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giovedì 5 agosto 2010

Poetto, due gay si baciano: i bagnanti chiamano il 112. I due ragazzi cagliaritani trattati come spazzatura


Uno dei ragazzi protagonisti della vicenda avvenuta
lunedì al Poetto si nasconde dietro un pallone
da beach volley [UNGARI)



Prima di riportare l'articolo, posto il mio
commento all' inizio. Di solito
ho messo commenti ad articoli a fine pagina,
ma stavolta esprimo la mia totale indignazione
nei confronti delle assurdità dette dai due
bagnanti. La frase «Ci sono dei bambini,
state dando uno spettacolo indecente»
è una frase che dice chi ha del letame
nel cervello: certo che le mogli con figli
che vanno con altri uomini sono invece
un BELLISSIMO esempio a differenza di due
gay che si baciano vero??

Per colpa della religione assurda obsoleta
ed inutile la gente non ragiona con quel
poco di cervello che ha a disposizione.
La famiglia NON è rappresentata dal
format standard "uomo-donna-bimbo"
ma da persone e dico PERSONE ( che siano
tutti uomini, tutte donne, un uomo e un bimbo,
una donna e un bimbo, o misti, o persone e cani)
che per primo SI VOGLIONO BENE e che SI RISPETTANO
condividendo tutto, aiutandosi l' un l'altro.
Se una "famiglia cristiana classica" ha il padre
che è un gran trombatore, la moglie una zoccola
e i figli che a dieci anni bevono e fumano come
trentenni vissuti, allora la concezione di famiglia
della gente pro-chiesa fa veramente SCHIFO.

Mi sono contenuto nei contenuti ( pardon per il
casinaccio di parole ) dacchè resto compassionevole
nei confronti dell' ignoranza di codesta gente.
C'è da capirli. Da un essere umano con poca
materia grigia nel cranio non ci si può aspettare
tanto eh..

Lapenna Daniele

ECCO DI SEGUITO L' ARTICOLO

L'episodio è avvenuto lunedì scorso,
nella zona dell'ottava fermata del Poetto
a Cagliari,di fronte alla Torre spagnola.

Max si aggiusta il ciuffo di capelli neri
e cerca di riordinare le idee:
«Quando ho visto le divise in mezzo alla sabbia,
che si dirigevano verso di noi, ho pensato
ci volessero rimproverare perché stavamo
giocando a pallavolo».
Il motivo invece era un altro.Poco prima
aveva baciato il compagno sulla battigia.
Poi un abbraccio accompagnato da qualche
carezza sul viso. E due bagnanti,
che hanno notato la scena,
hanno chiamato il 112.

L'EPISODIO
Sono le 19.30 di lunedì quando all'ottava
fermata del Poetto, nel fazzoletto
di spiaggia che guarda da vicino la Torre spagnola,
arriva una gazzella dei carabinieri.
A chiedere l'intervento, pare con più
di una telefonata, è stato un uomo
che insieme a un'amica ha assistito alla scena.
«Ci sono dei bambini, state dando uno spettacolo
indecente». I militari chiedono i documenti
alla coppia di ragazzi, identificano anche
le due persone che hanno chiamato il 112,
poi vanno via.

GLI INSULTI
Nelle orecchie di Max («no, il cognome non scrivetelo,
in famiglia non tutti sanno che sono omosessuale»)
però rimane anche un grappolo di insulti:
«Ci hanno detto che siamo due esseri spregevoli,
e che non potevamo capire le loro preoccupazioni
e il perché di tutto quello visto che non
possiamo avere bambini».
Ventinove anni, cagliaritano,commesso in un
grande centro commerciale, racconta gli ultimi
minuti di una giornata al mare ormai agli sgoccioli:
«Eravamo arrivati dopo pranzo, mano nella mano,
insieme ad altri amici. Saremo stati una dozzina,
sia omo che eterosessuali. Ci siamo baciati,
abbracciati come fa una coppia qualunque.
Niente di cui vergognarsi, sono il primo
a non ostentare queste cose e ad evitare
di accarezzare il mio compagno di fronte
a bambini piccoli, per evitare domande
imbarazzanti ai genitori».

GAY PRIDE
Rifiuta le etichette, ma il suo modo d'essere
potrebbe essere definito da gay moderato:
«Ho partecipato al Gay pride e ad altre
manifestazioni, certo, ma non mi piace
quel modo di chiedere le cose. Penso che
si possano ottenere anche in altre maniere,
senza urlare e con un comportamento più soft».
Altri episodi simili?
«Mai, neanche una volta. Insulti, quelli sì.
A volte per strada mi dicono “finocchio”
(in realtà usa un'espressione cagliaritana,
decisamente più colorita e offensiva)
ma io rispondo: “non mi stai dicendo niente
di nuovo”».

I carabinieri, dopo aver chiesto gentilmente
a lui e Alex, il fidanzato trentacinquenne,
di avvicinarsi all'auto di servizio,
sono risaliti sulla gazzella e sono andati via.
Non prima di aver domandato, alle persone
che avevano chiesto il loro intervento,
se avessero intenzione di presentare una
denuncia per «atti osceni in luogo pubblico».
La risposta è stata negativa, ma Max aggiunge:
«Sono rimasto turbato da questo episodio,
non credevo che in giro ci fosse tanta
gente omofobica. Ci hanno trattato come
spazzatura, siamo stati umiliati e ridicolizzati
solo per esserci dati un bacio, oltretutto
in un tratto di spiaggia che storicamente
è frequentato da omosessuali e dove
non c'è mai stato un problema di questo tipo».


fonte
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/190608
MICHELE RUFFI

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