sabato 21 luglio 2018

La Sacra Sindone appartenuta a Gesù Cristo è un falso? Un VIDEO con cinque motivi per dubitare della sua veridicità

La Sindone è la più sacra delle reliquie, dacché si sostiene abbia avvolto il corpo, ormai privo di vita, del Gesù Cristo del Nuovo Testamento della Bibbia. Si tratta di un oggetto autentico o un artefatto medievale? I motivi per dubitare della sua autenticità sono tanti.
Massimo Polidoro​, ci aiuta a indagare sul mistero...

martedì 17 luglio 2018

Federico Aldrovandi oggi avrebbe compiuto 31 anni.I poliziotti condannati non sono mai stati sospesi dal servizio


Il 18enne ferrarese, quella notte di 13 anni fa, fu fermato da quattro poliziotti, e morì a seguito delle percosse subìte.
Grazie all' indulto e al decreto "svuota Carceri" dell'allora ministro Paola Severino, tre poliziotti scontarono solo 6 mesi di reclusione a fronte di una condanna di 3 anni e 6 mesi, mentre il quarto, solo 1 mese di detenzione. Ci furono altre tre condanne per depistaggi delle indagini

Era l’alba del 25 settembre 2005 quando, l’allora diciottenne Federico Aldrovandi, moriva in seguito ai colpi ricevuti durante un controllo di polizia

Tornava a casa in via dell’Ippodromo a Ferrara. Era solo dopo aver passato la serata con alcuni amici. Sulla via del ritorno fu stato fermato da 4 agenti di polizia, arrivati per la telefonata di una residente che si lamentò per gli schiamazzi. 

Secondo quanto si legge nella sentenza della Corte d’appello, il ragazzo era in evidente agitazione psicomotoria, calciò a vuoto contro gli agenti i quali, invece portare alla calma, chiamare il 118 per le prime cure sanitarie dopo l’eventuale identificazione, perseguirono un'inaudita violenta
Percosse anche quando lui gridava «Aiuto, basta». Per Federico, 54 lesioni e la morte avvenuta per asfissia da compressione toracica. Era nato il 17 Luglio 1987.

LA NON-CONDANNA
Sono quattro i poliziotti, di due volanti, che fermarono quella notte il povero ragazzo: 
Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto. Questi, nel processo, invocarono la legittima difesa. Nel 2012, nella sentenza definitiva, furono tutti condannati per eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi in via definitiva, a 3 anni e 6 mesi di reclusione (oltre a un risarcimento).
La pena, però, fu coperta dall' indulto per 36 dei 42 mesi di carcerazione, dando loro una condanna finale di soli 6 mesi di carcere.

L'agente Forlani tentò di difendersi in un post su Facebook
La sentenza della Cassazione è del 2012. Per loro non ci fu l'espulsione dal corpo di polizia. I quattro poliziotti scontarono la condanna e sono stati reitegrati in servizio

I DEPISTAGGI
I familiari di Federico hanno dovuto fronteggiare anche assenza di collaborazione da parte delle istituzioni italiane e depistaggi dell'inchiesta.

Nel marzo 2013, Monica Segatto, l'unica donna del gruppo, venne scarcerata sulla base del decreto Severino (d.lgs. 235/2012 "Decreto svuota-carceri") dopo un mese di detenzione e ammessa al regime degli arresti domiciliari. 
Tre dei quattro poliziotti (eccetto Forlani) ritornano in servizio nel gennaio 2014, destinati a servizi amministrativi. 
Il 5 marzo 2010 tre poliziotti furono condannati nel processo Aldrovandi bis su depistaggi nelle indagini mentre un quarto fu rinviato a giudizio. La decisione sui depistaggi conferma l'ipotesi accusatoria dell'intralcio alle indagini fin dal primo momento. 
Le condanne furono per: 
  • Paolo Marino, dirigente dell'Upg all'epoca, a un anno di reclusione per omissione di atti d'ufficio, per aver indotto in errore il PM di turno, non facendola intervenire sul posto
  • Marcello Bulgarelli, responsabile della centrale operativa, a dieci mesi per omissione e favoreggiamento
  • Marco Pirani, ispettore di polizia giudiziaria, a otto mesi per non aver trasmesso, se non dopo diversi mesi, il brogliaccio degli interventi di quella mattina
  • Luca Casoni, il quarto poliziotto coinvolto, che non aveva scelto il rito abbreviato, fu sottoposto a processo a partire dal 21 aprile di quell'anno. Il 27 gennaio 2011 venne poi assolto dall'accusa di falsa testimonianza perché il fatto non sussisteva e assolto dalle accuse di favoreggiamento e omissione d'atti ufficio perché il fatto non costituiva reato.





