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mercoledì 30 gennaio 2019

Cagliari: sequestro di reperti archeologici e sabbia nascosti nei bagagli


Gli addetti della Security dell' aeroporto di Cagliari-Elmas hanno sequestrato numerosi reperti archeologici e paleontologici raccolti dai turisti in giro per la Sardegna.
Il ritrovamento è avvenuto durante i controlli effettuati ai bagagli dei passeggeri. I reperti erano stati nascosti in una busta assieme a sassi e sabbia raccolti nelle spiagge sarde.

Del ritrovamento è stata immediatamente informata la Soprintendenza ai beni Archeologici e il Nucleo Tutela dei Carabinieri che ha preso in consegna i preziosi reperti trafugati.



I sequestri di sabbia, sassi e conchiglie non si è fermato neanche nella stagione invernale dove, da settembre sino a quasi dicembre, sono stati recuperati altri oggetti appartenenti alle spiagge della Sardegna come la foto di seguito di un sequestro avvenuto a ottobre.




I sequestri e le deturpazioni dell' ambiente non sono sempre ad opera di turisti non sardi. Più volte sono state sequestrate diverse bottiglie di plastica contenenti sabbia, raccolte da residenti dell' isola.

Ad Alghero, a settembre, dei genitori sono stati denunciati perché i loro figli hanno devastato le dune della spiaggia di Maria Pia. A questi è stata inflitta una multa di 206 euro per danno ambientale.

spiaggia di Maria Pia, Alghero


FONTI E LINK UTILI

  • https://www.facebook.com/sardegnarubataedepredata/
  • http://www.lanuovasardegna.it/regione/2018/09/09/news/bimbi-devastano-la-duna-scatta-la-multa-ai-genitori-1.17233661?fbclid=IwAR0S00Q564461PzUSCM4mWrYPYDOFyu7OERRfOWSpnMjAQ_NZbpdlNUaYfA

martedì 29 gennaio 2019

Battipaglia: chiusura della multinazionale Treofan. 78 dipendenti verranno licenziati


Il gruppo indiano Jindal Group, che il 24 ottobre 2018 ha acquisito la proprietà della Treofan prelevandola dalla proprietà del Gruppo De Benedetti, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Battipaglia dove lavorano 78 dipendenti.
Il prossimo 4 febbraio è previsto un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico


Sono 78 i dipendenti della Treofan di Battipaglia, nel salernitano, che rischiano di essere licenziati nei prossimi giorni 
Il piano industriale presentato dalla Jindal Group, azienda indiana che lo scorso 24 ottobre ha acquisito la proprietà dell’azienda dalla Management e Capitali (gruppo De Benedetti), prevede la chiusura dello stabilimento nel comune salernitano.

La Treofan è un’azienda che si occupa della produzione di film polipropilene per imballaggi alimentari. Ha due sedi, una a Terni e l’altra a Battipaglia. In totale sono 200 i lavoratori attualmente occupati.
Dopo l’annuncio di ieri da parte del ministero dello Sviluppo Economico che ha parlato di decisione “inaccettabile”, oggi con una nota l’ufficializzazione della chiusura dello stabilimento di Battipaglia (Salerno):

« Jindal e Treofan sono in fase avanzata di sviluppo del nuovo piano industriale che nasce dall’opportunità di integrare le due società con l’obbiettivo di costituire il fornitore europeo di maggior successo nel settore delle pellicole per confezioni ed etichette, con il più ampio portfolio di prodotti speciali. Il management ha annunciato che il nuovo piano industriale prevede la chiusura della produzione nello stabilimento Treofan di Battipaglia. 
[...]  Si tratta di una decisione molto difficile e il management è pienamente consapevole dell’impatto di questa decisione sui colleghi coinvolti, sulle loro famiglie e sul territorio. Per questo il management stesso lavorerà per trovare una soluzione socialmente accettabile durante i negoziati, di imminente avvio, che riguarderanno le modalità di attuazione della procedura.
Molti colleghi fanno parte dell’organizzazione da parecchi anni e comunque i lavoratori non hanno nessuna responsabilità per il drammatico cambiamento dello scenario di mercato avvenuto in questi anni
 
[...] data la fortissima pressione sui prezzi e sui costi che caratterizza il settore, essere competitivi in ogni aspetto dell’organizzazione è assolutamente fondamentale per costruire un futuro sostenibile del Gruppo Jindal Treofan. Purtroppo, lo stabilimento di Battipaglia è relativamente piccolo, con tecnologie datate e focalizzate sui prodotti commodity. Tenendo conto dell’assetto produttivo, della complessiva sovra capacità produttiva esistente nel mercato e della strategia di Jindal Treofan, basata su pellicole speciali ad alto valore aggiunto, mantenere la produzione a Battipaglia vorrebbe dire accumulare ulteriori perdite con un impatto negativo su tutte le componenti della società. 
[...] Viceversa la strategia di Jindal Treofan è di dotarsi di un assetto competitivo in termini di qualità, capacità produttiva, costo del lavoro, logistica e di tutti gli aspetti fondamentali. 
[...] La missione condivisa dal management di Jindal e di Treofan è di realizzare insieme questo disegno. La priorità del management è quindi quella di integrare con successo le due società a livello di gruppi di lavoro, processi, e produzioni, creando la base per un futuro sostenibile a vantaggio di tutti gli stakeholder: clienti, lavoratori, investitori e comunità locali »

Durante l’ incontro di ieri, il Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial ha chiesto all’ambasciatrice indiana in Italia, Reenat Sandhu, di richiamare il gruppo privato Jindal a prendersi le proprie responsabilità nei confronti dei sui lavoratori.
È stato così annunciato l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con i rappresentanti della nuova proprietaria Treofan, giorno 4 febbraio alle ore 15.00, per fare il punto della situazione.

FONTE E LINK UTILI
  • http://www.ildesk.it/attualita/treofan-di-battaglia-78-lavoratori-vittime-di-una-multinazionale/
  • www.jindalgroup.com/
  • https://www.treofan.com/
  • https://www.ondanews.it/caso-treofan-di-battipaglia-il-4-febbraio-incontro-al-ministero-dello-sviluppo-economico/

McCain Foods: nascosto ai consumatori il più grande richiamo di prodotti contaminati del 2018


La multinazionale McCain ha venduto, dal 2016, prodotti contaminati da listeria e salmonella. Il richiamo di prodotti avvenne nell' ottobre 2018 ma la FDA, l' agenzia per la sicurezza alimentare statunitense, ha evitato di divulgare troppo la notizia in merito nonostante si tratti del più grande richiamo di prodotti del 2018


Nell' ottobre 2018, la Food and Drug Administration (FDA), il dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, ha scoperto, durante un’ispezione nell’impianto della McCain sito in California, ha scoperto delle irregolarità che hanno dato via al più grande richiamo di prodotti alimentari registrato nell’ultimo anno, anche se la vicenda è passata (e sta passando) praticamente sotto silenzio.

