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sabato 8 marzo 2014

Voi, generazione di Rincoglioniti!

 di Lapenna Daniele


Chi è rincoglionito?! Ah beh, un pò tutti noi.
Anche tu. Sì sì, proprio tu! E forse anche rammolliti e molto idioti..
Non ti senti forse un pò idiota quando, per ogni cagata che fai, devi per forza comunicarlo su Facebook o Twitter? Chi te lo prescrive? Il medico?
Lo sai che il fatto che tu sia andato al mare non frega proprio a nessuno?
Non ti senti forse idiota quando, se salta la corrente a casa, invece di preoccuparti del cibo che andrà a male nel frigo, tiri un sospiro di sollievo perché ringrazi di avere uno smartphone e quindi una connessione attiva anche senza elettricità?
Non fai sentire idiota e rammollito il tuo bambino che a vent' anni lo porti ancora a spasso ancora col passeggino?
Non ti senti idiota a spendere 500 euro per un cellulare quando potresti pagare la spesa ad una famiglia disagiata?
Non ti senti idiota ad usare un' applicazione per smartphone che conti i passi che fai mentre corri quando potresti usare il tuo cervello rammollito?
Non ti senti idiota a scaricare ed usare un' applicazione per smartphone per sapere che tempo fa quando non sai neanche dove cazzo andare il fine settimana perché sei solo come un cane?
Non ti senti idiota a leggere le mie frasi idiote ma che dicono la verità ? La tecnologia ci ha, vi ha, rovinato!

Alt! Ti ho sentito. Hai detto "anche tu stai usando la tecnologia! Stai scrivendo su un blog!". No. sto dettando ad un dattilografo. "E poi usi anche tu il cellulare!". Sì, ma non ho una connessione internet.
E non la voglio!
Un percorso e delle considerazioni personali sui giovani rammolliti di oggi, i ragazzi dei fantastici
anni '80 e '90 che si sono anch' essi rammolliti con particolare attenzione ai danni che stanno creando la tecnologia e internet in quel pò di massa grigia dei giovani d' oggi...

Premessa: la tecnologia ha migliorato, agevolato e velocizzato i servizi di tuttii giorni, rendendo efficienti determinati lavori che prima erano rotture di balle. Vedi ad esempio quando hai un problema fisico:
cerchi su Google i sintomi, e scopri che sei morto ieri. Vabbé, ma quello è un caso limite!

GLI ANNI '90 E PRE-90
La Storia Infinita ( 1984 )

Bene. Voi giovani internet-dipendenti direte "tu da piccolo non avevi il computer, neanche il cellulare, ma avevi il Nintendo, che è lo stesso". Già, il Nintendo... il gioco senza Memory Card dove, se spegnevi tutto, la volta successiva dovevi riiniziare tutto daccapo. Eh, ma... non è esattamente come internet.
Ai miei tempi si giocava a casa dell' amico al Nintendo, ma poi si usciva e si andava a cercare gli altri amici al campetto o nei luoghi di ritrovo, senza chiamarli al cellulare. Li cercavi così, a fiuto. Non c' era internet, e quindi si interagiva uno con
l' altro, di persona. Oppure telefonando a casa o suonando il campanello di casa: "c'è Mario?", "No, è uscito mezz' ora fa", "Dove è andato?" "Non so, con degli amici". Già, ottimo indizio.
Si facevano i palloncini di acqua ( i famosissimi "gavettoni" ), si gironzolava qua e là, si prendevano in giro le ragazze ( non si procedeva subito a scopare, visto che per le cose serie c' era tutta una vita davanti ).

Era un' infanzia e adolescenza più vera, viva, senza maschere, dove o ti stavi zitto, o comunicavi quel che volevi esprimere su un muro o su un bigliettino da passare alla compagna sottobanco, oppure lo dicevi in faccia, senza usare internet come maschera dietro la quale nascondersi.
Tempi dove i secchioni facevano i secchioni - oggi vengono distratti dal computer e alla fine non combinano granché - i bulli facevano i bulli, anche se questi ultimi, di bullo, avevano l' atteggiamente provocatorio. Risse e sangue? Pugni fra ragazze? E chi diavolo li ha mai visti! Se c'erano, erano così rari che neanche avevano importanza.
Tempi in cui Internet non era penetrato così tanto nelle vite delle persone...


