadeguatezza  tecnica  della  rete  o  delle  caratteristiche  dei  servizi  ecc.; 
ii)  intervenuti  mutamenti  del  quadro  normativo/regolamentare che determinino uno squilibrio economico, tecnico o gestionale nella fornitura del Servizio;
iii) andamento e modifiche delle condizioni strutturali di mercato e/o di posizionamento dell’offerta, quale, a titolo meramente esemplificativo, strutturale variazione  dei costi tecnici e commerciali sostenuti per l’erogazione del Servizio.
WIND rinuncia a tale diritto in relazione alle condizioni di singole specifiche  offerte  promozionali  per  le  quali  sia  espressamente  indicata  una  durata  predeterminata,  per  la  durata  della  stessa. 

sabato 1 settembre 2018

Melegatti: firmato l'accordo per i licenziamenti. La storia del tracollo di un'azienda a causa di investimenti sbagliati

di Lapenna Daniele


Ieri è stato firmato l'accordo tra sindacati e curatori fallimentari: i lavoratori della Meledatti saranno licenziati il 20 dicembre 2018, giorno in cui scadrà definitivamente la cassa integrazione.
La storia del tracollo di una azienda leader in Italia a causa degli investimenti sbagliati dei proprietari


La Melegatti è fallita il 29 maggio scorso e i lavoratori erano già stati messi in cassa integrazione straordinaria con scadenza 20 dicembre - non sarà più prorogabile -, giorno nel quale verranno definitivamente licenziati.
Oggi sono undici i dipendenti operativi (che non sono in cassa integrazione) nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto (Verona) per proseguire la produzione autorizzata dal tribunale per il periodo dal 21 giugno al 21 dicembre.
Cgil, Cisl e Uil stanno proseguendo con l'appello ad imprenditori esterni per salvare l'azienda acquistando questa azienda che, in Italia, ha fatto la storia.


LA STORIA DI UN MARCHIO STORICO
Domenico Melegatti
[Verona, 16 settembre 1844
Verona, 31 gennaio 1914]
L' azienda fu fondata da Domenico Melegatti per la produzione di panettoni, colombe pasquali, torte e croissant. Il Ministero dell'Agricoltura e Commercio del Regno d'Italia gli assegnò, il 14 ottobre 1894, l'attestato di Privativa che riconosceva il brevetto per la produzione del pandoro.

Il successo del pandoro fu tale che nacquero delle imitazioni arrivando anche a battaglie legali.
Negli anni a seguire ci fu la fondazione della Casa del Pandoro e la nascita dello storico logo con le tre mele e i due gatti rampanti attorno alla forma stilizzata del dolce.
Nei primi anni del '900 il pandoro divenne un prodotto affermato in tutto il nord-italia, al punto da poter entrare in concorrenza con il panettone di Milano, città in cui Melegatti aprì un suo negozio rimasto attivo sino all'inizio della prima guerra mondiale.

Alla scomparsa di Domenico Melegatti, avvenuta nel 1914, in mancanza di eredi diretti, la pasticceria passò alla nipote Irma Barbieri, che ne prese le redini col marito Virgilio Turco, direttore del negozio di Milano, che venne contestualmente chiuso.
Alla morte di Virgilio Turco e Irma Barbieri l'azienda passò ai figli Antonio, Giuseppe, Carolina, sposata con Ronca, e Lorenza Turco (uscita poi dall'azienda). 

Per questo, oltre alla famiglia Turco, nell'azionariato Melegatti entrò la famiglia Ronca. Da allora le due famiglie, con il 50% ciascuno di proprietà, avranno strategie aziende diverse e contrasti che hanno poi causato il tracollo.
Negli anni '80, però, gli affari andavano bene e infatti iniziarono a seguire investimenti che, a vederli oggi, a distanza di decenni, sembrano assurdi. La pubblicità recitava “La fortuna lo sai, con Melegatti è più  dolce che mai“, proprio perché, acquistando un panettone, si partecipava all' estrazione per vincere dei premi: auto Maserati, pellicce Canali, cucine Scavolini, e tanti altri regali che portarono i consumatori a gettarsi nell' acquisto del panettone più famoso d' Italia.

