sabato 5 maggio 2018

Il "Casu Marzu" sardo è uno dei cibi più pericolosi al mondo


di Lapenna Daniele


Anche se molti non lo sanno, esiste una lista con i cibi più pericolosi al mondo. Si tratta di cibi che possono causare la morte o gravi problemi di salute.
Troviamo ad esempio l' ackee, un frutto che assomiglia a un peperone e cresce in alcune isole dei caraibi, i cui semi sono altamente tossici, oppure il fugu, ovvero il pesce palla giapponese che contiene alte dosi di tetradotossina, ma troviamo anche un alimento italiano: il casu marzu. o casu frazigu (formaggio fradicio).

Si tratta di formaggio pecorino colonizzato dalle larve della mosca casearia (Piophila casei): il formaggio viene lasciato a disposizione delle mosche le quali depongono le loro uova permettendo, così, la nascita di quei vermi (vivi) tipici del formaggio.

Anche se è conosciuto come prodotto tipico della Sardegna, è prodotto e tramandato anche dagli abitanti delle altre regioni italiane (oltre che esser un prodotto conosciuto e prodotto anche in Corsica) come Abruzzo (marcetto), Basilicata (casu cu i vierm), Liguria (gorgonzola co i grilli, ovvero i vermi), Friuli (salterello), Emilia Romagna (urmai nis), Puglia (frmag punt), Calabria (casu du quagghiu), Molise (caciè punt),  Piemonte (bross ch'a marcia) e Veneto (formaio coi bai).

Il casu marzu sardo, però, è inserito nell' elenco dei cibi più pericolosi al mondo. Sul sito dei Guinness World Records, troviamo la descrizione:
« Il formaggio più pericoloso per la salute umana è il Casu Marzu (o "formaggio marcio"), un formaggio di latte di pecora prodotto illegalmente considerato una prelibatezza in Sardegna, Italia. È essenzialmente un formaggio pecorino lasciato a marcire, dove le mosche possono deporre uova con conseguente migliaia di vermi (larve di mosche) che lo infestano. Gli enzimi prodotti da questi larve favoriscono il processo di fermentazione del formaggio, che a sua volta aggiunge al gusto desiderato di esso. I pericoli possono verificarsi quando i vermi, una volta consumati, possono sopravvivere all'acido dello stomaco per passare attraverso le pareti dell'intestino, causando vomito, dolore addominale e diarrea sanguinolenta »


Le norme tecniche emanate dall'Unione Europea non ne consentono più la produzione che è, quindi, proibita dalla legge per la commercializzazione di prodotti alimentari. Questo perché la sua produzione è in contrasto con le norme igieniche e sanitarie stabilite in sede comunitaria.

Per poter salvaguardare questo prodotto la regione Sardegna lo ha inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani: tale riconoscimento certifica che la produzione è codificata da oltre 25 anni così da poter richiedere una deroga rispetto alle normali norme igienico-sanitarie.

Nel 2005 alcuni allevatori sardi in collaborazione con la facoltà di Veterinaria dell'Università di Sassari, per poter produrre questo formaggio legalmente e con le adeguate garanzie igieniche, hanno incaricato l'istituto di Entomologia agraria di Sassari di realizzare un allevamento di Piophila casei in ambiente controllato, per poter ottenere il pieno controllo dell'intero processo produttivo. 



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