mercoledì 19 dicembre 2018

Governo toglie la scorta e Salvini non risponde alle loro lettere: dal Capitano Ultimo a Ingroia, ecco chi si trova di nuovo in pericolo

In senso orario, da in alto a sinistra,
Donatella di Cesare, Antonio Ingroia,
Vincenzo Conticello e 
 il Capitano Ultimo
di Lapenna Daniele


Il governo  Salvini-Di Maio, in vena di risparmi per la quota100 e il Reddito di Cittadinanza, toglie le scorte alle persone vittime della violenza della mafia. Nonostante le lettere inviate al ministro dell' interno, Matteo Salvini non ha risposto, e queste persone si ritrovano in serio pericolo


Il governo giallo-verde, per reperire i soldi necessari per attuare la manovra (che pare, finalmente, vedere la luce), ha effettuato tagli vari, alcuni anche giusti, altri, invece, molto discutibili.
Tra questi, c'è l' eliminazione delle scorte a quattro persone che molti conosceranno.

A fine giugno, mese nel quale si insediano Salvini e Di Maio al governo, Antonio Ingroia, magistrato e avvocato siciliano, si vede togliere la scorta che aveva da 27 anni, da quando lavorava, nel 1991, a fianco di Paolo Borsellino e, prima, di Giovanni Falcone, collaborando nelle indagini su Cosa Nostra.
Sino a diversi anni fa, aveva 12 uomini di scorta con addirittura 4 macchine blindate al seguito. 
Oggi, è solo.
Un mese fa, il furto, nella sua abitazione, da parte di ladri sconosciuti che hanno rubato una pen drive contenente importanti documenti. Se avesse avuto la scorta, questo non sarebbe avvenuto.
Un avvertimento per fargli capire che adesso, senza scorta, non è più coperto.

Iniziamo con Donatella di Cesare che, a luglio, un mese dopo l' insediamento del Governo Conte, si vede togliere la scorta dopo tre anni.
Donatella di Cesare è una scrittrice italiana autrice di numerosi romanzi sulla shoah. La scorta le era stata assegnata nel 2015 a seguito di minacce da gruppi nazisti e fascisti. D' improvviso, senza alcun avviso, le è stata tolta la scorta senza alcun avviso, e senza che le minacce di morte, da parte di gruppi nazisti e fascisti siano terminate.

Ad agosto, tocca al famoso Capitano Ultimo (Sergio De Caprio), colui che nel 1993 arrestò Totò Riina, a vedersi togliere la scorta che lo protegge da quasi trent' anni.

Siamo a dicembre, e come ultimo regalo dell' anno, anche Vincenzo Conticello si è visto togliere la scorta.
Conticello è un imprenditore di Palermo, città dove operano ancora boss che tengono in vita Cosa Nostra, la cosca mafiosa di Totò Riina, che denunciò degli uomini che gli chiesero il pizzo. La cosa sconvolgente è che aveva avuto la scorta quando iniziò il processo e questi mafiosi furono condannati: oggi che questi soggetti hanno scontato la pena, tornando in libertà, lui si è visto togliere la scorta. 

Tutti hanno inviato delle lettere al Viminale, ovvero a Matteo Salvini, ministro dell' interno, ma nessuno di loro ha ricevuto risposta.
Un governo indecente che, evidentemente, non protegge chi ha combattuto e sta combattendo la mafia.


FONTI E LINK UTILI

martedì 18 dicembre 2018

Ambientalisti acquistano le dune di Chia: la spiaggia sarà protetta da possibili edificazioni

il mare di Chia

Le straordinarie dune di Chia sono, da oggi, protette e appartenenti alla comunità. La località marina del sud della Sardegna, famosa per le sue dune bianche che attraggono migliaia di turisti tutto l' anno, vedrà 40mila metri quadri di sabbia protetti da eventuali costruzioni che possano distruggere un ambiente incontaminato così come lo è gran parte dell' isola

Il Gruppo d'Intervento giuridico, associazione ecologista con sede a Cagliari e attiva sul territorio dal 1992, ha acquistato 4 ettari di spiaggia davanti a Su Giudeu, una delle spiagge più frequentate dai turisti, per 100mila euro. Adesso, la onlus aprirà una sottoscrizione per coprire le spese. 

