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mercoledì 28 febbraio 2018

Ecco chi vincerà il 4 marzo 2018: Pd, M5s e Fi perdono consensi, la Lega, invece, li aumenta

di Lapenna Daniele

#pd #fdi #fi #m5s #elezioni2018 #politica  #silvioberlusconi #matteosalvini #luigidimaio #legasalvini #elezioni4marzo2018

Quale partito (o coalizione) vincerà le elezioni nazionali del 4 marzo 2018? Chi si insedierà al governo?
Bella domanda. Una previsione però è possibile farla basandosi sui dati a disposizione che, ovviamente, vanno presi con le pinze, anche se permettono di avere un quadro abbastanza affidabile.
Iniziamo questa analisi ricordando che, dal 24 febbraio 2013, giorno in cui abbiamo votato l' attuale governo uscente, ci sono stati partiti che hanno perso migliaia di voti e altri che ne hanno acquisiti diverse decine di migliaia. C'è qualcosa di incredibile che potrete apprendere con questo articolo.

QUALI I DATI A DISPOSIZIONE?
Per cercare di fare un' analisi abbastanza affidabile, ho preso innanzitutto i risultati delle:
I dati utilizzati riguardano solo gli scrutini delle votazioni effettuate in Italia (senza il voto estero). Per le elezioni del 2013 sono stati presi i dati per singolo partito solo in merito alla Camera dei Deputati dove, ricordiamo, votano tutti i maggiorenni aventi diritto. Per le regionali, si è preso in considerazione tutte le regioni nelle quali si è votato.

I dati sulle elezioni del febbraio 2013 sono le ultime, su base nazionale, a disposizione: sono di affidabilità relativa perché ci sono stati avvenimenti che hanno fatto salire e/o scendere i consensi nei confronti di ogni partito.
Ad esempio, nelle elezioni del 2013, alla segreteria del PD c' era Pierluigi Bersani, sul MoVimento 5 Stelle si conosceva poco al di là dei tanti comizi tenuti da Beppe Grillo, e Matteo Salvini non aveva un risalto come quello acquisito nell' ultimo anno.

Alle europee del 2014, ma soprattutto alle regionali del 2015, si è avuta una situazione diversa: il 25 febbraio 2014 Matteo Renzi, che ricevette l' incarico dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,  ottenne la fiducia, iniziando il suo governo.
Da lì in poi non abbiamo che i dati delle Comunali, ma sia perché i comuni votanti sono tanti, e sia perché la scelta del candidato sindaco non è sempre legato all' ideologia politica, i dati non sono stati presi tutti in considerazione per l' analisi, ma sono stati evidenziati i risultati delle sole città più popolose di ogni regione.

Quel che ho voluto rilevare è stata la conseguenza delle parole dei vari politici in merito alla questione dell' immigrazione e ai fatti accaduti nell' ultimo anno, dagli scandali dei vari partiti sino alle leggi approvate dal governo Renzi che hanno convinto molti, e molti altri li hanno delusi.
Non essendoci state elezioni, e non avendo dunque dati alla mano che potevano dare un' indicazione circa l' orientamento degli elettori, si sono presi i like sulle pagine social sia dei candidati sia dei partiti stessi, giusto per capire chi ha più consensi (ricordando che un like può esser messo da un utente fake o un vero utente non avente diritto al voto).

I risultati sono comunque interessanti (o sconvolgenti, dipende dai punti di vista).
Andiamoli a vedere.

domenica 25 febbraio 2018

La disoccupazione è diminuita grazie a Renzi? Sì, ma i dati sono "falsati". Ecco cosa accadrà nel 2018 con il Jobs Act

di Lapenna Daniele

#matteorenzi #pd #disoccupazione #lavoro #jobsact 


I dati che spesso sono, più degli altri, oggetto di discussione e che vengono riportati sui media nazionali, sono quasi sempre quelli relativi al tasso di disoccupazione.
Molti dicono che i dati non sono esatti, e che non corrisponda al vero la diminuzione della disoccupazione.
Ma, la domanda è: durante il governo di Matteo Renzi, la disoccupazione è realmente diminuita? Cosa è successo in tre anni di Jobs Act?