GENERAZIONE DI SMIDOLLATI
giovani si scattano una foto col Papa ( tsk! )
Oggi purtroppo, i giovani degli anni '90 si sono fatti drogare anch' essi dalle nuove tecnologie cosìcché si comportano come la nuova generazione: scrivono sui social network in qualsiasi momento della giornata, nei locali non mangiano neanche, scrivono sul quel cazzo di cellulare, quando si ritrovano, non chiacchierano tra di loro, no,... ognuno scrive sul suo cellulare, e non si godono il presente.

Un giorno, uscendo dal centro commerciale vedo in cielo un mucchio di volatili, uno stormo enorme che crea dei disegni particolarissimi, bellissimi. La prima cosa che ho fatto con la persona con cui ero, è fermarmi ed ammirarli. Ero lì da qualche secondo e li ammiravo come se stessi vedendo una cosa eccezionale. Forse lo era veramente. Abbasso lo sguardo e cosa vedo? Quattro ragazzini, su per giù avevano avuto 14 anni, tutti col cellulare puntato verso lo stormo che riprendevano registrando un video.
Come possono godersi le piccole cose se, nel momento in cui se ne verifica una, loro pensano a riprenderla, ad immortalarla sui cellulari anziché nella loro mente?
Come possono emozionarsi delle semplici cose se, nel momento in cui appaiono, loro non le vivono neanche?

Ad ogni evento, ad ogni cosa fatta, si fa una foto e la si condivide, come se agli altri fregasse qualcosa. Non si vive ciò che si fa, ma si registra. Alla fine, su 100 che condividono "il cosa fanno", 90 sono interessati a sapere solo se le loro robe condivise sono state viste. Le condivisioni degli altri non son affar loro.
Smidollati che si suicidano per amore, che vedono in ogni cosa un problema, che non hanno voglia di studiare, ma contemporaneamente neanche di lavorare, che sparano parolacce ai professori trattandoli come stracci da terra ( figuriamoci che gli permettono di fare i genitori a casa ), fumano e bevono come ubriaconi di 40 anni, non hanno uno scopo, non hanno voglia di fare un cazzo, si sentono il diritto di dire e fare quel che cazzo gli pare.
Gli inventori del "fancazzismo", una cosa che ai miei tempi ma, soprattutto nei tempi antecedenti gli anni '90 era un qualcosa che, se fosse nato così come lo è oggi, sarebbe stato preso a bastonate.


IL FUTURO?
un bel tramonto
Quando sali sull' autobus vedi tantissima gente: ragazzi con lo sguardo da ebete con la musica a palla nelle orecchie dove tu, seduto a dieci posti di distanza, riesci a sentire le canzoni orride che schizzano fuori gli auricolari di quell' individuo così giovane. Altri ragazzi, seduti con lo sguardo fisso sullo smartphone, mentre chattano, scrivono, whazzappano ( scritto volutamente così perché sarebbe proprio da dirgli "vai a zappare la terra, è più utile" ), uno che vede ( incredibile non ci credevo manco io ) un film sul tablet!
Nessuno guarda nessuno. Un giorno proverò a spogliarmi completamente nudo sull' autobus: scommetto che nessuno si accorgerebbe di me e del mio "bagaglio culturale".


