giovedì 2 agosto 2018

Salvini detta le regole,Di Maio obbedisce. L'alleanza tra Lega e M5s si sta rivelando un grosso errore,soprattutto per i 5stelle

di Lapenna Daniele



L' ultimo ordine di Matteo Salvini è stato di votare contro la reintroduzione dell' art. 18, eliminato dal Jobs Act di Renzi nel 2015. I 5stelle obbediscono. Come mostrano i video delle interviste, Luigi Di Maio ha da sempre affermato di volerlo reintrodurre, a differenza di Salvini che è, da sempre, a favore della sua abolizione


Coloro che, dopo il 1° giugno, gioirono all' apprendere dell' alleanza fra Lega-Salvini-Premier e MoVimento 5 Stelle, evidentemente non avevano mai ascoltato bene le interviste dei due leader nei mesi e anni precedenti al 4 marzo 2018, giorno delle elezioni. Chi ci ha guadagnato da questa alleanza? C'è qualcuno che sta comandando sull' altro?

STA COMANDANDO CHI HA LA MINORANZA
Come potete leggere in dettaglio nella sezione dedicata "Speciale Governo Conte", la Lega di Salvini è salita in Parlamento ottenendo il 12,25% di tutti gli aventi diritto al voto mentre, il MoVimento 5 Stelle, il 23,07%. I 5stelle hanno preso esattamente il doppio dei voti. Eppure, nonostante la maggioranza di voti (e di seggi) ottenuta, i 5stelle, sino ad ora pare essere Salvini il premier.

Nei primi mesi di governo, i media hanno dato a Salvini una visibilità che non ha meritato e non merita: ha aperto bocca sui vaccini (ministero e argomento che non è di sua competenza), ha inneggiato alla chiusura dei porti (quando dovrebbe esser il ministro Toninelli a decidere), è stato sempre in prima pagina con i suoi slogan e le sue leggi da varare non solo scavalcando il vero presidente del consiglio, l'invisibile Conte, ma anche mostrando sia lui a decidere cosa si debba e cosa non si debba fare.

SALVINI È SEMPRE STATO A FAVORE DELLA CANCELLAZIONE DELL' ART.18

Ultimo, ma solo in ordine di tempo, è la decisione di votare contro la reintroduzione dell' articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, abolito dal Decreto Legislativo n.23 del 4 marzo 2015, (il Jobs Act del Governo Renzi).

Ricordiamo che la cancellazione dell' art.18 ha comportato l' impossibilità di rientrare sul posto di lavoro se si è stati ingiustamente licenziati.
Sino al 2015, chiunque fosse stato licenziato ingiustamente - ad esempio sostenendo problemi economici aziendali inesistenti, o altri motivi per i quali il dipendente non doveva esser licenziato - sarebbe potuto rientrare sul posto di lavoro. Dal 2015 non è più possibile.
Salvini ha ribadito più volte di esser a favore della cancellazione dell' art.18, ed è normale perché lui non corre il rischio di esser licenziato senza gmo.

SALVINI SULL'ART.18 «È STATO GIUSTO CANCELLARLO»



Nel video qui sopra, caricato proprio dal canale YouTube di Matteo Salvini, il ministro dell' Interno è ospite di Matrix, su Canale 5, e spiega come la lotta per l'art. 18 fosse «una presa in giro».

In quello che segue, ospite invece ad Agorà, qualche giorno prima delle elezioni del 4 marzo 2018, affermò che era «a favore della cancellazione dell'articolo 18» e che quello fosse uno dei punti che condivideva del Jobs Act di Renzi.
Salvini batte sul numero dei lavoratori reintegrati con l'art.18 ogni anno (dicendo che l'anno precedente al 2012 erano stati reintegrati 50 lavoratori in tutta Italia): forse, per lui, i diritti di  anche un solo lavoratore licenziato ingiustamente valgono meno di quelli di tutti gli altri?



LUIGI DI MAIO DISSE «VOGLIAMO RIPRISTINARE L' ART.18». OGGI, INVECE, VOTA CONTRO

Nel dicembre 2017, in vista delle elezioni nazionali del marzo 2018, Di Maio promise di ripristinare l' art. 18 e di cancellare il Jobs Act.

Nella votazione di oggi, con 317 voti contrari (tutti quelli della Lega-Salvini e del MoVimento 5 Stelle), si è respinto l'emendamento proposto da LEU che chiedeva la reintroduzione dell' art.18, inserendolo nel Decreto Dignità.
Solo Liberi e Uguali ha votato a favore: l'emendamento ha ricevuto 13 voti a favore (quelli appunto di Leu) 317 contrari e 191 astenuti.
Tra gli astenuti ci sono i deputati di Forza Italia.

Anche a fronte delle inesistenti dichiarazioni dei deputati 5stelle e delle poche parole lapidarie di Di Maio dopo il voto contrario all'emendamento di LEU («Ok a miglioramenti, ma no a stravolgimenti»), si comprende bene che, anche in questo caso, Di Maio abbia fatto prevalere il programma della Lega di Salvini.

INESPERIENZA = SOTTOMISSIONE
Ricordiamo che Matteo Salvini è stato da sempre a fianco di Silvio Berlusconi, un politico che è in politica da quasi 30 anni: ha così appreso i modi migliori per muoversi in questo ambiente.

Di Maio sta mostrando tutta la sua inesperienza lasciando campo libero ad un politico che, nonostante la minoranza in Parlamento, sta ottenendo, agli occhi dei cittadini, molta più visibilità.

Se non si conoscessero i dati delle elezioni, a leggere i quotidiani (cartacei e on-line) e a scandagliare le pagine social, sembra che sia Salvini il premier.
I 5stelle, accettando questa alleanza, hanno fornito, metaforicamente parlando, le armi ai deputati della Lega che si sono presentati disarmati, permettendo a Salvini di poter dettare legge, imporre e decidere.

Di questo passo, come era prevedibile, i 5stelle, dopo che saranno stati spremuti e usati per gli scopi del ministro leghista, verranno cacciati via dacché non saranno più utili. Salvini avrà aumentato i consensi (grazie ai suoi slogan pieni di falsità), e Di Maio non gli sarà più utile.

FONTI E LINK UTILI
  • https://tg24.sky.it/politica/2018/08/01/m5s-contro-articolo-18-dl-dignita.html
  • https://www.tpi.it/2018/08/02/m5s-articolo-18-votazione-camera/
  • http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11703808/lavoro-salvini-cancellare-articolo-18-non-ha-piu-senso.html
  • https://www.youtube.com/watch?v=b0jODMfop5Q
  • https://www.youtube.com/watch?v=ZpDlm-gaN-8
  • https://www.youtube.com/watch?v=YQFQCGCiNd8

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