FONTI E LINK UTILI

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Caso_Aldrovandi
  • https://www.vanityfair.it/news/italia/2012/06/25/federico-aldrovandi-agenti-poliziotti-condannati-cassazione
  • https://www.vanityfair.it/news/italia/15/09/24/anniversario-10-anni-federico-aldrovandi
  • https://www.agi.it/politica/legge_severino_come_funziona-3887978/news/2018-05-12/
  • https://www.youtube.com/watch?v=8PckFmWBFR8

sabato 14 luglio 2018

Luigi Di Maio contro il CETA: quando la disinformazione raggiunge le istituzioni

di Lapenna Daniele


Il ministro del lavoro Luigi Di Maio espone l'ennesima "bufala" in merito alla politica estera invitando a votare contro il CETA, l'accordo di libero scambio fra Italia e Canada. Il ministro del lavoro mostra solo di voler solo tenersi i voti degli elettori, condannando le imprese italiane allo sfacelo.
Tra i detrattori del CETA, anche Coldiretti, associazione che è solita ad attacchi unidirezionali

Dopo il fumo negli occhi che il ministro del lavoro Di Maio sta gettando in faccia ai lavoratori con il Decreto Dignità (qui un articolo dettagliato sull' inutilità del decreto), ora arriva il commento sul CETA che è ancora più importante perché, nella sua dichiarazione, Luigi Di Maio afferma « se anche uno solo dei funzionari italiani all’estero [riferimento ai parlamentari europei italiani] continuerà a difendere trattati come il Ceta, sarà rimosso »

Il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea è entrato in vigore il 21 settembre 2017, ed è attualmente in fase di ratifica da parte di ognuno dei Paesi membri dell' Ue.

Ma è giustificata la paura verso il CETA così come lo era quello verso il TTIP? [qui un mio articolo dettagliato sui pro e i contro del TTIP]

LE PAURE INFONDATE PER IL CETA
Erano nati siti web contro il TTIP che, per "par condicio", stanno ora scrivendo anche contro il CETA.
Tra le varie motivazioni, ci sono le stesse questioni, una delle quali riguarda la qualità degli alimenti che saranno importati nelle nostre nazioni. Il problema è che i gestori di questi siti web e pagine social non spiegano tutto ciò che si dovrebbe spiegare proprio perché sono di parte.

Il CETA, l'Accordo Economico Commerciale Globale, stipulato tra Unione Europea e Canada, deve esser ratificato da ogni nazione europea ed è simile al TTIP, solo che quest' ultimo modificava i trattati con gli Stati Uniti. Cosa comporterà? Cosa cambierà in merito alle condizioni di scambio commerciale fra Italia e Canada che ci sono oggi?

Una volta applicato - leggiamo dal sito istituzionale dell'UE -, il CETA
  1. offrirà alle imprese europee nuove e migliori opportunità commerciali in Canada
  2. sosterrà la creazione di posti di lavoro in Europa
  3. Eliminerà i dazi doganali
  4. porrà fine alle restrizioni nell'accesso agli appalti pubblici
  5. aprirà il mercato dei servizi
  6. offrirà condizioni prevedibili agli investitori
  7. contribuirà a prevenire le copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell'UE

LA NON-LOGICA DI CHI È CONTRO

Nella pratica, l' accordo agevolerebbe l' Italia nelle esportazioni.
Ad esempio, il nostro Paese esporta in Canada, circa 50 milioni di euro di formaggi che, con l' eliminazione dei dazi, potrebbe veder aumentare le esportazioni.

Chi si batte contro il CETA è perché ha paura dell' aumento di importazione del grano canadese che oggi comprende una fetta sostanziale del mercato italiano.
 
