Visita la Homepage di tutti i blog

Visita la Homepage di tutti i blog
segui anche la pagina FB

martedì 8 aprile 2014

Terremoto in Calabria: si punta il dito contro le trivelle al largo della costa vicinissime all' epicentro del sisma


Cresce il timore delle conseguenze dell'alta attività di trivellazione al largo delle coste crotonesi. Dall'analisi di alcuni dati dell'Ingv emergerebbe una influenza della ricerca petrolifera sui recenti sismi senza contare l'enorme frana che si trova sul fondo marino crotonese proprio nei pressi dell'epicentro dell'ultimo sisma

CROTONE - Il terremoto di magnitudo 5.0 registrato sabato alle 12,24 e localizzato nel mar Ionio, circa 18 chilometri a sud ovest di Capo Rizzuto, ad una profondità di 66 km, ha provocato molta paura ma nessun danno con segnalazioni da tutto il Sud. Sono seguite altre due scosse, ed in particolare, la prima di magnitudo 2.4 registrata ad una profondità di oltre 169 chilometri.
L’Ingv sul suo sito scrive che «analizzando il catalogo strumentale degli ultimi 30 anni è possibile rilevare in quest’area un certo numero di eventi a profondità subcrostale. Questa sismicità profonda è attribuibile al fenomeno di subduzione di litosfera ionica che in quest’area inizia a piegarsi al di sotto dell’Arco Calabro».Sempre l’Ingv sottolinea che «secondo la mappa di pericolosità del territorio nazionale espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, la fascia costiera crotonese è classificata con valori di 0.225-0.250 g.».

L’approfondimento dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia avvalora la preoccupazione dei cittadini crotonesi, che è legata ai timori reconditi che ogni terremoto suscita e che rimanda al mai cessato timore che questo tipo di fenomeno possa derivare dalle attività estrattive di idrocarburi in corso nel mare antistante la città.

Un’ulteriore preoccupazione, poi, emerge dal fatto che la scossa è stata registrata proprio nell’area in cui i ricercatori del Cnr hanno individuato una mega frana marina che sta interessando, da millenni, il promontorio Lacinio.
Per l’Organizzazione Lucana Ambientalista (OLA) la riproposizione della nuova istanza altro non è che «l’effetto del decreto di riperimetrazione delle aree offshore attuato dall’ex ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato». Le continue richieste di estrazione, in realtà, sono anche la conseguenza di quanto si è prefissato come obiettivo la Sen (Strategia energetica nazionale) pubblicata dal ministero dello Sviluppo economico l'8 marzo 2013: il raddoppio nel giro di pochi anni della produzione di idrocarburi nazionali: per soddisfare il 20% dei consumi italiani contro l'attuale 10%.
La preoccupazione per questa nuova richiesta di trivellazione nasce dal fatto che «le ricerche della Enel Longanesi prevedono prospezioni sismiche con la tecnica dell’Airgun, nonchè la possibile perforazione di pozzi di idrocarburi a 12 miglia nautiche dalla costa Jonica – continua la OLA - questi pozzi potrebbero deturpare una delle zone più caratteristiche del Mar Jonio per almeno 20 o 30 anni con gravi implicazioni per la flora e la fauna marina».

Le preoccupazione dei cittadini crotonesi e di quelli che si affacciano sullo Ionio, sono più che giustificate considerato che «il progetto dell’Enel Longanesi Developments Srl, non è una semplice prospezione geologica, ma è un punto di partenza per una vera proposta di perforazione del Mar Jonio – Golfo di Taranto».

8 commenti:

  1. Non ho le competenze per capire se si tratta di un allarme giustificato o no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche se lo fosse, penso sarebbe impossibile bloccare le trivellazioni

      Elimina
  2. concordo con dalle8alle5.Buon pomeriggio Daniele

    RispondiElimina
  3. Se scompaio da blogger saprete perché sono morta ;-)
    Li odio i terremoti..non basta che la Calabria è di per se zona molto sismica, ci si mettono pure loro a trivellare..eh, che mi tocca vedere!Help us xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spigni de llà, spigni de qquà, e il balletto la terra te farà!
      Purtroppo, che sia la causa o meno, rimane il fatto che inquinano
      e spesso distruggono l' ambiente.
      Il petrolio sta finendo, il caldo se ne va, arriva pocket coffee, ma che felicità!

      Elimina
    2. Oltre al danno la beffa: il pocket coffee manco lo mangio xD

      Elimina
    3. No!! Io nel passato ero Pocket Coffee dipendente
      *_*

      Elimina

Scrivi la tua opinione, ma sempre nel rispetto di tutti

►Per visualizzare gli ultimi post, cliccate su "Carica altro..."
►Per proseguire nella lettura dei post precedenti, clicca su "Post più vecchi"

► Per rimanere aggiornato sui nuovi commenti in risposta al vostro, cliccate su
"inviami notifiche". I nuovi commenti arriveranno direttamente alla vosta mail.
Potrete cancellare l'iscrizione con un click alla mail che riceverete (su annulla iscrizione).
L'iscrizione (ovviamente) è gratuita.

► Mi scuso per aver riattivato, ancora una volta, la MODERAZIONE COMMENTI, ma purtroppo ci sono aziende che pagano utenti per riempire i post dei blog con decine e decine di commenti spam ogni giorno.
Il vostro commento, se non è spam pubblicitario, sarà SEMPRE pubblicato.
Grazie