LA MULTINAZIONALE MCCAIN
McCain Food Limited è una multinazionale produttrice di prodotti alimentari con sede in Canada che fattura, ogni anno,  circa 9 miliardi di euro.
Produce prodotti alimentari venduti ai supermercati come patate, patatine fritte, frutta e verdura, prodotti da forno etc, oltre ad alimenti preparati per attività private come frutta e verdura lavorata (ovvero verdure già tagliate) acquistate da ogni genere di privato, dai ristoranti ai fast food (i quali ti vendono proprio verdura e ortaggi surgelati).

Ad ottobre c'è stato un richiamo di vari prodotti del marchio McCain in diversi ipermercati dacché contaminati di Salmonella e Listeria monocytogenes. Si tratta di migliaia di prodotti congelati, insalate, involtini e burritos, ingredienti arrostiti di mais e cipolla ed altri.
Il problema è che, i prodotti contaminati di McCain, erano già stati spediti a clienti all'ingrosso. Nelle sei settimane successive, il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti e la Food and Drug Administration avevano evitato di divulgare troppo la notizia in merito al ritiro di dozzine di altri prodotti che erano composti di ingredienti contaminati.

L' elenco è lungo:

  • migliaia di chili di insalate a conchiglia Whole Foods
  • decine di migliaia di salse di formaggio
  • oltre 210.000 chili di sandwich congelati venduti alle compagnie aeree, gastronomie e minimarket
  • quasi un milione di confezioni di mais tostato
  • 178.000 chili di peperoni a dadini e cipolle per razioni militari
  • 1350 chili di zuppa di cipolle per ristoranti e cucine istituzionali di scuole e ospedali
  • circa 58.000 pizze per distributori di benzina
  • circa 400.000 pacchi di quinoa

I prodotti contaminati sono stati commercializzati a partire dal 2016 e quindi, per quasi tre anni, la McCain ha venduto i suoi prodotti ad almeno trenta aziende alimentari.

Ciò che preoccupa è che, siccome tanti grossisti hanno acquistato i suddetti prodotti e, quindi, se li ritrovano in magazzino, forse li utilizzeranno o li hanno già utilizzati e dunque, l' allarme per eventuali casi di listeria o salmonella non è rientrato.

FONTI E LINK UTILI

lunedì 28 gennaio 2019

Roma: cade per una buca stradale.Il giudice la condanna «La buca era ben visibile». Dovrà pagare 30mila euro


Se la buca sul manto stradale è prevedibile e ben visibile, ma il pedone ci casca dentro per propria distrazione, questi non ha diritto al risarcimento. La sentenza della Cassazione ha condannato una donna per "non essersi ricordata" che Roma è piena di buche e che bisogna star attenti per strada


La Cassazione ha confermato la sentenza d' appello secondo la quale il giudice aveva ritenuto che la voragine fosse "non occultata da foglie o cartacce, perfettamente visibile, avvistabile da qualunque pedone che avesse attraversato la strada con un minimo di diligenza".
La difesa del Comune di Roma ha sostenuto che l' incidente sia avvenuto per un "comportamento incauto della danneggiata" visto che "un utente ha l’obbligo di prudenza e diligenza in una strada pubblica".

Dopo 13 anni, la professoressa, oggi una pensionata 76enne, ha visto concludersi questo processo, ma a suo sfavore. Aveva chiesto 100mila euro di danni ma, purtroppo, sarà lei a dover pagare 30mila  euro per non esser stata attenta durante il suo procedere in Via Taro, nel quartiere Trieste.

La difesa capitolina ha riportato che "la presenza su strade pubbliche di sconnessioni, avvallamenti e altre irregolarità non costituisce un evento straordinario ed eccezionale ma rappresenta, al contrario, una comune esperienza rientrante nell’ id quod plerumque accidit e, dunque, deve essere tenuta ben presente dagli utenti della strada che, quindi, hanno l’obbligo di comportarsi diligentemente per sé e per gli altri".

In pratica significa che, siccome tutti i cittadini sanno che la città è piena di buche, il procedere per le vie della capitale con mancanza di prudenza, nonostante si è consci dello stato delle strade, è una distrazione grave che non permette di esser risarciti nel caso una buca provochi danni alla persona nel suo procedere.


FONTE E LINK UTILI

  • https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/roma-la-beffa-della-buca/
  • https://www.brocardi.it/I/id-quod-plerumque-accidit.html

giovedì 24 gennaio 2019

Memory of Camps, il videodocumentario girato dall'esercito inglese mostra i morti e i sopravissuti dei campi nazisti


Questo è il film-documentario "Memory of Camps", un insieme di filmati girati dagli eserciti inglesi, russi e americani durante la liberazione dei prigionieri trovati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti in Germania e in Polonia.

IL "DOCUMENTARIO"
Nel 1945 Alfred Hitchcock venne chiamato dall'amico Sidney Bernstein per visionare e ottimizzare il materiale girato dalle truppe inglesi e sovietiche, nei lager di Auschwitz, Dachau e nel campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen aperti dopo la liberazione.
Le immagini dei corpi senza vita sparsi un po' ovunque e quelle dei sopravvissuti denutriti e affamati che giravano senza meta, così magri da sembrare morti che camminavanoavevano sconvolto il regista che, per una settimana, aveva lasciato i Pinewood Studios, abbandonato l'idea di realizzarne un film commisionatogli dall'amico Bernstein. Hitchcock concluse comunque l'opera che, però, venne presto dimenticata.

Nell'immediato dopoguerra gli Alleati (Stati Uniti, Inghilterra, Francia)  decisero di non proiettare «Memory Of the Camps», sia per l'orrore contenuto nelle immagini, sia per facilitare la riconciliazione.
Cinque delle sei pellicole sono state quindi dimenticate negli archivi dell' Imperial War Museum di Londra. Nel 1980 il filmato è stato scoperto in un contenitore arrugginito del museo da un ricercatore americano e poi trasmesso nella sua versione grezza e incompleta sia al Festival di Berlino nel 1984 sia, l'anno dopo, alla tv americana senza però la mancante sesta bobina.

Nel 2015 documentario-film, completato e accuratamente restaurato utilizzando la tecnologia digitale, è stato trasmesso dalla tv britannica e reso pubblico con il titolo "Memory of the Camps".