IL TRACOLLO PER SCELTE AZIENDALI SBAGLIATE
Nel 2016 la società, presieduta da Emanuela Perazzoli, dopo la scomparsa di Salvatore Ronca, entrò in una crisi economica dovuta soprattutto per l'investimento molto oneroso per l'apertura di un nuovo stabilimento a San Martino Buon Albergo, vicino Verona.
Lo scopo era creare un mercato anche per il periodo non natalizio, brioches e altri tipi di dolciumi che sarebbero stati introiti per i mesi in cui non si mangiava il panettone.

venerdì 31 agosto 2018

Samsung: associazione scopre sfruttamento minorile nelle fabbriche


Lavoratori con meno di 16 anni che seguono turni di 11 ore di lavoro, costretti a svolgere compiti pericolosi senza un'adeguata protezione che ha provocato anche casi di avvelenamento da benzene e metanolo.
La denuncia è partita dalla China Labour Watch, un' associazione per i diritti dei lavoratori, e dalle organizzazioni Peuples Solidaires e Sherpa

La questione è stata portata in risalto sia da due associazioni francesi, la Peuples Solidaires e la Sherpa, sia dalla China Labour Watch (CLW), un' associazione con sede a New York. 
Le prime due hanno aperto una causa legale presso il tribunale di Parigi a gennaio 2018 a carico sia della Samsung Electronics, filiale con sede in Francia, sia della Samsung World, la sede centrale sita in Corea del Sud. Le due associazioni francesi stanno denunciando la condizione dei lavoratori dal 2012.

LA SITUAZIONE DEI LAVORATORI
a sinistra, i lavoratori in fila per ritirare la loro uniforme da lavoro
a destra, gli stessi che si cambiano vicino agli armadietti della fabbrica
foto di proprietà di China Labor Watch
L' associazione China Labour Watch (CLW) si era introdotta nella fabbrica riprendendo i lavoratori e scoprendo che, diversi di questi, risultavano avere meno di 16 anni. Inoltre, tutti i dipendenti erano costretti a svolgere compiti pericolosi senza un'adeguata protezione: il report elenca, nei documenti pubblicati anche sul sito, anche casi di avvelenamento da benzene e metanolo che avrebbero causato malattie incurabili a molti dipendenti.
E non è tutto. I turni superano le 11 ore, vi è la mancanza di attrezzature adeguate ai rischi incorsi, e le condizioni di lavoro e di alloggio sono incompatibili con la dignità umana.

La Samsung, nel 2014, aveva sospeso ad esempio i rapporti con l'azienda Shinyang Electronics di Dongguan incriminata sempre dalla CLW la quale sottolineo che Samsung non riusciva a tutelare i lavoratori e i loro controlli nelle fabbriche erano e sono inefficaci. Gli attivisti della CLW, invece, si introducono nelle aziende fingendosi operai e intervistando i dipendenti delle stesse.

mercoledì 29 agosto 2018

Blocco nave Diciotti: "grazie" a Salvini,l' Italia ha speso 200mila euro,cinque volte di più se i migranti fossero sbarcati


Un articolo di L' Avvenire fa un semplice calcolo di quanto, la sosta forzata e ingiustificata della nave della guardia costiera italiana Diciotti, sia costata agli italiani. Si tratta di 200mila euro circa. Se gli extracomunitari fossero stati accolti in un centro di accoglienza, i costi sarebbero stati cinque volte di meno


Il giornalista Antonio Mira, nel suo articolo dettagliato su L' Avvenire, ha calcolato quanto è costato il blocco imposto da Salvini. I conti, consultando fonti istituzionali, sono subito fatti:

  • nave ferma per 10 giorni nel porto
  • 150 i richiedenti asilo (non sono stati considerati coloro che sono sbarcati perché minorenni o malati)
  • costo della motonave = 740,15 euro all’ora che, per 10 giorni, fanno 177.636 euro.La Diciotti ha dovuto tenere i motori accesi anche in porto per far funzionare i generatori

Ai 177.636 vanno aggiunte le spese per acqua, vitto e beni di prima necessità, pulizia, costi dell’equipaggio - 41 persone distolte dai loro compiti, i quali hanno fatto straordinari - assistenza sanitaria a bordo.
Il calcolo totale super i 200mila euro conteggiando anche gli straordinari dei membri della nave.

Emanuele Dessì,amico degli Spada,che pagava 7 euro di affitto al mese, perdonato e riammesso nei Cinque Stelle da Di Maio e Toninelli

di Lapenna Daniele


Nonostante l' amicizia con un esponente del clan mafioso Spada, e il fatto di risiedere in un appartamento popolare dove paga 7 euro al mese, Emanuele Dessì è stato riammesso nel MoVimento 5 Stelle da Toninelli e perdonato da Di Maio nonostante la pagliacciata di avergli fatto firmare un foglio dove rinunciava a candidarsi. Oggi, è e sarà senatore. L'onestà è, ormai, un vago ricordo


Ormai è chiaro: uno non vale uno.
L' atteggiamento degli esponenti del MoVimento 5 Stelle continua ad esser ipocrita e manipolatori di verità, così come avvenuto negli ultimi anni.