« È un regalo ai nostri figli e ai nostri nipoti - spiega all'ANSA Stefano Deliperi del Gruppo d'intervento giuridico - abbiamo vinto la concorrenza di alcuni investitori arabi. Lo abbiamo fatto per tutelare l'ambiente e la nostra identità: non volevamo che, come successo da altre parti in Sardegna, ci fosse impedito di godere appieno dei nostri tesori relegandoci magari dentro un recinto».

L'obiettivo è quello di tenere queste aree aperte e fruibili da tutti, evitando la possibilità che qualcuno possa costruirci distruggendo questo splendido ecosistema.
« Dune e spiaggia - racconta Deliperi - erano private. Chi ce le ha vendute le ha ricevute in eredità. E arrivano quasi sino al mare. La parte di demanio è una striscia di uno o due metri ». 

Gli ambientalisti hanno versato una caparra e definito il preliminare. Ora, però, per tenersi strette le dune di Chia, occorre l'aiuto di tutti i sardi, infatti, la Onlus ha deciso di lanciare una sottoscrizione pubblica. « Stanno rastrellando terreni dappertutto, non possiamo perdere questi tesori e ci appelliamo ai sardi per riuscire a impedirlo con l’acquisto delle aree » ha concluso Deliperi.

la sabbia di Chia



FONTI E LINK UTILI
  • https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/about/
  • https://it-it.facebook.com/gruppo.onlus/
  • https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2018/04/16/difendi-il-tuo-ambiente-e-la-tua-salute-iscriviti-e-dai-il-tuo-5-x-1000-al-grig/
  • https://www.sardiniapost.it/ambiente/chia-ambientalisti-comprano-le-dune-non-dobbiamo-venderci-i-gioielli/
  • http://www.lanuovasardegna.it/cagliari/cronaca/2018/12/18/news/gli-ambientalisti-comprano-le-dune-di-chia-vogliamo-regalarle-ai-sardi-1.17575545
  • http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2018/12/18/ambientalisti-comprano-le-dune-di-chia-in-sardegna_1d678cee-bbda-43c7-af0d-7bdd42de974a.html

lunedì 10 dicembre 2018

Radio a manetta in auto? Si rischiano tre mesi di carcere, una super multa e il sequestro dell' impianto audio


Ascoltare la musica in auto col volume a “manetta” è reato. Chi gira per la città con l'audio al massimo, infatti, trasgredisce l'art. 659 de codice penale (Disturbo della quiete pubblica - delle occupazioni o del riposo delle persone) secondo cui «chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309».

Gli amanti della musica ad alto volume e degli impianti stereo super potenti dovranno dire basta alla loro passione, perchè rischiano guai seri.
Secondo quanto riportato nel portale Studio Cataldi infatti: «un automobilista siciliano, fiero del suo impianto stereo con ben tre amplificatori da 200 e da 1500 watts girava tutto impettito, di sera, per le strade di Messina. Fermato dalla polizia, l'uomo si è visto non solo sequestrare l'impianto, ma si è beccato anche una condanna per "disturbo del riposo e delle occupazioni delle persone", confermata ora dalla Cassazione (sentenza n. 7543/2016). Per cui, l'uomo può dire addio allo stereo e dovrà pagare 300 euro di ammenda, mille euro alla Cassa delle ammende e le spese processuali».

