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sabato 4 febbraio 2017

Ha senso ricostruire un piccolo paese sito in una zona sismica e a rischio frequente di isolamento?

di Lapenna Daniele


#terremoto #terremotocentroitalia
#sisma


L'attaccamento ad un qualcosa è spesso sinonimo di amore,rispetto e devozione,aggettivi che denotano un comportamento lodevole e ammirevole.Purtroppo,molte volte non lo si può definire con le stesse parole questo atteggiamento.

Quando un attaccamento mette a rischio o crea problemi alla propria e all'incolumità altrui non è più un atteggiamento meritevole di ammirazione,ma un comportamento da sconsiderati.
Non voglio giudicare il comportamento del protagonista di una notizia apparsa sui giornali in questi giorni,ma partire da questo caso per esporre il mio (e non solo il mio) punto di vista.

ARRESTATO PER NON AVER LASCIATO IL SUO PAESE
la tenda dove viveva il sig.Rendina sino al 30 gennaio
Fonte LaStampa
Enzo Rendina,58 anni,residente ad Arquata del Tronto,uno dei comuni colpiti dai terremoti di giugno e ottobre 2016,era stato arrestato il 30 gennaio scorso (rilasciato poi due giorni dopo) con le accuse di interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale, per essersi rifiutato di abbandonare la sua terra nonostante l’ordinanza di sgombero emessa dal comune proprio dopo le scosse del 30 ottobre che avevano reso del tutto inagibile il paese.

L'uomo è stato l'unico residente rimasto nel paese per quasi cinque mesi dopo il terremoto,fino a quando è stato prelevato da una pattuglia dei carabinieri.Ha riferito di essersi lavato «con l’acqua della montagna» e aver vissuto «come un cinghiale».
Fino al 18 gennaio ha vissuto in una tenda dacché,come riportato dal suo legale,«soffre di una fobia delle case in muratura. Ha bisogno solo di un container o di una tenda,basta che non lo costringano a stare in edifici in muratura perché non riuscirebbe a resistere alla paura di nuovi crolli».Poi la neve ha fatto cedere la struttura ed Enzo,soccorso dai Vigili del Fuoco,si è stabilito nel loro campo base, situato proprio a Pescara del Tronto.

Uno degli amministratori di Arquata spiega «ci dispiace davvero per quello che gli è accaduto in questi giorni ma lui non doveva arrivare fino a questo punto. Avevamo tentato tutti di convincerlo con le buone a lasciare il paese. Negli ultimi tempi intralciava anche i lavori, oltre a mettere a rischio la sua incolumità durante gli interventi di rimozione delle macerie. Non doveva arrivare a questo».



Il suo legale,ovviamente,lo difende sostenendo sia «un arresto assurdo di un uomo che ha la sola colpa di essere innamorato della propria terra e che lì vuole vivere»,ma questo amore si trasforma in incoscienza e pericolo,e non solo per la sua vita.

L'INCOSCIENZA È PERICOLOSA PER TUTTI 
Tra i doveri di un'amministrazione locale c'è quello di tutelare la sicurezza degli abitanti.Accade quando,ad esempio,vi è una struttura a rischio crollo che dev'esser messa in sicurezza o,come nel caso dei terremoti,un rischio per la popolazione a causa degli edifici a rischio crollo del paese.
I comuni si sono subito adoperati per collocare gli abitanti dei paesi colpiti dal terremoto in altre città (sicure) ma alcuni di loro hanno rifiutato dacché sono nati lì e vogliono vivere lì.
Il problema non è solo il rischio di rimanere sotto le macerie di un nuovo terremoto,ma anche di far rischiare continuamente la vita anche ai vigili del fuoco che,soprattutto negli ultimi anni,hanno svolto un lavoro impegnativo e costante in varie zone d'Italia,dal centro al nord,sino alle isole,dalle emergenze terremoti a quelle delle alluvioni e neve.



Questo,io lo chiamo egoismo.Per molti è difficile doversi trasferire da un giorno all'altro,ma non si può restare in quei luoghi e contemporaneamente lamentarsi per non vedere interventi immediati.Lo stesso sindaco di Amatrice aveva spiegato la procedura per rimuovere le macerie che richiede dei tempi dai quali non si può prescindere.
Ad esempio,la circolare prot. 46100 dell’11 settembre 2016,che contiene le prime disposizioni per la rimozione delle macerie del terremoto del 24 agosto 2016,dà attuazione all’ordinanza 391/2016 che:
– definisce la tipologia di materiali considerati macerie,
– individua i soggetti responsabili del trasporto dei materiali,
– attribuisce alle ARPA e alle ASL territorialmente competenti la vigilanza sull’attività di rimozione, trasporto e deposito
– dà alle Regioni la responsabilità per l’attuazione di queste misure per i propri ambiti territoriali di competenza.
Quindi,se non si conoscono le procedure,non si può lamentare un'inefficienza che forse non c'è.

ABBANDONARLI  O  RIPOPOLARLI?
il comune di Pedesina
Come si vede dalla mappa sopra,Pescara del Tronto è simili a tanti altri paesi colpiti dal sisma:sono piccoli e raggiungibili spesso solo da una strada.
Causa il terremoto,ma anche per le forti nevicate di gennaio,molti si sono isolati ancor di più rendendo difficile anche solo raggiungerli, figuriamoci poi il portare via le macerie.
Si vuole ricostruire in paesi situati in zone sismiche dove,anche con un crollo dovuto a frane,si rischia sempre di vedersi isolati.
La domanda è:
ha senso ricostruire un paese sito in una zona sismica e a rischio frequente di isolamento?

