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giovedì 2 marzo 2017

Petizione contro il trasferimento della collezione del museo egizio di Torino a Catania: bufala?

di Lapenna Daniele

Sta circolando da qualche giorno questa petizione su Change.org:

«Una parte della collezione del Museo Egizio di Torino è in procinto di venire sottratta alla città per creare una “sezione distaccata” a Catania. 
Gli accordi pare prevedano un prestito della durata di trent’anni (in pratica un trasferimento definitivo). »

ALT! Trasferimento definitivo? 30 anni non è infinito. Vabbé. Proseguiamo.

« Insostenibile il pretesto addotto, vale a dire che a Torino e in tutto il Piemonte non ci sarebbero spazi espositivi sufficienti, conoscendo l’alto numero di immobili attualmente inutilizzati.
Non vengono forniti dati precisi sul numero di reperti che verrebbero trasferiti »

Ed è ovvio, ma lo leggeremo più avanti.

« Non viene inoltre fornita alcuna garanzia sulla sicurezza relativa a una tale delicatissima operazione, fingendo di ignorare la possibilità che accadano danni irreparabili.
La collezione dell'Egizio è patrimonio torinese da oltre 250 anni e il Museo è un'istituzione che ha contribuito a rendere Torino celebre in tutto il mondo, che fa parte integrante dell’identità e della storia cittadina e che, in quanto tale, è un bene indisponibile, indivisibile e inalienabile, che non può venire separato da Torino nemmeno in parte»

La cosa che mi fa sorridere è che i pezzi non appartengono a Torino, ma all' Egitto! Quindi, costoro che sottolineano la proprietà di questi cimeli così importanti, dimenticano che provengono da una nazione oltre l'oceano e che, in teoria, sarebbero dovuti esser esposti al museo della città Il Cairo.
Come sappiamo, i tanti esploratori inglesi, francesi ma anche italiani (ricordiamo Giovanni Battista Belzoni) hanno scoperto tesori egizi, e li hanno portati via, sottraendoli ai legittimi proprietari: i discendenti degli antichi egizi.

« I cittadini torinesi non sono informati su un’operazione che si è venuta a configurare fin da subito come una trattativa riservata tra il Ministero per i beni culturali, il Comune di Catania e la “Fondazione Museo delle Antichità Egizie”»

Ovvio. Come possono informare i torinesi su una trattativa che non è ancora trattativa (lo vedremo più avanti).

« Per giunta il Ministero ha destinato 2,6 milioni di euro al Comune di Catania, mentre a Torino resterebbero unicamente il danno culturale per la mutilazione dell’Egizio e quello economico per la perdita di parte della sua collezione, oltre all’inevitabile calo di afflusso di visitatori conseguente.
Il Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile vuole scongiurare questa sciagurata eventualità.

I sottoscritti cittadini firmatari, che si riconoscono e sostengono le controproposte avanzate dal Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile, chiedono:
1) che il Sindaco di Torino e della Città Metropolitana, Chiara Appendino, eserciti il suo diritto di prelazione;
2) che invece di concedere un prestito — a titolo, pare, gratuito, e di un numero rilevante di reperti — a un sola sede distaccata, i reperti possano venir prestati in occasione di brevi mostre temporanee e di alto profilo scientifico a più sedi museali dislocate nelle città più importanti e con un numero di pezzi limitato. Ciò garantirebbe un importante ritorno di immagine diffuso su più territori, a vantaggio del Museo e della Città tutta.
Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile
http://egizioinalienabile.blogspot.it
egizio.torino@yahoo.com
Questa petizione sarà consegnata a:
Sindaca di Torino
Chiara Appendino»

IL MUSEO EGIZIO DI TORINO RISPONDE A QUESTA PETIZIONE
È vera o è una bufala? Ecco la risposta direttamente dal sito web del Museo Egizio di Torino

« Torino, 21 febbraio 2017

In relazione alla crescente circolazione di notizie costruite sulla base di fonti non ufficiali, la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino intende rendere pubblica la propria posizione riguardo al progetto di trasferimento di una selezione di reperti egizi a Catania, presso il Convento dei Crociferi.

Da circa un anno sono in corso incontri di approfondimento e verifica da parte del Museo Egizio per valutare la proposta ricevuta dalla Città di Catania, che è stata sin dall’inizio condivisa con il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino e con il Consiglio di Amministrazione i cui rappresentanti sono nominati direttamente dal Collegio dei Fondatori (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT).


Nessun accordo è stato ancora firmato e sono tuttora in corso le opportune valutazioni di fattibilità del progetto al fine di produrre una bozza di accordo condivisa e definita dagli uffici legali dei tre enti coinvolti.


Il Museo Egizio è stato fondato nel 1824. La Fondazione Museo delle Antichità Egizie è stata costituita nel 2004 come innovativo strumento di gestione museale e ad essa lo Stato Italiano, proprietario del bene, ha conferito la collezione di circa 50.000 reperti di antichità egizie per una durata di 30 anni.
Gli oggetti dell’esposizione permanente sono 3.300 e altri 13.000 sono stati allestiti nelle Gallerie della Cultura Materiale, un percorso parallelo che offre al pubblico l’accessibilità di parte dei materiali custoditi nei depositi.

Se e quando verrà formalizzato l’accordo con Catania, la selezione dei reperti egizi di età ellenistica destinati alla città etnea non sarebbe superiore ai 300 pezzi, selezionati fra i materiali custoditi nei depositi e non destinati, né ora né in futuro, all’esposizione permanente del Museo Egizio.

Il Museo Egizio ha un fitto programma di mostre temporanee: nel 2016 ha prodotto “Il Nilo a Pompei. Visioni d’Egitto nel mondo romano”, in collaborazione con la Soprintendenza Pompei e il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) che, grazie al contributo di 20 enti prestatori, ha permesso a 216.851 visitatori di vedere artefatti di eccezionale valore artistico mai esposti a Torino. Nel corso dell’anno ha inoltre inaugurato mostre a Leiden (NL) e a Karlsruhe (D) che sono tuttora in corso. L’11 marzo 2017 apre “Missione Egitto 1903 -1920. L’avventura archeologica M.A.I. raccontata”, un’esposizione sviluppata dal Museo Egizio per raccontare e valorizzare la prima Missione Archeologica Italiana guidata da Ernesto Schiaparelli. Anche per questa esposizione è stato fondamentale il contributo di oltre 20 enti prestatori tra cui il British Museum. Infine, per il 2017, la programmazione prevede una mostra San Pietroburgo e un’esposizione itinerante in Cina che toccherà cinque città.

Negli ultimi 10 anni il Museo Egizio ha costantemente incrementato il numero di visitatori e ha portato a compimento un importante progetto di ristrutturazione e ampliamento senza chiudere al pubblico neppure un giorno. Nel 2016 ha registrato un incremento del 20% con 852.095 ingressi, dato che gli consente di mantenere saldamente la sua posizione tra i 10 musei più visitati d’Italia.
Torino, 21 febbraio 2017»

FONTI E LINK

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