sabato 16 febbraio 2019

Protesta latte: assalto a furgone di prodotti dell' azienda Podda


L' assalto al furgone della ditta casearia Ferruccio Podda, ad opera di manifestanti mascherati, è avvenuto stamane. L' azienda, con 70 anni di storia in Sardegna, è stata acquisita per il 60 per cento da Granarolo e, dal 2012, produce alimenti caseari composti da latte proveniente dall' estero


È successo a Santa Maria Navarrese, in Ogliastra: il trasportatore si era fermato per consegnare la merce ad un supermercato ed è stato accerchiato da dei manifestanti con il volto coperto che lo hanno costretto ad aprire il portellone per poi rovesciare tutto il carico sull' asfalto.
Alcuni passanti hanno segnalato l' accaduto e i carabinieri stanno indagando per ricercare i responsabili di questa azione

PODDA: DA 100% SARDO, ALLA CESSIONE DI QUOTE A GRANAROLO
Da giorni i pastori presidiano la zona antistante l' azienda Ferruccio Podda Srl sita a Sestu, paese vicinissimo a Cagliari. Si tratta di una storica azienda sarda aperta quasi 70 anni fa da Ferruccio Podda (morto nel 2014 all' età di 88 anni).
Iniziò a lavorare da giovanissimo producendo i primi formaggi sino ad avere l' intuizione di produrre un formaggio misto vaccino e ovino che diventerà il fiore all’occhiello della produzione: il “Misto Classico”. 
Da quel momento, con l’apertura dello stabilimento di Sestu, i prodotti Podda conosceranno una continua crescita e una costante affermazione sul mercato. Lo stabilimento, inaugurato alle porte di Sestu, nel 1969, utilizzava latte ovino e vaccino proveniente esclusivamente da allevamenti della Sardegna, ma, dal 2012, le cose sono cambiate.

Per esportare i prodotti anche all' estero (soprattutto fuori dall' Europa), l' azienda Casearia Podda Srl cede il 65% delle quote alla Granarolo SpA (controllata al 77,48% dalla Cooperativa Granlatte, al 19,78% da Intesa Sanpaolo S.p.A. e al 2,74% da Cooperlat).
La partnership si rivela una mossa intelligente sia per l' ampliamento della gamma di prodotti, sia per il fatturato aggiuntivo di circa 25 milioni di euro.

Uno dei problemi è però la provenienza del latte che, da come si legge sulle etichette dei prodotti Podda, non è italiana. La dicitura riporta "latte di Paesi UE".

Ecco perché molti, anche sui social, hanno preso di mira lo stabilimento.
I pastori, invece, chiedono collaborazione pacifica a sostegno di una lotta che riguarda tutti.




FONTI E LINK UTILI
  • Il presidio dei pastori davanti allo stabilimento Podda
    https://www.facebook.com/LaboratorioSaDomu/posts/1014344668764290
  • Costituzione Societaria di Granarolo SpA
    https://it.wikipedia.org/wiki/Granarolo_(azienda)#Struttura_societaria
  • http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/02/16/assalto-a-furgone-latte-in-ogliastra_a08a3384-ece5-4d19-88b4-725a296b7ac3.html
  • http://www.lanuovasardegna.it/regione/2014/12/17/news/morto-a-88-anni-ferruccio-podda-re-del-formaggio-1.10517113
  • http://www.ferrucciopodda.it/
    http://www.assolatte.it/it/home/chi_siamo/marchi/1371267018167


Cagliari: studenti che manifestano in sostegno ai pastori sardi aggrediti dai giovani di Casapound


A Cagliari, gli studenti che hanno manifestato unendosi alla protesta dei pastori, sono stati aggrediti da un gruppo di quindici militanti di Casapound. Questi erano stati allontanati perché, come riporta uno degli studenti del corteo « hanno come unico scopo quello di far valere con la violenza idee che non hanno nulla a che fare con nessuna idea di democrazia »

COSA È SUCCESSO IERI
Dal post Facebook di Alberto Marongiu, uno degli studenti che hanno organizzato e preso parte al corteo studentesco di questi giorni in sostegno ai pastori.

« Siamo gli studenti e le studentesse che hanno organizzato le mobilitazioni in sostegno dei pastori sardi che hanno riempito le strade di Cagliari questo mercoledì e giovedì come non si vedeva da anni.

Un tam tam partito dal Siotto che ha raggiunto l'agrario e gli istituti tecnici ma anche i fascisti del blocco studentesco, costola giovanile di CasaPound, che si sono presentati alla partenza del corteo di mercoledì. Abbiamo deciso di allontanarli dal corteo perché già conosciuti per la loro appartenenza politica, in disaccordo con lo spirito della giornata nonché dei valori che vorremmo rappresentare. Il giorno successivo c'è stato un altro corteo che ha raggiunto l'università e alcuni istituti cagliaritani, per finire con una assemblea al palazzo di giustizia.

Ieri, venerdì 15 febbraio, eravamo in assemblea al Parco della Musica con le scuole per organizzare la mobilitazione del sabato in sostegno dei pastori sardi in lotta. All'assemblea si sono presentati ancora una volta 7 militanti di Blocco Studentesco di cui una ragazza delle superiori e sei universitari/e. Alla richiesta disattesa di andarsene, l'assemblea, composta da una ventina di studenti, per evitare problemi, si è spostata da un'altra parte della piazza lasciando i militanti del blocco a distanza. Durante l'assemblea proseguita senza ulteriori problemi, un signore è rimasto per tutta la durata del tempo vicino alla nostra assemblea, lo stesso che poi avremmo ritrovato più avanti.

Nel frattempo i 7 militanti del blocco si sono posti al di fuori del parco e sono stati raggiunti da altri militanti, compreso il signore che spiava l'assemblea. Poco dopo alcuni ragazzi che stavano arrivando si sono incontrati e scontrati con il gruppo di CasaPound, che nel frattempo era aumentato intorno alle 15 unità. 
Quando siamo usciti dal parco a soccorrere chi veniva all'assemblea, ci siamo ritrovati con uno dei ragazzi che avrebbe dovuto partecipare all'assemblea steso sull'asfalto. Lo abbiamo soccorso fino all'arrivo della Polizia. 
A questo punto sottolineiamo la presenza del vigile del fuoco, lo stesso che stava ad ascoltare l'assemblea, che si è premurato di indicare alle Forze dell'Ordine uno dei ragazzi in maniera tale che lo arrestassero. Il Vigile del Fuoco sbraitava nei confronti degli studenti dicendo che non avevamo nessuna voce in capitolo perché lui, per l'appunto, era un vigile. Nessuno dei militanti del partito neofascista è stato fermato o interrogato, uno degli studenti invece è stato fermato per poi essere rilasciato, un altro è ricoverato in ospedale e sarà operato per la frattura dell'orbita oculare.

Quanto accaduto è l'ennesima conferma del perché non possiamo tollerare la presenza di simili individui all'interno delle nostre assemblee, individui che hanno come unico scopo quello di far valere con la violenza idee che non hanno nulla a che fare con nessuna idea di democrazia.