Ognuno è nel suo mondo, ognuno vive nel suo virtuale, nessuno aiuta più nessuno, non ci sono più valori,
la vita non ha più valore, ci si prostituisce a 13 anni non per problemi economici, ma per acquistare vezzosità. Stiamo andando sempre più nel baratro.
Nel video che è stato pubblicato su Facebook dove una ragazzina picchiava una coetanea si vedevano ragazzi che non intervenivano nonostante la ragazzina chiedesse aiuto. Sono questi gli uomini del domani?
Una volta lessi un commento di un tizio che scriveva pressapoco così "Voi pensate sempre a questi anni 90! Ormai è il passato! Dovete pensare al presente! Cosa fate per cambiare il presente??".
Ottima osservazione. Peccato che i cellulari non si possano distruggere tutti, e non si possa neanche costringere la gente a chiacchierare anziché chattare con lo smartphone. Ognuno è giustamente libero di far ciò che ritiene giusto.
Però,... quante persone oggi si soffermano o si sono soffermate di recente ad ammirare un tramonto?

CHE FARE?
Non si può modificare il progresso, questo purtroppo si sa, ma una cosa si può fare: chi di voi, giovani non dipedenti dalla tecnologia, avrà dei figli, cercate di insegnar loro dei valori, quelli veri.
Insegnate loro che non si può fuggire nel virtuale se il reale fa schifo.
Non ci si può deturpare il fisico e la mente per sentirsi grandi. Non c'è bisogno mostrare d' esser grandi a 13 anni. Non ci riuscirai mai. E questo perché non sei grande. E poi hai tutta una vita davanti per fare
l' adulto. Non si può mettere sotto i piedi un compagno o persino un professore, un adulto che fa il suo lavoro, come fosse uno scarafaggio.

Il passato ormai è andato, ma il futuro va creato oggi. Se non vogliamo trovarci con degli adulti imbecilli, rammolliti, ignoranti e rincretiniti, cerchiamo di modificare la crescita ora. Dopo, sarà troppo tardi...


Per chi ha nostalgia degli anni '90, ecco lo Scatolone dei Ricordi
https://www.facebook.com/Lo.Scatolone.Dei.Ricordi/photos_albums

12 commenti:

  1. All'associazione ho a che fare con gente dagli anni '70 alla fine degli anni '90, e ti assicuro che sebbene oggi le nuove tecnologie siano invasive, anche i ragazzi moderni sanno ancora divertirsi e fantasticare.
    Semplicemente, secondo me -o almeno per me- questa tecnologia ha quasi annullato i tempi morti.
    Non ho internet al telefono (se non con free spot wifi) per potermi ancora godere le attese, qualche volta:)

    Moz-

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    1. Ovviamente ho generalizzato un bel pò. Per fortuna c'è chi ancora non si è fatto assorbire dalla tecnologia. Se uno ha la connessione col cellulare e la usa per cazzeggiare, già lì è finito nella "rete" come un pesciolino.

      Hai beccato il punto: ha annullato i tempi morti. In altri tempi, quando c' erano i buchi del "non far nulla" si cercava o di divertirsi dal vivo, oppure fare qualcosa di utile. Oggi, il tempo vuoto è aumentato, e di conseguenza, siccome lo si riempie in questo modo, puoi immaginare quanto tempo sprecato ci sia..

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  2. Hai perfettamente ragione .

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    1. Già, anche se desideravo aver marcio torto..
      Un salutone

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  3. Che tristezza.. in vacanza una mia (ex) amica quasi cinquantenne invece di ammirare quello che aveva attorno e dialogare con i presenti si disperava alla ricerca della connessione wi-fi... Non ci rendiamo conto che siamo sulla via della disumanizzazione, fra 20-30 anni diventeremo come delle macchine, è spaventoso!

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    1. E' davvero una cosa triste. Ecco, la cosa grave è che anche le vecchie generazioni stanno cambiando gettando nella spazzatura gli ideali sani con i quali sono cresciuti molti di loro.
      In futuro, continuando di questo passo, non penso che diventermo delle macchine, ma forse dipenderemo così tanto, così troppo dalla tecnologia, da perdere il contatto con la realtà, con le cose vere, naturali, trasformando anche la semplice terra ( inteso come terreno ) in un mucchio di microchips.

      Buon proseguo a te!

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  4. Il tuo episodio sugli uccelli col volo sincronizzato mi ha fatto pensare a tutte quelle volte che ho alzato lo sguardo al cielo per ammirare i disegni delle nuvole, cose veramente spettacolari e a volte da rimanere a bocca aperta. Ma credimi che sono sempre l'unico che si accorge di simili meraviglie, perché chi mi circonda è attratto da altro, appunto dagli smartphone, dalle auto, dalle cosce delle donne (non che a me non piacciano eh, sia chiaro)e da mille frivolezze. La gente ha quasi completamente perso la capacità di godere delle cose belle della vita. Per questo noi italiani, in generale, siamo un popolo triste. Comprensibilissimo per i giovani che si sono ritrovati a nascere in un ventennio orribile (di cui forse Internet è l'unico lato positivo), ma non per i più grandi che avrebbero dovuto temprarsi in epoche più floride come gli anni '60 o gli anni '80. Invece, triste a constatarsi, anche gli anziani si sono fatti prendere dalla smania del telefonino e sembra che senza non possano vivere.
    Concludi il tuo bellissimo articolo parlando del futuro. Il futuro andrà sempre a peggiorare, dato che dagli anni '80 stiamo letteralmente andando a picco. Non è escluso che dopo avere toccato il fondo ci sarà una risalita, o un nuovo periodo florido simile agli anni '60 o anni '80. D'altronde la storia è un po' un'altalena, brutto tempo che si alterna al bel tempo. Solo che questo attuale "brutto tempo" sta durando un po' troppo. Tutto qua. Se sei appassionato di anni '80 fai un salto sul mio sito, c'è molto materiale interessante. Un caloroso saluto e complimenti ancora per il tuo articolo.

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    1. Grazie del tuo commento e del complimento.

      In effetti è lo stesso ciò che ho scritto io, purtroppo molti appartenenti ai decenni passati si sono adeguati alla tecnologia. Scrivo "purtroppo" perché molti di loro non lo hanno fatto in modo costruttivo, ma distruttivo, proprio come i loro figli o nipoti.

      La tecnologia non si può fermare, ma il modo di usarla si può modificare cercando di non afforgacisi dentro.
      Sì, sono appassionato di anni '80 e '90. Qual è il tuo sito? Lo puoi linkare tranquillamente qui nel commento.

      Ciao e salutoni a te!

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    2. Ciao Daniele,
      scusa se ti rispondo così in ritardo. Il mio sito è http://caffeforum.it, che è dedicato al caffè ma contiene una corposa sezione sugli anni '80 (vedi L'angolo della nostalgia). Se ci vieni a trovare sei il benvenuto. Hai un bel modo di scrivere, bravo davvero. :)
      Ciao.

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    3. Cafféinomane?? Ahaha ma certo, ci faccio sicuramente una capatina.

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  5. Quanta saggezza in questo articolo...
    Purtroppo, quanta tristezza, assale al pensiero che è tutto irrimediabilmente vero, che non se ne esce, che peggiora solamente!
    Anche io e mia moglie, generazione '70, lottiamo contro la "dipendenza tecnologica"! A volte si vince, a volte si perde. Ma per ritrovare definitivamente noi stessi e una realtà VIVIDAMENTE VERA, abbiamo deciso di cambiare DRASTICAMENTE vita, con uno stile più semplice e genuino.
    Si ritrova la vera essenza di questa esistenza!
    Fatelo anche voi, non ve ne pentirete ;-)

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    Risposte
    1. In effetti di recente, un pò in tutta Italia, stanno riaprendo quei negozi che vendono i prodotti freschi direttamente al consumatore, e quindi panettieri che producono essi stessi il pane e nello stesso stabilimento lo vendono, ed anche altri prodotti.

      Molti pensano che sia errato tornare indietro e si dovrebbe andare avanti, ed è anche vero, come è vero che i frutti nascevano e nasceranno sempre dalla terra, e nessuna macchina potrà battere il modo in cui l' uomo, con le sue mani, tocca il frutto, lo annusa, lo assaggia, e decide che è pronto per essere colto.

      Un salutone a lei e a sua moglie! :D

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