LE IMMAGINI CRUDE

Queste sono le immagini, dure e crude, girate da un cameraman della British Army Unit nel momento in cui l' esercito inglese entrò nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. I sopravvissuti, uomini, donne e bambini, vivevano tra i cadaveri, senza cibo, costretti a fare lavori forzati e picchiati senza motivo.
Come vedrete nel video, i cadaveri, che sembravano solo scheletri con un sottile strato di pelle, i cadaveri bruciati, i cadaveri delle persone uccise dai fili spinati elettrici vennero presi uno ad uno e gettati in una fossa comune, per dar loro una sepoltura.

Ricordare l' Olocausto nazista serve per non dimenticare quel genocidio ma anche ogni genocidio operato dall' uomo nel corso dei secoli.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, ci sono violenze sugli esseri umani: spesso non si hanno delle immagini degli omicidi, altre volte, invece, abbiamo sin troppi contenuti multimediali come foto e video tanto da non poter restare indifferenti.

Se in quel passato è toccato a quelle persone subire quelle atrocità, oggi tocca ad altre persone, ma.. domani? A chi accadrà? Siamo proprio sicuri che noi saremo sempre al sicuro, al sicuro dalla possibilità di ritrovarci anche noi, un giorno, vittime di un' ingiustizia simile?

Quando accade agli altri, alla fin fine, ce ne importa poco.
Quando accadrà a noi, chiederemo aiuto e, forse, comprenderemo finalmente cosa significa vivere pensando solo a sè stessi, anche se in colpevole ritardo.




Olocausto e Shoah:da dove derivano i termini?

Quando si parla dello sterminio degli ebrei (e non solo ebrei) a causa della sconsiderata follia nazista, si usa indicare l' evento con la parola Olocausto. La parola ricorda i sacrifici fatti agli Dèi dai popoli antichi.

COSA SIGNIFICA LA PAROLA OLOCAUSTO?
Olocausto deriva dal latino holocaustum, che è il greco holòkauston, da hòlos “tutto” e kaustòs “bruciato”, dal verbo kaìein “bruciare”.
Per estensione, sacrificio ispirato da una dedizione completa al proprio ideale. L'olocausto è una cerimonia religiosa di sacrificio animale praticata nell'antichità specialmente dai greci e dagli ebrei durante la quale un animale veniva bruciato interamente agli Dèi, proprio per loro volere.
Come si legge dai testi dell' Iliade, dell' Odissea ma anche nei libri della Bibbia (dal libro della Genesi passando per l' Esodo sino ai successivi dell' Antico Testamento), le divinità chiedevano di bruciare certi animali o, meglio, certe parti animali perché l'odore li calmava, li rasserenava (Esodo 12-9, ). In Esodo 29, Yahweh (tradotto dalla Chiesa Cattolica con "il Signore") ripete più volte che è un "soave odore".
Gli Elohim della Bibbia, nel particolare Yahwèh (tradotto erroneamente come Signore o Dio) chiedeva vittime animali e umane da immolare (Gdc 11,39 - Iefte sacrifica sua figlia,ancora vergine,a Yahweh,proprio con l'olocausto).

Questa parola quindi è stata ed è adottata per definire lo sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Come si comprende dall’etimologia della parola, questa non definisce correttamente l’evento visto che implicherebbe una volontà delle vittime nell’offrirsi in sacrificio per un ideale, cosa ovviamente impensabile.
Ecco perché si preferisce l’uso della parola ebraica Shoah.

COSA SIGNIFICA SHOAH?
Shoah significa “desolazione, catastrofe, disastro”. Questo vocabolo venne adottato per la prima volta nella comunità ebraica di Palestina nel 1938, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli” (Germania, 9-10 novembre 1938). Da allora definisce nella sua interezza il genocidio perpetrato durante la Seconda guerra mondiale.

Glifosato nei pannolini per neonati: 10 su 12 prodotti testati contengono residui tossici


di Lapenna Daniele


I controlli effettuati nel 2017 rilevarono, nei pannolini, tracce di glifosato, il pesticida usato da Monsanto-Bayer. Le ultime analisi hanno riscontrato, in 10 dei 12 prodotti testati, la presenza di residui tossici.
L' allarme segue quello dell' ottobre 2018 quando, in diverse zone della Francia, ci furono diversi bambini nati senza braccia. Fu esclusa una causa genetica e fu ipotizzata una contaminazione da sostanze chimiche, quali il glifosato il cui utilizzo è stato rinnovato sino al 2023


Ancora pesticidi nei pannolini per neonati. La notizia appare sui quotidiani francesi dopo un altro controllo effettuato dall' associazione "60 milioni di Consumatori".
Sembra incredibile ma nei pannolini è stata rilevata la presenza del fitofarmaco glifosato, lo stesso che è contenuto nel pesticida Roundup  RangerPro, prodotto dapprima da Monsanto e oggi da Bayer (che ha acquisito la Monsanto nel giugno 2018).

DAL 2017 LA SITUAZIONE È PEGGIORATA
I primi controlli che diedero questi preoccupanti risultati furono effettuati in Francia nel febbraio 2017: in quell' occasione, 10 dei 12 prodotti per bambini testati risultavano contenere residui tossici.
Il Centro di prova dell' Istituto nazionale dei Consumi mostrano tendenze contrastanti secondo i marchi: 
  • gli strati più importanti del mercato di Pampers, che sono stati bloccati nel 2017, ora hanno "buoni risultati";
  • il marchio Mots des enfants di Leclerc, che si è distinto per assenza di residui tossici nel 2017, ha cambiato subappaltatori e ora contiene composti organici volatili;
  • l'altro marchio valutato nel 2017 che ha ottenuto buoni risultati, Love and Green, ha anche cambiato composizione e ora contiene tracce di glifosato, così come Lotus Baby, Pommette (Intermarché) e Lillydoo;

NON CI SONO RISCHI PER LA SALUTE DEI BAMBINI (?)

L'Agenzia francese per la Sicurezza Alimentare e Ambientale (Anses) ha chiesto ufficialmente alle aziende produttrici di prendere le dovute misure per rimuovere questi residui che superano i livelli di sicurezza.
 « Abbiamo trovato una dozzina di sostanze in una concentrazione superiore alle soglie sanitarie » spiega Gerard Lasfarguer, amministratore di Anses « Queste sostanze hanno a che fare con il profumo che l'industria aggiunge intenzionalmente nei pannolini, principalmente per ragioni di marketing, o sostanze che appaiono durante il processo di produzione dei pannolini ».
« Voglio rassicurare i genitori » risponde Agnes Buzyn, ministro della Salute francese, dopo le richieste di vederci chiaro da parte dei genitori « l'Agenzia per la Sicurezza afferma che non ci sono rischi immediati per la salute dei bambini, lo vedremmo perché tutti i bambini del mondo indossano pannolini, quindi non esiste alcun rischio immediato ».
La rivista "60 milioni di Consumatori" però riporta
« In tutti i casi, il contenuto di sostanze indesiderabili rimane molto basso. Il rischio per la salute sembra quindi minimo a priori. Ma non può essere escluso, specialmente per il glifosato , sospettato di agire come un disgregatore endocrino, dice la rivista. È necessario un controllo più severo »
Nel proseguo dell' inchiesta si evidenzia un rammarico per non poter visualizzare, sul pacco della confezione, l' esatta composizione dei prodotti:
« Per raggiungere il residuo tossico zero negli strati, indipendentemente dalle materie prime utilizzate o dal subappaltatore è richiesto un controllo più rigoroso dei processi di produzione oltre a regolamenti più severi »
La rivista, inoltre, ha esaminato 143 prodotti per l'igiene del bambino (acqua, latte, creme,etc...): mentre la maggioranza sta mostrando buoni risultati, "ci sono ancora preoccupazioni per alcuni marchi che continuano a usare il fenossietanolo, un conservante che si sospetta sia tossico" . 

