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giovedì 23 febbraio 2012

"Gridavo basta, basta ma i quattro poliziotti continuavano a colpire"



« Un’aggressione terribile che mi segnerà tutta la vita.
Mai avuto tanta paura. Mi stavano ammazzando di botte»
Marinella Alotto, 46 anni, ambulante di Borgone parla a fatica
da un letto della stanza 9 del reparto di ortopedia dell’ospedale
di Susa dov’è ricoverata dalla sera di giovedì scorso.

I medici dopo i primi accertamenti effettuati nella mattinata
anche alle Molinette di Torino l'hanno giudicata guaribile in 30 giorni.
Ha una frattura al setto nasale, un trauma cranico con ferita
lacero contusa, piccole fratture agli zigomi sotto gli occhi
e lesioni varie in tutto il corpo, in particolare sul braccio destro
e al basso ventre, dove oggi sarà sottoposta a esami più approfonditi.

«E' come se fosse stata investita da un'auto»
dice il marito Paolo Ala, anche lui ambulante, seduto accanto
al suo letto. Marinella e Paolo erano fra quei circa trecento No Tav
che alle 19 dell’altra sera si sono scontrati con le forze dell’ordine
che li hanno caricati per difendere il sito S72 in frazione Coldimosso di Susa.

Cosa è accaduto? Almeno secondo la vostra versione?
«Era la solita protesta No Tav. Come abbiamo sempre fatto.
Non abbiamo attuato particolari gesti provocatori. Non è vero
che abbiamo lanciato pietre. Sono partiti in direzione dei poliziotti
solo alcuni palloncini colorati e pieni di acqua e poi i soliti slogan
come "Sarà Dura, non ci piegherete” e altri ma niente di più».
Ma allora?
«Ad un certo punto ho sentito delle urla tremende che arrivavano
dai poliziotti in tenuta antisommossa. Era partita la carica contro
di noi ma ce ne siamo accorti in ritardo perché era notte e avevamo i fari contro. C’è stato un fuggi-fuggi generale verso i boschi. Purtroppo sono caduta. In quattro mi sono arrivati sopra ed hanno iniziato a colpirmi con i manganelli sul viso e sul braccio con il quale cercavo di proteggermi. Urlavo ”basta, basta”, ma loro continuavano a picchiarmi. Sono poi arrivati, un ragazzo e una ragazza, che mi hanno aiutata ad alzarmi ed a raggiungere la statale 24».
Poi vi siete persi di vista, vero signor Paolo?
«Solo quando sono arrivato sulla statale 24 sono riuscito a parlare con Marinella ed ho saputo che era ferita. Quando sono arrivato al presidio dell'autoporto mi sono accorto della gravità del fatto, aveva il viso cosparso di sangue. L'ho caricata in auto e subito accompagnata al pronto soccorso. Domattina (oggi, ndr) sarà sottoposta ad intervento chirurgico, in seguito alla frattura del setto nasale, la operano alle Molinette di Torino».

fonte
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/139802/

2 commenti:

  1. E meno male che vengono definite "forze dell'ordine", altrimenti che facevano, sparavano con i mitra?

    RispondiElimina

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