AVVISO per la PUBBLICITÀ

ATTENZIONE:
Gli annunci pubblicitari sono automatici e purtroppo
NON sono scelti dal blogger. Se vedete annunci di PARTITI POLITICI vi prego di IGNORARLI perché sono CONTRO le mie idee.
Grazie.

sabato 31 marzo 2018

Ecco perché la maggior parte delle ricerche scientifiche pubblicate sono false

di Lapenna Daniele

#bufale #fakenews #science #scienzaemedicina


Tutti sappiamo cosa siano le fake news, qualunquisticamente chiamate "bufale", le quali vengono prontamente sbugiardate dai debunker, ovvero coloro che smascherano le false notizie.
Molti debunker sono giornalisti, altri sono blogger, altri ancora degli scienziati. Questi ultimi, i massimi esperti che riescono a far crollare miti privi di prove inconfutabili che vanno contro la scienza, hanno spesso anche un altro compito: quello di implementare studi di vario genere che verranno divulgati su riviste scientifiche, a beneficio della comunità.

Ma, per quel che riguarda gli studi scientifici, sono tutti affidabili? Perché leggiamo studi contrastanti su un medesimo argomento? È a causa delle nuove ricerche che smentiscono quelle vecchie, oppure la causa risiede in studi non corretti? Oppure sono studi falsati?

LA SCIENZA ERRANTE
Il 90 per cento dei 1.500 scienziati interpellati (ovvero 1350) da Nature ha dichiarato che la scienza soffre di una crisi di replicabilità degli studi. Ciò significa che quando uno scienziato ripete lo studio di un altro ricercatore, nel 90 per cento dei casi non ha lo stesso risultato.
Riproducendo in maniera identica gli studi pubblicati sulle più famose testate scientifiche, accadeva di non ottenere quei risultati tanto decantati. Sembravano studi fasulli, anche se non lo erano. Eppure, in alcuni casi, quegli articoli furono il punto di partenza di intere linee di ricerca. 
Come è possibile?

domenica 25 marzo 2018

Donne inventrici: le donne (sconosciute a molti) che,con le loro invenzioni, hanno cambiato il mondo

di Lapenna Daniele

#donne #invenzioni #scienza #tecnologie

Quando pensiamo ad un' invenzione, come il telefono, la lampadina, l' automobile, ci troviamo davanti sempre inventori uomini.
Dal terzo quarto del secolo scorso, andando a ritroso, le donne hanno dovuto ritagliarsi uno spazio all' interno della società a suon di lotte, oscurate da un maschilismo che spesso ha impedito loro di vivere in libertà, inseguendo lavori che, mentalità di quei tempi, non si addiceva ad una donna.

Eppure, moltissime invenzioni che ormai sono divenute di uso quotidiano e alle quali non possiamo rinunciare sono nate grazie all' ingegno di diverse donne.
Ecco alcune delle donne inventrici che, nonostante siano sconosciute ai più (la maggior parte neanche io le conoscevo, né di nome né di storia), ci hanno regalato oggetti di uso comune dei quali non possiamo farne a meno.
Buona lettura!


MARY ANDERSON (Greene County, 1866 – Monteagle, 1953)
L' inventrice del tergicristallo


Durante una visita a New York nell'inverno 1903, Anderson osservò un autista del tram che teneva aperti i due finestrini per poter pulire il parabrezza dalla neve. Ritornata in Alabama, disegnò uno strumento manuale per tenere pulito il parabrezza e se lo fece costruire da una ditta locale. Lo strumento consisteva in una leva interna all'auto che muoveva una stecca di gomma all'esterno del parabrezza.
Nel 1903, a Anderson fu concesso il brevetto per l’invenzione del tergicristallo.
Nel 1905 Anderson cercò di vendere il brevetto, ma non fu ritenuto un oggetto per cui valesse la pena di pagare un brevetto essendo l’industria automobilistica agli esordi.
Nel 1922 Cadillac fu la prima fabbrica automobilistica ad installare il tergicristallo come accessorio standard.
L'invenzione del tergicristallo da parte della Anderson è citata nel 19º episodio della 17ª stagione del cartone animato dei Simpson, durante una conversazione tra Marge Simpson, il marito ed i figli sul tema dell'equità di genere.

Augusta Ada Byron, meglio nota come ADA  LOVELACE
(Londra, 10 dicembre 1815 – Londra, 27 novembre 1852)
L' ideatrice del primo software della storia

Ada Byron fu la sola figlia legittima del famoso poeta inglese Lord Byron e della matematica Anne Isabella Milbanke. Non conobbe il padre, che lasciò la famiglia quando lei non aveva ancora un anno di vita.
Educata e affascinata sin da piccola alle scienze matematiche, si interessò in particolare al lavoro di Charles Babbage che, a inizio '800, inventò il primo calcolatore programmabile.
Anche se la macchina di Babbage non fu mai costruita, gli studi di Ada Lovelace sono stati importanti per la storia del computer. Lei aveva previsto la capacità dei computer di andare al di là del mero calcolo numerico, mentre altri, incluso lo stesso Babbage, si focalizzavano soltanto su questa capacità.