Nessuno dei militanti del partito neofascista è stato invitato all'assemblea e sarà accettato alle prossime mobilitazioni. L'assemblea si è poi spostata in piazza San Domenico e invita nuovamente i cittadini a mobilitarsi in solidarietà ai pastori sardi oggi, 16 febbraio alle 15:00 in piazza Yenne »

LA VERSIONE DEI RAGAZZI DI CASAPOUND

Alcuni giornali locali hanno riportato la notizia, ma in maniera distorta.
Casteddu On Line, quotidiano che non ha un orientamento di sinistra, riporta la denuncia di uno degli studenti del gruppo di Casapound che sostiene siano stati aggrediti dagli studenti antifascisti
Uno dei ragazzi di Casapound ha persino girato un video per mostrare cosa è successo. Peccato che Casteddu On Line non linka il video nel proprio articolo perché, in effetti, nello stesso non si vede assolutamente nulla (guardate voi stessi e giudicate).
Oggi, alle 15:00, gli studenti si riuniranno a Piazza Yenne, sempre a Cagliari, per un nuovo corteo.
Invitano tutti i cittadini, di qualsiasi età, ad unirsi per il coro di protesta in sostegno ai pastori sardi.


FONTI E LINK UTILI

Dimenticare le cose è sinonimo di intelligenza. Uno studio svela che gli smemorati hanno un'intelligenza superiore

supereva.it

Vi capita spesso di dimenticare le cose? Non preoccupatevi, è sintomo d’intelligenza ed è la scienza stessa a dirlo. Secondo i risultati di uno studio condotto presso l’Università di Glasgow, in Scozia, coloro che tendono a dimenticare sono più propensi anche ad imparare. Per molti può rappresentare un problema, in quanto si viene spesso accusati di essere distratti o di non prestare la dovuta attenzione. Da oggi si può smettere di farsi divorare dai sensi di colpa, perché essere più intelligenti rispetto alla media non è decisamente un difetto.

Memorizzare e imparare qualsiasi cosa sono due cose completamente differenti e ci sono alcune menti che tendono a dividere i concetti automaticamente. Non dimentichiamo ciò che impariamo, ma il nostro cervello elimina tutte le informazioni secondarie per lasciare il posto a quelle nuove. Dimenticare è infatti un processo completamente naturale e fa in modo di aumentare e velocizzare la capacità di apprendimento. Le persone più smemorate, quindi, non ricordano diversi fatti che non abbiano un’importanza rilevante, semplicemente perché ne hanno immagazzinati molti altri, i quali hanno sostituito i precedenti.

Perché le persone intelligenti hanno pochi amici? Uno studio ne ha spiegato il motivo



Le persone intelligenti hanno pochi amici: più alto è il quoziente intellettivo, minore sembra essere il bisogno umano di interagire intimamente con gli altri



Le persone intelligenti hanno pochi amici ed alcuni scienziati hanno cercato di spiegarne la ragione. Sicuramente è necessario avere degli amici su cui contare e la comunicazione costante ha i suoi vantaggi, ma i ricercatori hanno cercato di rispondere alla seguente domanda: bisogna veramente avere degli amici per essere felici e pienamente soddisfatti della propria vita? A questo scopo, hanno effettuato uno studio su 15mila persone di età compresa tra i 18 e i 28 anni; ragazzi e ragazze che vivono in luoghi con diversa densità di popolazione e che comunicano con i loro amici con frequenze diverse.

Gli psicologi evoluzionisti Satoshi Kanazawa della London School of Economics e Norman Lee dell’Università di Singapore, dopo aver analizzato i risultati delle indagini, pubblicati poi sul British Journal of Psychology, sono arrivati ad alcune conclusioni. Innanzitutto affermano che le persone che vivono in luoghi ad alta densità di popolazione, di solito, si sentono meno felici. In secondo luogo, per sentirsi appagati e sereni, gli intervistati devono frequentare delle persone che condividono il loro pensiero: più stretta è la comunicazione, maggiore sembra essere il livello di felicità che si può raggiungere.

I ricercatori sostengono, però, che le persone più intelligenti sono un’eccezione a questa regola. Più alto è il quoziente intellettivo, minore sembra essere il bisogno umano di interagire con gli amici e di ottenere un riconoscimento nel gruppo. Il cervello di una persona con elevate capacità intellettuali funziona infatti in modo diverso e questa differenza include anche l’aspetto della socialità. L’attività sociale per i soggetti con un’intelligenza sopra la media non rappresenta una necessità di vita: le persone intelligenti, di conseguenza, hanno pochi amici ed una piccola cerchia sociale.

La maggior parte dei geni sono solitari. Questo in parte è dovuto al fatto che poche persone li capiscono e li accettano, ma per loro questo non è affatto un problema. Al contrario, più si sforzano di socializzare, meno si sentono felici. Le persone intelligenti preferiscono infatti impegnarsi per conseguire importanti risultati a lungo termine piuttosto che per fare amicizia e mantenere in vita i rapporti interpersonali. La socializzazione rischia di distrarli dall’obiettivo principale e di cancellare la loro armonia interiore: le persone intelligenti hanno quindi pochi amici e solo occasionalmente sentono il bisogno di interagire intimamente con gli altri.

lunedì 11 febbraio 2019

Foibe: lettera di Spetic Stojan a Mattarella «Non si può parlare di pulizia etnica solo perché italiani»


« Non possiamo dare spazio ai negazionismi, a chi dice che fu [il massacro delle foibe] una risposta al fascismo in Italia ». Queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarealla, intervenuto alla Giornata del Ricordo per le Foibe svoltasi al Quirinale.
Mattarella prosegue spiegando che, dopo i crimini del fascismo, il nord-est italiano « Divenne, su iniziativa dei comunisti slavi, teatro di violenze, uccisioni e rappresaglie contro gli italiani da sempre lì residenti ».

Polemica sollevata anche da Borut Pahor, presidente della Repubblica sloveno che con una lettera ha espresso a Sergio Mattarella la sua preoccupazione per "alcune inaccettabili dichiarazioni di alti rappresentanti della Repubblica Italiana in occasione della Giornata del ricordo che danno l'impressione che gli eventi legati alle foibe siano stati una forma di pulizia etnica".
Il riferimento è alle parole del ministro dell' interno Matteo Salvini che ieri ha detto "i bimbi morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali".




Egregio Signor Presidente
della Repubblica italiana
on. Sergio Mattarella
Quirinale
Roma





Passata la “giornata dell'odio” di orwelliana memoria verrebbe la voglia di chiudersi in casa e lasciar decantare i rancori e la rabbia per le strumentalizzazioni e le falsità dichiarate in quest'occasione.

Il 6 agosto del lontano 1989 accompagnai il giovane Gianni Cuperlo, segretario della FGCI, in un suo pellegrinaggio pacifista e contro la violenza delle guerre partito dall'isola quarnerina di Arbe, dove in un campo di concentramento italiano morirono a migliaia, anche neonati, per poi continuare al Pozzo della miniera di Basovizza, cenotafio in ricordo delle foibe, e finire nella Risiera di san Saba, unico campo di sterminio con forno crematorio in territorio italiano, ancorché ceduto dai fascisti al III Reich di Hitler. 
In quell'occasione venne ribadito il no alla violenza cieca che a volte colpì anche qualche innocente. Ci furono polemiche ed iniziative discutibili. 

