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lunedì 23 aprile 2012

Gelato artigianale sano? Falso! Tra emulsionanti ed addensanti provocano anche tumori



Sta arrivando l' estate, e come ogni anno il primo pensiero non va solo al mare, ma soprattutto ai cibi della stagione calda. Come ad esempio il gelato artigianale.
Dottori e nutrizionisti consigliano un gelato alla settimana anche come pranzo, eppure anche il gelato che troviamo nelle gelaterie non è del tutto sano. Contiene un insieme di conservanti, additivi
e altre sostanze che addirittura provocano tumori. La domanda quindi è:
il gelato artigianale è veramente sano rispetto a quelli confezionati?

DI ARTIGIANALE? I CONSERVANTI
Ovviamente quando un gelataio crea i gusti, sa che non li venderà tutti nel giorno stesso, e quindi è scontato che ci siano conservanti. Oltre agli ingredienti soliti ( latte, panna,
tuorlo d' uovo, formaggi, yogurt...) troviamo:
saccarosio, destrosio, sciroppo di glucosio ( che non sono altro che zuccheri aggiunti )
latte in polvere, oli vegetali ( quelli che troviamo anche nelle merendine e biscotti confezionati ), aromi.

Passiamo agli Emulsionanti:
lecitina di soia, monodigliceridi degli acidi grassi.
Gli emulsionanti ( indicati tra gli ingredienti con le sigle da E400 a E499 ), servono in sostanza a rendere meno liquido l' impasto, e quindi a renderlo cremoso. Lo troviamo praticamente dappertutto, dalla maionese ai detergenti liquidi.

Ecco gli Addensanti ( si tratta di un elenco ma ognuno sceglie quali e quanti metterne ):
agar-agar, farina di semi di carruba, farina di semi di guar,alginato di sodio,
acido alginico, gomma di tara, gomma di gellano, carragenina..

Vi basta entrare in una gelateria e leggere il libro degli ingredienti che per legge dev' esser obbligatoriamente esposto e consultabile da ogni consumatore. Intanto a questo link http://it.wikipedia.org/wiki/Additivo_alimentare  trovate l' elenco completo di tutti i conservanti ( quelli con la sigla del tipo E470 ) così che quando vi imbatterete in loro, leggendo le etichette, potrete scoprire che conservanti siano.

LA CARRAGENINA
Carragheen
Nell' elenco ho messo per ultima la carragenina, perchè è quella che preoccupa leggendo cosa provoca nell' organismo.
Ovviamente gli organi ufficiali che tutelano i cibi ufficializzano che la carragenina non è nociva e non provoca danni sulla salute dell' uomo. Ma ovviamente, non potrebbero dire altrimenti visto che è molto
impiegato nell' industria alimentare.
Ci sarebbe un crollo di vendite vertiginoso.

La carragenina è un composto gelatinoso ottenuto dalla lavorazione del tallo di diverse alghe rosse o Rodoficee, come il Carragheen (noto anche come Musco d'Irlanda o Fuco crispo - foto), da cui prende il nome. La trovate tra gli ingredienti con la sigla E407. Viene addizionato in gelati, carni in scatola, marmellate, e tutto ciò che come impasto resterebbe liquido, ma invece lo troviamo morbido e gelatinoso.
Come integratore, trova spazio come coadiuvante ( aumenta il senso di sazietà ), ma anche per il trattamento sintomatico della stitichezza ( è un lassativo di massa, che aumenta il volume della massa fecale). La carragenina è molto utilizzata come eccipiente inattivo anche in tecnica farmaceutica
dove rientra nella composizione di dentifrici, fissatori per capelli e shampoo.

CARRAGENINA = TUMORI

La carragenina è considerata un additivo sicuro, anche se alcuni suoi derivati a basso peso molecolare che si formano in condizioni di alte temperature e acidità, possono causare ulcerazioni, infiammazioni e tumori del tratto gastrointestinale.
Alcuni studi sugli effetti delle carragenine sulla morfologia dell’epitelio intestinale, hanno evidenziato che l'ingestione di elevate quantità di carragenine native o in forma degradata è associata proprio a ulcerazioni intestinali. Altri studi hanno evidenziato che i suoi derivati a basso peso molecolare
che si formano in condizioni di alte temperature e acidità, possono causare anche tumori del tratto gastrointestinale.

Tuttavia la Commissione Europea EFSA incaricata di valutare la sicurezza del suo impiego ha dato un parere diverso nel Marzo 2003:
«There is no evidence of any adverse effects in humans from exposure to food grade carrageenan, or that exposure to degraded carrageenan.» However, despite these conclusions, the Committee endorsed the establishment of a specification for carrageenan in which a molecular weight limit of not more than 5% below 50,000 daltons (50 kDa) would be implemented, «if feasible».

"Non ci sono prove di effetti collaterali nell'uomo dall'esposizione al cibo di qualità carragenina, o che l'esposizione a degradato carragenina. »Tuttavia, nonostante queste conclusioni, il Comitato ha approvato l'istituzione di una specifica per carragenina in cui un limite di peso molecolare di non più del 5% al di sotto di 50.000 dalton (50 kDa) sarebbe stato attuato, «se possibile»"

IGNARI E CONTENTI
Ma, ognuno di voi sa cosa mette un gelataio nell' impasto? No.
Come accade anche negli alimenti confezionati. Questi ultimi contengono vari olii e sostanze
anche di scarto gettate negli impasti. Purtroppo la legge impone solo di indicare gli ingredienti, ma non le esatte quantità nè la loro provenienza. Le battaglie degli organismi in difesa dei diritti dei consumatori sono riuscite ad obbligare le ditte ad esporre in dettaglio gli ingredienti, ma su questo c'è ancora molto da fare.

Il punto è semplice e tragico: un biscotto, un gelato confezionato, un pacco di cereali integrali, un formaggio conservato, anche se pubblicizzato come light o 'leggero', contiene sempre alimenti che lo compongono che provengono da altri continenti.
Troviamo così biscotti che utilizzano olii di scarto, alimenti che tra gli ingredienti hanno formaggi misti disciolti mischiati con additivi acidi e latte conservato che è mischiato con latte di provenienza ignota.

 Il punto è che la legge non permette di sapere cosa esattamente ci sia dentro. Ciò che possiamo fare è solo leggere le etichette e limitare al massimo l' uso di questi cibi: leggeri, light, senza zucchero,
sono solo trappole per consumatori
stolti.
Per averne la prova vi basta prendere i biscotti che vengono pubblicizzati come leggeri, e biscotti che credete siano 'grassi'. Leggete l' etichetta e guardate la differenza degli ingredienti per quantità di 100 gr.
Noterete che quelli leggeri o light hanno, seppur veramente meno grassi, maggiori zuccheri. E quindi alla fine i soliti biscotti sono migliori ( si fa per dire) di quelli light.
Truffati, malati, ma contenti.


Articolo di Lapenna Daniele

2 commenti:

  1. Purtroppo quasi nessuno legge gli ingredienti di quello che compriamo.
    E ancor meno vanno a cercare il significato delle sigle che compaiono sull'etichette.
    Tutto legale, dicono.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Essì, è legge sbagliata legalizzata!
      Io c'ho la fissa con le etichette.
      Non per vedere le calorie, ma per scoprire e sgamare
      la zuccherosità e grassosità di un cibo cosidetto
      "sano e light"... che invece poi non lo è proprio!

      Elimina

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