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lunedì 1 agosto 2016

Cosa accadrebbe se venisse abolita Equitalia? L'Enel può riscuotere il Canone Rai? E' solo colpa di Equitalia,o anche degli enti locali?

di Lapenna Daniele

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Se volete spaventare qualcuno,o fare una rapina,o mettere in fuga una persona che vi sta disturbando, vi basta urlare «Sono di Equitalia,.. sto cercando il signor...» e vedrete la gente dileguarsi.
Questo agente della riscossione ormai incute terrore al solo nominarlo,ma è davvero tutta di Equitalia la colpa delle cartelle pazze? Ebbene,la risposta è no. Di seguito andremo a scoprire le origini di Equitalia,chi richiede le tasse evase (ma anche quelle già pagate),cosa accadrebbe se Equitalia fosse abolita come riporta una prosta del MoVimento 5 Stelle, se è legale che l'Enel possa riscuotere il Canone Rai.

LA NASCITA DI EQUITALIA
Fino al 1990 in Italia la riscossione era affidata a una pluralità di soggetti privati. Nello stesso ambito provinciale se ne potevano trovare diversi. Dal 1990, con l'entrata in vigore del D.P.R. 43/88 ( Decreto del Presidente della Repubblica n.43 del 28 Gennaio 1988 ), furono istituiti concessionari a livello provinciale ed infra provinciale che avrebbero dovuto unificarsi, al solo livello provinciale, entro il 1995.
Perché le tasse erano riscosse dai privati? Semplicemente perché un organismo pubblico non poteva (e non può) attivare delle pratiche di riscossione con i pignoramenti e gestire quindi ogni istanza per ogni cittadino.

La riforma della riscossione è avvenuta con l'entrata in vigore dell' art. 3 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203 deliberato dal Governo Berlusconi III, convertito con modificazioni nella L. 2 dicembre 2005, n. 248. con la costituzione della società Riscossione S.p.A., che nel 2007 ha preso come nome Equitalia S.p.A..
la quale è una società le cui quote sono divise fra Agenzia delle Entrate ( 51% ) e Inps ( 49% ).

Fino al 30 settembre 2006 la riscossione era affidata in concessione a privati (prevalentemente banche), in numero di circa 40. Con il D.L. 4 luglio 2006, n. 223 il Governo Prodi II autorizza Riscossione S.p.A. a utilizzare i dati in possesso dell'Agenzia delle Entrate.



CHI E' CHE RICHIEDE LE TASSE AI CITTADINI?
Avete mai ricevuto una cartella esattoriale?Neanche per sbaglio?Neanche per tasse regolarmente pagate? No?? Beh,o siete alieni,oppure siete smemorati.
Beh,vi basta prendere una di essa e leggere,accanto al numero della cartella,chi è l'Ente Creditore.
Costui è l'ente che richiede quel tributo che voi non avete pagato oppure che avete pagato ma ve lo richiede come se fosse stato da voi evaso.Che bastardi! Soprattutto quando siete certi di aver pagato la tassa ma purtroppo non vi trovate la ricevuta del pagamento e quindi vi ritocca,per legge,ripagare il tributo.Ebbene sì.Ripagarlo.

Leggendo accanto al numero di cartella (che riporta l'anno di notifica e il numero della cartella),trovate "Ente che ha emesso il ruolo" e lì "Comune di..",oppure "Regione X",oppure "Direzione provinciale di ...".
In pratica questo significa che il Comune della città di Cicciopazzo,si è rivolto ad Equitalia,dicendo
«Ehi Equitalia,c'è questo signor Mario Rossi che ha evaso la tassa rifiuti del 2002.Ti dò l'incarico di riscuoterla».Equitalia deve accettare la pratica (quindi il soggetto è iscritto al ruolo degli evasori) prendendo tutti i dati a disposizione e inviando prima le cartelle esattoriali e,se non riceve il pagamento o un ricorso per lo sgravio della stessa,procede al recupero forzoso del credito,con intiminazioni prima e pignoramenti (mobili e immobili) poi.
Dunque se Equitalia vi richiede una tassa già pagata,e riporta "ente creditore Comune di Cicciopazzo",è stato il comune di Cicciopazzo a richiedere ad Equitalia questo mancato pagamento.

