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martedì 26 novembre 2013

Il Metodo Stamina è dannoso alla salute: ecco la testimonianza di una delle 52 vittime del metodo che sta illudendo migliaia di italiani. Perché Vannoni ha rifiutato tutti gli incontri per presentare la documentazione scientifica?

di Lapenna Daniele


Prima di leggere la testimonianza di una vittima truffata da Davide Vannoni, riprendiamo i punti oscuri della vicenda.
"La cosa peggiore" riferisce la vittima del Metodo Stamina "è che quando sono stato male, proprio Vannoni ha cercato in tutti i modi di convincermi a firmare una liberatoria. Voleva che mi assumessi io la responsabilità. Insisteva. Ho capito che erano arrabbiati con me, perché avevo parlato troppo"

VANNONI E IL RIFIUTO DI PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA
La stampa riporta di come Vannoni prometta la cura di molte malattie neurodegenerative per cifre che oscillano dai 20.000 ai 50.000 euro, utilizzando metodi poco chiari e a volte con danni e conseguenze indesiderate

Nell 2013 il metodo Stamina giunge sotto i riflettori dei media in seguito ad un servizio del programma televisivo "Le Iene" ( i quali, successivamente si sono scusati per i loro servizi ) che ne mostra l'utilizzo su alcuni bambini affetti da diverse malattie neuro-degenerative.
Nel servizio si sostiene ( senza prove solide e scientifiche ) che le infusioni di staminali avrebbero generato significativi miglioramenti nello stato di questa malattia, e si suggerisce, senza alcuna evidenza, che possa modificarne il decorso fatale.
Colpa "Le Iene", gli italiani iniziano a sperare in miracolose guarigioni persino iniziando battaglie sotto il Parlamento.

Vannoni ha ripetutamente evitato di rivelare i dettagli del suo metodo al di là di quelli disponibili nella sua domanda di brevetto.Nel 2012, l'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti aveva parzialmente respinto la domanda di brevetto, con una procedura che consente la ri-presentazione: Vannoni non l'ha più ripresentata. Il rifiuto era dovuto al fatto che la domanda aveva dettagli insufficienti riguardo alla metodologia.
Il 21 giugno 2013 Davide Vannoni avrebbe dovuto consegnare la documentazione scientifica sul suo metodo all' Istituto Superiore di Sanità, all'agenzia italiana del farmaco e al centro nazionale trapianti per permettere di elaborare il protocollo dei test, ma chiede di rinviare l'incontro, per ben due volte
PERCHE'?

"Il giorno precedente alla pubblicazione del decreto ministeriale, Vannoni ha, per la terza volta, chiesto di rinviare l'incontro per depositare il protocollo della sperimentazione, la cui data di avvio era inizialmente stata fissata al 1º luglio 2013: essa non può quindi ancora cominciare"
PERCHE'?

Il medico giapponese Shinya Yamanaka, premio Nobel per la medicina nel 2012 e presidente della Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali (ISSCR), pubblica un comunicato in cui esprime preoccupazione per l'autorizzazione da parte delle autorità italiane di un metodo del quale non si conosce la sicurezza e privo di qualunque evidenza di efficacia

LA TESTIMONIANZA DELLA VITTIMA
Questi sono alcuni stralci. La storia completa la potete leggere dal sito laStampa.it
«Mi hanno prenotato l’impianto delle cellule staminali in un centro estetico di San Marino. All’ingresso la prima cosa che ho notato è stata la pubblicità di un trattamento dimagrante. C’erano i dottori Ferro e Fungi, una bellissima infermiera di Alba. Il ragazzo che stava facendo le pulizie, a un certo punto si è messo il camice ed è entrato con noi in una stanza. Li ho visti trafficare con un siringone pieno di un liquido biancastro. Mi hanno fatto sedere su un tavolo. Il ragazzo delle pulizie mi ha abbracciato con un cuscino e mi ha tenuto le gambe, mentre loro iniettavano nel midollo spinale».  L' uomo, un commerciante ambulante di 54 anni, era stato colpito da un ictus e rimasto semi-paralizzato. Decise così di tentare la cura col Metodo Stamina.