Questo allarme segue quello esploso a fine 2018 a causa dell' elevato numero di bambini nati senza braccia le cui cause sono ancora ignote.


ARTICOLI DEL BLOG INERENTI L' ARGOMENTO

In diverse zone della Francia sono stati rilevati venti casi di bambini nati senza braccia. Si tratta di anomalie non riconducibili a cause genetiche. L' ipotesi è di contaminazione da sostanze chimiche. Un mese fa, la denuncia degli abitanti dell' Ariège alla Bayer, all' UE e al governo francese: nelle loro urine fu rilevata una percentuale elevata di glifosato, il noto erbicida prodotto dalla Monsanto

Urine dei bimbi piene di arsenico: colpa del riso. La sostanza tossica è contenuta nei pesticidi
L’allarme della FDA: il riso assorbe l’arsenico dal terreno più degli altri cereali. E aumenta l'esposizione dei neonati a tale elemento nocivo. Meglio avena, l'orzo e grano



Grazie ai voti della Germania (Italia e Francia hanno votato contro), l' uso del glifosato nelle colture è stato promulgato sino al 2023.
In Francia, i cittadini hanno denunciato la multinazionale Monsanto-Bayer perché sono state rilevate tracce di pesticidi nelle loro urine mentre in Canada, in Germania, ma anche in Italia ci sono troppi alimenti che hanno quantità di fitofarmaci superiore alla soglia consentita. Un' inchiesta di Le Monde, invece, ha mostrato che gli scienziati furono corrotti per impedire la diffusione dei dati reali sulla pericolosità di certi pesticidi, come il glifosato  


Glifosato e tumori: Monsanto condannata a pagare 300 milioni di dollari.Ottomila le denunce

Un giudice della California ha condannato la multinazionale Monsanto, acquisita dalla Bayer nel giugno scorso, a pagare un risarcimento di 289 milioni di dollari ad un giardiniere dacché colpito da un tumore causato dall' uso degli erbicidi a base di glifosato.
La sentenza riporta che non solo "la Monsanto era consapevole della pericolosità dei suoi prodotti" ma che abbia anche "minacciato gli scienziati che proclamavano i danni possibili causati dal glifosato".
Le analisi di laboratorio, inoltre, hanno rilevato il glifosato anche nei cereali per bambini

Processo a Monsanto per il glifosato: tribunale riduce indennizzo al giardiniere. Intanto, la Bayer crolla in borsa
La condanna è stata confermata, ma il risarcimento al giardiniere è stato ridotto da 300 a 68 milioni di dollari.
La Bayer dovrà pagare il risarcimento al giardiniere che si ammalato di cancro (qui l' articolo) a causa dell' uso dell' erbicida prodotto dalla multinazionale Monsanto, da giugno 2018 acquisita dalla tedesca Bayer per 63 miliardi di dollari. In borsa, intanto, i titoli di Bayer crollano. A vedere il grafico, sembra che, dopo l' acquisizione della Monsanto, la multinazionale farmaceutica tedesca abbia visto cadere in picchiata i propri titoli. La differenza tra i mesi prima e dopo l' acquisto della Monsanto è evidente nel grafico della borsa.


Leggi gli altri articoli su "Salute, Alimentazione e Ambiente" dalla sezione del blog "NEW - Articoli più letti"
https://ilventunesimosecolo.blogspot.com/p/articoli-piu-letti.html#salute




FONTI E LINK UTILI
  • L' inchiesta della rivista francese "60 milioni di consumatori"
    https://www.60millions-mag.com/2018/08/23/couches-bebe-encore-trop-de-residus-toxiques-11972
  • La notizia dal quotidiano francese LeMonde
    https://www.lemonde.fr/consommation/article/2018/08/23/du-glyphosate-et-des-residus-toxiques-toujours-presents-dans-les-couches-de-bebe_5345379_1652812.html
  • https://www.lanuovaecologia.it/francia-pannolini-allarme-diossina/
  • https://www.my-personaltrainer.it/Cosmesi/Ingrediente/Phenoxyethanol.html

mercoledì 23 gennaio 2019

Il "Decreto Sicurezza" di Salvini sta gettando per strada migliaia di migranti togliendo loro studio e lavoro. Dove finiranno?

di Lapenna Daniele


Il Decreto Sicurezza di Matteo Salvini sta già gettando per strada tantissimi extracomunitari che hanno perso la protezione umanitaria, donne con bambini, giovani che studiano e altri che lavorano.
La maggior parte dei migranti, però, proviene da nazioni con le quali l' Italia non possiede accordi per il rimpatrio, portando così queste persone senza un posto dove vivere, e senza il lavoro o il percorso di studi che stavano frequentando



Una legge non è mai completamente cattiva o completamente ottima, e questo è il caso anche del cosiddetto "Decreto Sicurezza", la cui identificazione cade nel Decreto Legge n.113 del 4 ottobre 2018, dal nome « Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione ... » [convertito in legge con la l. 1 dicembre 2018, n. 132 (in G.U. 03/12/2018, n. 281)].


Se la lista dei reati per i quali l' extracomunitario potrà perdere il permesso di soggiorno e la protezione è allungata inserendo ad esempio gravi reati di droga, minaccia o violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e gravissime, pratiche di mutilazione dei genitali femminili, furto aggravato, etc, dall' altra si trovano inserimenti di testo che non sembrano andar d' accordo né con la Costituzione Italiana, né con la Carta dei Diritti Universali dell' Uomo né tantomeno con il Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero".
La parte del decreto che è creata per trasformarsi in un salvadanaio per i voti delle prossime elezioni (da quelle regionali alle europee, arrivando alle future Comunali e, andando ancora, di parecchio, più avanti, quelle per la nuova legislatura) è quella che elimina i requisiti per ottenere la protezione internazionale umanitaria.

