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martedì 10 luglio 2012

"Per un calcio nel sedere a mio figlio sono diventato il mostro di Epcot".Parla l' infermiere italiano arrestato a Disney World



«Sono quello che è stato descritto come il Mostro di Epcot, voglio raccontarvi
la verità sull’inferno che ho attraversato». Dario Napolitano è l’infermiere
di 41 anni arrestato a Disney World il 30 giugno con l’accusa di aver dato dei
calci in faccia al figlio di tre anni, ed ora che tornato a Napoli è determinato a
«fare chiarezza sull’incredibile vicenda».

Cominciamo dall’inizio, cosa è avvenuto quel sabato
a Disney World di Orlando?

«Ero con mia moglie e i miei due figli, di 9 e 3 anni, dentro il gioco “Messico”
di Epcot. Mio figlio di 9 anni spingeva il passeggino, per errore ha messo il piede
sul freno e il piccolo di 3 anni è caduto in avanti, sanguinando al volto.
Mi sono arrabbiato e ho dato un calcio nel sedere al figlio di 9 anni, rimproverandolo
molto anche perché il piccolo appena nato è stato operato per un glaucoma
congenito bilaterale».

Dunque il calcio lo ha dato al figlio grande non al piccolo?
«Sì, ma pochi attimi dopo si è avvicinato un turista americano con la birra in mano,
ha iniziato a rimproverarmi. Non parlo inglese ma in qualche maniera gli ho detto
“fatti i fatti tuoi che questo è figlio mio”. Stavo pulendo il volto insanguinato del piccolo. Immagino sia stato lui a chiamare gli agenti».

Quando è arrivata la polizia?
«Forse dieci minuti dopo. Hanno portato me, mia moglie i miei figli nella conference room
di “Messico”, ad un piano superiore. C’erano gli agenti, il personale del parco
e una giovane dipendente italiana di nome Alessia, credo di Pordenone,
che ha fatto da interprete, e soprattutto c’era uno sceriffo di una crudeltà disumana».

Cosa ha fatto lo sceriffo per essere così crudele?
«Ci ha tenuto lì per quasi quattro ore. Ha interrogato me e mia moglie separatamente.
Ha scattato delle foto al piccolo. Ha ascoltato i dipendenti di Epcot e quigfdndi
mi ha separato da mia moglie e mi ha ammanettato. L’ho pregato di non farlo
per evitare lo shock per i miei figli ma lui mi ha risposto “sono manette di plastica”.
Me le ha messe a mani e anche ai piedi mentre una poliziotta all’improvviso
afferrava mia moglie, sbattendola in terra. I miei figli gridavano, piangevano.
Un trauma. E’ stato terribile, un autentico incubo. Anche perché non sapevo
cosa stava avvenendo. Mi hanno fatto uscire da un’uscita secondaria e messo
dentro un’auto della polizia, sotto il sole della Florida, dove sono rimasto per quasi sei ore».

Cosa ha pensato in quel momento?
«Non capivo cosa avveniva, tanto che immaginavo di far causa a Epcot
per maltrattamenti. Quando mi hanno preso dall’auto mi hanno portato in prigione,
tolto il cellulare e messo in una grande sala con altri detenuti dove ho passato
la notte, uscendo solo alle 4 del mattino seguente. Mi hanno perfino detto che
mia moglie non era la madre dei miei figli perché non avrebbe mai potuto accettare
ciò che io avevo fatto. Alla fine stavo talmente male che, uscito dal carcere,
sono dovuto andare in ospedale a farmi controllare».

Come è uscito dal carcere?
«Mio cognato, che era in vacanza con noi, ha pagato la cauzione di 2000 dollari.
Mi hanno restituito il passaporto e ho deciso di continuare la mia vacanza,
come avevamo programmato».

Dove è andato dopo Orlando?
«A New York, mi sono rivolto al Consolato italiano dove ho parlato con
un carabiniere di Napoli e una funzionaria ma non mi hanno dato alcuna assistenza.
Non mi hanno saputo dire nulla. Incredibile. Mi hanno detto di tornare in Florida,
di scrivere una lettera al Console di Miami ma, visto che avevo il passaporto,
ho deciso di tornare in Italia».

Quando è arrivato a Napoli?
«Domenica, appena arrivato sono stato travolto dagli sfottò dei colleghi.
Sono stato dipinto come il mostro di Epcot per una vicenda che ha dell’incredibile».

Che spiegazione si è dato di quanto avvenuto?
«Secondo me la polizia di Orlando ha visto il mio cognome, ha visto che ero di
Napoli ed ha pensato che fossi in qualche maniera collegato al presidente della
Repubblica. Ha pensato di fare un gran colpo».