I DATI A DISPOSIZIONE
La prima cosa che ho fatto è stato prendere i dati dal sito Istat, oltre che reperire articoli in merito.
È possibile accedere alle informazioni relative alla disoccupazione sul sito Istat mese per mese, andando indietro con gli anni, potendo verificare se il numero degli occupati sia sceso o sia salito.
Anche se molti diffidano di quei dati, purtroppo sono quelli che possiamo consultare e che hanno un valore oggettivo e reale.
I dati derivano dal controllo dei contratti di lavoro esistenti, quindi, come è da sempre stato, se un individuo lavora senza un regolare contratto di lavoro ("a nero") non risulterà conteggiato, e figurerà come disoccupato.

IL "TRUCCHETTO" DEL JOBS ACT
La cosa però che in pochi sanno, nonostante la notizia sia stata riportata dai media (anche se non ricordo esattamente come sia stata spiegata), è che nel 2015 fu fatto un decreto che modificò la modalità con la quale un lavoratore viene dichiarato "disoccupato". Sembra una cosa da niente, ma la modifica ha cambiato completamente i dati che l' Istat prendeva, prende e prenderà in considerazione per il calcolo degli occupati. Il numero dei disoccupati, con questa modifica di legge, è falsato.
Inoltre, dal 2018, i lavoratori assunti con l' agevolazione fiscale del Jobs Act potranno vedersi togliere il posto di lavoro.
Il Jobs Act (qui un mio articolo che lo spiega con semplici domande) introdusse dal 2015, per tutte le aziende che assumevano dipendenti con contratto a tempo indeterminato, uno sgravio di tasse pari al 30% (se un lavoratore costava 2000 euro, la detassazione per il datore di lavoro era di 600 euro) per i tre anni successivi. Siamo a 2018, e da gennaio termina questa agevolazione per l' azienda e quindi, grazie alla modifica, da parte del governo Renzi, dell' art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, l' azienda potrà licenziare facilmente i dipendenti assunti con il Jobs Act, visto che non dovrà più reintegrarli sul posto di lavoro anche se il licenziamento sarà illegittimo.
Andiamo nei dettagli.
Come sempre, tutti i link sono a fine articolo.

sabato 24 febbraio 2018

Il fascismo NON è morto. Reato è smettere di parlare del fascismo

di Lapenna Daniele

#fascismo #razzismo #nazismo #casapound #forzanuova #comunismo #pd #fi #m5s #fdi


Qualcuno me l' ha richiesto, e così ho accettato.
Due settimane fa, il giornalista e direttore di La7 Enrico Mentana ha pubblicato un breve suo pensiero sul fascismo.
Lo ha scritto cinque giorni dopo la sparatoria avvenuta a Macerata causata da Luca Traini, sostenitore della Lega Nord di fede nazifascista, il quale ha iniziato a sparare contro diversi ragazzi di origine africana. In quei giorni esplose la protesta e l' indignazione di tutti gli antifascisti d' Italia.
Due giorni dopo quel post, il ministro Marco Minniti affermava «Il fascismo in Italia è morto per sempre».

Siccome Mentana risponde, certe volte, a diversi utenti, ho deciso anche io di commentare (è la seconda volta che commento un suo post). Purtroppo non ho ricevuto risposta, e me n'è dispiaciuto. Certamente (suppongo) sarà per la quantità di commenti che riceve.
Ecco il  suo post.


Questo, il mio commento (che potete leggere sia cliccando sopra che cliccando qui).

« "... sperare in un suo ritorno, o agitare il pericolo di un suo ritorno sono due esercizi specularmente inutili":  purtroppo, dott. Enrico Mentana, non sono d'accordo
Ma rispetto il suo pensiero.


Basta farsi un giretto (come ho fatto io in questi giorni, dopo l' atto di terrorismo a Macerata) sulle pagine e gruppi, di questo e di altri social, che inneggiano al fascismo.
Gli utenti si sentono uniti, condividono lo stesso pensiero, la stessa ideologia, ed è come se fossero tutti sotto la stessa casa, sotto una specie di divinità che li guidasse e li proteggesse dall' alto.

Le ideologie (religiose o politiche che siano) creano coesione, amalgano i pensieri delle persone tanto che, se prendendoli singolarmente si notano leggere sfumature, presi sotto un' ideologia comune, seguono tutti la stessa strada.
Il razzismo non è un' ideologia, perché, come mi è capitato di scoprire, ci sono persone che odiano a morte gli africani, ma non gli albanesi o ucraini, mentre altri odiano solo i cinesi, e così via.