SBATTUTI PER STRADA, SOLO PER IL CONSENSO ELETTORALE
La domanda è: perché gettare per strada i migranti dei centri nonostante questi si siano inseriti studiando oppure trovando lavoro? Che senso ha togliere loro il diritto alla protezione umanitaria e, di conseguenza, un lavoro e una formazione che li sta integrando così come vogliono molti partiti al governo? Non ha senso. Non c'è altra risposta.

La procedura architettata dal Ministro Salvini non può che essere una sola:
  1. gettare gli extracomunitari per strada, visto che gli sbarchi sono iniziati a diminuire dopo il Decreto Minniti (Legislatura XVII - Governo Pd)
  2. sostenere che gli "extracomunitari sbandati", per le strade, siano aumentati
  3. mostrare agli elettori che c'è un problema immigrazione e che i migranti sono troppi
  4. chiedere di votarlo (e/o proseguire a votarlo prossimamente) per risolvere il "problema immigrazione"

Quello che è successo a Castelnuovo di Porto dove i migranti sono stati letteralmente gettati per strada, ragazzi adulti, donne e minorenni, tra i quali tantissimi che studiano e altri che lavorano, è la dimostrazione di un' azione atta solo per creare un problema che non c'è o è in misura inferiore a quella mostrata.

domenica 20 gennaio 2019

Da febbraio, aumento prezzi Farmaci di fascia C


Da febbraio, antidolorifici, ansiolitici, colliri, pomate e antinfiammatori aumenteranno di prezzo. I rincari saranno di quasi il 6 per cento

 
 
Da febbraio, i farmaci non rimborsabili con il Sistema Sanitario Nazionale aumenteranno di prezzo.

Parliamo di antidolorifici, ansiolitici, colliri, pomate, antinfiammatori e fanno parte di un elenco di circa quattromila farmaci di fascia C, ovvero acquistabili con prescrizione medica ma non rimborsabili dal SSN. I farmaci interessati dall' aumento sono 770.



Ricordiamo che l' aumento dei prezzi avviene per via del Decreto-legge 27 maggio 2005, n. 87, "Disposizioni urgenti per il prezzo dei farmaci non rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale", varato dal Governo Berlusconi II.

FONTI E LINK UTILI

Bari: ragazzi italiani gettano a terra ciclista del Bangladesh. Solidarietà dei testimoni nel soccorrere e segnalare l' episodio


I due giovani baresi di 30 e 19 anni hanno spinto a terra un ciclista del Bangladesh per "puro divertimento", così come spiega l' assessore del Comune di Bari Francesca Bottalico, testimone oculare assieme ad altri passanti


Gli agenti della Polizia locale hanno identificato e denunciato per lesioni le due persone che venerdì a Bari, mentre erano ferme a un semaforo sul loro scooter, hanno dato un calcio a un uomo del Bangladesh che era su una bici, facendolo cadere e procurandogli ferite giudicate guaribili in 25 giorni. 
Il conducente dello scooter, di 30 anni, che ha dato il calcio, e il passeggero di 19 anni hanno negato di avere agito per razzismo e hanno detto di avere colpito il ciclista straniero dopo un diverbio avuto in strada, durante il quale l'uomo del Bangladesh aveva reagito con uno sputo a distanza.
Secondo quanto riferito dalla Polizia locale, i due aggressori si sono dimostrati pentiti

I FATTI
Un episodio di violenza e razzismo viene denunciato con un post sul proprio profilo Facebook dall’assessore alla welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, che spiega di essere stata testimone dell’aggressione ai danni di un giovane ciclista del Bangladesh, scaraventato a terra da due ragazzi per «puro divertimento».

«Oggi - scrive - sono stata testimone involontaria di un episodio di violenza e razzismo, di un atto vigliacco nei confronti di un giovane ciclista sulla trafficata via Fanelli. Eravamo fermi a un semaforo, quando, in direzione opposta, un ciclista del Bangladesh veniva affiancato da due ragazzi su un grosso scooter che, violentemente e per puro 'divertimento', lo scaraventavano a terra per poi scappare via». «Abbiamo assistito increduli a ciò che era appena accaduto - prosegue il racconto -. Abbiamo soccorso il ragazzo che era a terra, dopo aver sbattuto violentemente la testa. Per fortuna Polizia municipale e ambulanza sono intervenuti presto».

Proprio grazie ai numerosi testimoni dell’aggressione è stato possibile recuperare alcuni numeri della targa dello scooter di grossa cilindrata, che conducente e passeggero hanno tentato di nascondere, consegnati alla Polizia locale che, attraverso anche l'ausilio delle telecamere di sorveglianza, è ora sulle tracce dei due ragazzi.
«Quanta indignazione e quanta rabbia per un gesto così violento e senza senso. Ma anche tanta solidarietà e desiderio di denunciare e contrastare simili episodi di odio e razzismo - conclude l’assessore Bottalico -. Accompagneremo e ascolteremo questo ragazzo nei prossimi giorni. Nessuno, qui e altrove, deve sentirsi solo e indifeso». 

FONTI E LINK UTILI
  • https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1102205/bari-migrante-scaraventato-giu-dalla-bici-per-divertimento-e-razzismo.html
  • https://www.comune.bari.it/rubrica?rubricaIdPersona=1705

sabato 19 gennaio 2019

Da gennaio 2018, i politici del MoVimento 5 Stelle non mostrano più quanto spendono ogni mese e quanto restituiscono di stipendio


di Lapenna Daniele


Da gennaio 2018 il sito Tirendiconto.it non mostra più quanto spendono i politici 5stelle ogni mese quanto (e se) restituiscono una parte di stipendio.
Dai dati risulta che, da giugno 2017, i parlamentari 5stelle hanno restituito sempre meno soldi arrivando al minimo storico proprio nel dicembre 2017, ultimo mese rendicontato.

Dal 4 marzo 2018, le regole del partito stabilite da Grillo sono cambiate: ogni parlamentare dovrà devolvere minimo 2.000 euro al Partito MoVimento 5 Stelle e 300 euro alla piattaforma Rousseau di Casaleggio. 


Quando c'è da lodare, bisogna farlo: i politici 5stelle, da quando sono entrati in Parlamento, hanno restituito 25.384.439,62 € di cui, 1.646.025,50 € al fondo di ammortamento dei titoli di Stato e 23.738.414,12 € al fondo per il microcredito. 

In totale, un articolo del 28 giugno 2018 del Blog delle Stelle, riporta che hanno restituito ben 38 milioni di euro. Lodevole, ma adesso che sono al Governo e non più all' opposizione? Proseguono a restituire "lo stipendio in più" oppure è passato di moda?