L'Italia, oggi, importa più del 50% del grano tenero e il 30/40% del grano duro da Francia e dai Paesi dell’Est europa come Ungheria, Romania, Polonia, ma anche dalla Russia, Ucraina e Khazakistan, ma anche da Stati Uniti e Canada (dalle quali provengono spesso i frutti oleosi come arachidi, noci, nocciole).
Questo avviene perché il fabbisogno dei cittadini italiani è tale da non rendere sufficiente il grano coltivato in Italia, infatti, anche le olive (e l'olio già lavorato) viene importato da altre nazioni europee o non europee come Marocco e Tunisia (se leggete sulle etichette delle bottiglie di olio trovate la dicitura "Olio ottenuto da spremitura di olive UE" oppure "Olio ottenuto da spremitura di olive NON UE").

mercoledì 11 luglio 2018

Udine:abbattuti campi di mais Ogm della Monsanto,anche se legali per la Corte Europea

Giorgio Fidenato
di Lapenna Daniele


L' imprenditore friulano Giorgio Fidenato, nel 2014, piantò mais ogm della Monsanto, ma il Ministero delle politiche agricole ne ordinò l' abbattimento.
Oggi,  l' attuale governo ha ordinato un nuovo abbattimento delle piante di mais ripiantate dall' agricoltore, anche se la sentenza della Corte Europea ne consente la coltivazione



Siamo a Colloredo di Monte Albano, un comune italiano di duemila abitanti in provincia di Udine. 
Il corpo forestale regionale si appresta ad abbattere, ancora una volta, i 6mila metri quadri di coltivazioni di mais transgenico dell' agricoltore Giorgio Fidenato. Si tratta del mais della multinazionale statunitense Monsanto, identificato dalla denominazione "zea mays L. Linea MON810".

L' ordinanza del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dell' attuale governo - il cui ministro e Gian Marco Centinaio, Lega-Salvini - va a imporre il rispetto del decreto emanato lo scorso luglio con il quale si invitava, il proprietario delle colture, ad abbattere le piante di mais. Al suo rifiuto, l' autorità è intervenuta così come fece già nel luglio 2014.

MAIS OGM CONSENTITO DALL' UNIONE EUROPEA
La domanda che molti si pongono è: se il mais è ogm, perché continuare a piantarlo?

La persistenza del sig. Fidenato risiede nella sentenza n.C-36/11 del 6 settembre 2012 della Corte di Giustizia Europea - riportata anche sul sito della Camera dei Deputati, all' epoca della XVI legislatura - nella quale si afferma che, il mais geneticamente modificato si può commercializzare solo se non c'è alcuna prova che ne attesti la pericolosità o tossicità.

Nella sentenza si legge che:
Con decisione 98/294/CE, del 22 aprile 1998, concernente l’immissione in commercio di granturco geneticamente modificato (Zea mays L. Linea MON 810) a norma della direttiva 90/220 (GU L 131, pag. 32), la Commissione autorizzava la commercializzazione delle linee pure ed ibride provenienti dalla linea del mais MON 810, su richiesta della Monsanto Europe SA (in prosieguo: la «Monsanto Europe»), sul fondamento della direttiva 90/220
Quindi, non è impedita la coltivazione ma, il governo italiano, procedette e ha comunque proceduto, ancora una volta, alla distruzione delle piante in base alla direttiva n.412 dell' 11 marzo  2015 la quale stabilisce che ogni Paese membro dell' Unione Europea può decidere, autonomamente, anche andando contro la direttiva europea, se vietarne la coltivazione
Il governo italiano ha applicato questa direttiva anche qualche giorno fa, abbattendo tutti i 6mila metri quadri di coltivazione.


FONTI E LINK UTILI

  • Sentenze della Corte Europea
    http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?docid=126437&doclang=IT
    http://leg16.camera.it/1001?current_page_16176=10
    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31998D0294
    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=celex%3A32015L0412
  • La corte europea boccia il ministero delle politche agricole
    http://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/EAI/anno-2013/biotecnologie-per-lo-sviluppo-sostenibile/focus-mais-ogm-la-corte-di-giustizia-europea-boccia-il-ministero-delle-politiche-agrarie
  • http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-10-19/non-si-puo-sequestrare-terreno-mais-ogm-173302.shtml?uuid=AE65P6rC
  • http://www.udinetoday.it/cronaca/corte-giustizia-ue-ragione-giorgio-fidenato.ogm
  • https://ilsalvagente.it/2018/07/10/ogm-la-forestale-abbatte-mais-illegale-in-friuli/
  • http://www.udinetoday.it/cronaca/distruzione-campi-ogm-giorgio-fidentato-friuli-vivaro-colloredo-monte-albano.html

