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sabato 28 settembre 2013

Isola emersa dopo terremoto: non è la prima volta. Il mito delle isole che emergono dal nulla. Nel 1882 accadde alla nave mercantile Jesmond che,forse,scoprì Atlantide


Il violentissimo terremoto del 24 Settembre in Pakistan ( magnitudo 7,8 ) ha fatto emergere dai fondali del mare un' isolotto a forma di mezzaluna grande circa 200 metri per 100, ed alto una ventina di metri ( qui il video ). Ma non è la prima volta che accade.
Nel 1882, al largo delle isole Azzorre, emerse un' intera isola che sprofondò di nuovo nel mare:
era la mitica Atlantide?

LA SPIEGAZIONE DEI SISMOLOGI

I sismologi sostengono che il sisma abbia generato pressioni tanto elevate da causare la liquefazione dei sedimenti sottomarini che sarebbero quindi emersi in superficie attraverso una frattura. Il fondale, poco profondo in quel punto, avrebbe fatto sì che il tutto fuoriuscisse dalle acque.
Molti sottolineano siano vulcani di fango, come quelli emersi in altre occasioni: nel 1945 e nel 2001 dopo il terremoto di Makran. Questa isola scomparse nell'arco di un anno. Ed altri che si formarono nell'Azerbaijan nel 1902, in Mongolia nel 1957 e nel 2006 e a Sumatra nel 2004.
Ma si è sempre trattato solo di fango?




L' ISOLA NASCOSTA NELL' OCEANO ATLANTICO




Nel marzo 1882 il Capitano David Robson con la nave mercantile inglese Jesmond partì dallo stretto di Messina per dirigersi col carico di frutta secca a New Orleans, passando per l' Oceano Atlantico.
La nave a vapore aveva attraversato lo stretto di Gibilterrae da un paio di giorni navigava in pieno oceano, quando i marinai notarono una incredibile distesa di pesci morti. Il mare ne era pieno a perdita d'occhio per chilometri e chilometri: i pesci sembravano lessi, come se l'acqua li avesse cucinati.

Robson si trovava a 31' e 25" di latitudine nord e 28' e 40" di latitudine ovest, cioè a circa 300 chilometri (160 miglia marine) a sud delle isole Azzorre e più o meno alla stessa distanza a ovest di Madera.
La sera stessa l' equipaggio notò del fumo in lontananza, sempre in direzione ovest.

Il giorno successivo, proseguendo la navigazione, Robson si trovò davanti un' isola non segnata da nessuna carta nautica:
era grande e montuosa e dall'interno si levavano dense colonne di fumo, mentre man mano che la nave si avvicinava all'isola, aumentava il numero di pesci morti in acqua.

Robson prudentemente gettò l'ancora a debita distanza dall'isola - da notare che in quel punto le carte segnavano una profondità di oltre 1 miglio, mentre l' àncora si arrestò dopo circa 12 metri (quaranta piedi) -
e decise di esplorarla.

La costa era priva di spiagge sabbiose e non c'era traccia di vita animale o vegetale, tutto portava a pensare che l'intera isola fosse da poco emersa dall'oceano sotto la spinta di un vulcano sottomarino.

Con una parte dell'equipaggio, il capitano cercò di raggiungere l'altipiano per vedere meglio le grandi montagne che si intravedevano più all'interno, ma dovette ad un certo punto desistere per via di enormi ed invalicabili crepacci che trovò sulla sua strada.

UNA CIVILTA' PERDUTA
Tornati sulla costa per raggiungere la nave, i marinai cominciarono a trovare strani reperti di una antica civiltà: resti di mura imponenti semi distrutte, punte di freccia, spade, mazze, anelli. Galvanizzati dalla scoperta si misero a scavare e ritrovarono sculture di animali, due grandi vasi e soprattutto una mummia che stava dentro un pesante sarcofago di pietra in parte ricoperto dalle incrostazioni vulcaniche.

Robson non era certo un esperto di archeologia, ma non ci voleva molto a rendersi conto della straordinarietà del ritrovamento e così la sera dopo, superando notevoli difficoltà logistiche, caricò a bordo della Jesmond il prezioso carico, compreso il sarcofago.

Nel frattempo il tempo si stava guastando e il nostro capitano comandava una nave mercantile che doveva rispettare la data di consegna della merce, per cui decise di abbandonare le ricerche e gli scavi per rispettare gli impegni presi.

Arrivato a New Orleans, Robson mise a disposizione dei giornalisti le sue scoperte e disse che avrebbe donato tutto al British Museum.

Una simile scoperta avvenuta proprio dove la tradizione individua la posizione di Atlantide e soprattutto un esame accurato dei reperti con i metodi di analisi moderni (carbonio 14) avrebbero potuto costituire un magnifico punto a favore dell'esistenza di Atlantide, ma, purtroppo, durante il bombardamento di Londra nel settembre 1940 fu distrutta la sede della compagnia armatrice della Jesmond e con lei l'archivio che conteneva il giornale di bordo di Robson che non fu più ritrovato. Ma non basta: il materiale ritrovato scomparve, non si ritrovò più nulla, e al British Museum non risultò addirittura di averli mai ricevuti in donazione.

A questo punto qualcuno penserà alla solita bufala, ma come la mettiamo con tutta la stampa americana che all'epoca del ritrovamento la vide, la toccò e ne parlò sui giornali ?
Forse Robson era approdato sulla misteriosa Atlantide?

LA CONFERMA: L' AVVISTAMENTO DEL CAPITANO NEWDICK

I fatti riportati dal Capitano Robson - ci furono anche dichiarazioni giurate del capitano e del suo
equipaggio - furono confermati da una serie di segnalazioni fedelmente riportate dai giornali dell'epoca, compreso il New York Times: nello stesso periodo di tempo e nello stesso tratto di mare di cui parla Robson, venne segnalata da diverse navi e relativi equipaggi la presenza di immensi banchi di pesce morto.

Il capitano Newdick, comandante della nave a vapore Westbourne, durante la traversata Marsiglia - New York (come riporta il "New York Post" del 01\04\1882) afferma assieme al suo equipaggio che una grande isola sarebbe comparsa all'orizzonte a 25' e 30" di latitudine nord e 24" di longitudine ovest.


FRA DUBBI E MISTERO: ATLANTIDE IN SARDEGNA ?
Ovviamente, senza alcun reperto in mano nostra, oggi, non si può sostenere che tali fatti siano veri o falsi.
I giornali dell' epoca riportarono la notizia, ma cercando in web, questo avvenimento è poco noto.
Forse non fu realmente portato nulla al British Museum. O forse qualcosa c' era, e fu fatto sparire.
La stessa conferma del Capitano Newdick avvenne ( casualmente ) il giorno 01/04/1882. Proprio così:
il 1° Aprile. April fish. Pesce d' Aprile. Che sia tutto uno scherzo?
La storia dell' isola emersa potrebbe esser vera, ma la testi ed i fatti che sostengono di aver trovato reperti archeologici, e persino una tomba, rimane alquanto dubbia.
Altri studiosi sostengono che Atlantide, invece, sia da ricercare nel Mediterraneo. Molti dicono che sia la Sardegna e la Corsica ( che sono tutta un' isola ): gli atlantidei erano persone molto longeve ( proprio come tanti sardi la cui età supera spesso i 90 anni ). Ma sono solo teorie. Per ora, nessuna conferma o certezza.

Ma il mistero di Atlantide continua...

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