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giovedì 16 novembre 2017

S' accabadora: l' eutanasia praticata in Sardegna sino a qualche decennio fa


Fino a qualche decennio fa, in Sardegna si praticava l'eutanasia.
Era compito di "sa femmina accabbadora" (s'accabadóra, lett. "colei che finisce", deriva dal sardo s'acabbu, "la fine") procurare la morte a persone in agonia. L' analisi della documentazione rinvenuta presso diocesi sarde, musei, ma soprattutto testimonianze, hanno accertato la reale esistenza di questa figura. C'è chi conserva persino l' ultimo martello, chiamato jualeddu, con il quale si praticava l' eutanasia

S’accabadora era una donna che, chiamata dai familiari del malato terminale, provvedeva ad ucciderlo, ponendo fine alle sue sofferenze. Un atto pietoso nei confronti del moribondo, ma anche un atto necessario alla sopravvivenza dei parenti, soprattutto per le classi sociali meno abbienti: negli stazzi della Gallura e nei piccoli paesi lontani da un medico molti giorni di cavallo, serviva ad evitare lunghe e atroci sofferenze al malato.

Sa femmina accabbadora arrivava nella casa del moribondo sempre di notte e, dopo aver fatto uscire i familiari che l’avevano chiamata, entrava nella stanza della morte: la porta si apriva e il moribondo, dal suo letto d’agonia, vedeva entrare sa femmina accabadora vestita di nero, con il viso coperto, e capiva che la sua sofferenza stava per finire. Il malato veniva soppresso con un cuscino: la donna assestava il colpo de su mazzolu provocando la morte. S’accabbadora andava via in punta di piedi, quasi avesse compiuto una missione, ed i familiari del malato le esprimevano profonda gratitudine per il servizio reso al loro congiunto offrendole prodotti della terra.

La signora Paolina Concas, 90 anni, intervistata nel 2008. racconta quando a sua zia fu concessa questa pratica per terminare la sua sofferenza. Nel video sotto, il racconto dettagliato della signora Concas.



martedì 14 novembre 2017

Bollette a 28 giorni:arriva il decreto del governo.Previsto anche indennizzo di 50 per i clienti dei gestori

Dopo la diffida dell’Agcom, arriva il divieto dalla politica.
La commissione di Bilancio del Senato ha approvato l’inserimento di un emendamento del Pd nel decreto Fisco — contenuto nella legge di Bilancio — per rendere illegale la pratica di far pagare gli abbonamenti ogni 28 giorni invece che ogni 30. Rendendo le mensilità da pagare 13 anziché 12

L’emendamento impone agli operatori di adeguarsi entro 120 giorni. E dovranno «garantire informazioni chiare e trasparenti sulle offerte» così come precisare «se la fibra arriva al domicilio o solo alla centrale»

Previsto anche un indennizzo forfait da 50 euro per i clienti maggiorato di un euro per ogni giorno successivo alla scadenza del termine di 30 giorni in cui l’operatore deve provvedere al rimborso.

Articolo completo
http://www.corriere.it/tecnologia/economia-digitale/cards/bollette-28-giorni-approvato-l-emendamento-legge-bilancio-che-vieta/legge-arrivo_principale.shtml

mercoledì 8 novembre 2017

Lo zucchero di canna NON è dietetico.Un video per spiegare,se ancora ce ne fosse bisogno,la differenza con quello bianco

Questo video di Dario Bressanini spiega (anche se, dalla quantità di video presenti su YouTube, non dovrebbe essercene più bisogno), definitivamente, che lo zucchero bianco e quello di canna sono la stessa identica cosa.

Se credevate che quello di canna fosse meno calorico o più sano, vi sbagliavate.
Usare lo zucchero di canna è come usare lo zucchero bianco, con l' unica differenza in merito al colore e all' aroma.


domenica 5 novembre 2017

Altro che dieta vegana! In Sardegna si arriva ai 100 anni con una dieta a base di formaggio,latte,carne,lardo e vino rosso


In Sardegna, il rapporto dei centenari sull' intera popolazione è di 22 ogni 100.000 abitanti.