Ricordiamone alcuni:
L' ultimo caso è stato quello di Matteo Salvini: ministro dell' interno indagato per abuso d' ufficio, così come lo fu Alfano, non riceve lo stesso trattamento da Di Maio, suscitando l' indignazione di molti elettori 5 stelle
https://ilventunesimosecolo.blogspot.com/2018/08/salvini-indagato-come-lo-fu-alfano-di.html

Un caso recente, passato in secondo piano grazie all' astuta arma di distrazione di massa del "problema immigrazione" operata dal collega Salvini, è della riammissione, nel MoVimento, di Emanuele Dessì.

IL PARLAMENTARE AMICO DEGLI SPADA

Il suo nome finì sulle prime pagine di tutti i giornali a febbraio quando, a liste già consegnate, a un mese dalle elezioni, spuntarono fuori un video che lo ritraeva con  Domenico Spada, del clan mafioso ostiense, indagato per usura, e un post su Facebook nel quale raccontava di avere malmenato un ragazzo romeno.
Nonostante le smentite, L' Espresso scovò una chiacchierata su Facebook tra il parlamentare Cinque Stelle e Domenico Spada.

Salvini indagato come lo fu Alfano: Di Maio, però, difende l'alleato del governo.L' ipocrisia a Cinque Stelle


Il 25 febbraio 2016, il ministro dell' Interno Angelino Alfano fu indagato per abuso d' ufficio.
Luigi Di Maio si indignò e, su Twitter, scrisse un tweet dove espresse il suo parere

« Alfano indagato per abuso d'ufficio. Le nostre forze dell'ordine non possono avere il loro massimo vertice indagato. Si dimetta in 5 minuti! ».

Qualche giorno fa è stato Matteo Salvini ad esser indagato per aver trattenuto, sulla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti, i 177 migranti. Anch' egli è ministro dell' interno, solo che le accuse a suo carico sono: abuso d' ufficio, sequestro di persona e arresto illegale.

Luigi Di Maio, però, stavolta non si indigna, anzi, difende il suo amico-ministro: « Il nostro codice etico non è stato violato e la Lega è leale. Andiamo avanti, il nostro codice etico non è stato violato e la Lega è leale. Salvini non deve dimettersi », ha spiegato Di Maio al quotidiano torinese La Stampa.


venerdì 24 agosto 2018

Glifosato e tumori: Monsanto condannata a pagare 300 milioni di dollari.Ottomila le denunce

di Lapenna Daniele



Un giudice della California ha condannato la multinazionale Monsanto, acquisita dalla Bayer nel giugno scorso, a pagare un risarcimento di 289 milioni di dollari ad un giardiniere dacché colpito da un tumore causato dall' uso degli erbicidi a base di glifosato.
La sentenza riporta che non solo "la Monsanto era consapevole della pericolosità dei suoi prodotti" ma che abbia anche "minacciato gli scienziati che proclamavano i danni possibili causati dal glifosato".
Le analisi di laboratorio, inoltre, hanno rilevato il glifosato anche nei cereali per bambini


La sentenza, di una decina di giorni fa, dà un ennesimo colpo alle multinazionali che sperano sempre di farla franca: una condanna a pagare un risarcimento di quasi 300 milioni di dollari (poco più di 300 milioni di euro).
Il giornale inglese Dailymail riporta la storia dell' agricoltore Dewayne Johnson, di 46 anni, al quale, nel 2014, è stato diagnosticato il linfoma di non-Hodgkin, un tumore del sistema linfatico che, come riporta anche il sito web dell' Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), è causato dall'esposizione a radiazioni o a certe sostanze chimiche come erbicidi e insetticidi.
Le conseguenze della malattia sono gravemente invalidanti, e partono con un ingrossamento dei linfonodi in diverse sedi come campanello d'allarme, per arrivare a tosse, dolore al petto, difficoltà a respirare e, quando si diffonde nel sistema nervoso, mal di testa, debolezza, perdita di peso ma anche difficoltà di parola, sino alla morte.

IL GLIFOSATO CAUSA TUMORI
il giardiniere americano Dewayne Johnson,
al processo contro Monsanto
Johnson ha lavorato come giardiniere a Benicia, in California, nei giardini delle scuole. Ha spruzzato, per 30 anni, gli erbicidi della nota multinazionale, respirando e ponendo la sua pelle a contatto con quelle sostanze tossiche, mostrando ai giudici anche i danni provocati dall' erbicida.