Boldrini:«Ho chiamato al telefono chi mi insultava: c'è chi si è disperato e chi ha mandato la moglie a rispondere»

di Lapenna Daniele



Laura Boldrini, ospite a In Onda, La7, parla degli utenti di Facebook che la insultarono e minacciarono di morte. Li denunciò e poi li chiamò al telefono, scoprendo reazioni diverse: ci fu chi mandò la moglie o un genitore a rispondere, sino a chi si mostrò disperato.
A fine articolo, la storia del professore bullizzato e perseguitato dagli studenti



Si chiamano, nel gergo di internet, "leoni da tastiera": persone che, dietro un computer, insultano, minacciano (anche di morte), vomitano (metaforicamente) odio, rabbia, come veri e propri leoni, con aggressività. Il punto è che, nella realtà, sono, spesso, pecorelle.

Sulla sua pagina Facebook, l' ex presidente della Camera, Laura Boldrini, pubblicò  nomi e cognomi di chi, su Facebook, la insultò e minacciò.
« Li ho chiamati per telefono, invitandoli alla Camera per discutere con me » spiega la Boldrini, al programma In Onda, su La7 « Le reazioni sono state molto strane: c’è chi si è disperato, c’è chi ha fatto rispondere alla moglie e alla madre per chiedere scusa ».

Un po' come accadde ad uno degli haters (in inglese da hater, odio, quindi, "coloro che odiano") di Vladimir Luxuria, che si trovò, grazie al programma Le Iene, a faccia a faccia con un suo "odiatore" (qui il video del servizio). Le Iene lo contattarono su Facebook inventando di averlo scelto per un incontro con Ilary Blasi, in merito ad una puntata del programma. La reazione del ragazzo quando si trovò davanti a sè Luxuria, che aveva insultato in diversi pesanti modi su internet, fu prevedibile: si vergognò e si mostrò molto imbarazzato, senza riuscire a ripetere, davanti all' ex parlamentare (e alle telecamere), i suoi insulti scritti su Facebook.

Con 5 milioni di poveri, il Governo loda l'acquisto per 100 milioni di Ronaldo alla Juventus

di Lapenna Daniele



Con oltre 5 milioni di italiani in povertà assoluta, cosa fa il Ministero dei Trasporti (dove siete Danilo Toninelli, del MoVimento 5 Stelle)?


Elogia, con un post su Twitter, l' acquisto di Christiano Ronaldo della Juventus. 100 milioni di euro per una persona. Un post che fa schifare le persone povere d'Italia, e non solo loro.

Dopo un po', però, chiunque del MIT che ha critto il post, lo ha cancellato, riportando le (ridicole) scuse.






Essendo il Ministero di Toninelli, si suppone, forse, lo abbia scritto lui. Ma si tratta di un banale errore, suvvia, mica come ieri quando, lo stesso ministro Toninelli, ha scambiato un rimorchiatore per un incrociatore.

FONTI E LINK UTILI

  • https://www.fanpage.it/cristiano-ronaldo-alla-juve-il-ministero-dei-trasporti-esulta-su-twitter-poi-si-scusa/
  • http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/07/10/scivolone-toninelli-vos-thalassa_RIFWIZxXBvqfqM5BHHf3cP.html?refresh_ce

lunedì 9 luglio 2018

Ragazzi autistici maltrattati e rinchiusi in una stanza: operatori struttura tutti assolti dopo un processo durato quattro anni

di Lapenna Daniele


Venivano strattonati, lasciati senza cibo e rinchiusi in una stanza. Vittime, ragazzi autistici della struttura "Casa di Alice" di Grottammare, un centro diurno socio-educativo nelle Marche che accoglieva giovani con vari disturbi dell' apprendimento. Dopo un processo lungo quattro anni, gli operatori sono stati tutti assolti

In un articolo del 2005 del sito RivieraOggi.it, leggiamo che
"Casa di Alice è una struttura socio-sanitaria nata nel marzo del 2000 da un accordo di programma tra l’allora Asl 12 ed il comune di Grottammare. Attualmente, ospita 12 ragazzi affetti da grave patologia psichica, ma è in previsione l’ampliamento della ricettività".
Nel 2014, però, grazie ai carabinieri di San Benedetto del Tronto che apposero delle telecamere nella struttura del comune - gestita però da una cooperativa esterna -, si scoprirono maltrattamenti nei confronti dei ragazzi autistici di età compresa fra gli 8 e i 20 anni..

