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lunedì 15 aprile 2013

Chat hard col 13enne: maestra nei guai per rapporto completo consumato in un parcheggio. La donna si era masturbata più volte in webcam davanti al 13enne ed i suoi amici


ROMA - Si era invaghita di un ragazzino conosciuto in Rete.
E alla fine lo aveva coinvolto in giochi sessuali davanti alla webcam  Lei, un’educatrice scolastica in un asilo, ha trent’anni. Lui solo tredici. Una storia che è partita dal sesso virtuale ed è finita con un vero rapporto consumato in un parcheggio, in macchina, in pieno giorno, a dispetto dell'età. La vicenda, scoperta per caso dalla madre del ragazzo, è finita in procura, dove la presunta pedofila, B.D., dipendente in un asilo nido, è stata rinviata a giudizio per atti sessuali con un minorenne di anni 14 e per detenzione di materiale pedopornografico. Il caso denunciato ai carabinieri di Tor Bella Monaca nell'inverno del 2011 era finito sulla scrivania del pm Maria Bice Barborini. La denuncia della madre era dettagliatissima.

LA MAMMA
«Mio figlio ha 13 anni e frequenta il secondo anno della scuola media - aveva spiegato la madre terrorizzata - Abbiamo un buon rapporto e spesso si confida con me. A giugno mi ha raccontato di aver avuto contatti su Facebook insieme ad altri amichetti con una donna di circa trent'anni, dedita a rapporti completi con minorenni. Poi ho saputo che la donna era arrivata a spogliarsi e a masturbarsi davanti alla web cam mentre loro ridevano e giocherellavano». Scatta l'allarme.
La donna comincia a
controllare il pc del figlio e soprattutto il telefonino, dove legge messaggi per accordarsi per appuntamenti, fino a quel momento saltati: «Ti verrò a prendere in un altro momento, ora non posso», oppure «Ci vediamo un altro giorno».

L'APPUNTAMENTO
Fino a quando arriva l'appuntamento chiave, per una mattinata di ottobre: «Ci vediamo alle 11 davanti alla chiesa, a Tor Bella Monaca». L'allarme è ormai scattato. E la mamma del tredicenne si spazientisce: «Dimmi che stai combinando. Chi è questa donna che ti assilla?». Il ragazzino spiega: « E' una educatrice scolastica. Finora ci siamo visti sul web. Solo una volta ci siamo incontrati davanti alla chiesa di via Grotta Celoni, io ho marinato la scuola, poi lei mi ha portato con la sua auto nel parcheggio Atac di Grotta Celoni, dove abbiamo fatto sesso ». Nella denuncia si parla di rapporti orali e completi. «Ho un po' paura che qualcuno ci veda», avrebbe detto la donna. E poi: «Non ti preoccupare, se si avvicina qualcuno gli dico che ti sto violentando».

FILMATI
Il minore viene convocato a palazzo di giustizia e conferma i contatti via web e l'incontro. L'educatrice viene interrogata dal pm Barborini. Ma lei nega i contatti sessuali. A tradirla però il riscontro sui tabulati e la sua passione per le foto pedopornografiche.

2 commenti:

  1. E' in casi come questi che vorrei fosse reintrodotta la pena di morte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No io sono contrario alla pena di morte.
      Io metterei il lavoro in miniera.
      E' troppo comodo morire. Dovrebbero rimanere in vita
      e ricordarsi ogni giorno quel che hanno fatto.

      Elimina

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