«Mi avevano prenotato una stanza all’hotel Passepartout di San Marino. Mi avevano assicurato che sarei stato tenuto sotto osservazione nelle ventiquattro ore successive all’intervento. Stavo guardando un film western alla televisione, quando mi sono sentito male. Ho avuto una crisi epilettica: la prima della mia vita. Schiumavo dalla bocca. Stavo per morire. Mi ha salvato un amico che mi ha accompagnato nel viaggio della speranza»

L' uomo si risveglia all’ospedale civile di San Marino. Cerca i medici che lo avevano operato al centro estetico, per capire cosa fosse successo, ma erano già in viaggio all’altezza di Bologna. Li convince a tornare indietro: «Erano imbarazzatissimi - ricorda - hanno negato di avermi fatto un trapianto di cellule staminali».
 «La prima volta che ho telefonato a Vannoni, mi ha assicurato che sarei guarito, subito, al cento per cento».

Appuntamento nello studio della «Stamina Foundation», uno scantinato in via Giolitti, nel centro di Torino
«C’erano una scrivania e un computer. Chiamavo Vannoni dottore, perché pensavo che lo fosse. Solo più tardi ho saputo che, in realtà, è un professore di psicologia. In effetti parlava bene, in maniera molto convincente. Ci ha fatto vedere due video impressionanti sul suo computer. Un ballerino quasi paralizzato, che dopo le staminali tornava a danzare alla grande. Un signore anziano in sedia a rotelle, che ricominciava a camminare. Il primo prezzo per il trattamento era di
27.000 euro.
Visto che io e mia moglie eravamo titubanti, Vannoni ci ha proposto uno sconto fino a 21.600 euro
».

Lui e la moglie, tenendosi per mano, accettano: «In quei momenti sei fragile, faresti qualsiasi cosa per guarire».
«Ho cercato tante volte Vannoni al telefono, ma non mi ha più risposto». Se ne va zoppicando:
«La cosa peggiore è che quando sono stato male, proprio Vannoni ha cercato in tutti i modi di convincermi a firmare una liberatoria. Voleva che mi assumessi io la responsabilità. Insisteva. Ho capito che erano arrabbiati con me, perché avevo parlato troppo
»

“IO, CAVIA PER STAMINA. VOGLIO VANNONI IN CARCERE”
(leggi l' articolo completo)

La vittima numero 52 è di pessimo umore.
«Finisce sempre così», dice. «Come nelle classiche commedie all’italiana. Dopo anni di parole, polemiche e accuse, tutto si chiude senza neppure un giorno di carcere. Sarà giustizia, ma secondo me non è giusta».  

La sua storia è assurda: venuto a conoscenza delle cure del finto professore ( perché è laureato in psicologia e non in medicina ) si è voluto sottoporre alle sue fantomatiche cure avendo effetti collaterali gravi, come attacchi epilettici, arrivando a rischiare la vita.
La cosa grave, è che veniva incantato con le parole e, alle domande se ci fosse una garanzia di guarigione, Vannoni invitata a firmare una liberatoria per non incappare in guai giudiziari.

Il caso Stamina, infatti, sta per chiudersi con un patteggiamento. Il principale imputato e la procura di Torino avrebbero trovato un accordo: un anno e dieci mesi di pena, la fine di ogni attività legata alle staminali in Italia e all’estero, più l’obbligo di rinunciare al ricorso al Tar.
Toccherà al giudice per l’udienza preliminare Potito Giorgio esprimersi su questa decisione, forse già domani. Sarebbe l’uscita di scena di Vannoni, insomma. E anche se patteggiare non equivale a una confessione, di certo significa rinunciare a difendersi.
Strano, per uno che aveva più volte ripetuto: «Ci difenderemo in aula, spiegando le nostre ragioni».
Strano, per uno che era arrivato a dichiarare: «Io sono una persona onesta e Stamina è da premio Nobel». 
Il bello, è che nella cura di Vannoni, di staminali, non ce n' era neanche l' ombra!

FONTI
https://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_Stamina

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