I Paesi meno tassati al mondo: ecco a voi... i paradisi fiscali


ISOLE CAYMAN
Nel Mar dei Caraibi, a sud di Cuba, troviamo le Isole Cayman.
Sono un evergreen tra i Paesi meno tassati: legislazione semplice, sistema giudiziario veloce e poca burocrazia. Esistono solo due tasse da pagare e si può registrare società anonime per una cifra intorno a 10mila euro.
Il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale del 4 maggio 1999 (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999), ha inserito le isole Cayman tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, nella cosiddetta Lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico-commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane ed i soggetti ubicati in tale territorio.


venerdì 7 dicembre 2018

Truffa su Play Store: otto app maligne da cancellare immediatamente dallo smartphone


Due grandi aziende produttrici di app sono state incriminate di truffa ai danni degli utenti e degli inserzionisti. Ecco le otto app da eliminare dal tuo smartphone per fermare la truffa

Nuovo problema di sicurezza all’interno del Google Play Store, il negozio digitale dove scaricare applicazioni Android. Questa volta un team di ricercatori di cybersecurity ha scoperto ben otto applicazioni maligne con milioni di download in totale. Insomma, la platea degli utenti potenzialmente colpiti è ampissima.

Ad essere finite sotto accusa sono otto applicazioni di due software house cinesi: Cheetah Mobile, un' azienda produttrice di app che presenta 634 milioni di utenti attivi al mese, con un fatturato di 685  milioni di dollari, e Kika Tech, un' azienda più piccola, costituita nel 2014. 
A differenza di quanto accaduto in passato, le applicazioni incriminate non sono state pensate per rubare dati e informazioni personali degli utenti, ma per sfruttare le capacità di calcolo dei dispositivi sui quali venivano installate. Nello specifico, le app sono state considerate come pericolose perché utilizzate per architettare una truffa ai danni di diversi inserzionisti in tutto il mondo Android e permettendo agli sviluppatori di guadagnare diversi milioni di dollari illegalmente. 
Tutte le app hanno diverse migliaia di download, tanto da superare il milione di installazioni totali.
Le 8 applicazioni incriminate sono: 
 LA TRUFFA
Le app sfruttavano il fatto che le aziende pagavano un’aggiunta ogni qual volta una delle applicazioni con un loro banner fisso all’interno veniva scaricata da un utente. Gli sviluppatori cinesi hanno studiato un sistema illegale per generare dei finti click sui banner e far credere agli inserzionisti che gli utenti avessero visualizzato le loro pubblicità per scaricare l’applicazione. In realtà gli annunci non sono stati visualizzati da veri utenti ma solo da un sistema automatico truffaldino creato da Cheetah Mobile e Kika Tech.

Il problema però, anche se in piccola parte, riguarda anche gli utenti che hanno scaricato una o più delle app incriminate. Per far funzionare a dovere il sistema fraudolento per gli inserzionisti infatti le applicazioni, anche una volta installate continuavano a funzionare, anche se bloccate, in background. Consumando così moltissima batteria dello smartphone Android. 

Per ora sia Cheetah Mobile che Kika Tech hanno respinto le accuse ma Google sta indagando sull’accaduto per capire se eliminare o meno le 8 applicazioni sotto inchiesta e punire gli sviluppatori cinesi.

FONTE E LINK UTILI
  •  https://it.wikipedia.org/wiki/Cheetah_Mobile

martedì 4 dicembre 2018

Quando l' ansia causa problemi a stomaco e intestino


Studi recenti hanno confermato che l'ansia, lo stress e i cambiamenti di umore provocano problemi a stomaco e intestino, con gastrite, bruciore e diarrea.
I soggetti ansiosi sono costantemente in allerta perché il loro cervello è   più reattivo nei confronti delle proprie sensazioni a causa della costante “situazione di allarme” generata dall’ansia


Per molte persone, il bruciore di stomaco o la diarrea sono un grande fastidio al quale porre rimedio: si presenta il dolore o il bruciore, e  si ricorre al classico farmaco che "spegne il fuoco allo stomaco"; si ha una diarrea improvvisa (e dolorosa), e si agisce per fermarla, tenendo a portata di mano il farmaco che la ferma prima che possa scatenarsi.

Mentre questi farmaci pubblicizzati ogni giorno su giornali e Tv "tamponano" il problema senza risolverne le cause, degli studi hanno confermato che gastrite e sindrome del colon irritabile sono causati da ansia, stress o comunque disturbi dell' umore.