CHE FARE?
Qui bisogna rivolgersi al comune di Cicciopazzo ed opporsi con una qualche motivazione (supportato ovviamente da documentazioni cartacee) per annullare le richieste di queste tasse.

MA EQUITALIA NON DOVEVA ESSER GIA' ELIMINATA?
Anche se alcuni comuni hanno intrapreso questa strada,la maggior parte delle città si affida ancora a lei per riscuotere le tasse evase dai cittadini.
È dal 2011 che dovevamo veder passare la gestione dei tributi nelle mani dei comuni, ma ciò non è ancora avvenuto. Fu il decreto legge n. 70 del 13 maggio 2011, con il comma 2 dell'articolo 7 (Governo Berlusconi IV) a stabilire, nella data del 1° gennaio 2012, il termine ultimo per togliere la gestione tributi ad Equitalia Spa (e le altre società ad essa collegate): da tale data, le società di riscossione dei crediti cessavano di effettuare le attività di accertamento e riscossione tributi. Il termine serviva per dare tempo ai comuni di organizzarsi per ritornare a gestire un'attività che non esercitano più da dieci anni.

ECCO COSA ACCADREBBE SE EQUITALIA SPARISSE
Il termine per togliere Equitalia fu spostato al 30 giugno 2013: fu appurato che questo spostamento di gestione avrebbe fatto perdere allo Stato, ma soprattutto ai comuni, un bel po' di milioni di euro, visto che la cancellazione di Equitalia farebbe perdere migliaia di cartelle esattoriali iscritte a ruolo.
Quando un tributo non viene pagato dal contribuente, il comune invia un avviso di pagamento per ricordare il mancato versamento dell'imposta. Il passo successivo sta nell' iscrizione a ruolo da parte di Equitalia: questa è la procedura che iscrive il nome del cittadino nell'elenco dei debitori nei confronti dello Stato.
Quindi se Equitalia sparisse, il comune dovrebbe richiedere questo elenco per ricercare i nominativi di coloro che sono o erano residenti nel comune stesso, e quindi rintracciarli e consegnare loro delle cartelle di pagamento.
Considerando poi anche il 20% dei tributi non riscosso (tra questi ci sono debiti inesigibili per prescrizione, per stato di povertà del contribuente o anche per multe automiblistiche mai pagate), la situazione di ogni comune non è facile.
Di certo, gli evasori fiscali, con la sparizione di Equitalia ci guadagnerebbero l'estinzione dei propri debiti
(leggi anche "Equitalia: la sua chiusura porterà alla prescrizione delle cartelle iscritte a ruolo").

RENZI TOGLIERA' EQUITALIA?
Diversi governi,anche lo stesso Berlusconi,e come,in ultimo,il premier Matteo Renzi,hanno sostenuto che avrebbero tolto Equitalia.Non è accaduto,semplicemente perché non accadrà mai.
A chi daranno la gestione dei tributi? Ai Comuni? E questi sarebbero in grado di inviare cartelle,iscrivere a ruolo e procedere anche con pignoramenti (anche se non possono farlo)?
Probabilmente vorranno cambiare nome o,come prevedono alcuni partiti (come lo stesso Pd e il M5s),affidarla alle Agenzie delle Entrate locali.

LA PROPOSTA DELL'ABOLIZIONE DI EQUITALIA DEL MOVIMENTO 5 STELLE
Con il deputato Cancellieri,i 5stelle hanno proposto l'abolizione di Equitalia con la proposta n.2299 del 11 aprile 2014 (qui il testo completo) e il trasferimento della gestione della riscossione tributi all'Agenzia delle Entrate il quale assumerà per il 50 per cento i dipendenti che lavorano in Equitalia,e il restante sarà preso altrove (come anche con concorsi).
Inoltre gli interessi,le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato  pagamento delle cartelle esattoriali,sono eliminati e sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla misura del tasso Euribor a dodici mesi (link a indici tassi Euribor a 12 mesi).

