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venerdì 18 ottobre 2013

Anche la Svizzera firma contro l'evasione fiscale: la collaborazione permetterà scambi di dati fra gli altri Paesi cercando coloro che si sottraggono al fisco con i conti all' Estero


Nuovo colpo al segreto bancario: siglato il protocollo Ocse contro l'evasione fiscale

La Svizzera compie un altro passo a favore della lotta all'evasione fiscale, assestando un altro colpo al segreto bancario. la Confederazione e' diventata il 58esimo Paese a siglare la «Convenzione Multilaterale sulla Mutua Assistenza Amministrativa in Materia Fiscale».

La firma è avvenuta nella sede dell'Ocse a Parigi dove è domiciliata la Convenzione e segue l'approvazione da parte del Governo elvetico avvenuta la scorsa settimana. «L'adesione alla Convenzione manda un segnale chiaro e forte sul fatto che la Svizzera fa parte della comunità di Stati che ritiene una necessità la collaborazione internazionale in materia di tassazione», ha commentato il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria.
«La firma conferma l'impegno della Svizzera nella lotta globale contro la frode e l'evasione fiscale, al fine di salvaguardare l'integrità e la reputazione del Paese quale centro finanziario», ha da parte sua indicato l'ambasciatore svizzero presso l' Ocse Stefan Flukiger.

COSA PREVEDE LA CONVENZIONE
La Convenzione prevede che i Paesi firmatari collaborino nel dare la caccia a quanti si sottraggono al fisco domiciliando all'estero i propri averi. La collaborazione prevede non solo lo scambi di dati, ma anche controlli fiscali simultanei e l'assistenza nella raccolta di imposte.
Secondo Pascal Saint-Amans, direttore del settore fisco dell'Ocse, la Convenzione «prepara il passaggio allo scambio automatico di dati fiscali», che l'Ocse vuole rendere una norma internazionale possibilmente a partire dal 2015.

La Convenzione già prevede l'opzione dello scambio automatico, ma solo dopo un accordo tra i singoli Paesi interessati a questa forma di assistenza. Riferendosi al numero sempre maggiore di Paesi che hanno aderito alla Convenzione o si apprestano a farlo - tra cui i paradisi fiscali che battono bandiera britannica - Saint Amans ha sottolineato che quello che si è messo in moto è «un movimento ineluttabile» e che i Paesi che non faranno parte della Convenzione finiranno per essere marginalizzati.

In prospettiva, il responsabile Ocse vede anche «la fine del segreto bancario» per la Svizzera. Per ora, comunque, la Convenzione non prevede nulla di così decisivo. Anche perchè il protocollo dovrà essere ratificato dal Parlamento svizzero, un passaggio che si presenta arduo, secondo gli osservatori e che richiederà quindi tempo.

1 commento:

  1. Sarebbe come a dire che Siffredi diventerà casto, IMHO.

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