domenica 25 febbraio 2018

La disoccupazione è diminuita grazie a Renzi? Sì, ma i dati sono "falsati". Ecco cosa accadrà nel 2018 con il Jobs Act

di Lapenna Daniele

#matteorenzi #pd #disoccupazione #lavoro #jobsact 


I dati che spesso sono, più degli altri, oggetto di discussione e che vengono riportati sui media nazionali, sono quasi sempre quelli relativi al tasso di disoccupazione.
Molti dicono che i dati non sono esatti, e che non corrisponda al vero la diminuzione della disoccupazione.
Ma, la domanda è: durante il governo di Matteo Renzi, la disoccupazione è realmente diminuita? Cosa è successo in tre anni di Jobs Act?

I DATI A DISPOSIZIONE
La prima cosa che ho fatto è stato prendere i dati dal sito Istat, oltre che reperire articoli in merito.
È possibile accedere alle informazioni relative alla disoccupazione sul sito Istat mese per mese, andando indietro con gli anni, potendo verificare se il numero degli occupati sia sceso o sia salito.
Anche se molti diffidano di quei dati, purtroppo sono quelli che possiamo consultare e che hanno un valore oggettivo e reale.
I dati derivano dal controllo dei contratti di lavoro esistenti, quindi, come è da sempre stato, se un individuo lavora senza un regolare contratto di lavoro ("a nero") non risulterà conteggiato, e figurerà come disoccupato.

IL "TRUCCHETTO" DEL JOBS ACT
La cosa però che in pochi sanno, nonostante la notizia sia stata riportata dai media (anche se non ricordo esattamente come sia stata spiegata), è che nel 2015 fu fatto un decreto che modificò la modalità con la quale un lavoratore viene dichiarato "disoccupato". Sembra una cosa da niente, ma la modifica ha cambiato completamente i dati che l' Istat prendeva, prende e prenderà in considerazione per il calcolo degli occupati. Il numero dei disoccupati, con questa modifica di legge, è falsato.
Inoltre, dal 2018, i lavoratori assunti con l' agevolazione fiscale del Jobs Act potranno vedersi togliere il posto di lavoro.
Il Jobs Act (qui un mio articolo che lo spiega con semplici domande) introdusse dal 2015, per tutte le aziende che assumevano dipendenti con contratto a tempo indeterminato, uno sgravio di tasse pari al 30% (se un lavoratore costava 2000 euro, la detassazione per il datore di lavoro era di 600 euro) per i tre anni successivi. Siamo a 2018, e da gennaio termina questa agevolazione per l' azienda e quindi, grazie alla modifica, da parte del governo Renzi, dell' art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, l' azienda potrà licenziare facilmente i dipendenti assunti con il Jobs Act, visto che non dovrà più reintegrarli sul posto di lavoro anche se il licenziamento sarà illegittimo.
Andiamo nei dettagli.
Come sempre, tutti i link sono a fine articolo.

IMPORTANTE
1- Per prima cosa, ricordiamo brevemente le date da tenere a mente:
  • Governo di Matteo Renzi: 
    dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016
  • Leggi sul lavoro (Jobs Act): 
    dal dicembre 2014 (con la Legge n.183/14) al 7 novembre 2016 (con il d.lgs 151/15)
2- Come seconda cosa, ricordo che l' analisi riguarda la legge che menzionerò più avanti, ricordando sempre che i dati occupazionali derivano sempre da una moltitudine di cause, e che non è la legge riportata a condizionare la decisione da parte del datore di lavoro di assumere o di licenziare.

DISOCCUPAZIONE IN DIMINUZIONE
Con il foglio elettronico ho creato un grafico che mostra il tasso di disoccupazione mese per mese, dal gennaio 2015, al febbraio 2017. Perché sino a febbraio? Perché questo articolo lo scrissi a inizio aprile 2017 ed ora, in vista delle elezioni l' ho ripreso.
Andiamo a vedere i dati sino a febbraio 2017 in grafico, mentre i mesi successivi, sino al dicembre 2017 visto che i dati disponibili si fermano lì) sono riportati dopo il grafico (fonte Istat).

Ecco i mesi seguenti del 2017, con il relativo tasso di disoccupazione rilevato dall' ISTAT:
  • Marzo           11,7 %     + 0,2 
  • Aprile           11,1 %      - 0,6
  • Maggio         11,3 %     + 0,2
  • Giugno          11,1%      - 0,2
  • Luglio           11,3%      + 0,2
  • Agosto          11,2%      - 0,1
  • Settembre     11,1%      - 0,1
  • Ottobre         11,1%         =
  • Novembre     11,0 %     - 0,1
  • Dicembre      10,8%      - 0,2
Come possiamo vedere, il tasso di disoccupazione, dal luglio 2015, è sceso sotto il 12% per superarlo solo a dicembre 2016. I dati hanno subìto incrementi e decrementi restando però su una media del 10.9%. Tutto normale: l' occupazione dipende dalla scelta di un' azienda di assumere del personale, così come la disoccupazione dipende dall' azienda che si priva del personale, o dei lavoratori che vanno in pensione, o di chi (pochi) che lasciano il proprio lavoro.
Andiamo a vedere però cosa è stato modificato.

DISOCCUPATO NON FIGURANTE
Tra le varie modifiche del gruppo di leggi del Jobs Act (condivise o meno) ce n'è una, e risponde al nome del decreto legislativo n.150 del 14 settembre del 2015, attuato dal decreto legislativo n.158 del 24 settembre 2015.
Il tutto viene spiegato, in dettaglio, dalla circolare del 23 dicembre 2015. Al punto 2, "Condizione di non occupazione ai sensi dell’articolo 19, comma 7, del decreto legislativo n. 150/2015"
Leggiamo:

«A norma dell’articolo 19, comma 7, del decreto legislativo n. 150/2015, allo scopo di evitare
l'ingiustificata registrazione come disoccupato da parte di soggetti non disponibili allo svolgimento
dell'attività lavorativa, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto (24 settembre 2015  n.d.b.) le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione”.»