OGNI COMUNE,PER LEGGE, PUO' ELIMINARE EQUITALIA
Ogni comune può comunque agire indipendentemente e riprendersi la gestione delle entrate fiscali in base all' articolo 52 Decreto legislativo del n. 446 del 15/12/1997.e agire in maniera diretta verso i propri contribuenti.
L'ultimo termine era al 30 giugno 2016,ma a quanto pare niente è accaduto.Quindi per ora è sempre Equitalia l'agente della riscossione incaricato a spedire cartelle esattoriali e intimazioni di pagamento.

L'ENEL PUO' RISCUOTERE IL CANONE RAI?

Come potete leggere all' articolo 31 del Decreto del Presidente della Repubblica n.43 del 28 Gennaio 1988  « La concessione puo' essere conferita:  alle aziende e agli istituti di credito di  cui  all'articolo  5,  lettere a), b), d) ed e) del regio decreto-legge, 12  marzo  1936 n.141 »
ovvero banche, casse di risparmio, monte dei pegni, casse rurali ed agrarie...

« [ ... ] alle speciali sezioni autonome dei predetti istituti e aziende di credito [ ... ] alle societa' per azioni  regolarmente  costituite,  con  sede  in    Italia e con capitale interamente versato, non inferiore a lire un miliardo  ed  aventi  per  oggetto  esclusivo   la   gestione   in concessione del servizio ovvero di attivita'  o  compiti  ad  essoconnessi o complementari,..».
A leggere, non vi è un divieto, ma la descrizione, in dettagli, delle società che possono provvedere a riscuotere i crediti dello Stato. Le società che non possono effettuare la riscossione, sono quelle indicate sempre nell' articolo 31 ma al comma 2.

Invece, se andiamo al Decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 - "Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria" - pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 230 del 3 ottobre 2005, all' articolo 3 comma 1-2, leggiamo che lo Stato affida la gestione della riscossione dei crediti alla società Riscossione S.p.A. ( successivamente cambierà nome in Equitalia S.p.A. ) anche se il comma 4 specifica che « La Riscossione S.p.a., anche avvalendosi di personale dell'Agenzia delle entrate e dell'I.N.P.S. ed anche attraverso altre società per azioni, partecipate ai sensi del comma 7
- effettua l'attività di riscossione mediante ruolo, con i poteri e secondo le disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, nonche' l'attività di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237;

b) può effettuare:
1) le attività di riscossione spontanea, liquidazione ed accertamento delle entrate, tributarie o patrimoniali, degli enti pubblici, anche territoriali, e delle loro società partecipate;

2) altre attività, strumentali a quelle dell'Agenzia delle entrate, anche attraverso la stipula di appositi contratti di servizio e, a tale fine, può assumere finanziamenti e svolgere operazioni finanziarie a questi connesse
».


Dunque non pare che la legge vieti la riscossione da parte di enti privati. Intanto ho voluto snocciolare i riferimenti di legge, cosìcché chi ha ideato questa immagine possa prima imparare a leggere le leggi e dopo non far aizzare ( già ci pensano certi politici, e bastano e avanzano ) il popolo contro notizie non verificate.
Per la cronaca, l' Enel, Ente Nazionale per l' Energia ELettrica, fu fondato dallo Stato Italiano. Ebbene sì.
Venne istituita come ente pubblico nel 1962 dal III Governo Fanfani come ente pubblico. Nel 1992 fu trasformato in società per azioni e solo nel 1999 è stata privatizzata.
Ma chi le possiede le quote? Il maggior azionista è il Ministero dell' Economia e delle Finanze che ne detiene il 25,50% dell' intero capitale.
Il suo fatturato supera i 75 miliardi di euro, e quindi rientra ampiamente nelle società che possono riscuotere i crediti, come riporta proprio la legge sopra menzionata.

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