Così come chi è comunista ama voltarsi dall' altro lato in merito ai crimini di grandi dittatori comunisti della storia antica e moderna, evidenziando idee comuni reputate onorevoli da perseguire, così chi è fascista persegue l' obiettivo, considerato come giusto e sacrosanto, di difendere l' italiano, la "razza" italiana, e di cacciare via, anche con la morte (ebbene, ho letto commenti che desiderano la morte di extracomunitari, anche se non criminali), chi non è italiano.

L' ideologia è pericolosa, e basta rispulciarsi la storia anche solo dell' ultimo millennio per avere un quadro orribile, ingiusto, e che colpisce tutti, senza distinzione di ideologia specifica.
Un saluto».

«Di Battista,lei è antifascista?».Ma il politico 5stelle non risponde per tre volte.Il M5s continua a non prendere posizione per non perdere voti?

di Lapenna Daniele

#MoVimento5Stelle #m5s #politca #antifascismo #fascismo #dibattista


Alessandro di Battista (M5s), il 23 febbraio 2018 (lo so che è ieri, ma riporto la data per chi leggerà questo post in futuro) è ospite del programma Otto e Mezzo della giornalista Gruber.
In studio è presente anche Gianrico Carofiglio, parlamentare del PD ed ex magistrato.

Alla domanda «Di Battista, lei è antifascista?» il parlamentare 5 stelle non risponde. La domanda viene riposta due volte, ma lui risponde con un discorso articolato che non finisce con una risposta secca "Sì" o "No".
Sotto c'è il breve video al quale è stato aggiunto, alla fine, uno spezzone che mostra il leader di Casapound (partito che si dichiara vicino all' ideologia fascista) Simone Di Stefano il 10 gennaio 2013: in vista delle imminenti elezioni, Casapound scese in piazza per presentare le liste. Erano presenti anche Beppe Grillo, Alessandro di Battista e Paola Taverna.
Qualcuno chiede a Grillo se accoglierebbe, nel MoVimento 5 Stelle, militanti di Casapound. Lui, a differenza di Di Battista, dà una risposta secca «Sì».


LEGGE CONTRO IL FASCISMO: IL M5S SI ASTIENE DAL VOTO.
A settembre 2017, alla Camera dei Deputati, si votò in merito alla proposta di Legge del Partito Democratico che puniva la propaganda fascista e nazista con l' introduzione dell' articolo 293-bis nel codice penale (a fine post trovi l' articolo 293-bis).
Tralasciando diversi politici di centrodestra che si inorridirono alla presentazione di questa legge, il M5s non prese posizione dacché, come ideologia di base, ai parlamentari 5stelle interessa risolvere i problemi quotidiani degli italiani e non discutere di questioni di poco conto.

giovedì 22 febbraio 2018

Manifesti di Potere al Popolo incollati sopra quelli del Partito Comunista



di Lapenna Daniele

Forse non abbiamo mai visto, negli ultimi decenni, una campagna elettorale così sentita: non solo i rappresentanti dei partiti, ma anche dagli stessi elettori sono carichi di odio verso i sostenitori di altri partiti, e la lotta (anche fisica), ormai è dilagata ovunque.

Si è passati dalle parole forti, ai fatti (gravi). Vedesi il militante del partito esordiente "Potere al Popolo" che è stato accoltellato (qui la news), o il sostenitore di Forza Nuova legato e preso a calci (la news qui).
In merito a quest' ultimo episodio, è saltato fuori che Massimiliano Ursino, il militante di Forza Nuova legato e picchiato, fu arrestato per un' aggressione razzista avvenuta a danno di cinque ragazzi pakistani che furono aggrediti ai Candelai da un gruppo di 15 persone armate di bastoni. Si è poi scoperto che Ursino venne arrestato nel luglio 2006 per aver rapinato e picchiato due immigrati nel centro di Palermo di fronte al teatro Massimo.
Ursino venne condannato in primo grado a due anni e mezzo di carcere.
Nel giugno 2005, sempre con altri due complici, aggredì con pugni e bastonate un nigeriano e un altro giovane originario di Siracusa in via Candelai, sempre nel centro di Palermo.