Come viene spiegato all' inizio, lo status di disoccupato lo si possiede quando si verificano entrambe le seguenti condizioni:
  1.  l’essere privi di impiego
  2. dichiarare la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa
    e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro
La norma della suddetta legge ha l' intento di « evitare l’ingiustificata registrazione come disoccupati da parte di persone non immediatamente disponibili allo svolgimento di attività lavorativa ».

Precedentemente al d.lgs. n.150 del 2015 del governo Renzi, si veniva considerati disoccupati anche quando si percepiva
  • per lavoro dipendente - a chiamata o intermittente o a progetto -
    reddito lordo inferiore agli 8.000 euro annui
  • per lavoro autonomo oppure occasionale
    reddito lordo inferiore ai 4.800 euro annui

Dalla data di entrata in vigore del decreto in poi, non si è e non si sarà più considerati disoccupati, però si potrà percepire la Naspi (il vecchio "assegno di disoccupazione") anche se in forma ridotta. Agli articoli 9 e 10 del d.lgs. n.22 del 4 marzo 2015 possiamo leggere nel dettaglio le condizioni per percepire la Naspi.

NON PIU' DISOCCUPATI
Dunque, avere un reddito, seppur modestissimo, significa non esser considerato disoccupato, e quindi non figurare nei dati Istat che abbiamo visto sopra.
Nella tabella a destra ho colorato i dati in maniera diversa dal settembre 2015, dacché proprio il quel mese è cambiata la modalità per dichiarare un lavoratore "disoccupato". In nero, l' unico mese in cui il dato ha raggiunto il 12%, percentuale mai più raggiunta da luglio 2015.
Ripeto, non che sia collegato esclusivamente a questo, ma il fatto che percepire un reddito di un qualunque importo tolga il lavoratore dallo status di disoccupato, permette al tasso di disoccupazione di scendere.
Che sia giusta o no questa modifica di legge, ha permesso di abbassare il tasso di disoccupazione che non è più salito sino al 12%. Dati come 13% o 12,7% non sono stati più raggiunti dal luglio 2015. Si è oscillato fra l' 11,3% e 12% (toccato una sola volta). A dicembre 2017, pensate, il tasso è sceso al 10,8%.

Per ribadire ciò che ho scritto sopra, basta andare a vedere i dati del 2012 dove la disoccupazione era a 9,8% ma dal 2014 i dati erano sempre al di sopra del 12%.
Poi, ovviamente, ci sono anche delle truffe che rendono i dati sempre non completamente affidabili (e non per colpa dell' Istat), come l' incredibile truffa operata nel nord barese dove si facevano finte assunzioni in cambio di denaro.

JOBS ACT + MODIFICA ART.18 = MENO DISOCCUPAZIONE CON RENZI,
PIU' LICENZIAMENTI DOPO RENZI


Seguite bene il susseguirsi degli eventi:
- dal gennaio 2015 entra in vigore il Jobs Act: i datori di lavoro che assumono dipendenti con un contratto a tempo indeterminato, usufruiscono di una diminuzione di tasse a proprio carico per i successivi tre anni
- da marzo 2015, divengono attive le modifiche all' art.18. In merito ai licenziamenti individuali, le modifiche apportate sono le seguenti:

  • Licenziamenti economici:
    al lavoratore spetta l'indennizzo ma nessuna possibilità di reintegro
  • Licenziamenti discriminatori:
    diritto alla reintegra
  • Licenziamento disciplinare ingiustificato:
    al lavoratore spetta solo indennizzo crescente all'anzianità di servizio.

Secondo voi, da quest' anno, dopo tre anni di detassazione, i datori di lavoro vorranno tenersi i lavoratori e pagarli il 30% in più, oppure licenziarli visto che l' art.18 permette di non reintegrarli anche se il licenziamento è illegittimo?

Dal sito Istat non ci sono ancora i dati sulla disoccupazione da gennaio 2018, ma viene riportato che i prossimi dati si avranno a marzo 2018.
Intanto, grazie anche (e non "solo") alla detassazione, la disoccupazione è scesa, ma certamente non è quello il modo di diminuirla, ma solo un mezzo per mostrare dati positivi e accogliere consensi dagli elettori.


LINK UTILI E FONTI

4 commenti:

  1. FUNZIONA COSì LA TRUFFA
    Una amica che lavora in un supermercato la hanno licenziata per un mese e poi riassunta. Al suo posto un precario.
    In questo modo hanno creato un posto di lavoro fittizio, il supermercato in cambio ha avuto 20.000 euro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 20.000 euro sono un premio per il licenziamento?
      Accidenti...

      Elimina
  2. La mia amica mi ha detto che hanno fatto a lei la proposta perchè non ha problemi, il direttore che è un suo caro amico gli ha confidato che in questo modo loro hanno 20.000 euro per il posto di lavoro fasullo creato, il supermercato è il Simply.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarebbe interessante approfondire la questione, anche se è evidente come sia andata.

      E mi sa che non sia l' unico che abbia attuato questo sistema. Anche quando altri governi attuarono agevolazioni per chi assumeva giovani, le aziende hanno trovato spesso il sistema per guadagnarci senza spendere (e assumere) nulla.

      Ecco perché queste agevolazioni fiscali non favoriscono l'occupazione.

      Elimina

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