mercoledì 27 giugno 2018

Condanna a morte annullata per Noura, la 19enne sudanese che uccise il suo stupratore

#justiceforNoura #HumanRights #MaritalRape #Rape #Sudan #Justice


Era stata condannata a morte per aver ucciso il suo stupratore, oggi, dopo la mobilitazione di tutto il web, di personaggi famosi e di politici (anche italiani), la condanna a morte è stata fermata e tramutata in 5 anni di carcere (10 mesi li ha scontati già dacché detenuta dal 3 agosto 2017).


LA SPOSA BAMBINA (STUPRATA)
Siamo in Sudan. Costretta a sposarsi a 15 anni con un uomo molto più grande di lei, Noura fuggì da casa cercando rifugio dalla zia per tre anni. Fu ingannata da suo padre che la consegnò alla famiglia di suo marito. Dopo che Noura rifiutò di consumare il matrimonio, la ragazza fu violentata.
Quando i parenti di suo marito, un fratello e il cugino, la trattennero mentre veniva violentata, la ragazza non ha sopportato più queste violenze. Il giorno dopo suo marito cercò di violentarla di nuovo, ma lei lo pugnalò a morte. Quando andò dai suoi genitori per chiedere aiuto, loro la consegnarono alla polizia.

Il ricercatore sudanese di Amnesty International, Ahmed Elzobier, spiegò che fu la prima volta che un caso di questa natura avesse attirato tanta attenzione. «In Sudan, lo stupro coniugale avviene spesso ma la gente non ne parla», spiegò.

Era partita così una petizione su change.org con l' hashtag #justiceforNoura, che, ad oggi, ha superato 1 milione e 400mila firme.

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