DA GIUGNO... NESSUN DATO
Insediatisi, come governo di maggioranza, il 1 giugno 2018 (dopo le elezioni del 23 marzo), con la XVIII Legislatura sono cambiate un po' di cose.

Tirendiconto.it, il sito web ufficiale dove i politici del MoVimento 5 Stelle mostravano quanto spendevano ogni mese e quanto restituivano di stipendio, risulta non aggiornato da gennaio 2018: nessuna spesa inserita, nessun dettaglio spese. Niente di niente.
La dimostrazione che il sito è stato letteralmente abbandonato si riscontra nel ritrovare ancora i politici della XVII Legislatura, tra i quali c'è Di Battista (che oggi non siede in Parlamento).

clicca per ingrandire
Il cavallo di battaglia del MoVimento 5 Stelle, uno di quelli che permise loro di entrare in Parlamento nel 2013, risulta ormai così obsoleto da esser stato abbandonato?
Ricordiamo che Beppe Grillo, in un primo momento, affermò che i politici del M5s avrebbero trattenuto solo 3.000 euro netti al mese, ma si accorse che la promessa era troppo, e con una rapida sostituzione del file del Programma politico, sistemarono l' importo a 5.000 euro lordi più le spese.

Dal 4 marzo 2018 però, è stato stabilito un nuovo regolamento che impone, ad ogni politico, quanto può trattenere e quanto deve dare alla piattaforma Rousseau di Casaleggio e quanto al fondo del partito. Le cose sono cambiate.


Dopo la nascita della nuova piattaforma Rousseau della Casaleggio Associati e il traghettamento del blog di riferimento da quello di Grillo (beppegrillo.it) a quello vero e proprio dei parlamentari 5stelle (ilblogdellestelle.it e rousseau.movimento5stelle.it), è tutto cambiato. 
Oggi, con il nuovo regolamento dei 5stelle, è stato stabilito quanto un parlamentare può trattenere e a chi dare una certa quota di stipendio ogni mese.

I politici 5stelle riceveranno:
  • un netto mensile massimo di 3.250 euro al mese
  • un importo forfettario di 3.000 euro al mese;
  • assegno di fine mandato (784,14 lordi al mese in base alla legge n.1261 del 31/10/1965) che non potrà superare i 15.000 euro;
  • e di devolvere al fondo del partito MoVimento 5 Stelle, un minimo di 2.000 euro al mese, più 300 euro al mese alla piattaforma Rousseau, o meglio, come riportato nel documento
    «... come previsto dall’articolo 5 del Codice Etico, erogheranno un contributo mensile di euro 300,00 destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari »

Dal sito web www.maquantospendi.it, che trasforma in grafico tutti i dati del sito Tirendiconto.it, scopriamo che, nel corso degli anni, i politici del M5s hanno restituito sempre meno soldi sino ad arrivare al dicembre 2017 (ultimo mese redicontato) che segna l' importo più basso devoluto dai parlamentari 5stelle dal 2013, anno in cui entrarono per la prima volta in Parlamento. Da lì, poi, i dati spariscono.

Si ammalò di tumore all' orecchio per l' uso eccessivo del cellulare: oggi insegna ai giovani come non abusarne



Roberto Romeo lavorava per Telecom e, ogni giorno, durante il suo lavoro, utilizzava il cellulare. Dopo diversi anni, gli fu diagnosticato un tumore al nervo acustico. Si operò e, a differenza di alcuni suoi colleghi che non ce l' hanno fatta, lui, per fortuna, sopravvisse, anche se oggi ha perso l' udito all' orecchio destro. Oggi insegna ai giovani come evitare un uso eccessivo dello smartphone:
« La prevensione si fa soprattutto imparando a spegnere il cellulare quando non serve, come quando dormiamo o mentre siamo a scuola. Purtroppo non abbiamo più la padronanza per dire: questo è il momento in cui lo devo spegnere » spiega l' ex tecnico Telecom


Roberto entrò a lavorare in Telecom Italia nel 1980 come assistente tecnico. Dopo il 1995, per esser in contatto con la centrale tecnica mentre effettuava riparazione, iniziarono ad usare i cellulari.
Per circa 3-4 ore al giorno, lui, e altri dipendenti tecnici, tenevano il cellulare all' orecchio, con telefonate molto lunghe. « Chi ti diceva che faceva male? » si domanda Roberto.
Nel 2010 inizia a non sentir bene dall' orecchio destro, proprio quello che ha da sempre utilizzato nelle chiamate. Dopo dei controlli risulta che ha un neurinoma acustico, tumore formatosi vicino al nervo facciale che giunge all' orecchio. Non potendo intervenire con la radioterapia, si operò.
« Hanno toccato il nervo facciale, per cui ho ancora qualche problema » spiega Roberto « Come complicanza dell’intervento ho avuto anche una meningite. Poi mi sono ripreso e ho continuato a lavorare ».
Si ritiene fortunato perché dei colleghi, invece, non ce l' hanno fatta. Il neurinoma è un tumore benigno ma dei suoi colleghi hanno avuto il glioblastoma, che è una forma maligna, e purtroppo sono morti.

TUMORE-CELLULARI: ANCHE GLI ESPERTI SONO D' ACCORDO
Sia secondo il consulente tecnico che lo ha valutato nel processo presso il tribunale di Ivrea nel 2017, riconoscendogli la malattia professionale, sia secondo il professor Levis, fondatore di Apple Elettrosmog e anche secondo altri medici che studiano gli effetti delle onde elettromagnetiche sul nostro corpo, la "connessione" tumore-cellulari c'è.
« Io usavo sempre il telefono a destra » spiega « e ho avuto il neurinoma all' orecchio destro. Anche altri colleghi lo hanno avuto. Uno che è mancino lo ha avuto a sinistra, perché teneva il telefono a sinistra ».


Oggi è membro dell’A.P.P.L.E. (Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog). La sentenza del Tar del Lazio ha ordinato alle istituzioni di indire delle campagne informative sui rischi per la salute derivanti dall’uso degli smartphone. I ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, entro sei mesi, dovranno provvedere ad adottare una campagna informativa sulle corrette modalità d’uso di telefoni cellulari e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di questi apparecchi.


La campagna informativa della sua associazione è stata ben accolta dai giovani. « A noi interessa parlare del cellulare, non lo vogliamo demonizzare » spiega l' ex tecnico Telecom « Non vogliamo che sia spento sempre, ma che ne sia limitato l’uso. Spieghiamo ai ragazzi che si chiama cellulare perché lavora attraverso le celle, forniamo un minimo di spiegazioni tecniche ».
Come si fa prevenzione?
« Si fa soprattutto imparando a spegnere il cellulare quando non serve, come quando dormiamo o mentre siamo a scuola. Purtroppo non abbiamo più la padronanza per dire: questo è il momento in cui lo devo spegnere. Spesso si va a mangiare col cellulare sul tavolo, oltre a un problema di salute diventa un problema sociale. Ci sono degli abusi che invece si possono evitare ».