CAMPAGNA ELETTORALE SCORRETTA
Questa foto a destra, invece, mostra l'affissione del manifesto elettorale di Potere al Popolo sopra quello del Partito Comunista.
Ovviamente i rappresentanti del partito Potere al Popolo immagino prenderanno le distanze da questo gesto, ma le persone che manualmente hanno affisso i manifesti coprendone altri, non hanno mostrato democrazia.
Quel che lascia increduli è che non si è appreso di uno scontro fra i militanti di questi due partiti.

La campagna elettorale 2018 si sta trasformando in una mini-guerra (verbale e non solo).

lunedì 19 febbraio 2018

Come scrivere le DAT? Tutte le risposte sulla Legge del Testamento Biologico con la mappa delle città che hanno istituito i registri

da in alto a sinistra, in senso orario:
Fabiano Antoniani, Eluana Englaro,
Luca Coscioni e Piergiorgio Welby
di Lapenna Daniele

#eutanasialegale #testamentobiologico #associazionelucacoscioni #DAT #diritticivili #liberifinoallafine


L' articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, finalmente, in merito all' imposizione dei trattamenti terapeutici, d' ora in poi, sarà rispettato
«Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»

LA CONVENZIONE DI OVIEDO CHE L' ITALIA NON HA MAI RATIFICATO
Ci è voluto un altro anno ma, alla fine, le Disposizioni Anticipate sui Trattamenti di fine vita (DAT) sono diventate legge.

L'Italia, nel 2001, firmò (ma non ratificò mai) la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (o convenzione di Oviedo) [Legge n.145 del 28 marzo 2001] la quale stabilisce che
«i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione» e che autorizzava il Presidente della Repubblica a ratificare la Convenzione.

Ora, con il DDL 2801 sul Testamento Biologico, approvato il 14 dicembre 2017, cambia tutto, e l' Italia "si mette in regola" con altre nazioni europee che permettono di scegliere, quando si è coscienti e consapevoli, se si vorranno subire certi trattamenti medici nel caso di situazioni di salute particolari.
Diverse città si sono adeguate alla Legge istituendo le modalità previste dalla legge.



Andiamo ora a vedere come si sottoscrivono le DAT, i doveri e gli obblighi dei medici e chi sono i fiduciari.

Berlusconi vuole abbassare le tasse:peccato che sia stato lui ad aumentarle.Ecco i Governi che hanno aumentato e diminuito le aliquote IRPEF

di Lapenna Daniele

#tasse #fisco #fiscoetasse #berlusconi #flattax #IRPEF #forzaitalia #renzi


«Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività ».

Quello riportato sopra è l' articolo 53 della Costituzione della Repubblica Italiana (entrata in vigore il 1° gennaio 1948).
Ogni cittadino deve sostenere lo Stato per mezzo delle tasse, ma queste debbono esser proporzionate al reddito che lo stesso possiede. Insomma, chi ha poco, deve pagare poco. Oggi, purtroppo, non accade. 
La tassa che, in queste settimane di campagna elettorale è oggetto di forte discussione è l' IRPEF. Vogliono tutti ridurre le tasse, ma nessuno lo ha veramente fatto. C'è chi ha governato gli anni passati, ma ha fatto il contrario di ciò che ora vuole fare, e mentre gli ultimi governi hanno fatto delle proposte di legge millantando di abbassarlo a partire dai prossimi anni, c'è chi sostiene che non c'è una copertura economica sufficiente.