Si tratta del Roundup e del Ranger Pro, due potenti pesticidi a base di Glifosato.
La sentenza ha confermato che il glifosato causa tumori e, su questa scia, sono in attesa altri processi per via delle quasi ottomila denunce da parte di altre persone che hanno subìto danni a causa di questa sostanza.

LA MONSANTO SAPEVA DELLA RELAZIONE GLIFOSATO-TUMORI, MA HA TACIUTO
Come detto, ci sono  migliaia di altre persone che si sono ammalate di cancro a seguito dell’utilizzo dei prodotti della Monsanto, ora di proprietà della tedesca Bayer che l'ha acquisita, nel giugno scorso, per la cifra di 63 miliardi di dollari.

La giuria californiana ha riportato nella sentenza che
“La Monsanto ha agito con malizia, minacciando gli scienziati che proclamavano i danni possibili causati dal glifosato. Inoltre non ha mai rivelato agli acquirenti i rischi dovuti all’utilizzo di questi erbicidi”
Inoltre, durante la lettura del giudizio, la giuria ha concluso che la multinazionale
“era consapevole della pericolosità dei suoi prodotti a base di glifosato ma ha scelto di non avvertire i consumatori

Gli italiani hanno una percezione del numero di immigrati superiore al numero reale di stranieri arrivati sino ad oggi in Italia

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Con un sondaggio, si è evidenziato che i cittadini europei, di qualsiasi nazione siano, stimano in eccesso il numero di immigrati giunti nel proprio Paese.

Il grafico sopra, pubblicato grazie al sondaggio di Euronews, mostra in blu la percezione che un cittadino ha del numero di immigrati presenti nella sua nazione mentre, in arancione, il numero reale.
La differenza per l' Italia [le prime due barre a sinistra], ad esempio, è evidente: gli italiani credono che ci siano almeno il quadruplo del numero reale di immigrati sbarcati sino ad oggi.

GLI SBARCHI SONO DIMINUITI, E  NON GRAZIE AL GOVERNO SALVINI-DI MAIO
Il problema è che è più facile dare credito alle bufale dei politici ora al governo che analizzare i dati reali. Nel mio articolo "Salvini e i suoi slogan pieni di falsità" ho riportato il dettaglio sugli sbarchi. Lo ripropongo qui.

Dai dati del Dipartimento di pubblica sicurezza, il numero degli sbarchi, sino a questo giugno 2018, sono diminuiti rispetto allo stesso periodo del 2017. Questo non è grazie al governo (che si è insediato solo 1° giugno 2018) ma colpa o merito (scegliete voi l'aggettivo che preferite) dell' azione dell'ex ministro degli interni Marco Minniti, ministro nel Governo Gentiloni, in carica proprio sino all' insediamento del nuovo governo Salvini-Di Maio.
L' ex ministro dell' Interno Minniti collaborò con il governo di Tripoli per fermare i flussi migratori provenienti da Ciad, Niger e Algeria, con il solo scopo di ridurre gli sbarchi in Italia.


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martedì 21 agosto 2018

Perché il tuo smartphone si scarica così velocemente? Ecco i metodi per far durare di più la batteria



Il secondo principio della termodinamica spiega che è impossibile caricare al 100% la batteria di un dispositivo elettronico, però è possibile far sì che questa non si deteriori troppo in fretta.
Ecco come prolungare la vita della batteria seguendo i consigli di una nota azienda che testa smartphone


Un articolo pubblicato su The Conversation, scritto da Steve W. Martin, un docente e studioso allo Iowa State University degli Stati Uniti, ci mostra il perché le batterie dei cellulari durino così poco.

LA DISSOLVENZA DI CARICA
Il prof. Martin ha prodotto diversi studi per trovare un modo per creare batterie che si ricarichino il prima possibile e che sopportino più cariche/scariche senza esaurire la loro capacità di tenere la carica dopo qualche anno. La soluzione è però lontana, e lo spiega con un semplice esempio.
« Ho insegnato termodinamica per più di trenta anni » racconta « Non esiste nulla che da allora abbia indicato la possibilità di poter superare le leggi fondamentali della scienza, per arrivare a produrre una batteria perpetua », ovvero una batteria che non si scarichi mai o che abbia una durata, dopo la carica, molto lunga.

