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martedì 1 ottobre 2013

Nasce il primo social network per bambini dai 6 ai 12 anni: la tecnologia infusa troppo presto, non è dannosa? La nuova generazione dipendente dalla tecnologia: persone deboli succubi dell' apparenza


Esiste on line un sito web, Tweegee.com, un social network nato nel 2008 dove ci si può iscrivere e comunicare con gli amici.
Ehmbé,vi chiederete: cosa c'è di strano?
Di strano c'è che è un social network per bambini di età compresa fra
i 6 ai 12 anni.

Ed ora esiste anche la versione italiana: Twigis.it

PERCHE' COMUNICARE VIA WEB ANZICHE' DI PERSONA?
Come si legge dal sito adnkronos "il sito offre loro uno spazio sicuro e controllato per esprimere la propria creatività, per giocare e imparare, informarsi e interagire con amici e compagni di scuola"
Un sito per esprimere creatività? Per comunicare con gli amici?
Non esiste più la vecchia maniera dei miei tempi ( sono così vecchio?! ) di ritrovarsi nel campetto vicino casa e quindi "comunicare" sì, ma dal vivo?

Il social network è divenuto famoso e si è espanso in maniera impressionante in Russia, Turchia, Brasile e Argentina raggiungendo rapidamente gli oltre 4 milioni di bambini collegati.
Nella versione italiana, dicono le statistiche riportate nell' articolo, ogni utente ( il bambino ) registrato, naviga in media circa 19 minuti, sfatando il mito che i bambini passano tutto il tempo libero su internet.
Ricordando che questa è una media ( che si ottiene sommando tutti i dati e dividendoli per il totale ),  capiamo che ci sono bambini che si collegano qualche minuto, e bambini - sicuramente o, meglio, molto probabilmente - che rimangono connessi più ore, con il genitore che si trova spesso in un' altra stanza, forse anch' egli connesso, che forse sta giocando a Farmville o altri giochini di Facebook.

TROPPA TECNOLOGIA, IA IA OOH
Mi sovviene un commento che lessi in una pagina di Facebook che parlava delle mamme casalinghe.
Una di esse scrisse: "C'è mio figlio qui vicino che mi chiama: vuole un panino. Che faccio? Lo faccio mangiare?".

Certo, non c' azzecca na mazza con l' articolo ( e quando mai?! ) però a pensarci bene,
non era meglio il mondo con poca tecnologia? Quando ci si incontrava nei soliti posti con gli amici?
Quando, nel caso cercassi un amico, o telefonavi al telefono di casa, oppure dovevi cercarlo all' oratorio o al campetto?
Certo, sì, lo so, sono sempre le solite questioni, ma mica ci si sofferma a pensare che Internet isola ancora di più i bambini, ragazzi e ragazzetti, più di quanto la società reale faccia ogni giorno!
Quelli timidi che diventano poi estroversi in maniera impressionante in web, visto che hanno una "maschera", si tramutano poi in soggetti rabbiosi, convinti che, almeno su Internet, ora riescono a farsi rispettare e "ad essere qualcuno". C'è chi entra nel giro della droga
e chi invece nel giro dei giochini in web o social network. Chi diventa talmente dipendente dal computer che, nel caso l' arnese tecnologico si rompesse d' improvviso, inizia a sentirsi perduto, triste, angosciato.


INTERNET: CONNESSI SEMPRE. E OVUNQUE
Ho già parlato di Internet e di tecnologia in altri post, ma non mi stanco mai di ritornarci sopra.
Più andiamo avanti, più noto che le persone vedono normale munirsi di smartphone e di connessione al web. Già, connessi sempre e comunque. Ma perché bisogna esser connessi 24 ore su 24? Perché non si ha un cazzo da fare. Perché probabilmente sono persone che non hanno problemi di denaro o persone deboli, che hanno paura di sentirsi messi da parte dagli amici solo perché non hanno un cellulare ultima generazione. Persone che non hanno carattere e sono succubi dell' apparenza, ci si adeguano, anche se spesso non vorrebbero farlo.
Mi è capitato di andare alla posta e vedere tizi che erano connessi ad internet: sai com'è, nel frattempo che aspetti, controlli che tempo fa. E al cinema? Durante l' intervallo vedere ragazzini connessi a Facebook.
Ma vi volete godere la vita? Volete ricominciare a gustarvi tutto ciò che avete intorno? Lo sapete che una foto, un video, un commento, è una cosa che non esiste?
Già, sul computer si hanno milioni di file, molti importantissimi, altri meno, eppure nessuno riflette sul fatto che sono virtuali. Non puoi toccarli con mano. Non puoi stringerli, strapparli, morderli. La realtà è un' altra cosa. Se ti manca la realtà, non sei vivo.
E' assurdo "avviare" un bambino di 6 anni alla tecnologia, dar lui in mano un cellulare che è talmente grosso che lo tiene con due mani. Gettarlo così, d' un botto, nella tecno-dipendenza, gettarlo nell' oceano di internet dove con un click puoi vedere già come si partorisce o come si còpula.

Beh, certo, come si suol dire "so cazzi loro", però è tristissimo vedere un gruppo di ragazzini, tutti assieme, ma ognuno con la mente e lo sguardo sul proprio cellulare.
E' un argomento interessante, da approfondire meglio, vista la vastità di argomenti da trattare.
Ci ritornerò sopra più avanti...vàh...

Articolo di Lapenna Daniele

4 commenti:

  1. Wao, approdo qui e nello stesso giorno trovo due articoli interessantissimi.
    Anche questo è un articolo che affronta un tema a due facce.
    Ormai non si può prescindere dalla vita virtuale. Ormai non si può prescindere dalla tecnologia.
    E' sempre l'abuso e l'esagerazione che sono elementi sbagliati.
    Un social per bambini potrebbe essere eticamente discutibile, ma se tali bambini hanno una vita normale tutto ciò potrebbe essere solo la versione moderna del gioco dei walkie talkie o delle telefonate lunghissime tipiche delle ragazze anni '80-'90...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Di solito cerco notizie utili ( come quelle che trovi nel menu in alto )
      oppure curiose.

      Sì, infatti la vita attuale ( e soprattutto il futuro ) fa sì che dovremmo necessariamente adeguarci a tutte le novità tecnologiche: chi non è adeguato, sarà messo fuori.

      Io difatti trovo sbagliato la tecnologia "sempre e ovunque". Se ad esempio sei fuori casa, non vedo perché connetterti ad un social network per giocare o chattare con gli amici.
      I Walkie Talkie li ricordo, ehehe, però lì avevi un range di distanza oltra il quale non è che funzionavano come cellulari. Quindi era sempre un gioco dove eri con il tuo amico e giocavi nell' ambiente.

      I genitori dovrebbero far sì che i bambini apprendano nozioni e notizie su internet ( che sono l' utilità più grande del web ).

      Ciao Moz!!

      Elimina
    2. Beh, magari tutto questo che abbiamo oggi è l'evoluzione su larga scala dei walkie talkie :p
      In ogni caso, sì... è bruttissimo vedere gente che gioca a Candy Crush Saga durante una cena, una gita, una camminata.
      Il problema è che ora ti arrivano continuamente le notifiche di twitter-fb-whatsapp, e non si tratta di utili sms (che hanno un prezzo e non vengono sprecati per cose sciocche, almeno nel 90% dei casi), ma di argomenti-passatempo...

      Moz-

      Elimina
    3. Infatti è bruttissimo, anzi, è assurdo.
      Ormai Internet non è più solo un servizio di utilità, ma un intruso in qualsiasi situazione a qualsiasi ora del giorno.

      Elimina

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