Se sono generati dallo stress, perché coprire i sintomi di allarme del nostro corpo senza ascoltarlo e indagare sulle vere cause del problema fisico?

L' ANSIA E LA GASTRITE
L’ansia è uno dei disturbi psicologici più diffusi e ognuno di noi lo ha probabilmente sperimentato almeno una volta nel corso della propria vita. Anche se non diventa una vera e propria condizione patologica, rimanendo solo allo stato di un lieve disagio, può avere ripercussioni sul nostro benessere generale, anche su quello fisico.

L’ansia si manifesta con l' aumento del battito cardiaco, la perdita di concentrazione, sudorazione delle mani, mal di pancia, diarrea ma anche stitichezza.
Uno studio della National Health Interview ha dimostrato che vi è uno stretto legame tra ansia e problemi a carico dell' apparato digerente: lo studio ha mostrato che i pazienti con gastrite hanno avuto, nei 12 mesi precedenti, stati di ansia o cambiamenti repentini di umore con un' incidenza doppia rispetto a chi non ha mai avuto una gastrite.

Ulteriori studi hanno seguito pazienti sotto stress rilevando anche ricadute dopo precedenti problemi come ulcere gastriche o duodenali.
I sintomi di una gastrite, ovvero un' irritazione della mucosa intestinale, sono:
  • intenso bruciore di stomaco
  • forte dolore all’addome
  • reflusso gastrico (risalita di cibo e acido dello stomaco sino in gola)
  • nausea e vomito
  • bruciore nella parte bassa che scompare quando si riempie lo stomaco
  • bruciore nella parte alta dello stomaco quando è pieno
  • dimagrimento
INTESTINO E ANSIA
Altri studi, invece, hanno dimostrato che uno stato di ansia, agitazione, ma anche rabbia e stress generale possono causare problemi a carico dell' intestino (provocando il cosiddetto problema "dell' intestino irritabile"):
  • intenso dolore addominale
  • gonfiore
  • fastidi gastrointestinali
  • diarrea alternata a periodi stitichezza
  • presenza di muco nelle feci
  • sensazione di incompleto svuotamento anche dopo la defecazione
L’ansia e, più in generale, i nostri stati emotivi, sarebbero in grado di provocare gli spasmi del colon lamentati dai soggetti affetti dalla sindrome del colon irritabile.
Studi condotti nell’ambito della neurofisiologia hanno accertato l’origine comune del sistema nervoso e di quello digerente: entrambi sono controllati dallo stesso tronco cerebrale. Infatti, le terminazioni nervose presenti nel colon si occupano di controllarne le normali contrazioni che nei momenti di particolare ansia o stress sono tali da provocare intenso dolore addominale e gli altri sintomi tipici del colon irritabile.

Inoltre, nei soggetti ansiosi il cervello è sicuramente più reattivo nei confronti delle proprie sensazioni corporee e quindi anche del dolore, a causa della costante “situazione di allarme” generata dall’ansia. Questa aumentata suscettibilità al dolore sembra essere correlata alla produzione di alcuni neurotrasmettitori: è stato infatti riscontrato come gli individui che soffrono di colon irritabile mostrino livelli piuttosto bassi di serotonina, il neurotrasmettitore del buon umore e del benessere, che ha alcuni dei suoi recettori proprio nel fegato.

Un altro possibile fattore che potrebbe spiegare la correlazione tra questi due tipi di disturbi è la tensione muscolare: nei soggetti ansiosi, lo stress provoca una pressione maggiore su tutta la muscolatura, tale da causare il rallentamento o l’accelerazione dei movimenti del tratto intestinale, sintomi tipici della sindrome del colon irritabile.
SCONFIGGERE L' ANSIA PER SALVARE STOMACO E INTESTINO
Il precedente studio ha preso in esame 4181 adulti, di età compresa tra i 18 e i 79 anni: degli adulti con gastrite, quasi il 30% aveva avuto disturbi di ansia, mentre gli altri avevano attacchi di panico, fobia sociale o un altro tipo di disturbo dell' umore.

