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martedì 29 luglio 2014

Milano: ecco le casette per i rom. Affitto: 90 euro al mese. Molti di loro non ci stanno e rifiutano "di vivere in baracche"

le 20 abitazioni
di Lapenna Daniele


Milano. Fra i campi di granturco e risaie ecco spuntare delle piccole abitazioni recintate con una rete: abitazioni modeste, ma confortevi.
E nuovissime.
Sono gli alloggi in cui i rom dovranno risiedere abbandonando il loro campo aperto dove non vi sono condizioni igieniche e di sicurezza adeguate.

«Ci chiedono 90 euro al mese per vivere in baracche – lamenta un ragazzo, al volante del suo camper – Preferisco costruirmi una casa e abitarci gratis, piuttosto che finire in una scatola come quelle, dove i miei figli non hanno spazio per giocare».

INIZIATIVE PER L' INTEGRAMENTO DEI ROM

l' angolo cottura
Le casette di via Martirano 71, dietro al cimitero di Baggio, sono state completate il mese scorso: il costo di costruzione di ognuna è di circa 20mila euro. I soldi non sono del Comune di Milano come molti pensano e come molti articoli del web scrivono in maniera non corretta, ma arrivano da fondi del Decreto Maroni 2009 più un fondo per un progetto finanziato dall' Unione Europea. destinati proprio all' integrazione dei nomadi i quali sono composti spesso anche da popolazioni italiane adattate a condizioni di vita diversa.
L’assessorato alle Politiche Dociali precisa che «le abitazioni sono riservate a rom italiani residenti a Milano, già domiciliati nel campo regolare di via Martirano e con figli iscritti a scuola». In caso il Comune scopra che i bambini non seguono le lezioni, la famiglia sarà automaticamente allontanata.

Giusto per ricordare un post completo che trattai relativo agli immigrati e rom ( Immigrati, Rom, Stranieri: dai sussidi economici, alle abitazioni gratuite. Cosa c'è di vero su ciò che si legge in web? )
"ogni regione di ogni nazione attua interventi a favore delle popolazioni zingare allo scopo di salvaguardarne l'identità etnica e culturale e facilitarne l'inserimento nella comunità regionale.  Ogni regione riconosce alle popolazioni zingare il diritto al nomadismo e alla stanzialità".
Come mai i Comuni si adoperano in favore dei rom? La risposta la trovate nell' articolo linkato sopra, ma sappiate che ogni Regione/Provincia/città d' Italia che decidesse di attuare iniziative per l' integramento degli zingari con la società ( non appartengono ad alcuno Stato e quindi non sono cittadini di alcuna nazione), riceverà un contributo economico per le proprie iniziative, oppure rimborsi sino al 50%. Il tutto andrà direttamente nelle casse dei comuni o dei consorzi - o altri enti - che si occupano di creare queste iniziative.
Più che iniziative per l' integramento, sono iniziative per allungare le mani su altro denaro.

REGOLE E REALTA'
Il Comune ha spiegato ai nomadi che è la prima volta che il Comune costruisce vere case per i rom, anche se gli stessi dovranno rispettare delle regole per abitarci, altrimenti verranno cacciati via.
Il primo obbligo per le famiglie è quello di contribuire alle spese di luce, gas e smaltimento dei rifiuti, tutte comprese nel forfait di 90 euro della “quota affitto”. Poi gli adulti dovranno dimostrare di lavorare o di darsi comunque da fare per trovare un impiego, nel caso siano disoccupati. Infine, i rom dovranno accettare un “percorso di legalità” definito dal Comune. In pratica, dovranno impegnarsi a rinunciare a ogni attività illecita.
In un comunicato ( che potete leggere qui ) di Massimiliano Bastoni, consigliere comunale della Lega Nord, al sindaco Pisapia, si legge come molti residenti chiedano la chiusura del campo di Via Martirano per via di "aggressioni, minacce, furti di veicoli e cavi elettrici ed anche incendi causati da fuochi accesi dai rom" e chiede quindi "di abbandonare nel caso di specie (visti i non risultati ottenuti) tutte le buone filosofie atte a fare integrare nella società civile personaggi di tale fattezza".

É palese che quasi tutti i nomadi non vogliano adeguarsi al vivere civile di noi cittadini dacché, non appartenendo ad alcuna nazione, possono esser "fantasmi" che vagano di campo in campo, usufruendo di servizi gratuiti come acqua ed elettricità senza cacciare neanche un euro.
Qui non si tratta di andar contro gli stranieri, ma contro individui mentalmente consezienti che si rifiutano di vivere civilmente nonostante usufruiscano di aiuti che spesso altri cittadini, stranieri ed italiani, regolari ed irregolari, non usufruiscono.
In Italia ci sono famiglie che vivono sotto la soglia di povertà, con reddito mensile sotto i 400 euro, con sfratti in corso, famiglie che vivono nelle auto e famiglie che, in mezzo ad una strana, prima o poi ci finiranno.

Situazioni assurde, incomprensibili, dove il vantaggio economico si antepone all' aiuto più urgente da offrire a persone che avrebbero la priorità. La casa è un diritto che dovrebbe avere ogni cittadino nella propria nazione.
I rom, in fondo in fondo, con i loro camper o roulotte, una ce l' hanno.

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