La causa, spiega il docente, risiede nel problema che gli scienziati chiamano "dissolvenza di carica". È il risultato della seconda legge della termodinamica dove si afferma che, qualsiasi evento accada, ci sarà sempre una certa quantità di energia coinvolta nel processo non potrà più essere recuperata. Ogni volta che una batteria è caricata o scaricata c’è un po’ di energia che va sprecata, cioè una piccola parte di carica della batteria che, sprecata, non può più essere recuperata.

L' ENERGIA DISPERSA
Immaginiamo di avere due bicchieri, uno pieno d'acqua, l' altro vuoto.
Decidiamo di versare tutto il contenuto di quello pieno in quello vuoto: versando, ci saranno delle gocce che cadranno a terra mentre, al termine del travaso, noteremo che, nel bicchiere che prima era vuoto, ora ci sono delle goccioline nelle pareti interne, oltre a un po' d'acqua sul fondo.
Bene, quell' acqua (quelle gocce nel bicchiere e quelle sul ripiano) rappresentano quell' energia che la batteria dello smartphone perde e che non potrà mai più essere recuperata.

Ora immaginate di fare di nuovo questo travaso, ripetendolo per migliaia di volte, passando il liquido da un bicchiere all' altro: quant' acqua perderete? Veramente tanta, e alla fine avrete una quantità di acqua inferiore a quella di partenza, così come la batteria, dopo diversi anni, avrà una capacità di tenuta di carica inferiore a quando era stata acquistata.
Sotto c'è un video che mostra esattamente l'esperimento (considerato anche una specie di tecnica di rilassamento).

lunedì 20 agosto 2018

Governo Salvini-Di Maio: la settimana della vergogna e dell' indecenza

È stata una settimana orribile per la tragedia del ponte Morandi di Genova, ma anche di indignazione per tutto ciò che è accaduto intorno all' evento "grazie" ai membri del neo-governo insediatosi in Parlamento.
Ecco un piccolo riassunto (anche di post dei social) di ciò che è accaduto.



14 AGOSTO - a poche ore dalla tragedia del crollo del ponte di Genova, Salvini si vanta di risultati mai ottenuti, parlando di migranti. L' indecenza non ha limiti




14 AGOSTO - A poche ore dalla tragedia del crollo del ponte di Genova, cosa fanno quelli dello staff del MoVimento 5 Stelle? Cancellano dei post dal blog del MoVimento.



Ci viene poi raccontata la favoletta dell’imminente crollo del ponte Morandi”. 
Così si leggeva su un sito di attivisti del Movimento 5 Stelle (nel quale agli utenti era sufficiente essere iscritti per pubblicare contenuti) nel comunicato firmato dal Coordinamento dei comitati No Gronda. Era l’8 aprile del 2013.

Per il Coordinamento, la nuova autostrada sarebbe stata solo uno spot della giunta regionale. 
In realtà la costruzione del nuovo ponte avrebbe alleggerito il traffico del ponte Morandi e, forse, portato alla chiusura inutilizzo del ponte che questi attivisti indicano come ponte sicuro.


Dopo il crollo del 14 agosto, ecco sparire misteriosamente questo post dal sito web del MoVimento 5 Stelle
fonte


Nel 2014 dopo l'alluvione che colpì la città di Genova, Beppe Grillo assieme al Comitato "No Gronda" denunciava anch' egli lo spreco di denaro per le grandi opere.
L'opera della Gronda avrebbe dovuto alleggerire il traffico sul Ponte Morandi deviando almeno i mezzi pesanti, ma il leader dei pentastellati lo riteneva uno spreco di denaro e incitava il pubblico gridando: "Dobbiamo fermarli con l'esercito".
fonte

Matteo Salvini, intervistato da una giornalista di Rai3 su ciò che lui e Di Maio hanno subito affermato dopo il crollo, ovvero il voler togliere la concessione ad Autostrade per l'Italia (cosa di per sè impossibile da fare), lui risponde con una nuova campagna elettorale, eludendo palesemente la domanda della giornalista.

Salvini ha dimenticato quando anche la Lega veniva finanziata da Autostrade
e che lui stesso votò a favore del Decreto Salva Benetton che ideò il governo Berlusconi

Cadde il Governo Prodi, e, l' 8 maggio 2008, si insediò, per la quarta volta, Silvio Berlusconi. Dopo neanche un mese, ecco il cosidetto decreto "Salva-Benetton" che fu votato favorevolmente da, udite udite, Matteo Salvini che era già in Parlamento, sempre nella Lega Nord. Il decreto berlusconiano cancellò la legge del governo Prodi che legava gli introiti all' obbligo di rinvestirli nell' ammodernamento e manutenzione delle autostrade