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venerdì 1 luglio 2016

“Il latte non è né fondamentale né indispensabile”.Il ricorso degli animalisti che ha sconfitto la campagna del Governo a favore del latte animale

tiscali.it

di Gianluca Felicetti (presidente Lav - Lega Anti Vivisezione)

Il latte non è fondamentale nè indispensabile. Abbiamo battuto il Ministero delle politiche agricole che, con la sua recente campagna #oradellatte faceva disinformazione affermando il contrario.
 L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria farà cambiare le pagine del sito pubblicitario pagato con soldi pubblici della campagna #oradellatte con testimonial lo chef Carlo Cracco (in foto,sulla sinistra), il nutrizionista Giorgio Calabrese (in foto,sulla destra) e la giornalista Cristina Parodi.

La campagna aveva infatti definito "fondamentale" questo alimento "in tutte le fasi della vita degli individui", affermando fra l’altro che "per una corretta alimentazione quotidiana" è "indispensabile per il nostro organismo, sia per quanto riguarda la fase dello sviluppo che nell'età adulta".

L’organismo di regolamentazione pubblicitaria ha infatti scritto, in risposta alla nostra documentata denuncia anche scientifica che: “l’apporto proteico e di nutrienti fornito dal latte può essere sostituito senza inconvenienti da altri cibi non di origine animale”.

Siamo scandalizzati che il Ministro delle politiche agricole e alimentari Martina dia ben 120 milioni di euro di aiuti per un sistema zootecnico già fortemente sostenuto da contributi pubblici, incapace di reggersi solo sulle proprie gambe e che prende il latte alle altre specie animali, sottraendolo ai loro piccoli fatti nascere a forza.

Il termine indispensabile era stato già censurato come ingannevole negli anni scorsi dall'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria su nostra istanza contro Mellin e Consorzi di produttori di carni che intendevano accreditare il messaggio che è impossibile vivere senza alimentarsi con proteine animali, e questo è contraddetto dalla vita di milioni di vegani e di intolleranti al lattosio in tutto il mondo e in tutte le epoche.

Lo sapevano e lo sanno tutti, ora per forza anche il Ministero delle politiche agricole e alimentari che non deve più discriminare con un’IVA da beni di lusso, il 22% contro il 4%, gli agricoltori che producono i latte di origine vegetale sempre più preferiti anche dagli italiani, vegani e non vegani.

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