domenica 29 aprile 2018

Bambini sfruttati nelle piantagioni di cacao. Si apre una nuova class-action contro il colosso Nestlè

di Lapenna Daniele


#minori #bambini #lavoro #sfruttamentominorile  #Nestlè


In un mio articolo-inchiesta datato Marzo 2016 intitolato
"Le multinazionali e lo sfruttamento minorile: dalla Benetton alla Coca Cola, dalla Apple alla Mattel, aziende che guadagnano sulla morte e sulla sofferenza dei bambini ", svelai non solo le condizioni dei lavoratori adulti nel mondo, ma soprattutto quelle dei minorenni che lavorano producendo prodotti per delle famose multinazionali (ovvero aziende con redditi miliardari che hanno tante, diverse sedi in decine e decine di nazioni nel mondo).
Nell' articolo partii dalla storia di Iqbal Masih, bambino pakistano che lavorò come fabbricatore di tappeti dall' età di 4 anni, per raccontare l' orribile sfruttamento dei bambini di oggi nel mondo.
Oggi può sembrare strano che ci siano bambini che lavorino, specie se molto piccoli, ma in tante nazioni lontane dal cosiddetto "Primo Mondo" è una realtà costante.

BAMBINI RACCOGLITORI DI CACAO
Di recente è stata aperta una nuova class action (a seguito di quella aperta nel 2015 dai cittadini della California) contro la multinazionale Nestlè in merito a diversi suoi prodotti contenenti cacao il quale, a quale viene evidenziato, è raccolto da bambini.

La denuncia, seguita da un grande studio legale, fu sollevata per via dello sfruttamento di minori nella raccolta di cacao nelle piantagioni in Costa d' Avorio. Inoltre, anche i prodotti per animali (in particolare, il cibo per gatti) sembrerebbero derivare dallo sfruttamento di minori utilizzati nella raccolta di frutti di mare nelle acque della Thailandia, Indonesia, Birmania e Cambogia. Siccome in queste nazioni è frequente trovare bambini lavoratori (così come in molte altre nazioni dell' Asia oltre che Sud America), diviene facile per i consumatori ipotizzare sia vero.

La Nestlè, dal canto suo, ha risposto alle accuse affermando "Il lavoro minorile non fa parte della nostra filosofia aziendale"  spiegando che, negli ultimi anni, hanno investito molto denaro per migliorare le condizioni dei lavoratori delle piantagioni di cacao, impedendo lo sfruttamento di minori.
Steve Berman è l' avvocato impiegato nella causa, e il suo studio è nello Stato di Washington. Afferma che sono stati i consumatori a richiedere un esposto dacché erano indignati dal fatto che i dolciumi che consumavano, avevano un sapore oscuro.


Qualche anno fa, Christian Frutiger,  direttore degli affari pubblici della multinazionale, in occasione della presentazione del rapporto “Affrontare il lavoro minorile”, dichiarò « Non è possibile garantire che il 100% del cacao di Nestlé non sia stato prodotto con lavoro minorile ». Il problema risiede nel fatto - spiega Frutiger - che la Nestlè, in quelle nazioni, non possiede aziende agricole, e quindi risulta difficile il controllo nelle piantagioni gestite dai privati locali.
Il fatto di non gestire direttamente le piantagioni da un lato non permette il controllo (portando la multinazionale a dover accorciare la filiera per aumentare i controlli), dall' alto li solleva da responsabilità proprio perché non è direttamente la Nestlè il datore di lavoro dei minori, e quindi, se c'è sfruttamento, non ne è responsabile diretto.

MINORI IN CONDIZIONI DI SCHIAVITU'
Dal 2008 al 2014, più di 2 milioni di bambini sono stati coinvolti nelle peggiori forme di lavoro minorile più diffuse, come riconosciuto dalle Nazioni Unite.
I lavori vedono il trasporto di carichi pesanti, l' utilizzo di strumenti pericolosi come machete e attrezzi affilati, l'esposizione a sostanze tossiche come i pesticidi e festilizzanti, costretti a lavorare in condizioni di violenza fisica e senza retribuzione.

Inoltre, così come accadde Iqbal Masih, i bambini vendono venduti, come fossero merce, a proprietari di piantagioni da intermediari e contrabbandieri dalle loro famiglie dacché molto povere.

IL CACAO CHE NON HANNO MAI ASSAGGIATO
Raccogliere senza sapere a cosa servano quei semi di cacao. È questo quello che accade ai raccoglitori (bambini e adulti) di cacao.
Farmer N'Da Alphonse è un uomo che coltiva il cacao, in Costa d' Avorio, ma non ha mai visto il prodotto finito.
« Ad esser onesto, non so cosa ci facciano con i miei fagioli », dice Farmer « Ho sentito che sono utilizzati come aromatizzanti nella cottura, ma non l'ho mai visto, non so nemmeno se sia vero ».
Uomini che hanno iniziato a lavorare da bambini e oggi, ormai anziani, e ancora raccoglitori, ancora non sanno a cosa servano quei semi.


Nel video sotto (in lingua francese ma con i sottotitoli) potete vedere la reazione dei lavoratori al gustare, per la prima volta nella loro vita, un pezzo di cioccolata. Anche Alphonse l' assaggia per la prima volta. In In Costa d' Avorio una barretta di cioccolata costa sui 2 euro, ma la paga giornaliera di Alphonse si aggira sui 7 euro: un costo proibitivo che non ha permesso loro di poterla assaggiare.




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