LA STORIA DELL' IRPEF
È l' acronimo Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche. Si tratta di una imposta diretta, ovvero si applica direttamente sul soggetto passivo a differenza, ad esempio, dell' IVA che si paga solo sul trasferimento di un bene.
Si stima che essa fornisca circa un terzo del gettito fiscale per lo Stato. Infatti nel 2009, a fronte di entrate tributarie pari a 433,37 miliardi di euro, 184,89 miliardi di euro erano derivati dall'IRPEF: in pratica, sul totale delle entrate derivanti dalle tasse, il 42% vengono dall' IRPEF.
È stata istituita con la riforma del sistema tributario del 1974, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n.597 del 29 settembre 1973 e conteneva 32 aliquote (dal 10% al 72%) per gli scaglioni di reddito da 2.000.000 a 500 milioni di lire.
Al momento della sua nascita (che era in attesa da una decina di anni), l’IRPEF prevedeva ben 32 scaglioni di reddito (oggi ne sono solo cinque) e altrettante aliquote: per i redditi annui sino ai 2.000.000 lire, vi era una tassazione del 10%, mentre, per i redditi oltre i 600milioni di lire (309.000 euro di oggi) una tassazione del 72%.
Con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986 si inserì la disciplina IRPEF in un unico testo che sostituì i decreti presidenziali del 1973.
Le aliquote, nel corso degli anni, sono state modificate dai vari governi succedutisi:
  • i redditi sino ai 15.000 euro annui (1.100 euro al mese), si sono visti
    tassare da un 40% del 1974 al 24% del 2001
    sino al 27% attuale
  • mentre, per i redditi oltre i 300.000 euro
    si è passati dal 72% del 1974 all' attuale 43%

mercoledì 14 febbraio 2018

Addio alle chiamate indesiderate dai call center.La nuova legge tutelerà anche numeri di telefonia mobile.Ecco come fare


Finalmente, qualche giorno fa, è stata approvata la legge n.5 dell' 11 gennaio 2018 recante "Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di prefissi nazionali per le chiamate telefoniche a scopo statistico, promozionale e di ricerche di mercato", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 28 del 03/02/2018

Le novità introdotte sono molte, come l'introduzione di un doppio prefisso per riconoscere i call center, uno per le chiamate commerciali e l'altro per le indagini statistiche
Registro delle opposizioni, ma la novità più importante è l' inclusione dei numeri di telefonia mobile nel "Registro pubblico delle opposizioni" (R.P.O.), istituito dal d.P.R. 178/2010.

COME EFFETTUARE LA RICHIESTA
Per far  sì che nessun call center possa disturbarvi continuamente chiamandovi al vostro numero di telefono mobile, basta fare richiesta di inserimento, del proprio numero, in un registro ove dichiarate di non voler ricevere tali chiamate. Avete cinque modalità (come riportato sul sito):
  1. dal sito web
  2. via fax
  3. via telefono
  4. via mail
  5.  per raccomandata

Info e dettagli al link
http://www.registrodelleopposizioni.it/abbonati/iscrizione


LINK E FONTI UTILI
  • http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/02/03/18G00021/SG
  • https://www.studiocataldi.it/articoli/29195-telemarketing-addio-chiamate-indesiderate-in-vigore-la-riforma.asp
  • http://www.registrodelleopposizioni.it/abbonati/iscrizione

domenica 11 febbraio 2018

Per Marco Minniti «il fascismo è morto», ma per i fascisti, no

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Sanremo: arrestati tre operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano d'Arco

Mimmo Mignano
operaio della Fiat di Pomigliano

#sanremo #FIAT #pomigliano #lavoro #politica #sanremo2018


« Da 8 ore chiusi e piantonati in questura a Sanremo
Ormai è chiaro che questo atto repressivo nei nostri confronti è al solo scopo di fermare la lotta in Fiat. Questi servi schiocchi dei padroni devono fare i conti con la nostra resistenza e non fermeranno mai le nostre idee per il Potere Operaio .
SI COBAS FCA»

È questo il post scritto da Mimmo Mignano sul suo profilo Facebook circa un' ora fa.

A quanto riporta anche la pagina Facebook "La Voce delle Lotte", in post di quattro ore fa:
«La polizia di Sanremo ha fermato gli operai FCA di Pomigliano mentre erano in città per ringraziare il gruppo musicale de Lo Stato Sociale per la solidarietà espressagli dinanzi a milioni di telespettatori.
Evidentemente questa cosa ha disturbato non poco i vertici del Festival, per cui la polizia sta in questo momento interrogando, prendendo le impronte e denunciando Mimmo, Marco e Antonio non si capisce bene per quale motivo mentre provavano a esibire uno striscione. Probabilmente dire che si vuole lavorare in questo Paese é oramai considerato reato».

Il reato contestato è di "Inosservanza dei provvedimenti dell' Autorità" (articolo 650 del Codice Penale). Un ultimo aggiornamento riferisce che agli operai è stato notificato il foglio di via per tre anni da Sanremo, e una denuncia proprio ai sensi dell' art. 650 del c.p.