La giornalista è andata ad intervistare qualche anziano sardo.
Alla domanda «Quale dieta seguite?» le risposte sono sempre le stesse: latte, lardo, formaggio pecorino, agnello, porcello (il maiale), capretto e vino rosso.

Gli studi hanno scoperto che l' alimentazione degli anziani sardi più longevi è sbilanciata verso una determinata proteina, in questo caso, quella contenuta nel formaggio di pecora che viene mangiato anche ad ogni pasto (dalla colazione sino alla cena). Anche il lardo è molto presente nella dieta. 
La carne è varia e va dall' agnello, al maiale, sino alla capra. Il vino rosso, poi, non manca mai.

La giornalista poi domanda «Come va il colesterolo?» e la risposta dell' anziano è «Boh, io non so neanche cosa vuol dire (ride)».

Il videoservizio (puoi vederlo anche senza accedere a Facebook)

sabato 4 novembre 2017

Ti lamenti della sanità? Quella italiana è una delle migliori al mondo


premessa: 1 dollaro equivale a poco più di 1 euro

Dal post Facebook di Salvo di Grazia


Negli Stati Uniti partorire costa. Le donne possono avere un'assicurazione che, pagando, copre parte delle spese. Con una buona assicurazione si riesce a non pagare nulla o poco (circa 100 euro per un parto, in media), l'ospedale emetterà la fattura chiedendo il rimborso direttamente all'assicurazione.
Una buona assicurazione però costa tanto e non tutti possono permettersela. Poi esistono assicurazioni che coprono qualsiasi costo sanitario (che ovviamente sono molto dispendiose, solo per persone molto benestanti), altre che ne coprono alcuni o solo in parte e così via, una copertura assicurativa è prevista anche in alcuni contratti di lavoro.
Questo non succede solo negli USA ma in molti stati esteri.

Con un'assicurazione di livello medio statunitense le cose cambiano, per esempio con Medicaid, che è il servizio per i meno abbienti, una gravidanza seguita dai medici in media costa 29.000 dollari ma si arriva anche a 50.000 dollari, dipende anche dal tipo di parto (spontaneo o cesareo).
Solo i nullatenenti possono pagare cifre molto basse (niente o pochi euro) con il resto coperto da servizi sociali. A fine ricovero l'ospedale fornisce una fattura con tutti i costi: antibiotico 120 dollari, ecografia 200 dollari, filo di sutura riassorbibile 23 dollari, anestesista 400 dollari, esame del sangue 50 dollari e così via, si pagheranno cose che da noi sono considerate scontate, come il contatto con il neonato o i consigli per l'allattamento.

Da noi queste cifre le dividiamo tra tutti.
Partorire è gratis ed i costi sono divisi per la comunità. Lo stesso vale per gli interventi chirurgici, le medicine, le visite mediche: in molti stati se hai soldi te le permetti, altrimenti te le tieni, semplice. Sarà un caso ma l'Italia è una delle nazioni più in salute nel mondo.

Sì che noi italiani ci lamentiamo per tutto, ci lamentiamo per la malasanità ma non esaltiamo la buona sanità, certo che siamo abituati bene e quindi tutto ci sembra dovuto ma non è così, viviamo in una nazione civile, democratica, in salute.
E non è poco e non è scontato e oggi, forse, è anche una vera fortuna.
Ricordiamocelo.

Nell'immagine sotto: 40 dollari in fattura di un ospedale statunitense per "contatto pelle a pelle" con il neonato. Il costo è previsto perché questo comporta l'impegno di una persona che sorveglia e controlla.
clicca per ingrandire

giovedì 2 novembre 2017

«Coltivo i semi di cacao, ma non so a cosa servano»

C'è chi con il #cacao  diviene goloso, chi diventa #miliardario e chi, invece, lo pianta e raccoglie ogni giorno, senza sapere a cosa serviranno questi semi e che cosa sia la cioccolata.

Farmer N'Da Alphonse coltiva il cacao ma non ha mai visto il prodotto finito.
«Ad esser onesto, non so cosa fanno dei miei fagioli», dice Farmer. «Ho sentito che sono utilizzati come aromatizzanti nella cottura, ma non l'ho mai visto, non so nemmeno se sia vero»