Dal sito Apple Elettrosmog, dieci regole utili per un uso corretto dello smartphone



FONTI E LINK UTILI

  • https://www.tpi.it/2019/01/18/cellulare-fa-male-effetti-nocivi/
  • https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/neurinoma-acustico.html
  • https://www.osservatoriomalattierare.it/glioblastoma
  • http://www.applelettrosmog.it/le-buone-regole.html

mercoledì 16 gennaio 2019

« Non sopporto la spettacolarizzazione » diceva Matteo Salvini nel 2015, proseguendo « Non dovrebbe trapelare nessuna notizia fino al processo »


« Io non sopporto la spettacolarizzazione. Chiederei agli inquirenti, agli avvocati, ai magistrati, di fare tutto nel massimo riserbo e nel massimo silenzio. Non dovrebbe trapelare nessuna notizia, fino al processo non dovrebbe uscire nulla sui giornali. Poi non bisogna mai esibire un catturato. Se devi portare via uno, lo porti via di nascosto, la notte. Vedi Bossetti, per esempio »

Queste incredibili affermazioni sono di Matteo Salvini riferite nell' intervista del giornalista Carmelo Abbate di Panorama, il 4 febbraio 2015. Parole di Salvini che ha spettacolarizzato l' arrivo di Cesare Battisti all' aeroporto, di giorno, lui, Salvini, che il 4 dicembre 2018 riferì del blitz dei carabinieri di Palermo prima degli arresti, rischiando di mandare all' aria l' intera operazione delle forze dell' ordine contro la mafia.

La domanda che il giornalista pone dopo, è:

« Anche la politica ci ha messo del suo in questo caso, il ministro dell’interno Angelino Alfano che un minuto dopo l’arresto twitta abbiamo preso l’assassino »
La riposta di Salvini è:
« Pazzesco. Preferirei scrivesse che hanno bloccato gli sbarchi degli immigrati clandestini »





FONTI E LINK UTILI

L' intervista completa del 2015 a Matteo Salvini è al link
La plemica sulla spettacolarizzazione dell' accoglienza a Cesare Battisti da parte dei ministri Salvini e Bonafede
Il tweet di Salvini del 4 dicembre 2018 che rischiò di mandare all' aria l' operazione dei carabinieri di Palermo

Il tweet di Angelino Alfano il 16 giugno 2014 sull' arresto di Bossetti quando nessun giornale ne era ancora a conoscenza


Vigliacco d' un mafioso - Poesia di Lapenna Daniele


Poesia dedicata a chi ha lottato, lotta e lotterà contro la mafia.Il mafioso è una persona debole, vigliacca, un fifone che opera il suo attacco e fugge via. Sempre.
Non è in grado di presentarsi disarmato, perché è un debole.
Le persone forti cadono ma si rialzano.
Sono sostenute da tutti e le loro idee sono sempre immortali.


Vigliacco d' un Mafioso
di Lapenna Daniele


Ciao, signor Mafioso
lo sai che so chi sei?
Sei così pericoloso
che fai paura anche agli Dèi
non montarti la testa
non voglio complimentarmi
ma rovinarti la festa
pur se vorrai ammazzarmi.

Sistemato l' esplosivo
fuggi via all' istante
il silenzio non più privo
d' un boato devastante
sei lontano e soddisfatto
gioioso e iracondo
orgoglioso del misfatto
idiota a tutto tondo.

Non contento torni in loco
impugnando una beretta
ti avvicini poco a poco
la tua mira è perfetta
un colpo alla testa
al cuore e ai polmoni
fuggi via a far festa
progettando ritorsioni.

Hai visto il tuo attacco?
Attui il colpo e fuggi via
poiché sei così vigliacco
aggirando la polizia
e non vedi la debolezza
l' inutilità della tua vita
la dignità ti si spezza
la stupidità è infinita.

Se sei coraggioso
perché non vieni disarmato?
È un gioco pericoloso
ma la paura ti ha fermato
mentre io ricostruisco
e riparto senza botti
quel che faccio lo finisco
l' importante è che io lotti
mentre tu, sei un fifone
scappi come una preda
non reggeresti la discussione
fa' che io non ti veda
perché mi potrai ammazzare
e il mio corpo sparirà
ma infinito è il lottare
dell' idea di Libertà.


Poesia protetta da Copyright
ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni


A questo link
http://www.scrivere.info/poeta.php?idautore=4020  trovate tutte le poesie pubbliche

A quest' altro link, invece,
https://drive.google.com/open?id=1lBqgj_ujaKuBPN9ICgg6AWWRSV5SvFX7
trovate il file scaricabile gratuitamente in formato PDF di tutte le poesie pubblicate negli ultimi anni.

martedì 15 gennaio 2019

Napoli: il Comune avvia l' iscrizione anagrafica ai senza fissa dimora


A Napoli, iniziativa lodevole da parte dell' amministrazione De Magistris e le onlus locali: i senza fissa dimora potranno iscriversi indicando un domicilio potendo così usufruire dei servizi necessari alla persona


La normativa anagrafica si basa sul principio fondamentale della dimora abituale, ma questo principio non può, ovviamente, trovare applicazione per chi una dimora abituale non l'ha, per questo motivo il legislatore, per l'iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora, è ricorso al principio del domicilio (Legge n.94 del 15 luglio 2009 "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica").
All' art. 38 della suddetta legge, troviamo che
art. 38. Il terzo comma dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, è sostituito dal seguente:
«Ai fini dell'obbligo di cui al primo comma, la persona che non ha fissa dimora si considera residente nel comune dove ha stabilito il proprio domicilio. La persona stessa, al momento della richiesta di iscrizione, è tenuta a fornire all'ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l'effettiva sussistenza del domicilio. In mancanza del domicilio, si considera residente nel comune di nascita»

In pratica questa particolare categoria di persone sceglie il Comune dove essere iscritta all' anagrafe e il Comune provvederà all'iscrizione nel registro anagrafico delle persone senza fissa dimora.

La persona che non ha fissa dimora e pertanto non può indicare, al momento della richiesta di iscrizione in anagrafe, un luogo di dimora abituale presso il quale sia accertabile la propria presenza, deve fornire gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l'effettiva sussistenza del domicilio. In mancanza di domicilio, si considera residente nel comune di nascita.

L'iscrizione anagrafica nel Comune di domicilio viene incontro ai legittimi interessi delle persone senza fissa dimora, conferendo la possibilità di iscriversi all'Anagrafe del Comune in cui più frequentemente fanno capo o che sia per loro più facilmente raggiungibile per ottenere le certificazioni anagrafiche e la fruizione dei servizi sociali della Città.