Riuscì a proseguire i suoi studi nonostante i problemi di salute. Da piccola fu spesso malata: all'età di otto anni soffriva di cefalea che le procurava problemi alla vista. Nel giugno del 1829, a causa del morbillo, rimase paralizzata e costretta a rimanere a letto per quasi un anno. Solo nel 1831 tornò a camminare con l'aiuto di grucce.

venerdì 23 marzo 2018

G8-Genova,il pm Zucca:«Chi ha torturato,ora ai vertici della Polizia».Il capo della polizia Gabrielli:«Accuse infamanti».Ecco chi sono

di Lapenna Daniele


Il sostituto procuratore della Corte d' appello di Genova, Enrico Zucca, ritorna sui fatti del G8 di Genova del 2001 e le sue parole sono vere, più che "dure":
«Per la stessa storia italiana, lo dimostrano i fatti del G8, sarà molto difficile che le indagini su Regeni abbiano risvolti positivi: chiediamo all'Egitto di punire una tortura quando non abbiamo saputo punire i torturatori del 2001».
E spiega che «non siamo riusciti ad identificare alcun torturatore. Le nostre forze di polizia non ci hanno consegnato alcun torturatore»



I TORTURATORI SONO STATI PREMIATI
Zucca, tra i magistrati del processo alla Diaz, ricorda che «i nostri torturatori sono ai vertici della polizia» e quindi «come possiamo chiedere all' Egitto di consegnarci i loro torturatori?».
Più volte, dal 2001 ad oggi, il pm ha duramente criticato la risposta della Polizia in merito ai fatti di Genova sottolineando una specie di rifiuto ad ammettere certi crimini.
In un' intervista del 2011 (il video in fondo a questo articolo) spiegò che i feriti subirono violenze anche negli ospedali e nei centri di detenzione. Una situazione inaccettabile che diventa ancor più grave quando la verità viene nascosta o non descritta come è stata in realtà.

Il procuratore generale della Cassazione, intanto, ha avviato accertamenti preliminari sul sostituto procuratore Enrico Zucca a seguito delle sue dichiarazioni.
Il capo della polizia Franco Gabrielli, in merito alle parole di Zucca, risponde «noi facciamo i conti con la nostra storia ogni giorno, noi sappiamo riconoscere i nostri errori, noi al contrario di altri sappiamo pesare i comportamenti ma al contrario di altri ogni giorno i nostri uomini e le nostre donne su tutto il territorio nazionale garantiscono la serenità, la sicurezza e la tranquillità».

Quali sono questi poliziotti coinvolti nei fatti di Genova del 2001 che sono saliti di grado in questi anni?
  • Gianni De Gennaro


26 maggio 2000: il governo Amato II nomina Gianni De Gennaro capo della polizia - direttore generale della pubblica sicurezza.
2 luglio 2007 De Gennaro diventa capo di gabinetto del Ministero dell'interno
Dall' 11 gennaio al 26 maggio 2008 riveste anche l'incarico di commissario straordinario per la crisi dei rifiuti in Campania.
23 maggio 2008, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica sceglie l'ex poliziotto per l'incarico di direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

L'11 maggio 2012, il governo Monti designa De Gennaro per la carica di sottosegretario di Stato, assegnandogli anche la delega alla sicurezza della Repubblica. Ricopre tale carica fino al 28 aprile 2013, la fine del governo Monti.
3 luglio 2013, il governo Letta designa l'ex-poliziotto per il ruolo di presidente di Finmeccanica (azienda statale successivamente ridenominata Leonardo) dove è ancora attualmente in carica. Questo incarico gli viene confermato dal consiglio di amministrazione della società il 15 maggio 2014 e poi nuovamente il 16 maggio 2017, quando gli viene inoltre assegnata la sovrintendenza all’attuazione delle regole di governo societario con riguardo all’integrità dei comportamenti aziendali e al contrasto alla corruzione

lunedì 19 marzo 2018

Danni a seguito dell' interruzione dell' energia elettrica:giudice condanna l' Enel a risarcire l'utente


E’ giunto a tale conclusione il Giudice di Pace di Trani all’esito di una causa promossa da un utente che aveva citato per danni l’Enel S.p.A. in quanto, a seguito di interruzioni improvvise di energia elettrica, riscontrava ingenti danni alle apparecchiature elettriche di sua proprietà.

Con un’interessante pronunzia resa con la sentenza n.514/2017, il Giudice di Pace di Trani ha confermato il principio di diritto secondo cui va dichiarata la responsabilità del fornitore di energia elettrica, ai sensi dell’ art. 2050 del codice civile che recita così:
"Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno"

La società erogatrice di energia elettrica risponde infatti a titolo di responsabilità per attività pericolosa dei danni subiti dagli utenti a causa degli sbalzi di corrente (Cass. Civ. sez. III, n° 11193 del 15.05.2007). 
Nel caso in specie, la ditta titolare di contratto di fornitura elettrica, aveva riscontrato, all’esito di diverse interruzioni di energia elettrica, la rottura di un Firewall nonchè di un alimentatore di server, tanto da essere costretta a sostituire le apparecchiature elettroniche. La società di distribuzione di energia elettrica si costituiva in giudizio senza però riuscire a fornire prova del caso fortuito e, pertanto, veniva condannata a risarcire i danni patiti dall’attore. 

Alla luce di quanto sopra, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il consumatore che si vede danneggiato a causa di interruzioni di energia elettrica può e deve rivendicare, legittimamente, il giusto ristoro ove accertato l’inadempimento della società erogatrice. In tale ottica, coloro che hanno patito danni analoghi potranno contattare l' associazione all’indirizzo e-mail info@sportellodeidiritti.org per valutare la possibilità tutelare le proprie ragioni.

Fonte
http://www.sportellodeidiritti.org/notizie/dettagli.php?id_elemento=7524

Auto senza conducente causa incidente mortale.La tecnologia che non potrà mai sostituire l'uomo

di Lapenna Daniele

#uber #USA #cars #drivelesscars #automobili #driverless


Una notizia di oggi riporta che c'è stato un incidente tra due veicoli in Arizona, negli Stati Uniti. Non dovrebbe esser una notizia da prima pagina, ma lo è perché uno dei due veicoli era senza conducente.
Anche se diversi quotidiani lo riportano come primo incidente, in verità non lo è.

L' INCIDENTE
Una donna stava attraversando la strada in una zona dove non c' erano le strisce pedonali, ed è stata investita dal veicolo. La donna è morta. Uber ha comunicato di aver sospeso i test ritirando le sue vetture. La società, dopo le condoglianze alla famiglia della vittima (della quale non sono state fornite le generalità), si è resa disponibile a collaborare per ricostruire la dinamica del tragico accaduto.

I PRECEDENTI
Come accennato, ci sono stati già altri incidenti in passato, e quelli che sono stati evidenziati dai media sono quelli che hanno coinvolto veicoli condotti da un essere umano in carne e ossa.

• marzo 2017
Un veicolo, sempre della società Uber, sospese la sperimentazione in Arizona dopo che uno dei suoi veicoli rimase coinvolto in un incidente, per fortuna senza feriti.
La causa? Un veicolo condotto da un essere umano non diede la precedenza all'auto di Uber, impattando contro l' auto "automatica".

• luglio 2016
Un altro incidente accade in Florida, il 7 maggio 2016. Anche qui ci fu una vittima, il conducente di una Tesla S che aveva inserito il sistema di guida automatica su un'autostrada nei pressi di Williston.
Secondo la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), la Tesla si è andata a schiantare contro un tir proveniente dalla direzione opposta, che stava svoltando a sinistra.
Tesla ha spiegato sul suo sito che né il conducente né il sistema di guida autonoma hanno visto il lato bianco del tir, che si trovava perpendicolare all'auto, contro un cielo particolarmente luminoso. 

sabato 17 marzo 2018

50 anni fa il massacro di My Lai ad opera dei militari statunitensi.Il tenente Calley fu condannato e poi liberato dopo tre anni


Il massacro di Mỹ Lai, conosciuto anche come massacro di Sơn Mỹ, fu un massacro di civili inermi che avvenne durante la guerra del Vietnam, quando i soldati statunitensi della Compagnia C, 1º Battaglione, 20º Reggimento, 11a Brigata della 23ª Divisione di Fanteria dell'esercito statunitense, agli ordini del tenente William Calley, uccisero 347 civili inermi e disarmati, principalmente vecchi, donne, bambini e neonati.

Nel 1971 il tenente William Calley fu dichiarato colpevole di omicidio premeditato per aver ordinato di sparare e fu condannato all'ergastolo, ma il giorno dopo la sua condanna Calley ricevette un atto di indulgenza da parte del Presidente Richard Nixon, che ordinò di trasferirlo dalla prigione agli arresti domiciliari. Calley scontò 3 anni e mezzo di arresti domiciliari a Fort Benning, in Georgia, e poi fu dichiarato libero da un giudice federale.

IL MASSACRO
Il massacro avvenne il 16 marzo 1968 a My Lai, una delle quattro frazioni raggruppate nei pressi del villaggio di Sơn Mỹ, nella provincia di Quang Ngai a circa 840 chilometri a nord di Saigon. I soldati si abbandonarono anche alla tortura e allo stupro degli abitanti. Come fu poi riferito da un tenente dell'esercito sudvietnamita ai suoi superiori, fu la vendetta per uno scontro a fuoco con truppe Viet Cong che si erano mischiate ai civili.

Il massacro fu fermato dall'equipaggio di un elicottero statunitense in ricognizione, che atterrò frapponendosi tra i soldati americani e i superstiti vietnamiti. Il pilota, sottufficiale Hugh Thompson Jr., affrontò i capi delle truppe americane e disse che avrebbe aperto il fuoco su di loro se non si fossero fermati. Mentre due membri dell'equipaggio dell'elicottero - Lawrence Colburn e Glenn Andreotta - puntavano le loro armi pesanti contro i soldati che avevano preso parte alle atrocità, Thompson diresse l'evacuazione del villaggio. I membri dell'equipaggio furono accreditati di aver salvato almeno 11 vite. Trent'anni dopo, i tre furono premiati con la Soldiers Medal, l'onorificenza più alta dell'esercito statunitense per atti di coraggio che non coinvolgano il nemico.

Omicidio Marielle Franco:gli stessi proiettili,in dotazione alla polizia,furono usati dagli agenti anche in una vendetta nel 2015

Sao Paulo - È stato confermato che i proiettili che hanno ucciso l' attivista brasiliana Marielle Franco e il suo autista fanno parte di un lotto venduta da un' azienda alla polizia federale di Brasilia il 29 dicembre 2006. Le munizioni usate sono originali. 
Marielle Franco è stata colpita, mercoledì scorso, da quattro colpi di pistola alla testa: una vera e propria esecuzione. In totale sono stati esplosi tredici colpi di pistola.

Gli investigatori hanno scoperto attraverso i filmati di alcune telecamere di sicurezza che un'auto ha atteso per due ore davanti alla Casas das Pretas, l'associazione dove l'attivista per i diritti umani uccisa stava partecipando ad un evento contro il razzismo.

Quando Marielle Franco è uscita, i sicari hanno seguito per almeno quattro chilometri la sua auto prima di tendere l'agguato mortale. L'auto dei sicari si è affiancata a quella della consigliera comunale ed è partita una raffica di colpi da circa due metri di distanza. Quattro proiettili hanno raggiunto la donna, 38 anni, e tre il suo autista, Anderson Gomes, 39, morti all'istante. Illesa invece un'assistente di Marielle Franco, che sta collaborando alle indagini.

DIVERSA STRAGE, STESSI PROIETTILI 
Secondo le indagini, le munizioni dello stesso lotto furono usate anche in un' altra strage, quella compiuta nell'agosto 2015 a San Paolo in cui vennero uccise 23 persone: le indagini portarono sempre alla polizia. Per quella strage, infatti, furono arrestati tre agenti della polizia militare ed uno della polizia civile, che avrebbero agito per vendicare la morte, in due distinti tentativi di rapina, di un agente della polizia militare ad Osasco ed una guardia civile a Barueri.

LA LOTTA DI MARIELLE CONTRO LA VIOLENZA DELLA POLIZIA

Marielle Franco era una delle voci più autorevoli contro la violenza della polizia militare nelle favelas di Rio. Al suo primo mandato al consiglio comunale, era cresciuta nella favela Complexo da Marè, che comprende 16 baraccopoli, e si era dichiarata contraria alla militarizzazione delle forze di polizia decisa dal governo centrale giusto un mese fa.

Marielle Franco, notissima militante per i diritti umani, quinta tra le più votate alle ultime elezioni amministrative, consigliera del Partido Socialismo e Libertade (Psol).

Marielle era molto nota. Meticcia, lo sguardo sorridente, i capelli fitti ricci, orecchini di piume che le pendevano dai lobi, aveva criticato nei giorni scorsi gli interventi della polizia militare e dei soldati a Acari, una enorme favela nell'estremo nord di Rio.

Lunedì c'era stata un'incursione dei corpi speciali e cinque ragazzi erano stati freddati. «Dobbiamo raccontare cosa sta accadendo a Acari», aveva scritto su Facebook la consigliera uccisa, «Dobbiamo gridare al mondo e far sapere a tutti l'azione brutale e selvaggia della polizia».

E poi, un'accusa ancora più grave: «Il 41 Battaglione della Polizia Militare di Rio sta terrorizzando e stuprando i residenti della favela. Questa settimana due giovani sono stati uccisi e gettati in un burrone. Oggi la polizia ha camminato per le strade minacciando i residenti. Accade sempre e con i nuovi interventi gestiti anche dall'esercito la situazione è peggiorata».

Una denuncia pesantissima. Lanciata da un consigliere importante. Una donna che conosce bene quella realtà e che per Acari si batte da anni. Ma il suo atto d'accusa colpisce anche il controverso decreto che affida la gestione della sicurezza all'esercito. Dal 28 febbraio, Marielle Franco fa parte della Commissione che esamina il decreto disposto dal presidente Michel Temer.

Laureata in pubblica Amministrazione si era specializzata nelle Upp, le Unità di pacificazione create ai tempi di Lula e Rousseff all'interno delle favelas di Rio.
Aveva ricoperto numerosi incarichi e con altre donne di colore si batteva per i diritti delle minoranze, spesso più colpite di altri. Lascia una figlia di 19 anni.

FONTI E LINK UTILI
  • http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/16/news/brasile_omicidio_marielle_proiettili_dotazione_polizia-191475619/
  • http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/15/news/rio_de_janeiro_cinque_colpi_per_marielle_attivista_dei_diritti_umani-191373742/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Marielle_Franco
  • https://www.huffingtonpost.it/2018/03/16/marielle-franco-i-proiettili-utilizzati-per-uccidere-la-consigliera-comunale-di-rio-erano-in-dotazione-alla-polizia_a_23387773/

mercoledì 14 marzo 2018

Stephen Hawking: su YouTube il film in italiano che descrive la sua forza del non arrendersi di fronte alla malattia

Stephen Hawking con l' attore Benedict Cumberbatch
che ha interpretato il suo personaggio nel film

Oggi è morto Stephen William Hawking, cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, fra i più autorevoli e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull'origine dell'universo.
Era nato a Oxford l' 8 gennaio 1942.
Tra i suoi contributi più rilevanti figurano la radiazione di Hawking, la teoria cosmologica sull'inizio senza confini dell'universo (denominata stato di Hartle-Hawking) e la termodinamica dei buchi neri oltre che una collaborazione con altri scienziati in merito a numerose teorie fisiche e astronomiche.

Quello che però bisognerebbe conoscere della vita di Hawking è la sua malattia. Non come "voyeurismo" dello scoprire come è apparsa e che tipo di problemi fisici gli abbia causato, ma come lui stesso l' ha affrontata, combattuta e, quasi, ignorata volutamente.
A venti anni iniziarono a rendersi pesanti i problemi causati agli arti da una qualche patologia ignota. Dopo gli accertamenti, gli fu diagnosticata una malatttia degenerativa del motoneurone, con una speranza di vita di due anni.

Il giovane Hawking non voleva arrendersi, anzi, volle incaponirsi nello sfruttare quei due anni per approfondire gli studi sull' evoluzione dell' universo, riuscendo nella sua impresa, nonostante l' acuirsi dei problemi legati alla malattia.

HAWKING: IL FILM
Hawking è un film per la televisione prodotto dalla BBC nel 2004 diretto da Philip Martin. La figura dello scienziato è stata interpretata da Benedict Cumberbatch.
La storia parte dall'inizio della sua carriera presso l'Università di Cambridge, descrivendo i suoi studi, la comparsa della malattia, il periodo di depressione e l' ostinazione nel non arrendersi.
Il film è stato candidato ad un BAFTA Television Award come miglior dramma singolo nel 2005.

Di seguito c'è il video della prima parte del film (in lingua originale ma con i sottotitoli in italiano attivabili cliccando l' icona rettangolare del fumetto in basso a destra). È inserito in una playlist con le parti seguenti. Il film è completo e composto da sei video caricati su YouTube.
Buona visione


lunedì 12 marzo 2018

La pubblicità della Tirrenia era un attacco alla Grimaldi Lines la quale assume extracomunitari pagandoli 600 dollari al mese

di Lapenna Daniele




Sui social è apparsa la pubblicità di Moby-Tirrenia (la vedete a destra) ed è subita esplosa l' indignazione generale!
No, non è un fake, ma è realmente la pubblicità della nota società marittima napoletana che collega le grandi isole al continente.

«Il nostro personale? È tutto italiano». «Scegli solo chi naviga italiano».

L' indignazione degli utenti dei social è stata seguita da una ricerca di info in merito alla questione? Ovviamente no, altrimenti non sarebbe esplosa la polemica.

Certamente l' idea è stata errata, ma l’armatore Vincenzo Onorato, che da qualche anno ha acquisito anche la ex flotta di stato, aveva un altro scopo che non era quello di vantarsi di avere dipendenti italiani, ma di pagarli quanto debbono essere pagati.

LA CONCORRENZA CHE SOTTOPAGA I DIPENDENTI
In un articolo del dicembre 2015 pubblicato sul sito web sassarinotizie.com leggiamo uno stralcio della conferenza indetta sulla Moby da parte di Onorato il quale parla della società concorrente, la Grimaldi Lines, spiegando il suo attacco:
«Il gruppo Onorato ha 70 navi e 4 mila marittimi tutti italiani e su questo vogliamo puntare, Grimaldi vuole aprire ai marittimi extracomunitari, pagati a 600/700 dollari al mese, e questa linea non è possibile, non può passare. Dobbiamo difendere il lavoro degli italiani. Cosa dovremmo fare per essere concorrenziali, sbarcare i marittimi italiani per imbarcare quelli extracomunitari? Vogliamo gli extracomunitari a bordo, benissimo ma prendiamoli con contratti italiani»

E, intervistato anche da LaStampa, precisò di nuovo
«Se venissero pagati con gli stessi contratti degli italiani potremmo anche discuterne. Non vogliamo assolutamente che venga consentita l’assunzione di extracomunitari con contratti da fame, a 600 dollari al mese, come qualcuno sta già facendo. Al momento, sulle rotte nazionali non è possibile imbarcare personale extracomunitario ma la Confidarma sta facendo pressioni per ottenere una norma che liberalizzi tutto».

FONTI E LINK UTILI
  • http://www.lastampa.it/2018/03/12/italia/cronache/moby-e-tirrenia-da-noi-il-personale-tutto-italiano-e-sui-social-scoppia-la-polemica-tUlkUzf9AVO9OyFAl7nwFP/pagina.html
  • http://www.sassarinotizie.com/articolo-37096-onorato_conferma_tariffe_a_14_euro_per_i_sardi_e_commenta_la_concorrenza_di__grimaldi_lines_.aspx
  • http://www.cagliaripad.it/198204/tirrenia-tariffe-flat-onorato-contro-grimaldi


domenica 11 marzo 2018

L'autismo spiegato senza retorica né bufale anti-scientifiche - VIDEO

di Saverio Tommasi
sito web
http://www.saveriotommasi.it/biografia
pagina Facebook

https://it-it.facebook.com/SaveTommasi/

L'autismo è un disturbo dello sviluppo neurologico, ma detta così un po' spaventa.

Le spiegazioni sull'autismo vanno dai termini strettamente scientifici, alle bufale antiscientifiche. Orientarsi nel "mondo dell'autismo" è complicato per genitori, amici, familiari. Però, tutti questi, con il tempo imparano. Vivendo a stretto contatto con un bambino con autismo, infatti, imparano a conoscerlo e relazionarsi. Le terapie giuste, poi, sono fondamentali per dare al bambino gli strumenti giusti per imparare a orientarsi e vivere in felicità e autodeterminazione.

Chi non ha un figlio con autismo, però, quasi sempre conosce l'autismo solo per "sentito dire". E non c'è niente di peggiore che conoscere qualcosa per le parole riportate da qualcun altro, molto spesso un "qualcun altro" che non è né genitore né amico di un bambino con autismo; questo provoca spesso disinformazione, paura, distanza, o semplice retorica; o in certi casi anche sottovalutazione, o spiegazioni che con l'autismo, e con la scienza, ci incastrano quanto un pesce con una bicicletta.

Questo video è nato da qui, dall'esigenza di provare a raccontare l'autismo fuori dall'autismo, cioè soprattutto a quegli adulti, non importa se genitori, che si trovano per la prima volta a confrontarsi con persone che hanno l'autismo.
Perché ascoltare le parole corrette dalle persone che l'autismo lo vivono, e dai medici che se ne occupano, penso sia il primo passo - indispensabile - per conoscere il mondo dell'autismo fuori dalla retorica e dai pregiudizi, siano essi positivi ("sono dei geni!") siano essi negativi ("sono pericolosi e violenti!")
I pregiudizi - infatti - sono tutti deleteri, perché viaggiano accanto e li unisce il filo della non conoscenza.

Per maggiori informazioni sulla TMA - Terapia Multisistemica in Acqua - già in parte raccontata nel video, vi rimando al portale ufficiale: http://www.terapiamultisistemica.it/.
Qui è possibile trovare i corsi realizzati in varie città italiane, i numeri di riferimento e le fonti.

Un ringraziamento alla piscina Hidron di Campi Bisenzio (FI) , dove sono state effettuate le riprese video durante "l'Abbracciata" e durante i corsi.


sabato 10 marzo 2018

M5s contro Pd:le proposte del Reddito di Cittadinanza e REI a confronto

di Lapenna Daniele

#reis #rei #rdc #redditodicittadinanza #elezioni2018 #matteorenzi #pd #dem #m5s #movimento5stelle #beppegrillo #politica #vinciamonoi #fi #leganord #fratelliditalia #forzaitalia #pdl #giorgiameloni #matteosalvini #noiconsalvini #tirendiconto #redicontazioni #onesta

Renzi riuscì, nel luglio 2016, a far passare alla Camera (per poi vederlo approvato al Senato) il Reddito a sostegno di chi versa in condizioni di povertà (è denominato REI).
Il MoVimento 5 Stelle si astenne dal voto. Il Rei è veramente un sostegno utile per i nuclei disagiato?O è migliore il Reddito di Cittadinanza dei 5stelle? Chi c'è dietro il REI?

Nel luglio 2016 la Camera dei Deputati  approvò il Reddito d'Inclusione Sociale (REIS) con con 221 voti favorevoli, 22 contrari e 63 astenuti (il M5s).
Renzi parlò della «prima misura organica della storia della repubblica italiana».
Dopo, fu approvato dal Senato.
Ma di cosa si tratta? Ha qualcosa in comune con il Reddito di Cittadinanza (RdC) del MoVimento 5 Stelle o con il Reddito Minimo Garantito (RmG) di Sinistra Ecologià e Libertà?

REI 
(REDDITO DI INCLUSIONE)
  • LA GESTIONE IN MANO AI COMUNI E ALLE ASSOCIAZIONI CATTOLICHE
Il REI del Governo Renzi fu ideato nel 2013 e fu proposto dalle associazioni cattoliche,sindacati,  onlus e associazioni dei consumatori.
Questo potrebbe sembrare un dettaglio di poco conto, ma non lo è, infatti, nei requisiti c'è una sorta di discriminazione. Dal documento scaricabile, si legge che la gestione del sostegno economico è affidata ai Comuni (con i servizi sociali) e al Terzo Settore. Chi è il Terzo Settore? Si tratta di tutti i soggetti coinvolti nel REI che,per la maggior parte,sono associazioni cattoliche site su tutto il territorio nazionale.

Questi sono i soggetti fondatori del Rei:
Acli (Associazione Cattolica Lavoratori Italiani), Action Aid, Anci, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana,Cgil-Cisl-Uil, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Confcooperative,Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome,Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Nazionale Italiano -ONLUS, Fio-PSD, Fondazione Banco Alimentare ONLUS,Forum Nazionale del Terzo Settore, Jesuit Social Network, Legautonomie,Save the Children, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari.
I soggetti aderenti invece sono:
Adiconsum, Associazione Professione in Famiglia, ATD Quarto Mondo,Banco Farmaceutico, Cilap EAPN Italia,CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, Federazione SCS, Fondazione Banco delle Opere di Carità Onlus, Fondazione ÉBBENE,Piccola Opera della Divina Provvidenza del Don Orione, U.N.I.T.A.L.S.I. – UnioneNazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali.
  • BENEFICIARI: ITALIANI E STRANIERI
I soggetti beneficiari saranno tutti i cittadini residenti in Italia da almeno 12 mesi di qualsiasi nazionalità. Il REI nel 2018 sarà erogato alle famiglie in possesso dei seguenti requisiti.
Il richiedente deve essere congiuntamente:
  • cittadino dell'Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.
Durata: non più di 18 mesi (si può ripresentare la domanda per altri 12 mesi).
  • NUCLEO FAMIGLIARE: NIENTE SOSTEGNO AI SIGLE E COPPIE SENZA FIGLI
Ci sono dei requisiti necessari per poterne usufruire. Il nucleo famigliare deve rispettare almeno una delle seguenti condizioni:
  • presenza di un minorenne;
  • presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore;
  • presenza di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l'unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica).
  • presenza di una persona di età pari o superiore a 55 anni che si trovi in stato di disoccupazione
I disoccupati single con un' età inferiore ai 55 anni, e le coppie senza figli se la prendono in quel post. Niente sostegno economico.

10 marzo 1948 moriva Placido Rizzotto, vittima della mafia

Ci sono storie che non si raccontano mai abbastanza.
Una di queste è quella di Placido Rizzotto, simbolo di una Sicilia troppo spesso dimenticata.
Siamo nel secondo dopoguerra e sull'Isola si combatte una grande battaglia sociale. Da una parte i grandi latifondisti che si sono arricchiti sfruttando il lavoro della povera gente, dall'altra i contadini che chiedono terra e libertà.
Le elezioni regionali del 1947 vedono una grande avanzata del Blocco del Popolo, una lista unitaria di socialisti e comunisti. Riesplode così la grande questione della terra. Migliaia di ettari di terreni incolti che i contadini rivendicano per emanciparsi dagli agrari.
La promessa già tradita dal Risorgimento e dalla monarchia nel primo dopoguerra, viene nuovamente accantonata dalle nuove istituzioni repubblicane. E allora i contadini decidono di fare da soli. Parte un grande movimento di occupazione delle terre che si diffonde in gran parte della Sicilia. Tra gli ispiratori di questa rivoluzione coraggiosa c'è Placido Rizzotto.
Sindacalista, trentenne, già partigiano e dirigente del partito socialista, torna nel dopoguerra a Corleone, suo paese natale, e comincia una vasta opera di sensibilizzazione delle masse contadine. Forte sostenitore dei Decreti Gullo, che imponevano il passaggio delle terre incolte o mal coltivate ai contadini, Rizzotto guida diverse occupazioni e diviene segretario della Camera del lavoro di Corleone.
Gli agrari e le famiglie mafiose che rappresentano il loro braccio armato reagiscono con violenza inaudita per reprimere le rivendicazioni contadine. In particolare a Corleone il boss Giuseppe Navarra e il "giovane emergente" Luciano Liggio minacciano più volte Placido Rizzotto e i suoi compagni.
Ma lui non molla e anzi reagisce con coraggio alle provocazioni, come quando appende ad una inferriata uno degli sgherri di Navarra durante una rissa tra ex partigiani e mafiosi.
Il 10 marzo 1948 Placido viene attirato in un'imboscata, rapito, portato nella campagna di Corleone e ucciso. Le indagini che seguirono portarono all'arresto di Vincenzo Collura e Pasquale Criscione, che prima confesseranno di aver agito su ordine di Liggio e poi ritratteranno in sede processuale.
Un bambino testimone oculare dell'omicidio, fu assassinato con un'iniezione letale, da uno dei medici che lavoravano al soldo del boss Giuseppe Navarra.
I tre assassini furono così assolti per insufficienza di prove.
Il corpo di Rizzotto, gettato da Liggio in una delle foibe di Rocca Busambra sarà ritrovato solo nel 2009 e verrà identificato nel 2012.
Placido Rizzotto è solo uno dei tantissimi uomini e donne uccisi dalla mafia negli anni in cui la Sicilia migliore stava alzando la testa.

https://it.wikipedia.org/wiki/Placido_Rizzotto

giovedì 8 marzo 2018

Molestata sul posto di lavoro: le molestie, la denuncia, il licenziamento e il processo.La storia di Lara Rosai



Nella giornata internazionale della donna, Milleunadonna.it riporta la storia di Lara Rosai, una donna che, per non perdere il lavoro, ha sopportato le attenzioni del più subdolo molestatore. Quello che approfitta dello stato di bisogno, della necessità di lavorare. Perché, a parole, è facile dire: se uno ti molesta te ne vai. Perché se davvero te ne vai e perdi l’impiego, diventi ancora più debole e ricattabile in una società dove la disoccupazione fa vittime in modo indiscriminato.

PER NON PERDERE IL LAVORO
Come racconta Il Corriere della Sera, tutto è cominciato con una frase: «Ieri sera ero a casa che facevo l’amore con mia moglie e ho pensato a te». Così il suo superiore ha dato il via a quello che diventato per Lara un incubo di abusi arrivato fino alla violenza fisica. «Quando mi ha detto quella prima frase ho pensato: “Devo cercarmi un altro lavoro”. Ma il lavoro non lo trovavo anche se consegnavo curricula come se fossero volantini. E a un certo punto finisci quasi per assuefarti, lo prendi come una cosa normale, speri solo che prima o poi smetta».

LA DENUNCIA
Ma a 45 anni non è mica facile e infatti Lara ora fa parte di quel 1 milione e 404 mila italiane (poco medo di una lavoratrice su dieci) che hanno dovuto subire molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Lara però, a differenza della quasi totalità delle vittime, ha denunciato sia il molestatore sia l’azienda che gli ha permesso di compiere le sue molestie.

LE RICHIESTE SESSUALI
«Le proposte sessuali sono partite nel 2009 – ricorda – quando lavoravo lì già da tre anni come impiegata amministrativa. Fin dall’inizio aveva con me un atteggiamento impositivo, pretendeva che facessi cose che non c’entravano niente con il mio lavoro, come accompagnare fuori il suo cane o lavargli gli occhiali. Poi è passato alle richieste di sesso». Responsabile locale di una ditta di sverniciature con sede in un’altra regione e della quale Lara era l’unica dipendente donna a Firenze, l’uomo non si dà per vinto di fronte al rifiuto di lei: «Quella prima volta gli dissi che non mi interessavano i suoi pensieri e lui si stupì: “Come, non ti senti lusingata?”. Qualche minuto dopo aggiunse: “Mi piacerebbe che tu diventassi la mia amante”».

Omicidio Diene:il pensionato ha risparmiato la vita a persone bianche,sparando sul senegalese.Il movente è il razzismo

globalist.it

Nelle immagini Pirrone, il pensionato fermato per l'assassinio, lascia passare una donna con un bambino e un signore prima di aprire il fuoco contro il cittadino senegalese


Svolta nelle indagini sull'omicidio di Idy Diene, il cittadino senegalese freddato su ponte Vespucci a Firenze da Roberto Pirrone, un pensionato italiano di 65 anni.


L'uomo aveva finora raccontato di essere uscito di casa, prima dell'omicidio di Diene, con l'intenzione di togliersi la vita ma di non aver avuto il coraggio di farlo. Allora avrebbe deciso di sparare a qualcuno a caso per strada, il primo che passava, per essere portato in carcere. Un racconto che aveva fatto escludere in un primo momento il movente razzista dell'assassinio.
Ora però le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, esaminate dagli inquirenti, direbbero tutta un'altra verità. Nelle immagini, infatti, si vedrebbero passare accanto a Pirrone, armato e con intenzioni omicide, prima una donna bianca con un bambino, poi un signore anche lui bianco con un trolley che vengono lasciati passare tranquillamente. Solo dopo arriverà Idy Diene, a quel punto Pirrone avrebbe sparato e finito il senegalese con un colpo alla nuca.

Si è dibattuto molto negli ultimi giorni sul movente razzista dell'omicidio: in molti, compreso il sindaco Nardella, non avevano riconosciuto la matrice razziale dietro l'uccisione di Idy Diene, scatenando le reazione del web.

La conferma visiva ha invece stabilito che il razzismo è stata la radice dell'aggressione e aumenta la paura della comunità senegalese di Firenze, scesa in piazza nei giorni successivi all'omicidio per una manifestazione spontanea.

lunedì 5 marzo 2018

È morto Michele. Ma lui non era un calciatore: nessuno se lo ricorda, nessuno se lo ricorderà

di Lapenna Daniele




Le morti non sono tutte uguali, anche se dovrebbero.
Quando una persona viene uccisa con un colpo di pistola, si va a cercare se fosse un criminale o una persona per bene. Ma, d' altronde, quando qualcuno muore, era sempre «una brava persona».
Altri morti, come quelli che hanno avuto la sciagurata sfortuna di nascere in nazioni dove dal cielo cadono bombe, ogni giorno, come quelli uccisi da individui deboli che non rispettano la vita e la libertà altrui, come quelli che, nonostante tutta la buona volontà, si erano sentiti isolati in questa società divenuta ormai egoista, sono dimenticati.
L' egoismo, la malattia del nuovo millennio.

«Ho resistito finché ho potuto». Questa la frase lasciata scritta da Michele, 30 anni, morto suicida l' anno scorso. Non trovava lavoro, e la sua quotidianità sostenuta dai suoi genitori era un peso.
Nessuno se lo ricorda, nessuno sa chi sia, eppure è morto.

Il governo crea lavoro.
Dimezza le tasse a carico di un' azienda per tre anni, ma contemporaneamente dà lui la possibilità di licenziare senza vedersi rientrare l' ex lavoratore dalla porta di servizio: un sistema geniale per diminuire la disoccupazione per tre anni, far vivere un dipendente con l' ansia di vedersi licenziare al termine dell' agevolazione, e atteggiarsi a grandi politici, sorridenti e soddisfatti.
Ti danno qualche decina di euro e lo chiamano aiuto. Come se con qualche decina di euro si potesse cancellare la povertà.

Il governo dà lavoro.
Sei disoccupato? Ti dò il Reddito di Cittadinanza: in pratica ti ricordano che sei povero, e se i giovani sono mantenuti dai genitori dacché disoccupati, gli altri sono mantenuti dallo Stato. Però il contributo finisce, e quindi ti ritrovi di nuovo povero.
Una grande azienda chiude, il governo la "risana" con diversi milioni di euro ma, nonostante abbia messo più denaro del privato, l' impresa non è pubblica, ma del privato. I lavoratori, intanto, non sanno che fine faranno.

Il governo ti ricorda chi ruba il lavoro.
La manodopera a basso prezzo. Questo ti ricorda il politico di turno: se hai una paga oraria bassa, e se un datore di lavoro non ti assume, è perché ci sono individui provenienti da altre nazioni che accettano paghe bassissime. La colpa è la loro.
Peccato che esistano i CCNL e, colui che crea un' asta della paga oraria scegliendo chi riesce a farsi sfruttare di più è sempre il datore di lavoro. Non lo Stato, non lo straniero. Ma il privato.
Crea un' azienda anche con incentivi pubblici, riceve fondi pubblici, riceve agevolazioni, ma vuole sottopagare chi mantiene la sua azienda in piedi, chi produce i prodotti della sua azienda, chi fornisce i servizi che offre la sua attività. La colpa è del privato.

È morto un giovane. Tutti si commuovono, si fermano, non lavorano, non giocano, lo ricordano.
Non lo conoscevano sino a ieri, non scrivevano niente su di lui sino a ieri, ma oggi lo ricordano.
No, non sto parlando dei tanti Michele. Lui è sconosciuto, non lo conosce nessuno.
I poveri non fanno notizia, muoiono nel silenzio, si adagiano nell' ombra, senza far rumore, togliendosi dai ricordi dei concittadini dopo poche ore.
Fosse stato drogato, sarebbe stato anche peggio. Un drogato? Maddai! Cosa cazzo se ne fa una società di un drogato? Di una persona debole che inizia a "farsi" e diviene un individuo inutile per la società?

Purtroppo non siamo tutti forti. Purtroppo, non siamo tutti ricchi.
Tutti si considerano poveri, ma tutti si voltano dall' altro lavoro quando un amico o un parente è in difficoltà.
La vera povertà esplode in rabbia, si gonfia piena di odio, per poi sgonfiarsi nella disperazione.

I morti non sono tutti uguali.
C'è chi muore nell' ombra, senza dar fastidio a nessuno, senza clamore.
Chi era nel silenzio, e ha iniziato a dormire, per sempre, nel silenzio.

venerdì 2 marzo 2018

La velocità dell' informazione e l' essere umano che corre senza saper dove andare

di Lapenna Daniele


Oggi, la quantità di informazioni nell' unità di tempo sta aumentando vertiginosamente, e direttamente proporzionale è l' aumento della sete di informazioni (mal digerite) delle persone.
È bene ragionare sulla differenza abissale tra la velocità del web e la velocità umana.

L' uomo ha dei tempi ben precisi, che non potrà mai superare: la velocità nel correre, nel fare un calcolo matematico a mente, nel raggiungere una vetta a piedi, nello scrivere qualcosa...
E la tecnologia?
Questa, invece, potrà diventare sempre più veloce.
Gli organi di informazione aumenteranno sempre più di numero, e ognuno di essi pubblicherà più notizie al minuto, dando agli utenti un sacco di articoli da leggere ogni secondo.
La domanda è:
ha, la mente umana, la capacità di accogliere una mole così grande di informazioni in così poco tempo, leggerle tutte, elaborarle, e farle proprie?

Forse, il fatto che molti utenti leggano solo i titoli (clickbaiting) degli articoli pubblicati sulle pagine dei quotidiani on line (e dei blog) e si arroghino il diritto anche di commentarle, è dovuto alla troppa informazione che il cervello umano non allenato non è in grado di leggere e immagazzinare?

Forse stiamo correndo un po' troppo.

Un' inchiesta di SkyTg24 fa luce su contenuti social xenofobi su siti stranieri a favore di Matteo Salvini


Su vari account Twitter, su canali YouTube, e profili Facebook sono apparsi, in questi ultimi mesi, contenuti anti-europa, anti-immigrati e a favore di Matteo Salvini.
In vista delle elezioni politiche italiane del 4 marzo prossimo, questa campagna protende per una linea politica xenofoba influenzando gli utenti con contenuti ripresi anche dalle pagine social italiane.

Ad esempio il video pubblicato da Matteo Salvini il 17 Febbraio, dove si contrappone la povertà degli anziani italiani con gli extracomunitari che chiedono cibo migliore, viene condiviso la sera stessa su social stranieri con i sottotitoli in inglese e ripreso poi da altri account che incitano all' odio verso gli extracomunitari.
Anche se la voce che si ascolta nel video non è del giovane di origini africane ripreso, non importa, perché il contenuto fa centro nell' odio degli elettori.

Questi account si rivolgono in lingua inglese agli utenti e sono vicini a movimenti di estrema destra statunitensi e inglesi. Nicola Bruno, esperto di comunicazione digitale, spiega che si tratta di influencer e che, merito dei bot della rete, i contenuti vengono diffusi e condivisi rendendo la diffusione virale. A tutto ciò si aggiungono le condivisioni di utenti che hanno, tra le loro cerchie di contatti, migliaia di utenti i quali, a loro volta, ricondividono il contenuto

Il servizio di SkyTg24