Glifosato e tumori: la scienza pagata per mentire sulla pericolosità.Rilevate tracce nei cibi anche in Francia

di Lapenna Daniele


Grazie ai voti della Germania (Italia e Francia hanno votato contro), l' uso del glifosato nelle colture è stato promulgato sino al 2023.
In Francia, i cittadini hanno denunciato la multinazionale Monsanto-Bayer perché sono state rilevate tracce di pesticidi nelle loro urine mentre in Canada, in Germania, ma anche in Italia ci sono troppi alimenti che hanno quantità di fitofarmaci superiore alla soglia consentita.
Un' inchiesta di Le Monde, invece, ha mostrato che gli scienziati furono corrotti per impedire la diffusione dei dati reali sulla pericolosità di certi pesticidi, come il glifosato




Nonostante la vittoria in tribunale del giardiniere californiano che si è visto risarcire milioni di dollari per aver contratto il linfoma di non-Hodgkin, il glifosato resta un erbicida indispensabile il cui uso è stato ripristinato anche in Brasile - dove viene ampiamente usato nelle coltivazioni di soia, riso, frumento e altre colture - e confermato nei Paesi dell' Unione Europa.

Quest' ultima notizia fresca fresca ci riguarda direttamente perché, nonostante in Italia vengano usati altri pesticidi (di uguale pericolosità) come il mancozeb e il folpet, impiegati nella coltivazione dell' uva per il prosecco, il glifosato (prodotto dalla Bayer-Monsanto) resta un fitofarmaco utilizzato e concesso nelle coltivazioni. 
Il comitato dell' UE si è riunito di recente per confermare il rinnovo, di altri cinque anni, della concessione all' utilizzo del glifosato: i voti favorevoli sono stati 18, i contrari 9 (quelli di Italia e Francia). I voti decisivi sono stati della Germania che ha permesso di prolungare, di altri cinque anni, la possibilità di usare questo potente erbicida.

CITTADINI FRANCESI DENUNCIANO LA MONSANTO-BAYER, LO STATO FRANCESE E L' UE

Nell' Ariège, un territorio francese al confine con la Spagna, è stata depositata una denuncia al tribunale contro le aziende che usano il glifosato, chi lo produce (la Monsanto, oggi acquisita dalla tedesca Bayer), ma anche contro gli organi di Stato perché hanno permesso il loro uso, e contro l' Unione Europea che non lo ha ancora bandito.

Nonostante questa regione francese sia un luogo paradisiaco, in una zona immersa nel verde, le urine degli abitanti sono risultate contenere tracce di pesticidi: la quantità è di 14 volte superiore alla norma.
La stampa francese ha riportato la notizia e i cittadini francesi hanno deciso di aderire alla campagna promossa da Faucheurs volontaires, un movimento che lotta contro queste sostanze inquinanti e nocive per l' uomo.

PESTICIDI NEGLI ALIMENTI
Il glifosato, ma anche gli altri pesticidi, sono stati trovati troppo spesso negli alimenti. Anche in quelli prodotti da aziende italiane.

Come avevo già riportato in questo articolo, sono tanti gli ortaggi e i frutti pieni di pesticidi: mele, sedano, peperoni, pesche, fragole, pesche nettarine, uva, spinaci, lattuga, cetrioli, mirtilli, patate. Ma si trovano anche nel prosecco, e quindi nell' uva che acquistiamo.
Anche in diversi tipi di pasta italiana furono rilevati pesticidi in quantità superiore alla norma, e questo perché l' Italia importa grano dall' estero, soprattutto da Canada e Stati Uniti.

Ogni giorno viene scoperta una contaminazione oltre i limiti di legge che preoccupa tutti noi consumatori.
Nella scorsa legislatura furono approvate le direttive europee che impongono di riportare, in chiaro, la tracciabilità dei prodotti lattiero-caseari ma anche dei farinacei. Possiamo così leggere, sulle confezioni di pasta ma anche di prodotti a base di latte animale la provenienza della materia prima.


È così che abbiamo scoperto come certe grandi marche italiane utilizzano latte proveniente dall' estero, e persino da nazioni extra-Unione Europea, così come avviene ad esempio in Puglia, con la burrata IGP di Andria che, nonostante sia un prodotto di punta della regione, viene prodotto con latte proveniente dal nord italia, ma anche e soprattutto da Germania, Francia e Austria (qui un videoservizio in dettaglio).

Restando all' estero, anche in Germania sono state evidenziate irregolarità nei prodotti coltivati, rilevando tracce di pesticidi soprattutto nel grano. A noi cosa importa? Ci interessa molto, visto che le materie prime dei prodotti locali provengono da altre nazioni: anche la birra prodotta in Italia, troppo spesso, fa uso di grano proveniente da altre nazioni, e quella dalla quale ne viene importato di più è proprio la Germania.
Anche in Canada hanno rilevato la presenza di pesticidi in prodotti confezionati che usano perlopiù cereali.

LE MULTINAZIONALI DEI PESTICIDI CHE CONDIZIONAVANO LA SCIENZA

Un' inchiesta di Le Monde, ripresa da Internazionale, ha mostrato i "Monsanto Papers", un insieme di documentazioni che fanno emergere condizionamenti messi in atto dalle grandi multinazionali di pesticidi sull’Epa, l’Autorità di Protezione Ambientale, l' ente che, negli Stati Uniti, rilascia le licenze all’uso dei pesticidi.

Dunque, le aziende produttrici di fitofarmaci convincevano gli scienziati a trasmettere documentazioni sulla sicurezza degli stessi in modo da poterli utilizzare nelle colture.

L' articolo del quotidiano ilSalvagente spiega la vicenda in modo dettagliato,

In un estratto leggiamo la vicenda accaduta a Marion Copley, uno scienziato che lavorava da 30 anni all’Epa, l’Ente di protezione ambientale americano, il massimo organo istituzionale nordamericano nel campo dei pesticidi. Morì di cancro nel 2014 ma, un anno prima, quando ancora doveva esplodere il caso del "glifosato cancerogeno", inviò una lettera al suo collega Jess Rowland nella quale scriveva:
« Uno qualsiasi di questi meccanismi da solo potrebbe causare tumori, ma il glifosato li raccoglie tutti contemporaneamente »
Uno dei passaggi più forti resi noti è la richiesta che Copley fa a Rowland in merito al voler proteggere la salute dei consumatori invece che gli interessi della Monsanto:

« Per una volta nella tua vita, ascolta e non fare il gioco della collusione tra scienza e politica. Per una volta fa la cosa giusta e non prendere decisioni basate su quali saranno i tuoi guadagni »

FONTI E LINK UTILI
















Commenti

MikiMoz Capuano ha detto…
Questo è il vero pericolo delle multinazionali.
La corruzione della scienza, la falsificazione. Poi, prodotto in Italia, sì, ma con materiale preso chissà dove.
Spero che il caso si sollevi ancora più forte.

Moz-
Lapenna Daniele ha detto…
Il problema è che ci sono persone che divinizzano la scienza come fosse una religione e si ritrovano anche a negare le evidenze.

Ogni persona deve capire che c'è di mezzo la salute della natura e dell' essere umano. Non è che i grandi capitalisti vivono di aria: anche loro si faranno due bei spaghetti (intrinsi di glifosato) con il sugo!

Ciao Moz!

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