IlMattino.it riporta che i tre operai Fca dello stabilimento di Pomigliano «hanno tentato di irrompere sul tir di Rai Radio 2, in piazza Borea d'Olmo, a Sanremo, davanti al Teatro Ariston, per protestare durante una trasmissione». Stando a quanto ricostruito, «sembra che i tre volessero interrompere la diretta radiofonica per leggere un comunicato»

giovedì 8 febbraio 2018

Genitori curano autismo con candeggina: il caso del Mineral Miracle Solution, il rimedio contro cancro,HIV,malaria e influenza

Jim Humble
fonte immagine
di Lapenna Daniele


#omeopatia #rimedinaturali #MMS #MineralMiracleSolution

Così come è successo anche in Italia, ad esempio con il caso del bimbo di sette anni morto per un' otite dacché i genitori avevano deciso di seguire, per il loro figlio, una cura omeopatica - uno dei tantissimi casi messi in risalto dai media nazionali -, anche all' estero molti genitori evitano le cure tradizionali a base di farmaci testati scientificamente, optando per metodi alternativi considerati naturali o, in maniera illusoria, non dannosi come i farmaci che conosciamo e utilizziamo ogni giorno.

LA CANDEGGINA CONTRO L' AUTISMO
Un' inchiesta del Daily Mirror ha scoperto, in tutta la Gran Bretagna, diversi casi nei quali i genitori hanno utilizzato, e stanno proseguendo ad utilizzare, il metodo Miracle Mineral Solution per "curare" i loro bambini dall' autismo
Si tratta di un metodo ideato da un uomo che (udite udite, non è un medico!) sostiene che molte malattie, come ad esempio il cancro, possano esser sconfitte grazie a questo metodo rivoluzionario. Il prodotto da utilizzare lo vende lui stesso (ha pubblicato un libro dove spiega la sua efficacia), ed è una sostanza simile alla candeggina. Il metodo prevede di ingerirlo o utilizzarlo come clistere.


Bazzicando nel web, ho scoperto anche una pagina italiana che lo pubblicizza, con diversi utenti che chiedono dove ordinare il prodotto.
Cosa contiene? Che effetti ha sulla salute? È dannoso? È efficace?

mercoledì 7 febbraio 2018

«Onore a Luca Traini». Sui social il sostegno al giovane:«Se liberano la scimmia,lo uccidiamo noi per te🙋✋». E «Andremo a prenderci i giudici!!!»

di Lapenna Daniele

#fascismo #razzismo #brescia #cronaca #news #terrorismo #violenze

"Al cavernicolo,forse arresti domiciliari
A TE batteranno la chiave!
😈😈😈ANDREMO A PRENDERCI I GIUDICI!!!!!!😈😈"

Facciamo l' analisi delle frasi: abbiamo tre soggetti, il cavernicolo, "TE" (scritto rigorosamente a caratteri maiuscoli) e i giudici.
Siccome la notizia riguarda ciò che è successo a Macerata qualche giorno fa, possiamo facilmente intuire l' identità dei tre.
Quello che però mette paura è la frase che ne segue: "andremo a prenderci i giudici", assieme alle emoticons dei diavoli. Ecco il link diretto al post della pagina riportato qui a destra
https://plus.google.com/109301257107799489892/posts/AaXFEsajHvy

LO STRISCIONE
La foto dello striscione "Onore a Luca Traini" è stata pubblicata sul profilo Twitter dell' ANPI Brescia: si tratta di uno striscione portato a Ponte Milvio, a Roma, da diversi ragazzi che hanno così mostrato sostegno nei confronti di Luca Traini. L' immagine sopra, invece, è stata ripresa da una community del social Google Plus, "Onore e fede fascista": l' utente mostra sostegno al giovane arrestato così come gli utenti che hanno commentato sotto.
Proprio l' altro ieri ho pubblicato un articolo in merito ad un altro post apparso nella stessa community (questo qui) che metteva in risalto il fatto, per loro increscioso, della scarsa mira del ragazzo con la frase "Ci vuole più mira!! Più mira!!!" sottointendendo che Traini avesse mancato il bersaglio.

