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domenica 28 luglio 2013

Equitalia gli pignora la casa per debiti di 16 anni fa nonostante la prescrizione delle tasse richieste


Per alcuni mancati pagamenti risalenti a 16 anni fa, si è visto pignorare la casa, appena comprata aprendo un mutuo. Una brutta sorpresa, riemersa a causa di vecchi conti in sospeso con l’Agenzia delle Entrate, che un 47enne originario di Pescara ma da tempo residente a Ravenna aveva ormai dimenticato dopo anni di silenzio.
Ha dovuto vedersela invece con la memoria della sezione bolognese di Equitalia; la quale ha atteso l’acquisto di un’abitazione, prima proprietà intestata al 47enne, per rifarsi viva con l’ultimatum di pagamento, in barba ai tempi di prescrizione.

Una manovra ‘covata’ o forse dovuta alle procedure automatizzate dell’Agenzia di riscossione dello Stato. Che nella ‘fretta’ di incassare, pare però abbia trascurato qualche dettaglio, lasciando l’opportunità al debitore di impugnare la procedura di pignoramento. Vi raccontiamo perché.

I FATTI
Risalgono addirittura al 1996 i primi pagamenti non saldati: versamenti Irpef, contributi previdenziali e qualche multa per divieto di sosta. L' uomno, che all’epoca si trovava in grandi difficoltà economiche, non paga. Le cartelle esattoriali di Equitalia arrivano tra il 2002 e i primi mesi del 2003, quando il 47enne risiede a Imola in affitto. Nell’impossibilità di saldare
il conto e senza alcuna proprietà intestata, il pagamento non avviene nemmeno in questa circostanza. Il debito sale, e arriva a 27.536 euro. Gli anni passano ancora. L' uomo nel frattempo si sposa e finisce ad aiutare la moglie nella gestione di uno stabilimento balneare. Solo nel 2011, acquista una casa aprendo un mutuo.
Per lui è la prima proprietà. E così risulta pure a Equitalia, che attende altri due anni prima di rifarsi viva. Lo scorso aprile gli notifica il preavviso di iscrizione ipotecaria, un atto non impugnabile che concede 30 giorni di tempo per pagare, prima di iscrivere l’ipoteca sulla nuova casa con effetto immediato.

IL RICORSO
Il proprietario decide di rivolgersi quindi al noto commercialista ravennate Sebastiano Toni per fare ricorso.
Il quale individua uno spiraglio per impugnare il pignoramento. In tutti questi anni Equitalia non ha mai sospeso i termini di prescrizione: nè il limite quinquennale solitamente fissato per i debiti tributari e previdenziali, nè quello decennale previsto dal Codice Civile. Una ‘dimenticanza’ forse dovuta al fatto che per circa 15 anni il 47enne non ha posseduto possibili beni da ipotecare. Poi è arrivata la casa, sulla quale Equitalia avrebbe potuto rivalersi, ma solo interrompendo la prescrizione entro i primi cinque anni dalla notifica. Questione di tempistiche, che potrebbero ora salvare il proprietario, alla luce del ricorso presentato questa settimana. Su questo sarà la commissione tributaria a pronunciarsi. E nel caso la tesi della prescrizione fosse sposata dai giudici, Equitalia, partecipata al 49% dall’Inps e al 51% dall’Agenzia delle Entrate, verrebbe condannata al pagamento delle spese.
Conto che alla fine ricadrebbe sulle spalle dei contribuenti.

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