venerdì 14 aprile 2017

La disoccupazione è diminuita grazie a Renzi? Sì, anche grazie a una legge ad hoc

di Lapenna Daniele

#matteorenzi #pd #disoccupazione #lavoro #jobsact 


I dati che spesso sono, più degli altri, oggetto di discussione e che vengono riportati sui media nazionali, sono quasi sempre quelli relativi al tasso di disoccupazione.
Molti dicono che i dati non sono esatti, e che non corrisponda al vero la diminuzione della disoccupazione.
Ma, la domanda è: durante il governo di Matteo Renzi, la disoccupazione è realmente diminuita?

I DATI A DISPOSIZIONE
La prima cosa che ho fatto è stato prendere i dati dal sito Istat. È possibile accedere alle informazioni mese per mese, andando indietro con gli anni, potendo verificare se il numero degli occupati sia sceso o sia salito.
Anche se molti diffidano di quei dati, purtroppo sono quelli che possiamo consultare e che hanno un valore oggettivo e reale.
I dati derivano dal controllo dei contratti di lavoro esistenti, quindi, come è da sempre stato, se un individuo lavora senza un regolare contratto di lavoro ("a nero") non risulterà conteggiato, e figurerà come disoccupato.
La cosa però che in pochi sanno, nonostante la notizia sia stata riportata dai media (anche se non ricordo esattamente come sia stata spiegata), è che nel 2015 fu fatto un decreto che modificò la modalità con la quale un lavoratore viene dichiarato "disoccupato". Sembra una cosa da niente, ma la modifica ha cambiato completamente i dati che l' Istat prendeva, prende e prenderà in considerazione per il calcolo degli occupati.
Andiamo nei dettagli.
Come sempre, tutti i link sono a fine articolo.



IMPORTANTE
1- Per prima cosa, ricordiamo brevemente le date da tenere a mente:

  • Governo di Matteo Renzi:
    dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016
  • Leggi sul lavoro (Jobs Act):
    dal dicembre 2014 (con la Legge n.183/14) al 7 novembre 2016 (con il d.lgs 151/15)

2- Come seconda cosa, ricordo che l' analisi riguarda la legge che menzionerò più avanti, ricordando sempre che i dati occupazionali derivano sempre da una moltitudine di cause, e che non è la legge riportata a condizionare la decisione da parte del datore di lavoro di assumere o di licenziare.

DISOCCUPAZIONE IN DIMINUZIONE
Con il foglio elettronico ho creato un grafico che mostra il tasso di disoccupazione mese per mese, dal gennaio 2015, al febbraio 2017.

Come possiamo vedere, il tasso di disoccupazione, dal luglio 2015, è sceso sotto il 12% per superarlo solo a dicembre 2017. I dati hanno subito incrementi e diminuzioni ma restando su una media del 10.9%. Tutto normale: l' occupazione dipende dalla scelta di un' azienda di assumere del personale, così come la disoccupazione dipende dall' azienda che si priva del personale, o dei lavoratori che vanno in pensione, o di chi (pochi) lasciano il proprio lavoro.
Andiamo a vedere però cosa è stato modificato.

Tra le varie modifiche del gruppo di leggi del Jobs Act (condivise o meno) ce n'è una, e risponde al nome del decreto legislativo n.150 del 14 settembre del 2015, attuato dal decreto legislativo n.158 del 24 settembre 2015.
Il tutto viene spiegato, in dettaglio, dalla circolare del 23 dicembre 2015. Al punto 2, "Condizione di non occupazione ai sensi dell’articolo 19, comma 7, del decreto legislativo n. 150/2015"
Leggiamo:

«A norma dell’articolo 19, comma 7, del decreto legislativo n. 150/2015, allo scopo di evitare
l'ingiustificata registrazione come disoccupato da parte di soggetti non disponibili allo svolgimento
dell'attività lavorativa, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto (24 settembre 2015  n.d.b.) le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale
allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione”.»

Come viene spiegato all' inizio, lo status di disoccupato lo si possiede quando si verificano entrambe le seguenti condizioni:

  1.  l’essere privi di impiego
  2. dichiarare la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro

La norma della suddetta legge ha l' intento di « evitare l’ingiustificata registrazione come disoccupati da parte di persone non immediatamente disponibili allo svolgimento di attività lavorativa ».

Precedentemente al d.lgs. n.150 del 2015, quindi, la regola che esisteva prima del suddetto decreto del governo Renzi, si veniva considerati disoccupati anche quando si percepiva

  • per lavoro dipendente - a chiamata o intermittente o a progetto -
    reddito lordo inferiore agli 8.000 euro annui
  • per lavoro autonomo oppure occasionale
    reddito lordo inferiore ai 4.800 euro annui

Dopo il decreto, non si è e non si sarà più considerati disoccupati, però si potrà percepire la Naspi (il vecchio "assegno di disoccupazione") anche se in forma ridotta. Agli articolo 9 e 10 del d.lgs. n.22 del 4 marzo 2015 possiamo leggere nel dettaglio le condizioni per percepire la Naspi.

NON PIU' DISOCCUPATI
Dunque, avere un reddito, seppur modestissimo, significa non esser considerato disoccupato, e quindi non figurare nei dati Istat che abbiamo visto sopra.
Nella tabella a destra ho colorato i dati in maniera diversa dal settembre 2015, dacché proprio il quel mese è cambiata la modalità per dichiarare un lavoratore "disoccupato". In nero, l' unico mese in cui il dato ha raggiunto il 12%, percentuale mai più raggiunta da luglio 2015.
Ripeto, non che sia collegato esclusivamente a questo, ma il fatto che percepire un reddito di un qualunque importo tolga il lavoratore dallo status di disoccupato, permette al tasso di disoccupazione di scendere.
Dati come 13% o 12,7% non sono stati più raggiunti dal luglio 2015.
Si è oscillato fra l' 11,3% e 12% (toccato una sola volta).
Per ribadire ciò che ho scritto sopra, basta andare a vedere i dati del 2012 dove la disoccupazione era a 9,8% ma nel 2014 i dati erano sempre al di sopra del 12%.
Poi, ovviamente, ci sono anche delle truffe che rendono i dati sempre non completamente affidabili (e non per colpa dell' Istat), come l' incredibile truffa operata nel nord barese dove si facevano finte assunzioni in cambio di denaro.


LINK UTILI E FONTI

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