In questo post, i commenti che ne seguono sono anche peggiori dei precedenti, uno fra tutti:
«Se liberano la scimmia,lo uccidiamo noi per te🙋✋».



LINK UTILI E FONTI

lunedì 5 febbraio 2018

Ecco il reale metodo usato per costruire le piramidi egizie: la tecnica dell' acqua del Nilo

di Lapenna Daniele


#egypt #egitto #scanpiramyds #ancienttechnology #piramidi #khufu

Come sono state costruite le tre piramidi della piana di Giza, in Egitto?
È una domanda ancora oggi di difficile risposta nonostante vari ingegneri abbiano proposto diverse tecniche che sarebbero state utilizzate dagli antichi egizi.

Dieter Arnold, un egittologo tedesco, propose una rampa che seguiva la via centrale della piramide, una specie di strada in salita che avrebbe portato i blocchi sino alla piramide in costruzione.
Mark Lehner, un archeologo statunitense, invece, propose una rampa che costeggiava l' intera struttura, a forma di spirale, come una scala larga a chiocciola.
Knud Holscher, un architetto danese, invece, ideò una rampa a zig-zag, secondo lui, più comoda.

Molti egittologi concordano sul fatto che le rampe siano il più probabile dei possibili metodi utilizzati per sollevare i blocchi, anche se precisano che si tratta di un metodo incompleto, che deve essere completato da un altro mezzo. Prove archeologiche riguardanti l'uso delle rampe sono state trovate presso la Grande piramide di Giza e presso altre piramidi.
Il metodo più accettato per l'uso delle rampe è l'uso delle leve. Le prove archeologiche dimostrano solo l'esistenza di piccole rampe e camminamenti inclinati, non qualcosa che potrebbe essere stato utilizzato per la costruzione di buona parte del monumento. Ad aggiungere incertezza c'è il fatto che sembrano esistere molte prove che ipotizzano l'uso di metodi non-standard o ad hoc nella costruzione delle piramidi.

Il problema è che, per permettere di avere una rampa non troppo ripida, essa sarebbe dovuta esser molto lunga. Forse, ipotizzano molti archeologi, fu costruita e mantenuta solo il tempo necessario per costruire la piramide, per poi esser distrutta.

Poi c'è chi propone una teoria più semplice: l' uso di antiche evolute tecnologie con l'aiuto di alieni, ma forse c'è un altro metodo ancora poco conosciuto che è meno fantascientifico e più... fisico. In tutti i sensi. Andiamolo a vedere.

«Quel piccone in mezzo alla testa della Boldrazza». Ancora commenti di inaudita violenza dei confronti della presidente della Camera Boldrini. Intanto, spunta un altro suo parente che lavora ad Amazon





Intanto, questo è il link diretto al post riportato nell' immagine, e questo il profilo dell' utente che, a quanto si capisce, ha una leggerissima fede fascista.

Sparatoria Macerata:«Ci vuole più mira!».Pagina fascista sui social enfatizza il gesto di Luca Traini.La mamma:«Mio figlio?Un pezzo di pane»

clicca sull' immagine
per ingrandire
di Lapenna Daniele


#fascismo #razzismo #macerata #violenze #terrorismo #mussolini #immigrazione #immigrati  #leganord #forzanuova #hitler #nazist


Violenza porta violenza. Questo si sa. Ma sui social, l' incremento di questo sentimento avviene in maniera esponenziale, moltiplicandosi a vista d' occhio, con migliaia e migliaia di utenti che scrivono, di getto, il loro odio, mostrando frustrazione nei confronti degli immigrati al grido «Non ne possiamo più!!».

Ci troviamo su GooglePlus (o G+), secondo social network più utilizzato dopo Facebook. Al posto delle pagine ci sono le community, private e pubbliche. In una di queste, visibile a tutti, anche ai non iscritti, troviamo utenti che rievocano Mussolini e il fascismo. Nostalgia d' altri tempi.
Tra gli ultimi post vi è l' immagine di Luca Traini, il 28enne incensurato risiedente a Tolentino, autore dell' evitata strage avvenuta sabato mattina nella quale ha ferito, con colpi di pistola sparati dal suo veicolo, sei ragazzi di origine africana. Sotto, il video ripreso da una telecamera di un bar dove si vede il ragazzo fermarsi con l' auto e sparare con la sua arma.