Questo Ente per agevolare i soggetti che si trovano in condizioni di disagio ha emanato l'allegata circolare n. 0295588 del 13/04/2017 per stimolare una più stretta collaborazione tra i Servizi sociali, l'Anagrafe e le Organizzazioni accreditate. L'intento è quello di favorire un contatto più agevole con i soggetti senza fissa dimora, e nel contempo fornire agli operatori delle linee di indirizzo univoche.

Attenzione alla mail che vi informa di aver rubato le vostre password


Negli ultimi mesi molte persone hanno ricevuto una mail in inglese dove gli si comunica di aver scoperto la propria password che, a leggerla, risulta esser proprio quella utilizzata per accedere ad un proprio account. Il misterioso mittente chiede del denaro altrimenti diffonderà i vostri dati personali, password comprese. Vi hanno "hackerato" l' account! Oppure no?
Nell' articolo, i consigli per difendersi dalle truffe e creare password efficaci

« I am aware, qwerty123, is your password. you may not know me and you’re most likely thinking why you are getting this e-mail, right? »
Inizia così la mail che molti hanno ricevuto: « Ne sono a conoscenza, qwerty123  è la tua password, tu non mi conosci e probabilmente stai pensando perché hai ricevuto questa mail, vero? ». Al posto di "qwerty123", gli utenti hanno letto la password da loro utilizzata per un proprio account, e sono rimasti sconcertati.

Hanno così proseguito a leggere la mail: il misterioso mittente spiega che, durante la vostra navigazione in web su siti pornografici, ha inviato voi un malware con il quale ha scoperto non solo la password di tutti i vostri account, ma ha anche attivato, in modalità remota, la vostra webcam, riprendendovi senza che voi ve ne siate accorti. Cosa vuole da voi? Semplice, un riscatto!

La cifra richiesta varia da utente a utente, ma si aggira sulle migliaia di dollari: la richiesta impone che il denaro sia in bitcoin.

Si legge che si hanno tre giorni di tempo (a volte ne indica uno solo) al termine dei quali, se non riceverà la somma, diffonderà il materiale trafugato illecitamente dal vostro dispositivo ai vostri famigliari, amici e parenti. Con il pagamento, ovviamente, il materiale sarà cancellato.
Il mittente spiega che, grazie a un pixel inserito nel messaggio stesso, sa esattamente quando avete aperto la sua mail, in modo da poter iniziare il conteggio dei giorni per diffondere i vostri dati.

Le domande che il destinatario malcapitato si è giustamente posto sono:
  1. come fa a conoscere una password che ho realmente usato in un account?
  2. il misterioso mittente ha realmente in mano tutte le mie informazioni?

All' asta una barretta di Mars scaduta nel 1996


William Knight, 63enne tassista scozzese ha trovato nella sua cantina una barretta dello snack Mars. Certo, non è nulla di straordinario senonché risulta scaduto il 1996. Un pezzo storico che il tassista, un po' per gioco, ha voluto mettere all' asta su Facebook a 5 sterline. Il costo, negli anni '90, era di 26 pens.

Gli utenti che si sono gettati nel contendersi lo snack scaduto sono stati centinaia: se l'è aggiudicato una sola persona, per 25 sterline.

FONTE
  • https://www.corriere.it/esteri/19_gennaio_14/mette-asta-barretta-mars-vecchia-23-anni-offrono-30-euro-f9625a6c-1811-11e9-bb76-cdaf0ebcabd2.shtml?fbclid=IwAR2ka-9QaEQtd-2m-xUrMZJBjNFHAoDw6vqCauHzSiDIvoWCPTeXryfUY7Y&refresh_ce-cp

Giacomo Leopardi non era depresso, né era nato gracile e gobbo

Giacomo Leopardi
[Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837]

Un approfondito studio del neurochirurgo Erik Sganzerla dimostro che le nostre credenze sulla vita di Leopardi sono errate


Tutto quello che abbiamo sempre creduto sul conto di Giacomo Leopardi potrebbe non essere vero.

Secondo quanto riferito al “Corriere della Sera” da Erik Sganzerla, che da venticinque anni è il direttore del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale San Gerardo-Università Bicocca, Giacomo Leopardi «Non era un depresso, non era uno sfigato come direbbero i ragazzi di oggi, non era affetto da malattia tubercolare ossea».

Il medico ha ricostruito la cartella clinica del poeta nel volume “Malattia e morte di Giacomo Leopardi”, che presenterà il 16 gennaio al liceo Mosè Bianchi a Milano. 
Nel libro sono pubblicate un paio di lettere di Leopardi che fanno parte della sua collezione personale, così come una prima edizione, corretta a mano dal poeta, di “All’Italia" e "Sopra il monumento di Dante”.

Erik Sganzerla è partito dalle 1.969 lettere della corrispondenza di Giacomo Leopardi per ricostruire le fasi della sua malattia. In questo modo, ha formulato una nuova ipotesi alternativa a quella fino ad ora più citata che fa riferimento a “Morbo di Pott” o spondilite tubercolare. Secondo lui, il poeta aveva una malattia genetica rara: la spondilite anchilopoietica giovanile.

Il neurochirurgo ha spiegato: «Dalle lettere sappiamo che Leopardi non è nato gracile e gobbo. Il fratello Carlo lo descrive come bambino vivace e leader nei giochi. La cifosi dorsale insorge dopo i 16 anni, come conferma il marchese Filippo Solari che scrive di aver lasciato “Giacomino di circa 16 anni sano e dritto” e averlo ritrovato dopo 5 anni “consunto e scontorto”».

I famosi sette anni di studio “matto e disperatissimo” in biblioteca, contribuirono ad aggravare la deformazione di Giacomo Leopardi, a cui si aggiunsero problemi di vista a fasi alterne, disturbi intestinali e complicanze cardiopolmonari. La morte del poeta arrivò il 14 giugno 1837, all’età di 39 anni, «Con tutta probabilità per scompenso cardiorespiratorio».

L’indagine esclude la diagnosi di «depressione psicotica». Il direttore della Neurochirurgia dell’ospedale San Gerardo-Università Bicocca ha spiegato a tal proposito: «La malattia ha influenzato i tratti caratteriali, ma non si può parlare di depressione in un uomo che viaggiò molto fino alla fine dei suoi giorni e continuò a creare moltissimo. Aveva tanti progetti da realizzare».

FONTI E LINK UTILI
  • https://www.supereva.it/convinzioni-leopardi-sbagliate-54250?ref=libero
  • Biografia di Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi
    https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Leopardi
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Malattia_di_Pott
  • http://www.leopardi.it/canti02.php