Ora a Orlando ci sarà il processo per abusi su minore, ci andrà?
«Ho un avvocato a New York che sta cercando un legale a Orlando per rappresentarmi
al processo ma il problema è che per difendermi mi chiedono una cifra iniziale
di 10 mila dollari. Per me è una somma esorbitante. Non so cosa fare nè a chi
chiedere aiuto. Altro che mostro, sono io ad essere precipitato all’inferno».

di
Maurizio Molinari
da http://www.lastampa.it

9 commenti:

  1. Ben gli sta.
    Uno che prende a calci un figlio merita questo e altro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ed ha anche il coraggio si sentirsi vittima!

      Elimina
  2. Mah! Se è vera la sua versione non vedo niente di delinquenziale nel dare un calcio nel sedere -che è diverso dal "prendere a calci"- il fratello grande che fa cadere quello piccolo.
    Perchè, voi siete di quelli che "mai e poi mai uno scappellotto"??
    A mio parere il permessivismo, il lassismo e il deficit di palle di tanti genitori moderni fanno molti più danni di uno scappellotto dato non per far male ma per mettere un paletto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io penso che a un bambino di nove anni, addirittura un calcio ( seppur "calcetto" ) o uno schiaffetto sia solo
      un modo per accrescere la rabbia nel bambino.
      Se non si spiega al bambino che il fratellino non sta bene,
      se non gli si insegna l' educazione, è normale
      che questi faccia quello che gli pare!
      Ma usare le mani, seppur leggere già ad un bambino, beh,
      non mi pare proprio l' educazione.
      Siccome non siamo animali ed abbiamo la parola,
      dobbiamo parlare e spiegare cosa è giusto, cosa è sbagliato,
      cosa si deve e cosa non si deve fare.
      A me lo hanno insegnato, l' ho imparato,
      e non mi hanno dato mai neanche uno schiaffo.

      Elimina
  3. Io invece credo nel valore educativo dello scappellotto, e PERFINO del castigo, guarda te che antiquata sono!
    Naturalmente solo dopo aver sparato le cartucce di pace, cioè il fin troppo osannato e abusato bla bla bla, tutti quegli interminabili spiegoni che rischiano di triturare le palle al povero bambino più che una schietta, rapida e salutare scurlita ).
    Avrei degli aneddoti carini, ma la storia diventerebbe lunga e noiosa :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma hai dei figli? Quindi quando serviva gli hai dato
      un calcetto o un bel scappellotto?
      Se un bambino di 9 anni fa quello che gli pare a lui e non ascolta, il problema è a monte.
      Se da piccolo non gli si insegna che certe cose
      non vanno fatte,come fa ad ubbidirti quando è più grande?
      Anche qualche schiaffetto fa accumulare rabbia, e nervosismo.
      Vedrai quando cresceranno come diverranno.
      Solo il futuro darà ragione :)

      Elimina
  4. ohhh Penna
    i miei figli mica li ho tirati su a mazzate!
    Quel che voglio dire è che secondo me uno che dà uno scappellotto a un figlio o -udite udite, a un figlio d'altri -scandalo, scandalo!- non è un delinquente, e che il lassismo può fare danni ben più gravi.
    Comunque, ognuno è libero di avere la sua opinione, e io ti lascio la mia :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ed è ben accetta!! Ahahaha :D
      Io adovo i pareri contrari. Cazzo almeno
      si discute di qualcosa!

      Ci mancherebbe che li hai tirati su a colpi di king fu! O_o
      Io proprio non darei schiaffi, perchè penso
      che se tu insegni il comportamento a tuo figlio, ed accade che lui trasgredisce, c'è un perchè.
      Ho visto genitori severi peggio delle guardie naziste, ed ho visto genitori che gli lasciano fare di tutto.
      Certo, gli estremi fanno tutti male!
      L' importante è che si educhi il figlio, poi, quando sarà grande, in base ad esperienze, o anche a cattive o buone compagnie, cambierà la sua educazione.

      P.S.:
      se non hai pareri contrari non commentare eh!!
      ahahahahahaaha
      ciao Silvièèè buona domenica!!
      E nun me menà eh!

      Elimina
  5. Invece stavolta sono d'accordo, guarda un po' te che storia ...
    ... e commento pure, guarda un po' te che bastarda contraria sono!
    Concordo con il primo capoverso: quando leggo blog farciti di concordia, salamelecchi e complimenti mi viene un poco di nausea e subito dopo un gran sonno.
    Che ci vuoi fà, ognuno ha il carattere suo, e il mio è battagliero :)

    RispondiElimina

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