Un medico può ricercare la cura farmacologica in merito al problema ma noi, sapendo di avere un' ansia insistente che ci causa danni a stomaco e intestino, perché non proviamo a sconfiggerla?

Dobbiamo comprendere che le terminazioni nervose collegano il nostro cervello ad ogni parte del nostro corpo, dalla cute del cranio sino alla punta delle nostra dita. Quindi, se i nervi collegano il cervello ad ogni organo, secondo voi, una sensazione negativa o stressante, può partire dalla mente e arrivare allo stomaco o all' intestino? E che conseguenza fisica potrebbe avere uno stato perenne di paura, di stress, di nervoso, di ansia se non un dolore o una stimolazione eccessiva del muscolo?

Molti consigliano la meditazione per comprendere l' origine del nostro stato di disagio e risolvere il conflitto interiore che genera l' ansia. 
Spesso siamo ingiustificatamente in stato di allerta per un evento, oppure in tensione per una risposta, o per una scelta da perseguire: dovrebbe veder chiaramente la situazione e comprendere che la nostra agitazione non ci è d' aiuto.

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http://lapennadaniele.blogspot.com


FONTI E LINK UTILI
  • http://www.pazienti.it/blog/gastrite-e-ansia-dimostrato-il-legame-11012017
  • https://www.pazienti.it/news-di-salute/collegamento-tra-colon-irritabile-e-ansia-03052018 
  • https://www.my-personaltrainer.it/salute/sindrome-colon-irritabile.html
  • https://www.farmacoecura.it/depressione/serotonina-cose-e-come-aumentarla/

Più poteri alla Guardia di Finanza. Il Decreto Fiscale permetterà di accedere ai conti correnti dei contribuenti ed elaborare analisi di rischio di evasione


Con la modifica del decreto fiscale, il governo Lega-5stelle approva un aumento dei poteri della Guardia di Finanza che potrà accedere direttamente alle informazioni dell' Agenzia delle Entrate, controllare i conti correnti dei contribuenti ed elaborare analisi preventive sul rischio di evasione di un contribuente


Il grande fratello fiscale in Italia avrà da ora una nuova marcia in più, dopo la conversione del decreto legge n.119 del 23/10/2018 (detto "collegato fiscale"). 

La Guardia di Finanza non solo potrà utilizzare nuovi strumenti per la lotta ai furbetti, ma avrà anche un ruolo di coordinamento e di indirizzo generale nel contrasto all'evasione fiscale: la Finanza sarà come un tutt' uno con l'Agenzia delle Entrate, aumentando il potere di controllo dello Stato sui contribuenti.

Già nei giorni scorsi si parlava del via libera all'anagrafe dei conti correnti bancari per permettere alle Fiamme Gialle di accedere direttamente ai conti dei contribuenti. E così è stato.

Con la manovra del 2019 e il dl fiscale che l'accompagna, la Finanza potrà uitilizzare direttamente le informazioni contenute nell'archivio dei rapporti finanziari
In sostanza oltre ad ottenere in maniera diretta i dati dei conti correnti e di altri rapporti finanziari, i finanzieri potranno utuilizzarli anche per elaborare analisi di rischio di evasione. Ci sarà una predisposizione annuale del piano di interventi deciso in concerto tra la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate in base ad alcune analisi sui rischi: i finanzieri decideranno così un elenco di contribuenti da controllare.

Ma le mosse per incrementare il Grande Fratello fiscale non finiscono qui. 
Se le Fiamme Gialle dovessero richiederlo, l'Agenzia dovrà fornire tutte le informazioni utili per contrastare l'evasione o analizzare i rischi. Infine, il comandante provinciale della Gdf potrà chiedere alla commissione tributaria misure cautelari a garanzia del danno erariale. E questo sulla base del rapporto di constatazione redatto dai militari suoi sottoposti.

FONTI E LINK UTILI

  • https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/il-governo-aizza-la-finanza-cosa-cambia-nei-controlli-del-fisco/ar-BBQsY8e?li=BBqg6Qc&ocid=mailsignout
  • http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/10/23/18G00151/sg