RINCHIUSI NELLA "STANZA AZZURRA"


Le immagini mostrano come venissero denudati e rinchiusi in una stanza di soli 7 metri quadri, con una sola piccola finestra: era chiamata "la stanza azzurra" (per via del colore delle pareti).
I ragazzi erano sgridati, strattonati e spesso lasciati senza cibo. Un giovane lanciò persino una scarpa contro la finestra mentre, un altro, come si vede dalle immagini dei carabinieri, tentò di aprire la portamentre l' educatore la chiudeva per non farlo uscire dalla stanza.
Inoltre i giovani subivano aggressioni fisiche e psicologiche con spintoni, schiaffi, strette al corpo e minacce.

Bekaert chiude fabbrica: 318 licenziamenti. Operai occupano la fabbrica della multinazionale belga

di Lapenna Daniele


La Bekaert Group, multinazionale belga, ha deciso, lo scorso 22 giugno, di chiudere i due stabilimenti in Italia. Entro 75 giorni lo stop delle produzioni. L' azienda ha già inviato le lettere di licenziamento



La multinazionale Bekaert, produttrice di rinforzi in acciaio per pneumatici, ha deciso di chiudere i siti di Figline e Incisa Valdarno (Firenze).

Acquistata nel 2014 da Pirelli, dopo cinque anni hanno deciso di fermare la produzione.
In base alle parole dei dirigenti dell' azienda, « negli ultimi anni la posizione del sito di Figline nel mercato di riferimento non è stato in grado di generare performance sostenibili dal punto di vista finanziario ». 
Ciò significa che, per la multinazionale, non conviene più tenere aperte le fabbriche.

Gli operai erano a conoscenza dei problemi finanziari e di mercato dell' azienda, però non si aspettavano un procedimento così drastico e improvviso. Questi hanno deciso così di occupare gli stabilimenti chiedendo il ritiro della procedura e l' intervento del governo.

RIGIRIAMO IL MESSAGGIO DELL' UFFICIO STAMPA DELLA CGIL TOSCANA
In occasione dell'assemblea con i lavoratori, a seguito dell'incontro svoltosi ieri al Ministero dello Sviluppo Economico, il Segretario Generale Fiom Cgil Daniele Calosi ha rilasciato la seguente dichiarazione: 
''Bekaert, un’azienda guidata da bugiardi. Il mondo non gira per la logica del profitto, ma grazie a persone oneste che si impegnano per svolgere al meglio il loro lavoro. Lo dimostreremo, lo stiamo già facendo e insieme alle istituzioni insisteremo per ottenere il ritiro della procedura di licenziamento. 
Boicottiamo i prodotti Bekaert! 
Colpiamo l’azienda al cuore del prodotto, che non é solo lo steel cord che va negli pneumatici ma anche ad esempio il filo che tiene il tappo degli spumanti italiani. 
É nostra intenzione: - A luglio organizzare una manifestazione di fronte alla sede belga di Bekaert. 
Ad agosto, quando lo stabilimento chiuderà per le 2 settimane di ferie, rendere l’ingresso della fabbrica il centro della città. Lo faremo vivere con eventi e manifestazioni. 
A settembre ci porteranno via con la forza pubblica perché noi rimarremmo insieme. Intendiamo lavorare il periodo di preavviso. Ringraziamo tutta la comunità del Valdarno e della provincia che ci é stata vicina. 
BETTER TOGETHER L’ABBIAMO DIMOSTRATO NOI!!!!''


FONTI E LINK UTILI
  • http://www.gonews.it/2018/07/06/bekaert-la-cgil-lazienda-guidata-bugiardi-boicottiamo-prodotti/
  • http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2018/06/22/news/bekaert-chiude-la-fabbrica-a-figline-318-posti-a-rischio-i-lavoratori-occupano-lo-stabilimento-1.16988974
  • http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/06/22/lavoro-bekaert-chiude-fabbrica-figline_9419b890-566c-4942-bdc5-03bfe866ba42.html
  • http://www.firenzetoday.it/cronaca/bekaert-figline-boicottaggio-eventi-protesta-lavoratori.html

Il Governo Conte chiude lo #SbloccaScuole del governo Renzi: tagliati 5 miliardi per riqualificazione scuole

di Lapenna Daniele



Con la Legge di Stabilità del 2016, il Governo Renzi stanziò 480 milioni di euro per interventi di riqualificazione delle scuole. Oggi, il Governo Lega-M5s chiude questo fondo: dove finiranno i 5 miliardi non ancora spesi?


