lunedì 6 febbraio 2017

Eutanasia:nonostante la Convenzione di Oviedo e l'art.32 della Costituzione,l'iter verso la legalizzazione è ancora lungo

di Lapenna Daniele

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Nel febbraio 2014,durante un'udienza in Vaticano con l'Associazione Medici Cattolici Italiani,Papa Francesco prese parola,parlando di aborto ma anche di eutanasia,in un discorso definito "in difesa della vita".

«Non è un discorso di fede, ma di ragione e di scienza» spiegò Papa Bergoglio «Non esiste una vita umana più sacra di un’altra. Non esiste una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra».
E proseguì «la qualità della vita è legata prevalentemente alle possibilità economiche, al ‘benessere’, alla bellezza e al godimento della vita fisica, dimenticando altre dimensioni più profonde – relazionali, spirituali e religiose – dell’esistenza».

Ma quando si è paralizzati in un letto,senza possibilità di muoversi né di parlare,ma solo di muovere gli occhi, si può parlare di una vita di qualità come quella di qualunque altro essere umano?

CONTRO L'ACCANIMENTO TERAPEUTICO:
EPPURE LA COSTITUZIONE E LA CONVENZIONE DI OVIEDO LO PREVEDONO
"Accanimento" è una parola pesante,ma è usato perché rende l'idea.Un po' come quando non c'è più nulla da fare per salvare la vita di una persona ma si proseguono le cure perché i famigliari non vogliono vederlo morire.
Se ci pensate bene,anche se la vita è nelle nostre mani - noi decidiamo cosa mangiare,dove andare,cosa dire,cosa afferrare con le mani o chi abbracciare - in alcuni casi non possiamo scegliere sulla nostra vita. È paradossale.
Come sempre,bisognerebbe trovarcisi nelle situazioni per poter giudicare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato,soprattutto quando quel qualcosa riguarda la vita di un'altra persona.




L'articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana dice
«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, 
e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»

Inoltre,l'Italia ha firmato (ma non ancora ratificato) nel 2001 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (o convenzione di Oviedo) [Legge n.145 del 28 marzo 2001] la quale stabilisce come
«i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione». Il Codice di Deontologia Medica afferma che il medico dovrà tenere conto delle precedenti manifestazioni di volontà dallo stesso.

È importante sottolineare che nonostante la legge n. 145 del 2001 abbia autorizzato il Presidente della Repubblica a ratificare la Convenzione,lo strumento di ratifica non è ancora stato depositato presso il Segretariato Generale del Consiglio d'Europa, non essendo stati emanati i decreti legislativi previsti dalla legge per l'adattamento dell'ordinamento italiano ai principi e alle norme della Costituzione. Per questo motivo l'Italia non fa parte della Convenzione di Oviedo e l'eutanasia non è ancora legale nel nostro Paese.

LA PROPOSTA SULL'EUTANASIA LEGALE IN PARLAMENTO
Piergiorgio Welby
IL CASO WELBY
Dopo una raccolta firme durata sei mesi,il 13 settembre 2013 è stata depositata alla Camera dei Deputati una proposta di legge di iniziativa popolare riguardante il "Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia" con la firma di 80mila cittadini. Il Parlamento non ha ancora calendarizzato la proposta di legge.

Il caso che iniziò a dare più risalto alla questione del fine vita fu quello di Piergiorgio Welby,scrittore e pittore,affetto da distrofia muscolare dall'età di 16 anni.Quando nel 1997,all'età di 51 anni,fu necessaria una tracheotomia a seguito di una crisi respiratoria,Welby si trovò in una situazione invivibile.Chiese più volte di farsi staccare la spina del respiratore,a non fu possibile dacché la legge non lo prevedeva (e non lo prevede ancora).
Lo chiese anche allora Presidente della Repubblica Scalfaro,e il suo caso coinvolse il mondo scientifico, politico e giurico aprendo un pubblico dibattito.Grazie all'aiuto dell'Associazione Luca Coscioni, ottenne legalmente ciò che inizialmente gli era stato negato: l'aiuto di un medico per distaccare il respiratore.

La Chiesa cattolica, il 21 novembre 2006, in un messaggio per la 29ª giornata per la vita del 4 febbraio 2007, riaffermò la sua contrarietà all'eutanasia:
« Chi ama la vita si interroga sul suo significato e quindi anche sul senso della morte e di come affrontarla[...]Ma non cade nel diabolico inganno di pensare di poter disporre della vita fino a chiedere che si possa legittimarne l'interruzione con l'eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pietà ».

Il 16 dicembre 2006 il tribunale di Roma respinse la richiesta di Welby,a causa del vuoto legislativo che non permetteva di attuare la sua richiesta.Il 20 dello stesso stesso mese il dottor Mario Riccio agì secondo le volontà di Welby,staccando il respiratore. Dopo un procedimento giudiziario a suo carico,il 23 luglio 2007 il GUP di Roma, Zaira Secchi, prosciolse definitivamente il medico ordinando il non luogo a procedere perché il fatto non costituì reato.

A CHE PUNTO È LA DISCUSSIONE DELLA LEGGE?
L’esame del disegno di legge sul testamento biologico è finalmente stato inserito nel calendario dei lavori della Camera dal 30 gennaio scorso.
Del progetto di legge d'iniziativa popolare "Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia" sono stati discussi solo 44 dei 288 emendamenti che hanno superato il giudizio.

Tra i deputati a favore ci sono stati gli interventi di Maria Amato (PD) in difesa del testo e Matteo Mantero (M5S) il quale reputa che le accuse sulla ristrettezza dei tempi a disposizione per la discussione del provvedimento appaiono destituite di fondamento, atteso che il dibattito sui temi del fine vita è ormai in corso già dalla scorsa legislatura e che semmai occorre procedere quanto prima a colmare il vuoto legislativo.

Nonostante quel che si crede,dei 44 deputati della Commissione Affari Sociali solo 10 sono contrari:
Binetti e Buttiglione (Misto – UDC),Calabrò (AP-NCD-CpI), Fucci (Misto – CR), Gigli (DeS-CD), Pagano e Simonetti (LNA), Palmieri (FI-PdL), Piccione (PD, corrente cattodem) e Roccella (Misto – USEI-IDEA).
Di seguito il numero di deputati per ogni partito che fanno parte della Commissione Affari Sociali


Notizia di sabato,il Parlamento ha rinviato di tre settimane la nuova discussione sul testo.
La strada verso la libertà di scelta sulla propria vita è ancora lunga.

Pagina Facebook di Eutanasia Legale
https://www.facebook.com/EutanasiaLegale/?fref=ts



  • Associazione Luca Coscioni:
    12 anni di battaglie in 5 minuti




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