I PICCOLI BORGHI ITALIANI
In Italia ci sono 5.579 piccoli comuni che non hanno più di 5mila abitanti,il più piccolo è Pedesina,in provincia di Sondrio,che conta 36 abitanti (qui delle foto da Google Maps).Molti sono a rischio spopolamento con gli abitanti che si spostano nelle grandi città,altri vedono dei "ritorni" grazie a giovani che creano imprese molto spesso in settori quali agricoltura e allevamento.
Questi borghi però conservano anche delle identità culturali e strutture storiche artistiche non di poco conto.Ma come si può vivere in un paese isolato,spesso non autosufficiente,e carente di certi servizi?

I PROBLEMI DEI PICCOLI BORGHI:
INTERNET,LAVORO E ISOLAMENTO

la neve caduta in Abruzzo a gennaio
In un mondo ormai digitalizzato che taglia - e di parecchio - i tempi di invio e ricezione di richieste e informazioni,è quasi impensabile pensare che esistano Comuni ove il cartaceo ne fa ancora da padrone e dove le richieste sono manuali e spesso molto lente.I paesini ricoprono le basse posizioni per quanto riguarda la digitalizzazione.
Dal 2012 al 2015 la percentuale di enti locali che offrono la possibilità di avviare e concludere online l'intero iter dei servizi richiesti dai cittadini è passata dal 19,1% al 33,8%.Un’offerta digitale che però perde forza proprio lungo il cammino del servizio: il 93,5% dichiara di consentire l'accesso a servizi ad un livello base di visualizzazione e/o acquisizione di informazioni, l'85% dà la possibilità di scaricare modulistica, il 58,3% di inoltrarla online e appunto il 33,8% di avviarla e concluderla per via telematica.

Il problema digitale è l'ultimo,perché uno dei primi è il lavoro.
Quando questi paesini sono nati,la maggior parte degli abitanti si dedicava all'agricoltura o allevamento:oggi però queste categorie sono in difficoltà,ricevono poca remunerazione dalla vendita dei loro prodotti,sono spesso colpiti da eventi climatici che distruggono i raccolti e il bestiame,e sempre meno giovani non scelgono più di fare questi lavori.Gli abitanti dei piccoli borghi sono spesso anziani: che spesso vivono di una pensione e non debbono spostarsi per lavoro:oltretutto passano le giornate in un ambiente che seppur lontanissimo dalla società caotica e nevrotica delle metropoli,si rivela salutare per l'assenza di smog e inquinamento acustico.

Il problema primario rimane però l'isolamento:come abbiamo visto con le forti nevicate di gennaio,i pochi abitanti dei borghi rimangono isolati,impossibilitati a ricevere i mezzi di sussistenza primari e secondari.A causa delle poche,spesso uniche,strade bloccate,non si possono portare alimenti,carburanti per veicoli e e legna o altri combustibili per i riscaldamenti (spesso i paesini non hanno il gas diretto ma usano le bombole di gas).
In una puntata di Gazebo (il programma trasmesso su RaiTre ogni sera alle 20:10 circa) hanno raccontato un evento:in un paesino isolato a causa delle abbondanti nevicate di gennaio,gli aibitanti,ormai senza gas e benzina per i riscaldamenti,avevano aggredito dei volontari arrivati con le motoslitte per reperire gasolio.

CONCLUSIONE
Si capisce dunque che tra terremoti,alluvioni,frane e isolamento i piccoli borghi divengono inospitali,gli abitanti esplodono di rabbia quando le amministrazioni locali non riescono ad intervenire subito (spesso non gli è possibile) mentre i giovani che ci nascono prendono la via dell'abbandono.
Il problema è che i comuni con meno di 5mila abitanti rappresentano il 75% del totale e bisogna capire se dobbiamo ripopolarli,se aumentare (o creare) i servizi che mancano,oppure abbandonarli.
Certamente le autorità salvaguardano la vita e la sicurezza degli abitanti,ma gli stessi cittadini debbono esser consapevoli del luogo ove vivono,con i rischi annessi.

Dobbiamo ricordarci che la Natura circostante è la nostra casa,che dobbiamo rispettarla,salvaguardarla, ma che non possiamo spesso modificare.Siamo ospiti,spesso inermi,di un'abitazione in continuo movimento dove noi prendiamo possesso di terre che vogliamo sottostiano al nostro volere.

NOTIZIE E RICHIESTE DI AIUTO
DALLE ZONE TERREMOTATE


Segnalo di nuovo il sito web che è stato aperto per fornire aggiornamenti e segnalazioni sulle zone che hanno subìto il terremoto nel 2016
Il sito è
http://terremotocentroitalia.info/


LINK UTILI E FONTI


2 commenti:


  1. Che dire... se il borgo è importante per arte e storia, dev'essere preservato, protetto.
    Ricostruito secondo le nuove norme.
    Non possiamo, penso, contribuire a cancellare la storia.

    Certo, capisco l'attaccamento della gente, ma è giusto che, in situazioni così, si deve andar via: non si può intralciare il lavoro dei soccorritori né sfidare la sorte.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Moz!

      Il problema è che,come accade con chi va a sciare quando c'è l'allerta valanghe,mettono a rischio la vita di chi salva le persone (oltre che la loro).

      Ammetto che prima di scrivere questo post non sapevo che i piccoli comuni fossero così tanti.Hanno la loro importanza,ma i problemi che ho evidenziato alla fine portano sempre di più al loro spopolamento.

      Buon proseguo a te!

      Elimina

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