Il 5 Febbraio 2016, il governo della XVII legislatura, dette via all'operazione #Sbloccascuole, prevista dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n.208 del 28 dicembre 2015).
480 milioni di euro liberati dai vincoli di bilancio per Comuni, Province e Città metropolitane per interventi di edilizia scolastica e per la realizzazione di nuove scuole

Già dal 2014 - grazie a 344 milioni di sblocco del patto di stabilità - 454 Comuni e 107 Province e Città Metropolitane ebbero la possibilità di finanziare la ristrutturazione totale degli istituti - con particolare attenzione agli interventi di bonifica dell'amianto e di adeguamento alle normative per la sicurezza antisismica e antincendio - e la costruzione di nuove scuole.

IL GOVERNO CONTE CHIUDE IL PROGETTO
Notizia di oggi, il governo Conte ha chiuso il progetto. L' annuncio anche sul sito web ItaliaSicura:

Come già anticipato sui nostri canali social il lavoro di ItaliaSicura/Scuole finisce qui: il Governo in carica non ha rinnovato il mandato della Struttura di Missione per la riqualificazione dell’edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. 
In questi quattro anno sono stati stanziati 10 miliardi per l'edilizia scolastica di cui oltre 5 miliardi già spesi da Comuni, Province e Città Metropolitane per interventi di messa in sicurezza e realizzazione delle scuole. Si tratta di una cifra ingente, maggiore di quella stanziata negli ultimi 20 anni dai precedenti Governi. Sono stati edificati oltre 300 nuovi edifici scolastici in tutta Italia e le task force edilizia scolastica hanno monitorato sul campo oltre 2.100 interventi in 15 regioni.
ItaliaSicura/Scuole ha inoltre compiuto un'azione quotidiana di supporto e guida per le Amministrazioni locali che hanno sempre trovato nell'ufficio un punto di riferimento. 
L'operazione #Sbloccascuole, avviata da #Italiasicura nel 2014 e replicata fino al 2018 ha permesso allentamenti dei vincoli di bilancio degli Enti locali per 1.196 milioni di euro che hanno finanziato oltre 1.000 interventi di edilizia scolastica. 
Online sul sito www.cantieriscuole.it , realizzato da questa struttura di missione, sono mappati tutti i cantieri avviati in Italia da nord a sud.
L’azione di Italiasicura/Scuole è online sul sito www.italiasicura.governo.it nella sezione dedicata all’edilizia scolastica ed è riassunta nel volume “Fare Scuola” consultabile gratuitamente sullo stesso sito. 
 
Un grazie sentito al Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca per la proficua collaborazione e a tutte le istituzioni e associazioni che in questi quattro anni hanno affiancato Italiasicura per garantire scuole moderne, sicure, all’avanguardia. 
Perché investire nella scuola vuol dire investire nel futuro dell’Italia.
E ADESSO?
Come riportato sul sito Italia Sicura, sono stati spesi la metà dei fondi: restano 5 miliardi da spendere che potevano completare le opere incomplete e avviare nuovi interventi.

Come potete vedere dalla mappa, se vi avvicinate ai puntini rossi, trovate i dettagli del "cantiere" aperto: ci sono scuole che ancora non hanno visto completare i lavori.
Cosa accadrà bloccando i fondi? Quando li porteranno a termine?

Il Miur (Ministero dell' Istruzione Università e della Ricerca) sull’argomento precisa:
Dal Ministero assicurano che la cancellazione della struttura di Missione “non comporterà alcun arretramento sul tema dell’edilizia scolastica, che resta una priorità sulla quale ci saranno presto comunicazioni specifiche. Il Ministero porterà avanti il lavoro sull’edilizia e lo farà anche attraverso l’Osservatorio dedicato che riunisce i Ministeri competenti e tutti gli attori coinvolti. Inoltre presso il Ministero esiste una apposita direzione competente che continuerà ad occuparsi del tema anche rafforzando la propria azione”.

