giovedì 10 maggio 2018

Clan Casamonica e Spada come Cosa Nostra? Macché mafia, è solo violenza-spettacolo.I veri mafiosi sono altri

di Lapenna Daniele


Che sia solo una polemica o un modo per ottenere tante visualizzazioni, non cambia la sostanza dell' articolo: i clan Casamonica e Spada non sono come Cosa Nostra.

Dal sito Tiscali.it, ecco l' articolo dell' editorialista Guido Ruotolo che commenta la motivazione dell' arresto di quattro esponenti del clan Casamonica dopo l' aggressione a un disabile e al titolare di un bar nel quartiere Romanina, frazione di Roma.
Sottolinea che il loro atteggiamento è solo « violenza spettacolo » e non « atteggiamento mafioso ».

ROMA NON È CORLEONE
Il Gip di Roma ha convalidato l' arresto con l' accusa del « metodo mafioso atto a riaffermare il loro dominio sul territorio ». Il giornalista di Tiscali spiega che è stata un' aggressione senza dubbio violenta nei confronti della disabile, ma sul fatto che i Casamonica siano paragonabili ai mafiosi di Cosa Nostra e ai loro atroci delitti degli anni 80 e 90, commenta « Non ci credo. Mi dispiace ».

Prosegue « Che la Procura di Roma decida di contestare l’aggravante del metodo mafioso è una decisione culturalmente importante Ostia, poi, nell’immaginario collettivo, è peggio di Corleone o di Locri. Roberto Spada con quella testata assestata al giornalista Rai è diventato un macellaio al pari di Giovanni Brusca che le sue vittime le scioglieva nell’acido » 

Dunque, una testata, gli atti di estorsione, il traffico di stupefacenti, le minacce, non sono atteggiamenti mafiosi. No. E come hanno potuto, i Casamonica, costruirsi una villa del genere? Beh, potrebbero aver ereditato grosse somme dai nonni, ed esser, contemporaneamente, grandi risparmiatori. Eppure, secondo la Direzione Investigativa Antimafia, il patrimonio dei Casamonica è stimato in 90 milioni di euro.

I MAFIOSI UCCIDONO, NON DANNO TESTATE
L' assassinio del magistrato Antonino Saetta,
avvenuto il 25 settembre 1988
ad opera della mafia palermitana
« Però » prosegue Guido Ruotolo « io credo che la mafia non reagirebbe alla presenza di una troupe televisiva dando una testata al giornalista (sembra che si sia scatenata una competizione tra giornalisti a chi viene aggredito). È come se alla informazione spettacolo, il malavitoso rispondesse con la violenza-spettacolo. Francese, De Mauro, Fava, Siani, Spampinato, Rostagno, Impastato, Cristina, furono tutti ammazzati perché con il loro lavoro, le loro inchieste giornalistiche avevano dato fastidio ai poteri criminali ».

L' ultima frase, se penso di aver compreso bene il significato, è molto disgustosa. Significa, forse, che, se un giornalista, a seguito di pesanti minacce di morte, non venisse ucciso, è perché i soggetti minacciatori non sono dei mafiosi ma solo delle "teste calde" che non ammazzerebbero neanche un agnellino?
I mafiosi di Cosa Nostra o i Camorristi - allo scrivere dell' editorialista - sono veri mafiosi perché uccidevano con decine di colpi di pistola, con gli esplosivi, o sciogliendo nell' acido le vittime, ancora vive.



COSA È LA MAFIA?
Dunque, cos'è la mafia? Come agiscono i mafiosi?
Se utilizziamo il ragionamento del giornalista di Tiscali, non ne veniamo a capo perché, altrimenti, Federica Angeli, Paolo Borrometi, Nello Trocchio, Lirio Abbate, minacciati per le loro inchieste contro "individui che operavano reati gravi" (così non li definisco mafiosi), siccome sono ancora vivi, vuol dire che non sono stati minacciati da mafiosi. Bene. Anzi, male.

Ragioniamo al contrario. Cosa non è un atteggiamento mafioso?
Una persona che entra in un' attività e chiede di ricevere un fitto mensile senza esser né proprietario dell' immobile dove vi è l' attività, né una finanziaria, minacciando ritorsioni se il titolare si rifiuta di pagare, cos'è? Un mafioso?
Una persona che aggredisce fisicamente un' altra persona la quale ha scoperto che lui opera corruzione nella politica, o evasione fiscale, e minaccia di ucciderlo se non smette di « Farsi i cazzi suoi », cos'è? Un mafioso?
Una persona che ordina, a chi scopre i suoi reati commessi, a tacere, altrimenti rischia di non arrivare alla vecchiaia, cos'è? Un mafioso?

Senza dubbio, l' atteggiamento mafioso può essere attuato anche una persona non affiliata a un clan criminale: basta intimare di fare ciò che lui dice di fare, minacciando violenze fisiche (e attuandole), per considerarsi mafiosi.

Domanda al giornalista:
se una minaccia di morte non fosse etichettata come reato grave (reato di stampo mafioso), con relative pene pesanti, una persona sarebbe più propensa a commetterlo?
Sapere di ricevere una pena lieve per una propria minaccia, non porterebbe, forse, un mafioso (ebbene sì, qui lo scrivo!), a perseguire la minaccia, sicuro di non ricevere pene gravi?
È necessaria una morte per affermare che un atteggiamento sia mafioso?
È necessario che qualcuno muoia per poter vedere di impedire certi atteggiamenti prepotenti?
Chi può aver diritto a minacciarmi, a chiedermi il "pizzo", senza alcuna giustificazione? Nessuno!

Volevo concludere con l' ultima frase del giornalista dove sottolinea che, in merito all' esaltazione delle violenze degli esponenti dei Casamonica e Spada sia « Tutto esasperato, tutto esagerato » e che « ormai si gioca alla mafia e all’Antimafia », ma preferisco concludere con una piccola frase forte di una persona che fu uccisa dalla mafia:

« Per essere credibili bisogna essere ammazzati? »
Giovanni Falcone



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