Ne seguì, dopo la dissoluzione della federazione jugoslava, la costituzione della commissione mista italo-slovena che preparò un rapporto storico sulle vicende del confine orientale ma che l'Italia inaspettatamente non volle pubblicare. Era nel frattempo iniziato il periodo del revisionismo storico e della parziale riabilitazione dei “ragazzi di Salò”.
Poi si istituì per legge la Giornata del Ricordo [celebrata il 10 febbraio in ricordo del massacro delle foibe, è stata istituita dal Governo Berlusconi II con la legge n.92 del 30 marzo 2004], sostanziale contrappeso alla Giornata della Memoria [celebrata il 27 gennaio in ricordo delle vittime della Shoah nei campi di sterminio nazifascisti], ridotta a semplice occasione per qualche sbrigativa cerimonia. 

Ormai da quindici anni subiamo ripetuti tentativi di fomentare l'odio contro i popoli vicini con accuse di “pulizia etnica” ed uccisioni di massa di persone “colpevoli soltanto di essere italiani”.
A questo coro Lei ha aggiunto la sua autorevole voce.
Ma è proprio così? 
Il fascismo non c'entra? 
Era solo odio etnico? 
Mi permetta di segnalarle alcuni fatti incontrovertibili.

« Fermeremo i mezzi ai porti, aeroporti, che trasportino latte o carne ». La protesta dei pastori non si ferma neanche alla visita del premier Conte


Oggi, a Cagliari arriverà il premier Conte e il ministro per le politiche agricole Centinaio. La prefettura sarà blindata da uomini armati perché si prevedono proteste in zona.
I pastori sardi però annunciano di non voler fermare le proteste sino a che il prezzo del latte non salirà ad almeno 1 euro al litro

I pastori sardi non si fermano neanche per la visita del premier Giuseppe Conte e il ministro per le politiche agricole Gian Marco Centinaio, scesi oggi a Cagliari per discutere del prezzo del latte di pecora oggetto della protesta che da giorni è attiva in tutta l' isola.
La prefettura sarà blindata da uomini armati perché ci si aspettano proteste anche nei pressi di Piazza Palazzo.

In un video pubblicato su Facebook dai pastori c'è un messaggio chiaro
« Dovremo fermare ai porti, aeroporti, fermare qualsiasi mezzo trasporti latte e anche alimenti derivanti dal latte. Fermare mezzi che trasportano carne e, chissà, anche mangimi. Tutti stanno speculando alle nostre spalle ». Alla fine del messaggio apre il rubinetto e versa il latte, in linea con la protesta che, per le richieste del Movimento Pastori Sardi, andrà avanti sino a che il prezzo del latte al litro non salirà almeno a 1 euro dagli attuali 60 centesimi.


IL CARICO DI MAIALI DALLA FRANCIA

Ieri, a Porto Torres, i pastori hanno fermato un tir giunta dal porto di Genova ma proveniente dalla Francia: conteneva un carico di maiali destinato agli spacci di Tossilo e Macomer.

I pastori hanno prelevato e gettato parte della carne sull' asfalto, salendoci sopra per protesta.
Gli stessi manifestanti hanno contestato la provenienza e il pessimo stato di conservazioni della merce.

Il veterinario della Asl giunto da Sassari ha parlato invece di carne commestibile la cui scadenza indicata era datata 15 febbraio.
Quindi, in scadenza tra quattro giorni.

L' importazione di maiali non sardi (ma neanche italiani) è una pratica costante di diverse aziende dell' isola.
Diversi anni fa ci furono delle polemiche in merito ad un salumificio sardo che sostenne come la carne di maiale isolana non fosse sufficiente per la produzione. In realtà, la carne sarda non viene acquistata da diversi salumifici perché il loro costo è il doppio di quella che proviene dall' estero.
Gli allevatori sardi sono costretti anche a limitarne la produzione per la concorrenza della carne estera.

CONTE E CENTINAIO A CAGLIARI

« Oggi sarò in Sardegna con il presidente Conte » parla il ministro a Radio Capital « sto prendendo un volo per ragionare insieme con i pastori sardi. Sono totalmente d’accordo con loro, non possiamo pensare che vengano pagati sottocosto ». E prosegue « Il consorzio non sta facendo il suo lavoro a tutela dei pastori sardi. Bisogna che cambi mentalità. Qui non è questione di soldi, che servirebbero solo a tamponare l’emergenza, ma di strutturare un rapporto con le aziende di trasformazione che non possono fare formaggi con il latte romeno ».


FONTI E LINK UTILI

domenica 10 febbraio 2019

82 anni fa moriva Lojze Bratuz, compositore ucciso dai fascisti per aver rifiutato di rinnegare le sue origini slovene

Lojze Bratuž
[ Gorizia, 17 febbraio 1902
 Gorizia, 16 febbraio 1937 ]

Lojze Bratuž nacque a Gorizia il 17 febbraio 1902 da una famiglia slovena nel quartiere di Podgora della città di Gorizia, che all'epoca era ancora parte dell'Impero austro-ungarico. Compì gli studi nelle scuole slovene della città e si dedicò alla carriera musicale.

Dopo l'unione della Contea di Gorizia e Gradisca al Regno d'Italia, nel 1918, al termine della Grande Guerra (ratificata con il Trattato di Rapallo del 1920), Bratuž rimase fedele alla sua origine slovena sottraendosi al processo di italianizzazione della minoranza slovena
In quegli anni era insegnante di canto in un coro del villaggio di San Martino Quisca (in sloveno Šmartno) nel Collio Goriziano, e più tardi nel Seminario minore della città. Nel 1929 venne incarcerato per un breve periodo di tempo dalle autorità fasciste con l'accusa di attività anti-italiane. 
Nel 1930 fu nominato supervisore dei cori di chiesa del goriziano da Francesco Borgia Sedej, arcivescovo di Gorizia. Diresse diversi cori sloveni di chiesa (gli unici cori in lingua slovena consentiti dalle autorità) nel Collio, nella valle del Vipacco e nella valle dell'Isonzo.

Il 27 dicembre 1936 nel sobborgo di Podgora (oggi Piedimonte del Calvario) un gruppo di fascisti rapì Bratuž, che da poco aveva terminato la direzione di un coro natalizio durante la Messa. Venne portato in un vicino edificio dove subì un brutale pestaggio e fu costretto a bere olio di ricino miscelato con olio di motore. In seguito a tale aggressione morì, dopo un mese, nell'ospedale centrale di Gorizia, tra atroci sofferenze
Pochi giorni prima della sua morte i suoi sostenitori, riuniti sotto la finestra dell'ospedale, cantarono una canzone slovena e poi fuggirono prima di venire arrestati.

Nel corso della sua vita Bratuž adattò per coro diversi brani musicali. Al giorno d'oggi un coro misto e un centro culturale sloveno di Gorizia portano il suo nome.

Era sposato con la poetessa Ljubka Šorli. La loro figlia Lojzka Bratuž è una nota autrice e attivista nelle organizzazioni della minoranza slovena in Italia.

venerdì 8 febbraio 2019

Sardegna: pastori protestano gettando il latte di pecora per strada. Prezzo del latte sceso da 85 a 60 centesimi al litro


L' anno scorso, il prezzo al litro pagato agli allevatori era di 85 centesimi. Quest' anno è stato sceso a 60 centesimi. I pastori sardi non ci stanno e protestano gettando il latte per strada « Con quel prezzo non riusciamo a coprire neanche le spese minime. Che noi vendiamo il latte o lo buttiamo, il nostro lavoro va in fumo ».


« Ma quale Consorzio di tutela!? Bastardi! » è l' urlo di uno degli allevatori sardi durante la protesta davanti alla sede del Consorzio del Pecorino Romano, a Macomer. Nel video, tantissimi allevatori che svuotano i contenitori.
Se l' anno scorso il prezzo del Pecorino Romano era 85 centesimi al litro, quest' anno è stato abbassato a 60 centesimi, e i pastori sardi non hanno potuto subire l' ennesimo colpo all' economia pastorale sarda senza far nulla.

In varie zone della Sardegna i pastori hanno aderito alla protesta sversando, per strada o nei campi, tonnellate di litri di latte di pecora. Altri lo hanno dato ai maiali o ai cani.
Per chi storce il naso innanzi questi video (in fondo all' articolo i link), c'è la spiegazione di un ragazzo, anche lui allevatore, che spiega perché non stanno regalando quel latte alle persone anziché gettarlo per le strade della Sardegna.
« Il latte di pecora non è come quello di mucca » spiega nel video, mentre dà il latte di pecora al suo cavallo « Il latte di pecora è uno dei più grassi e, se non è pastorizzato, se non è lavorato, se non è trasformato in formaggio, non puoi berlo »



mercoledì 6 febbraio 2019

I "furbetti" del Reddito di Cittadinanza: ecco i modi che molti italiani stanno escogitando per ottenerlo illecitamente

di Lapenna Daniele


In attesa di poter fare domanda dal 6 marzo, tanti italiani stanno cercando di escogitare dei metodi truffaldini per poter percepire il Reddito di Cittadinanza. Ecco quelli ideati in questi mesi e la spiegazione se siano o meno utili per ottenere il RdC illecitamente


Ai tanti che ritengono il Reddito di Cittadinanza (RdC) un' iniziativa utile per chi è senza lavoro, si oppongono altri che sono convinti come, i tanti "furbetti", riusciranno a percepirlo anche se non ne avranno diritto.
Alcuni si stanno già muovendo per poterlo ricevere.


DIVORZI E CAMBI DI RESIDENZA(?)
È stato appurato che, la notizia pubblicata su un quotidiano in merito all' incredibile aumento di cambi di residenza nel Comune di Savona nel 2018, era solo un articolo creato male, davvero male. Non c'è stato alcun aumento di cambi di residenza all' interno dello stesso Comune, e neanche un aumento di divorzi. Semplicemente i giornalisti stanno cavalcando l' onda del RdC dando anche degli indizi a chi sta tentando di attuare metodi per poterlo percepire anche se, al momento, non ne avrebbe diritto.

IL DIVORZIO FITTIZIO 
Divorziarsi è un modo per poter ottenere il RdC oppure ottenerlo in misura maggiore?

All' Articolo 2 (Beneficiari) comma 6 del decreto-legge sul Reddito di Cittadinanza viene definito cosa si intende per nucleo famigliare facendo riferimento all' art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013
L' Articolo è dettagliato e riporta che:
« I coniugi che hanno diversa  residenza  anagrafica  fanno  parte dello stesso nucleo familiare »
Essere sposati ma vivere in residenze diverse non costituisce l' appartenere a due nuclei famigliari distinti, come ovvio che sia, e il comma 2 precisa anche che
« Il  coniuge  iscritto  nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE), ai sensi della legge 27 ottobre 1988, n. 470, e' attratto ai fini del presente decreto, nel nucleo anagrafico dell'altro coniuge »
Gli unici casi in cui i due coniugi che hanno diversa residenza anagrafica costituiscono due nuclei famigliari diversi, sono nel comma 3:
«  a)  quando  e'  stata  pronunciata  separazione  giudiziale  o   e' intervenuta l'omologazione della  separazione  consensuale  ai  sensi dell'articolo 711 del codice di procedura civile,  ovvero  quando  e' stata ordinata la separazione ai sensi dell'articolo 126  del  codice civile;   b)  quando  la  diversa  residenza  e'  consentita  a  seguito  dei provvedimenti temporanei ed  urgenti  di  cui  all' articolo  708  del codice di procedura civile  c) quando uno dei coniugi e' stato escluso dalla potesta' sui figli o e' stato adottato, ai sensi dell'aricolo 333 del codice civile,  il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;   d) quando si e' verificato uno dei casi di cui all'articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, e  successive  modificazioni,  ed  e' stata proposta domanda di scioglimento  o  cessazione  degli  effetti civili del matrimonio  e)  quando  sussiste  abbandono  del  coniugeaccertato  in  sede giurisdizionale o dalla pubblica autorita' competente in  materia  di servizi sociali »

Dunque, il divorzio permetterà di avere due nuclei diversi? No, perché in questo comma 6 dell' art.2 del decreto sul RdC c'è un' abrogazione, ben precisata. Leggiamola:
« Ai fini del Reddito di Cittadinanza, il nucleo familiare è definito ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013. In ogni caso, anche per la richiesta di prestazioni sociali agevolate diverse dal Rdc, ai fini della definizione del nucleo familiare, valgono le seguenti disposizioni, la cui efficacia cessa dal giorno successivo a quello di entrata in vigore delle corrispondenti modifiche del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013 »
Ci sono ben due mofiche al decreto n. 159/2013, e una di queste è la seguente:
« a) i coniugi permangono nel medesimo nucleo anche a seguito di separazione o divorzio, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione »
Dunque, la risposta è: NO
Due persone, anche se divorziate o separate, apparterranno allo stesso nucleo famigliare se risiederanno nella stessa abitazione.
Dunque, dopo il divorzio o separazione, in teoria, uno dei due dovrebbe cambiare residenza anche se bisognerebbe capire in che immobile perché, entrando in un altro nucleo, percepirebbe solo una parte del RdC dato a questo nucleo e, inoltre, non scamperebbe dal dover accettare la richiesta di lavoro terminando, così, di percepire il RdC.
Probabilmente conviene non separarsi.

LICENZIARSI
Ora mi licenzio e lavoro in nero, così percepirò il Reddito di Cittadinanza!

Purtroppo e per fortuna, il Reddito di Cittadinanza esclude tutti quei lavoratori che si sono licenziati nei 12 mesi precedenti (dunque nel periodo aprile 2018-aprile 2019) escludendo ovviamente coloro che si sono licenziati per giusta causa.

Dunque, NON licenziarti se hai un lavoro anche perché, se il tuo reddito è tale da rispettare i limiti di importo ISEE, potrai ricevere comunque il RdC, anche se in misura minore.

LAVORO NERO
Lavoro senza un regolare contratto da anni, percepirò il RdC?

Se si hanno tutti i requisiti per ottenerlo, il RdC verrà percepito. Anche se si lavora a nero.
I problemi ricadono "solo" negli obblighi per usufruirne.

lunedì 4 febbraio 2019

Reddito di Cittadinanza: ecco tutto ciò che non vi è stato spiegato


di Lapenna Daniele


Il Reddito di Cittadinanza (RdC) è legge. Da quando si potrà presentare la domanda? Chi ne avrà diritto? Quanti soldi si potranno percepire?  Quanti se ne potranno prelevare in contanti? Cosa accadrà a chi percepisce già il Reddito di Inclusione (Rei)? I "furbetti" che stanno effettuando divorzi e cambi di residenza, riusciranno a percepirlo?
Queste e altre domande in una approfondimento dettagliato sulle questioni non spiegate dai quotidiani


ARRIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA

DA QUANDO?
  • Dal 1° aprile 2019 partirà ufficialmente il Reddito di Cittadinanza
  • Dai CAF e dalle Poste si potrà fare domanda dal 6 al 31 Marzo 2019
  • Si percepirà dal mese immediatamente successivo a quello nel quale si presenterà la domanda
CI SONO LIMITI DI ETA'?
  • No, e infatti sono inclusi anche chi ha più di 65 anni che vedrà chiamare, questo sostegno economico, "Pensione di Cittadinanza".
REQUISITI

  • Cittadinanza italiana, o facenti parte di un Paese appartenente all' Unione Europea, o possessore di diritto o permesso di soggiorno permanente
  • Residente in Italia da almeno 10 anni, dei quali gli ultimi 2 anni in modo continuativo
  • ISEE inferiore a 9.360 euro
  • Escludendo la prima casa, che si abbia un patrimonio immobiliare (case, terreni, negozi, etc..) inferiore ai 30.000 euro
  • Patrimonio mobiliare (importi su conti correnti bancari o postali, carte ricaricabili come Poste Pay, titoli di Stato, buoni fruttiferi, azioni di società, etc..) inferiore ai 6.000 euro.
    Il limite da non superare aumenta con l' aumentare dei componenti del nucleo famigliare:
      - 2 componenti adulti, limite di 8.000
      - 3 componenti adulti, limite di 10.000 (limite massimo)
      - In presenza di ogni bambino si aggiungono 1.000 euro sino a un massimo di 10.000 euro
      - In presenza di un componente con disabilità, il limite viene aumentato di altri 5.000 euro
  • Reddito famigliare è così calcolato:
    per chi è sotto i 65 anni, limite massimo 6.000 euro
    per chi è sopra i 65 anni, limite massimo 7.560 euro
    per i casi di cui sopra ma, inoltre, si ha un affitto da pagare, limite massimo 9.360 euro
    La scala di equivalenza calcolata è pari a:
    1 per il primo componente del nucleo familiare
    incremento di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18
    incremento di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1
  • Nessuna nuova immatricolazione di veicoli nei 6 mesi precedenti
    NO a possesso di autoveicoli con cilindrata superiore a 1.600 cc
    NO a possesso di motoveicoli con cilindrata superiore a 250 cc
    NO a possesso di imbarcazioni di qualsiasi tipo (vedi art.3 comma 1 dlgs 171/2005)
  • Escluso chi è in carcere
  • Escluso chi si trova in strutture di lunga degenza  a carico dello Stato o altro ente pubblico, ad esempio strutture che accolgono anziani non autosufficienti
  • Esclusi i nuclei dove almeno un componente si è licenziato da lavoro nei 12 mesi precedenti (sono esclusi coloro che si sono licenziati per giusta causa)
  • Sei incluso anche se percepisci la NAspi
COME E' COMPOSTO IL MIO NUCLEO FAMIGLIARE?
La legge del RdC stabilisce la composizione del nucleo famigliare richiamando l' art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013:

  • Il nucleo familiare del richiedente è costituito  dai  soggetti componenti la famiglia anagrafica alla data  di  presentazione  della DSU [l' ISEE]
  • I coniugi che hanno diversa  residenza  anagrafica  fanno  parte dello stesso nucleo familiare [poiché risultano sposati]
  • i coniugi separati che risiedono sotto lo stesso tetto, sono intesi come unico nucleo
  • il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore ai 26 anni, non coniugato e senza figli

PERCEPISCO IL REDDITO DI INCLUSIONE (REI): POTRO' PRENDERE ANCHE IL REDDITO DI CITTADINANZA?
Il comma 8 dell' Art.2 di questo decreto riporta:
« Ai soli fini dell’accertamento dei requisiti per il mantenimento del Rdc, al valore dell’ISEE di cui al comma 1, lettera b), numero 1), è sottratto l’ammontare del Rdc percepito dal nucleo beneficiario eventualmente incluso nell’ISEE, rapportato al corrispondente parametro della scala di equivalenza. Per l’accesso al Rdc sono parimenti sottratti nelle medesime modalità, gli ammontari eventualmente inclusi nell’ISEE relativi alla fruizione del sostegno per l’inclusione attiva, del reddito di inclusione ovvero delle misure regionali di contrasto alla povertà oggetto d’intesa tra la regione e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali al fine di una erogazione integrata con le citate misure nazionali »
Qui si riferisce all' ISEE specificando che, gli importi percepiti con il Rei, verranno ovviamente riportati nella dichiarazione sostitutiva unica (DSU).
L' art. 13 comma 1 riporta dettagli per chi già percepisce il Rei:
« A decorrere dal mese di marzo 2019, il Reddito di inclusione [Rei] non può essere più richiesto e a decorrere dal successivo mese di aprile non è più riconosciuto.
Per coloro ai quali il Reddito di inclusione sia stato riconosciuto in data anteriore al mese di aprile 2019, il beneficio continua ad essere erogato per la durata inizialmente prevista, fatta salva la possibilità di presentare domanda per il Rdc nonché il progetto personalizzato definito ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 »
Dunque, chi percepisce il Rei potrà continuare a prenderlo ma potrà comunque far domanda del Reddito di Cittadinanza firmando il patto di servizio personalizzato (spiegato più avanti). In quest' ultimo caso, percepirà l' importo del RdC "staccandosi", di fatto, dalla sottoscrizione del Rei.

Inoltre, l' articolo 11 riporta proprio delle modificazioni del decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017, ovvero proprio quel decreto che istituì il Reddito di Inclusione. Infatti, al comma 1, troviamo scritto
« A decorrere dal mese di aprile 2019, fatto salvo quanto previsto all’articolo 13, comma 1, del presente decreto, è abrogato il capo II del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 »
Il Capo II del d.lgs, n.147/2017 è proprio l' istituzione del Rei: "Misura unica di contrasto alla povertà", con l' art.2.

COSA SI RICEVE CON IL REDDITO DI CITTADINANZA

  • Importo in denaro su una Carta Acquisti (come quella che si utilizza per il Rei e la Social Card)
  • Misure non monetarie quali agevolazione per l’utilizzo di trasporti pubblici, sostegno alla casa, all’istruzione e alla tutela della salute
  • Ovviamente, una proposta di lavoro (a tempo pieno e indeterminato) la quale, se accettata, farà decadere il diritto di percepire il RdC

QUANTO SI PERCEPIRA'
Di base:

  • Sotto i 65 anni
    - al mese, massimo 500 euro per sostegno al reddito se si è soli. L' importo aumenta in base al numero di componenti del nucleo famigliare
    - all' importo mensile di base, inoltre, si aggiungono massimo 280 euro in caso si risieda in affitto o 150 euro in caso si paghi un mutuo
  • Sopra i 65 anni
    - al mese, massimo 630 euro per sostegno al reddito se si è soli
    - al mese, inoltre, si aggiungono massimo 150 euro sia che si risieda in affitto
    sia che si paghi un mutuo


Il Reddito di Cittadinanza o la Pensione di Cittadinanza non potrà corrispondere ad un importo inferiore a 480 euro annui, ovvero a 40 euro al mese.

Il beneficio economico sarà erogato su una Carta Acquisti (come Rei e Social Card).
La Carta Rdc permetterà di

  • effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100,00 per un singolo individuo. L' importo potrà aumentare in base ai parametri stabiliti dalle scale di equivalenza, ovvero in presenza di più individui nel nucleo famigliare.
    L' importo da prelevare in contante, effettuando calcoli sommari, non supererà circa 200 euro al mese
  • di effettuare bonifici  mensili (per via dei 280 euro in più destinati a pagare l' affitto dell' immobile ove si risiede)
AGGIORNAMENTO
Il beneficio economico ricevuto dovrà essere fruito entro il mese successivo a quello di erogazione.
L’importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato.
Questo significa che, se ricevete 1000 euro, e ne lasciate, sulla carta RdC, 220 euro, il mese successiva vi sottrarranno 200 euro dagli altri 1000 euro che ricevere.

Gli importi ricevuti a titolo di arretrati fanno eccezione.

È prevista inoltre la decurtazione dalla Carta degli importi complessivamente non spesi o non prelevati nei sei mesi precedenti, ad eccezione di una mensilità.

Le modalità di monitoraggio e verifica della fruizione del beneficio e delle eventuali decurtazioni saranno definite con un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.


DURATA

  • Sino a quando il soggetto (o il nucleo famigliare) non supera i limiti di reddito previsti per percepire il RdC
  • Se si è ancora con un reddito sotto i limiti stabiliti, si percepirà per 18 mesi
  • Per i soggetti con età superiore ai 65 anni non c'è alcuna scadenza e, infatti, non c'è bisogno di rifare la domanda al termine dei 18 mesi per i quali il beneficio è stato ideato

SI POTRA' RINNOVARE DOPO 18 MESI?

  • Sì.
    Nel caso del Reddito di Cittadinanza, l' importo erogato sarà sospeso per un mese: ad esempio, iniziandolo a percepire da marzo 2019, il RdC scadrà a settembre 2020 (sono 18 mesi), a ottobre non si percepirà nulla (perché in questo mese si dovrà ripresentare la domanda) e, da novembre, lo si potrà di nuovo percepire
  • Per la Pensione di Cittadinanza non vi è alcuna sospensione

NOVITA' DAL 2020
Il comma 7 dell' Art. 3, riporta:
« A decorrere dalle richieste del Rdc effettuate a partire dal 2020, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali possono essere stabilite modalità di erogazione del Rdc suddiviso per ogni singolo componente il nucleo familiare. La Pensione di cittadinanza è suddivisa in parti uguali tra i componenti il nucleo familiare  »
MODIFICHE AL NUCLEO FAMIGLIARE O DEL REDDITO
In caso il reddito del nucleo famigliare si modifichi, o se cambiano i componenti del nucleo famigliare (decessi o nuove nascite), o comunque siano sopraggiunte situazioni che abbiano modificato la situazione dichiarata nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica, in pratica l' ISEE), è necessario comunicarlo entro due mesi, altrimenti il Reddito di Cittadinanza verrà tolto il mese successivo.

OBBLIGHI PER COLORO CHE PERCEPIRANNO IL REDDITO DI CITTADINANZA
Tutti i componenti del nucleo famigliare che siano maggiorenni, risultino senza occupazione e non seguano alcun percorso di studi, dovranno obbligatoriamente:

  • rendersi immediatamente disponibili a svolgere un' attività lavorativa
  • aderire ad un percorso personalizzato di accompagnamento all' inserimento lavorativo che prevede
    - servizio alla comunità in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo comune di residenza, mettendo a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività del beneficiario e comunque non superiore al numero di otto ore settimanali
    - riqualificazione professionale
    - completamento degli studi

Sono ESCLUSI da questi obblighi

  • coloro che percepiranno la Pensione di Cittadinanza (over 65)
  • coloro che versano in una condizione di disabilità (in base alla legge 68/1999)
  • i soggetti che dovranno occuparsi di minori sotto i tre anni o di persone con disabilità, quindi ad esempio le mamme di bambini sotto i tre anni d'età o persone che debbano occuparsi di famigliari con disabilità grave.
    In questo caso, come specificato nel seguente art. 4, saranno gli altri membri del nucleo famigliare a dover obbligatoriamente sottoscrivere un patto di servizio personalizzato e rendersi disponibili a svolgere gli obblighi previsti per percepire il RdC

I PRIMI AD ESSER CHIAMATI DAL CENTRO PER L' IMPIEGO
Il comma 5 dell' art.4 specifica che, il richiedente del RdC verrà chiamato dal Centro per l' Impego entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio (quindi, se la domanda verrà fatta ad aprile, il RdC si percepirà a maggio, ed entro giugno si verrà già chiamati dal Centro per l'Impiego) se in possesso di uno o più dei seguenti requisiti:

  • assenza di occupazione da non più di due anni;
  • età inferiore a 26 anni;
  • essere beneficiario della NASPI o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria o averne terminato la fruizione da non più di un anno;
  • aver sottoscritto un Patto di servizio in corso di validità presso i centri per l’impiego ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 150 del 2015 (Jobs Act)

COSA ACCADE DOPO AVER SOTTOSCRITTO IL PATTO CON IL CENTRO PER L'IMPIEGO
Bisognerà obbligatoriamente:

  1. registrarsi sull’apposita piattaforma digitale [https://www.redditodicittadinanza.gov.it] e consultarla quotidianamente quale supporto nella ricerca del lavoro [il sito web controllerà gli accessi del soggetto così da verificare se si colleghi per cercare lavoro];
  2. svolgere ricerca attiva del lavoro, secondo le modalità definite nel Patto per il Lavoro, che, comunque, individua il diario delle attività che devono essere svolte settimanalmente;
  3. accettare di essere avviato ai corsi di formazione o riqualificazione professionale, ovvero progetti per favorire l’auto-imprenditorialità, secondo le modalità individuate nel Patto per il Lavoro, tenuto conto del bilancio delle competenze, delle inclinazioni professionali o di eventuali specifiche propensioni;
  4. sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione, su indicazione dei servizi competenti e in attinenza alle competenze certificate;
  5. accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue, ai sensi dell’articolo 25 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, come integrato al comma 9; in caso di fruizione del beneficio da oltre 12 mesi, incluso il caso di rinnovo del beneficio deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua.

COME E' DEFINITA UN' OFFERTA DI LAVORO "CONGRUA"?
Un' offerta di lavoro che verrà proposta a coloro che percepiranno il RdC sarà considerata congrua, ovvero giusta e perseguibile dal disoccupato (o inoccupato), se:

  • Durante i primi 6 mesi di Reddito di Cittadinanza, il Centro per L' Impiego offra al beneficiario
    un lavoro sito entro 100 km (chilometri) di distanza dalla residenza
  • Dopo i primi 6 mesi di Reddito di Cittadinanza, il Centro per L' Impiego offra al beneficiario
    un lavoro sito entro 250 km (chilometri) di distanza dalla residenza
  • Al termine dei 18 mesi di Reddito di Cittadinanza, nel caso il benificiario sia ancora senza impiego, potrà, come detto, rinnovare la richiesta per ottenere di nuovo il RdC ma, questa volta, dovrà accettare un lavoro in qualsiasi parte d' Italia, percependo, per i primi tre mesi, anche se ha firmato il contratto di lavoro, il RdC.

    Sono esclusi da questa "dislocazione"
    - i nuclei con un minore d' età
    - i nuclei con un disabile

QUANDO FARE DOMANDA
Il testo riporta che
« Il modulo di domanda è predisposto dall’INPS, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto »
Questo decreto, chiamato "Disposizioni urgenti in Materia di Reddito di Cittadinanza e di Pensioni" è un decreto-legge, ovvero un atto normativo che ha effetto di legge ed è emanato quando ci sono condizioni che necessitano un' applicazione urgente della legge stessa.
Il Decreto Legge permette di varare delle predisposizioni senza il solito iter parlamentare con l' obbligo di convertirlo in Legge entro 60 giorni dalla sua emanazione.
Dunque, il Reddito di Cittadinanza sarà Legge proprio entro marzo 2019, visto che partirà dall' aprile 2019. Ufficialmente si potrà far domanda dal 6 marzo.

DOVE FARE DOMANDA
Si potranno compilare i moduli sia a Poste Italiane che presso i CAF. Per farlo autonomamente dal sito internet è necessario lo Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

I BENEFICIARI SARANNO SPIATI?
Sì. Inutile dire che, i movimenti della carta, saranno oggetto costante di controlli da parte della Guardia di Finanza, in collaborazione con il Ministero dell' Economia e delle Finanze. Verranno anche effettuati controlli sulla veridicità delle dichiarazioni ISEE

IL REDDITO DI CITTADINANZA SARA' TOLTO A CHI
  • dichiara il falso con l' attestazione ISEE
  • non comunica la variazione di reddito del nucleo famigliare
  • non comunica la variazione del nucleo famigliare (decesso di un componente o nuova nascita)
  • non comunica una qualsiasi altra variazione come possesso di beni mobili e immobili, stato detentivo o qualsiasi altro requisito che faccia decadere dal beneficio
  • non sottoscrive il Patto di Lavoro
  • non partecipa alle iniziative descritte sopra (inserimento lavorativo, formazione, servizi alla comunità, etc..)
  • rifiuta la terza offerta di lavoro proposta
  • non ci si presenta alla terza convocazione da parte del Centro per l' Impiego

Se non ci si presenta alla prima richiesta di convocazione da parte del Centro per l' Impiego
• non verrà erogato un mese di RdC
Se non ci si presenta alla seconda richiesta di convocazione
• non verranno erogati due mesi di RdC

PER LE AZIENDE, CONVIENE ASSUMERE
Se un datore di lavoro assume un beneficiario del RdC con contratto a tempo pieno e indeterminato e non lo licenzia entro i 24 mesi, percepirà lui stesso (il datore di lavoro) la metà del RdC per i mesi che il beneficiario non ne ha goduto.

Esempio:
tu richiedi il RdC e inizi a percepirlo da Maggio 2019. Dopo due mesi, ti chiamano perché hanno trovato un lavoro per te. Siccome il RdC è concesso per 18 mesi e tu ne hai presi per 2, il datore di lavoro privato avrà uno sgravio per la tua assunzione per un importo pari a 780 euro x 8 mesi, ovvero 12,480 euro.

PER GLI ENTI, CONVIENE FORMARE
Se il richiedente del RdC seguirà un corso formativo per qualificarsi e, dopo averlo terminato, trova lavoro proprio grazie alle specialistiche imparate con questo corso, l' ente che ha promosso questo corso avrà uno sgravio di tasse pari alla metà dei mesi del RdC non intascati dal beneficiario.

Esempio uguale al precedente, solo che, l' ente che forma il beneficiario percepirà una detassazione della metà dei mesi rimanenti del RdC mentre, il datore di lavoro che assume, avrà uno sgravio per l' altra metà rimanente.

QUANTO AMMONTANO I FONDI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA?
L' art. 12 ("Disposizioni finanziarie per l’attuazione del programma del Rdc") riporta che, per l' erogazione del RdC i limiti di spesa saranno:

  1. Anno 2019: 6 miliardi di euro (5.974 milioni)
  2. Anno 2020: 7,5 miliardi di euro (7.571 milioni)
  3. Anno 2021: 7,8 miliardi di euro (7.818 milioni)
  4. Anno 2022: 7,6 miliardi di euro (7.663 milioni)

Inoltre si legge che « il Rdc costituisce livello essenziale delle prestazioni nei limiti delle risorse disponibili ». Questo significa che, non essendo specificato, le domande saranno accolte in ordine cronologico e dunque, sino ad esaurimento dei miliardi stanziati, verrà concesso il RdC ad ogni nucleo famigliare nell' importo stabilito dalla suddetta legge.
Nessuno percepirà un RdC inferiore all' importo che gli spetta per la legge di cui sopra.

QUANTE PERSONE RIUSCIRANNO A PERCEPIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA?

I primi nove mesi del Reddito di Inclusione ha permesso di ottenere dei dati per comprendere quanti nuclei famigliari siano sotto la soglia di povertà. Ovviamente i dati sono da prendere con le pinze visto che i requisiti del Rei lasciavano fuori una parte di poveri dacché venivano esclusi per via di certi requisiti, così come avviene per il Reddito di Cittadinanza.

Per leggere meglio i dati, vi rimando all' articolo più sotto per poter leggere i requisiti per percepire il Rei.
Per far un esempio, il Rei poteva (parliamo al passato perché da aprile non esisterà più) esser richiesto da chi risiedeva in Italia da almeno 12 mesi mentre, per il Reddito di Cittadinanza, è necessario esser risiedente nella nazione da almeno 10 anni. Inoltre, per il primo anno, i cittadini con un' età inferiore ai 55 anni erano completamente esclusi dal beneficio economico del Rei.

Per il RdC avviene più o meno la stessa cosa: i requisiti fanno sì che la mole di nuclei famigliari poveri si sfoltisca e, i nuclei che ne faranno richiesta (e che quindi rispetteranno i requisi che abbiamo elencato in tutto questo articolo), percepiranno sicuramente il RdC (così come avvenuto per il Rei e il Sia).
Per quanto riguarda gli importi stanziati dal governo della precedene Legislatura il ragionamento è identico visto che il Rei erogava da 187,50 euro per singolo a massimo 539,82 euro per una famiglia con 6 componenti.

Comunque, i dati calcolati dall' Istat riportano che saranno 2,7 milioni gli italiani che ne usufruiranno. Ovviamente, non tutti prenderanno l' importo pieno perché sono inclusi coloro che hanno un reddito ma risulta sotto la soglia limite stabilita.

I DATI DEL REI
Nel periodo gennaio-settembre 2018 il REI è stato erogato a 378.557 nuclei familiari raggiungendo 1.114.896 persone. A queste si aggiungono ulteriori 10.798 nuclei familiari, per un totale di 41.901 persone che hanno beneficiato del Sostegno all'inclusione attiva (SIA) (la "misura ponte" che ha precedeuto il REI) avendone fatto richiesta nei mesi appena precedenti l'entrata in vigore del REI.

Nel 69% dei casi il REI è stato erogato nelle regioni del Sud, nel 19% al Nord e nel 12% al Centro. Il 47% dei nuclei beneficiari del REI (che corrispondono a oltre il 51% delle persone coinvolte), risiede in sole due regioni: Campania e Sicilia. Seguono Calabria, Lazio, Lombardia e Puglia che coprono un ulteriore 28% dei nuclei e il 27% delle persone coinvolte. Il 10% dei nuclei percettori di REI risulta extracomunitario, per cittadinanza del richiedente la prestazione.


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M5s contro Pd: le proposte del Reddito di Cittadinanza e REI a confronto

Renzi riuscì, nel luglio 2016, a far passare alla Camera (per poi vederlo approvato al Senato) il Reddito a sostegno di chi versa in condizioni di povertà (il Reddito di Inclusione, REI).
Il MoVimento 5 Stelle si astenne dal voto. Il Rei è veramente un sostegno utile per i nuclei disagiato oppure è migliore il Reddito di Cittadinanza dei 5stelle?

Nel luglio 2016 la Camera dei Deputati  approvò il Reddito d'Inclusione (REI) con con 221 voti favorevoli, 22 contrari e 63 astenuti (il M5s). Renzi parlò della «prima misura organica della storia della repubblica italiana».
Dopo, fu approvato dal Senato. Ma di cosa si tratta? Ha qualcosa in comune con il Reddito di Cittadinanza (RdC) del MoVimento 5 Stelle?



FONTI E LINK UTILI

domenica 3 febbraio 2019

Il giornalista Ruotolo senza scorta: una vendetta di Salvini? L' inchiesta di SkyTg24 sui video xenofobi pro-Salvini

A sinistra, Sandro Ruotolo, a destra, Matteo Salvini

Nel 2018, da quando sono al governo Lega e M5s, è stata tolta la scorta anche al Capitano Ultimo, colui che ha arrestato il boss Totò Riina, a Vincenzo Conticello, imprenditore che ha denunciato la mafia siciliana dacché chiedevano lui il pizzo, ad Antonio Ingroia, che indaga sulla mafia (e trattativa Stato-Mafia) dai primi anni '90 a fianco di Falcone e Borsellino, a Donatella di Cesare, scrittrice che ha parlato, nei suoi libri, dei crimini nazifascisti del secolo scorso.

Nei mesi antecedenti le elezioni del 4 marzo 2018, il giornalista Sandro Ruotolo ma anche SkyTg24 indagò sugli influencer razzisti che stavano manipolando la scelta di voto di tantissimi utenti, giovani e meno giovani, assidui frequentatori dei social.
Con una serie di video fake creati ad arte, istigavano l' odio nelle persone portandoli a votare il partito di Matteo Salvini, Lega Salvini Premier, quello costituito a fine 2017 per aggirare la condanna inflitta al partito Lega Nord per i 49 milioni di euro di soldi pubblici rubati.



Per chi non conoscesse Sandro Ruotolo, basti sapere che ha avviato inchieste sul traffico di rifiuti tossici in Campania, ricevendo minacce dal boss mafioso Michele Zagaria, del clan dei Casalesi, ma non solo. 
Durante l' ultima campagna elettorale, ci fu un aumento spropositato di video xenofobi, creati in modo da sembrare veri, che cercavano di convincere gli elettori italiani del "problema migranti" (come se gli slogan dei politici leghisti, Salvini in primis, non fosse stato sufficiente). 

LA "BESTIA" DI SALVINI

La Bestia” è il nome che Luca Morisi, lo spin-doctor digitale di Matteo Salvini, ha dato al software utilizzato per la comunicazione social della Lega che è in grado di analizzare in tempo reale l’orientamento dei commenti e delle reazioni ad un post e ‘suggerisce’ su quali temi puntare nei post successivi cavalcando paure e aspettative degli utenti

L' indagine (qui il video-inchiesta) fu però condotta anche da SkyTg24 a ridosso dalle elezioni del 4 marzo 2018.
Su vari account Twitter, su canali YouTube e profili Facebook, nei mesi da fine 2017 sino al marzo 2018, apparvero contenuti anti-europa, anti-immigrati e a favore di Matteo Salvini.
In vista delle elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, questi contenuti creavano quella paura del migrante per mostrare poi, come risolutore del problema, proprio la Lega Salvini Premier, il nuovo partito creato dagli ex-leghisti.
La linea politica xenofoba avevano l' obiettivo di influenzare gli utenti con contenuti falsi e traghettarli a votare Salvini. Il problema è che il controllo avveniva anche per i siti stranieri.

Il 17 febbraio 2018, Matteo Salvini pubblicò un video dove si contrappose la povertà degli anziani italiani con gli extracomunitari che chiedevano cibo migliore: il video venne condiviso, la sera stessa, su social stranieri con i sottotitoli in inglese e ripreso poi da altri account che incitavano all' odio verso gli extracomunitari.
Anche se la voce che si ascoltava nel video non era del giovane di origini africane ripreso, non importava, perché il contenuto faceva centro nell' odio degli elettori.


Nicola Bruno, esperto di comunicazione digitale, spiega, nell' inchiesta, che si tratta di influencer e che, merito dei bot della rete, i contenuti venivano (e vengono) diffusi e condivisi rendendo la diffusione virale. A tutto ciò si aggiungono le condivisioni di utenti che hanno, tra le loro cerchie di contatti, migliaia di utenti i quali, a loro volta, ricondividono il contenuto



ALTRE PERSONE ALLE QUALI IL GOVERNO HA TOLTO LA SCORTA

A fine giugno, mese nel quale si insediano Salvini e Di Maio al governo, Antonio Ingroia, magistrato e avvocato siciliano, si vede togliere la scorta che aveva da 27 anni, da quando lavorava, nel 1991, a fianco di Paolo Borsellino e, prima, di Giovanni Falcone, collaborando nelle indagini su Cosa Nostra.
Sino a diversi anni fa, aveva 12 uomini di scorta con addirittura 4 macchine blindate al seguito. 
Oggi, è solo.
Un mese fa, il furto, nella sua abitazione, da parte di ladri sconosciuti che hanno rubato una pen drive contenente importanti documenti. Se avesse avuto la scorta, questo non sarebbe avvenuto.
Un avvertimento per fargli capire che adesso, senza scorta, non è più coperto.

Donatella di Cesare, a luglio, si vede togliere la scorta dopo tre anni.
Donatella di Cesare è una scrittrice italiana autrice di numerosi romanzi sulla shoah. La scorta le era stata assegnata nel 2015 a seguito di minacce da gruppi nazisti e fascisti. D' improvviso, senza alcun avviso, le è stata tolta la scorta senza alcun avviso, e senza che le minacce di morte, da parte di gruppi nazisti e fascisti siano terminate.

Ad agosto, tocca al famoso Capitano Ultimo (Sergio De Caprio), colui che nel 1993 arrestò Totò Riina, a vedersi togliere la scorta che lo protegge da quasi trent' anni.

Siamo a dicembre e, come ultimo regalo dell' anno, anche Vincenzo Conticello si è visto togliere la scorta.
Conticello è un imprenditore di Palermo, città dove operano ancora boss che tengono in vita Cosa Nostra, la cosca mafiosa di Totò Riina, che denunciò degli uomini che gli chiesero il pizzo. La cosa sconvolgente è che aveva avuto la scorta quando iniziò il processo e questi mafiosi furono condannati: oggi che questi soggetti hanno scontato la pena, tornando in libertà, lui si è visto togliere la scorta. 

Tutti hanno inviato delle lettere al Viminale, ovvero a Matteo Salvini, ministro dell' interno, ma nessuno di loro ha ricevuto risposta.
Un governo indecente che, evidentemente, non protegge chi ha combattuto e sta combattendo la mafia.


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