Dunque, perché cancellare quel progetto? Solo perché era stato aperto dal Pd di Matteo Renzi?
A che serve chiudere le opere buone della vecchia Legislatura se sono state utili alla comunità? Solo per paura che i meriti se li prendano i politici del Pd? 
Che senso ha mettere a rischio la sicurezza degli studenti per una ridicola lotta fra partiti?


FONTI E LINK
  • http://www.governo.it/articolo/al-operazione-sbloccascuole-480-milioni-ledilizia-scolastica/4113
  • http://italiasicura.governo.it/site/home/scuole/faq/sbloccascuole.html
  • http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/014/004v01_RS/00000011.pdf
  • http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/15G00222/sg
  • https://quifinanza.it/soldi/sbloccascuole-firmato-decreto-da-480-milioni-di-euro-per-ledilizia-scolastica/65425/
  • http://italiasicura.governo.it/site/home/news/articolo2451.html
  • http://www.corriereuniv.it/cms/2018/07/edilizia-scolastica-governo-chiude-scuole-sicure-ci-sono-ancora-5-miliardi-non-spesi/
  • https://www.orizzontescuola.it/edilizia-scolastica-ascani-pd-chiusa-la-struttura-di-missione-governi-spieghi-destinazione-dei-5-miliardi-non-spesi/
  • http://italiasicura.governo.it/site/home/scuole/sbloccascuole/annualita-2017.html

domenica 8 luglio 2018

Terremoto nel centro Italia:a che punto è la ricostruzione? Un viaggio tra fake news,case che cadono a pezzi e sciacalli improvvisati

di Lapenna Daniele



Dalla grande solidarietà delle persone che donarono vestiti, cibo e denaro, alla bufala sui fondi terremoto spariti, proseguendo per le case ancora in via di costruzione e quelle terminate che oggi cadono a pezzi, per finire agli sciacalli che approfittano, ancora oggi, della tragedia, per trarne profitto. Facciamo il punto della situazione

Fu notevole la partecipazione collettiva nel contribuire a dare una mano per la ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto: tra invio di sms solidali, di abiti e cibo che divennero persino troppi per poterli sistemare nei luoghi, sino all' invio di pecore dalla Sardegna per far ripartire l' economia locale, gli italiani si dimostrarono altruisti. In molti paesi i negozi hanno riaperto, rilanciando la sfida alla sfortuna che ha voluto distruggere le loro attività e, in alcuni casi, come in Emilia Romagna, colpita dal sisma nel 2012, ci si può rialzare più forti di prima (leggi "Terremoto Emilia-Romagna:la ricostruzione ha funzionato,e il Pil cresce a ritmi superiori rispetto al 2012").
Ma com'è la situazione oggi nelle zone terremotate?

LA FAKE NEWS SUGLI SMS SOLIDALI
Sandro Pirozzi
sindaco di Amatrice
Partiamo subito evidenziando la falsa notizia secondo la quale i soldi donati ai terremotati, colpiti dal sisma del 24 agosto 2016, tramite gli sms solidali, siano spariti. C'è chi ha incolpato l' allora governo Renzi, chi i gestori telefonici ai quali giungevano gli sms, chi certe banche. Niente di tutto questo. Si tratta di "bufale".

Fu l' allora sindaco di Amatrice, Sandro Pirozzi, a sostenere che fossero spariti. La Protezione civile rispose immediatamente sostenendo che non fosse sparito neanche un euro, ma che le donazioni fossero nella contabilità del Commissario straordinario per il sisma.
Il sindaco Pirozzi, vincitore delle comunali per due volte con una lista civica ma militante nel partito di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, sollevò la questione secondo la quale i fondi non fossero arrivati ad Amatrice lamentandosi del Governo Renzi. In questo articolo, lungo ma dettagliato, di NextQuotidiano si può facilmente apprendere che il denaro arrivò, ma fu distribuito per i vari paesi colpiti, anche in base alle norme vigenti.

Intanto, la Protezione Civile rispose con un comunicato ufficiale:
In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all'utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500, si precisa che, come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell'emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici.

In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo.

Saranno i territori a valutare, in raccordo con Regioni e Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell'ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli.
Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento