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martedì 11 marzo 2014

Gravina: ucciso a colpi di pistola il paladino della legalità. Per anni ha denunciato illegalità nella pubblica amministrazione


Un appuntamento con la morte. Il corpo esanime abbandonato per strada. Una esecuzione spietata. Pietro Capone, conosciuto in paese come «Pierino» è stato freddato ieri sera. Era noto per le sue battaglie contro le illegalità della Pubblica Amministrazione

GRAVINA DI PUGLIA - Capone, 49 anni, laureato in giurisprudenza, ha sempre fatto della difesa della legalità un cavallo di battaglia. Uno dei pochi che non si è mai fermato di fronte alle impossibilità e per questo in città era molto noto.
L' uomo aveva presentato in passato numerose denunce per irregolarità compiute dalla pubblica amministrazione ed era infatti conosciuto nella città come un ''paladino della legalità''.

L' OMICIDIO - Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, mentre percorreva la stradina buia di via La Spezia a circa venti metri dalla abitazione in cui viveva solo, Capone sarebbe stato avvicinato da ignoti e colpito alla nuca con un fendente tirato probabilmente con un’arma da fuoco. Forse è stato anche accoltellato con una lama. Una volta a terra è stato finito con tre colpi di pistola alla testa.
Il corpo è rimasto in una pozza di sangue fino all’arrivo, intorno a mezzanotte, del magistrato che sta coordinando le indagini.
Gli investigatori, al momento, escludono che l'omicidio sia maturato in ambienti criminali. Piuttosto si ipotizza il risentimento di qualcuno nei confronti della vittima a causa della sua nota propensione ad adire alle vie legali.

IL PALADINO DELLA LEGALITA'
Proprietario terriero e immobiliare, lavorava amministrando i beni di famiglia. E sarebbero numerosissime, negli anni, le denunce presentate alle forze dell'ordine con le quali segnalava irregolarità amministrative, tra cui presunti abusi edilizi. Un uomo, secondo quanto riferito dagli investigatori, anche distante dai famigliari per motivi di eredità. Numerose le persone già convocate in Commissariato a Gravina per ricostruire la vita dell'uomo e i rapporti con i denunciati, con i quali di conseguenza si erano venute a determinare frizioni.

2 commenti:

  1. ho letto anch'io. tuttavia la polizia non scarta neanche l'ipotesi che si tratti di qualcosa di più personale, visto che non andava daccordo con nessuno della sua famiglia per questioni di eredità e campava amministrando beni e soldi. e akcuni dicono (a detta dei giornali) che era il classico 'rompiballe'. ma di fronte ad una persona morta ammazzata bisogna sempre aspettare l'esito delle indagini.

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    Risposte
    1. Ah certo, quello certamente sì. Attendo lo sviluppo delle indagini.
      Penso che denunciare illegalità ti faccia comunque terra bruciata intorno.
      Però mi pare strano che sia relativo all' eredità perché se lui amministrava il tutto, ucciderlo non permetterà agli altri di prendere i suoi soldi se lui era solo.

      Elimina

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