lunedì 5 marzo 2018

È morto Michele. Ma lui non era un calciatore: nessuno se lo ricorda, nessuno se lo ricorderà

di Lapenna Daniele




Le morti non sono tutte uguali, anche se dovrebbero.
Quando una persona viene uccisa con un colpo di pistola, si va a cercare se fosse un criminale o una persona per bene. Ma, d' altronde, quando qualcuno muore, era sempre «una brava persona».
Altri morti, come quelli che hanno avuto la sciagurata sfortuna di nascere in nazioni dove dal cielo cadono bombe, ogni giorno, come quelli uccisi da individui deboli che non rispettano la vita e la libertà altrui, come quelli che, nonostante tutta la buona volontà, si erano sentiti isolati in questa società divenuta ormai egoista, sono dimenticati.
L' egoismo, la malattia del nuovo millennio.

«Ho resistito finché ho potuto». Questa la frase lasciata scritta da Michele, 30 anni, morto suicida l' anno scorso. Non trovava lavoro, e la sua quotidianità sostenuta dai suoi genitori era un peso.
Nessuno se lo ricorda, nessuno sa chi sia, eppure è morto.

Il governo crea lavoro.
Dimezza le tasse a carico di un' azienda per tre anni, ma contemporaneamente dà lui la possibilità di licenziare senza vedersi rientrare l' ex lavoratore dalla porta di servizio: un sistema geniale per diminuire la disoccupazione per tre anni, far vivere un dipendente con l' ansia di vedersi licenziare al termine dell' agevolazione, e atteggiarsi a grandi politici, sorridenti e soddisfatti.
Ti danno qualche decina di euro e lo chiamano aiuto. Come se con qualche decina di euro si potesse cancellare la povertà.

Il governo dà lavoro.
Sei disoccupato? Ti dò il Reddito di Cittadinanza: in pratica ti ricordano che sei povero, e se i giovani sono mantenuti dai genitori dacché disoccupati, gli altri sono mantenuti dallo Stato. Però il contributo finisce, e quindi ti ritrovi di nuovo povero.
Una grande azienda chiude, il governo la "risana" con diversi milioni di euro ma, nonostante abbia messo più denaro del privato, l' impresa non è pubblica, ma del privato. I lavoratori, intanto, non sanno che fine faranno.

Il governo ti ricorda chi ruba il lavoro.
La manodopera a basso prezzo. Questo ti ricorda il politico di turno: se hai una paga oraria bassa, e se un datore di lavoro non ti assume, è perché ci sono individui provenienti da altre nazioni che accettano paghe bassissime. La colpa è la loro.
Peccato che esistano i CCNL e, colui che crea un' asta della paga oraria scegliendo chi riesce a farsi sfruttare di più è sempre il datore di lavoro. Non lo Stato, non lo straniero. Ma il privato.
Crea un' azienda anche con incentivi pubblici, riceve fondi pubblici, riceve agevolazioni, ma vuole sottopagare chi mantiene la sua azienda in piedi, chi produce i prodotti della sua azienda, chi fornisce i servizi che offre la sua attività. La colpa è del privato.

È morto un giovane. Tutti si commuovono, si fermano, non lavorano, non giocano, lo ricordano.
Non lo conoscevano sino a ieri, non scrivevano niente su di lui sino a ieri, ma oggi lo ricordano.
No, non sto parlando dei tanti Michele. Lui è sconosciuto, non lo conosce nessuno.
I poveri non fanno notizia, muoiono nel silenzio, si adagiano nell' ombra, senza far rumore, togliendosi dai ricordi dei concittadini dopo poche ore.
Fosse stato drogato, sarebbe stato anche peggio. Un drogato? Maddai! Cosa cazzo se ne fa una società di un drogato? Di una persona debole che inizia a "farsi" e diviene un individuo inutile per la società?

Purtroppo non siamo tutti forti. Purtroppo, non siamo tutti ricchi.
Tutti si considerano poveri, ma tutti si voltano dall' altro lavoro quando un amico o un parente è in difficoltà.
La vera povertà esplode in rabbia, si gonfia piena di odio, per poi sgonfiarsi nella disperazione.

I morti non sono tutti uguali.
C'è chi muore nell' ombra, senza dar fastidio a nessuno, senza clamore.
Chi era nel silenzio, e ha iniziato a dormire, per sempre, nel silenzio.

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