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mercoledì 11 gennaio 2012

Farmaci: anticoagulante potrebbe aumentare rischio infarto



(AGI) - New York, 10 gen. -
Un anticoagulante, il Pradaxa, potrebbe aumentare
il rischio di attacco di cuore. Lo affermano alcuni ricercatori
della Cleveland Clinic, in Ohio, dopo aver esaminato
sette studi che coinvolgono il Pradaxa che hanno
complessivamente riguardato piu' di 30.000 pazienti.

La ricerca e' stata pubblicata sugli Archives of Internal Medicine.
I ricercatori hanno trovato che il Pradaxa era associato
ad un aumento del rischio di infarto o di una sindrome
coronarica acuta rispetto ad altri due fluidificanti
del sangue di uso comune (Warfarin e l'Enoxaparina).
Tra coloro che hanno usato il Pradaxa, l'1,19 per cento
ha avuto un attacco di cuore o ha sofferto da sindrome
coronarica acuta rispetto allo 0,79 per cento di coloro
che hanno adottato un altro farmaco.

Anche se c'e' stato un aumento del 33 per cento
del rischio relativo di un attacco di cuore tra coloro
che adottavano il Pradaxa, il rischio assoluto maggiore
e' stato dello 0,27 per cento. Il farmaco e' stato approvato
dalla US Food and Drug Administration nel mese
di ottobre 2010 per le persone con un problema molto
comune del ritmo cardiaco, la fibrillazione atriale.
Le persone con fibrillazione atriale sono esposte a un
piu' alto rischio di ictus, cui spesso vengono prescritti
farmaci per prevenire la coagulazione.
Il Pradaxa e' spesso prescritto come alternativa al Warfarin,
un farmaco che e' stato utilizzato per lungo tempo ma
che puo' aumentare il rischio di sanguinamento
e che pertanto e' difficile da dosare correttamente.

''Tuttavia, il beneficio del farmaco per i pazienti
con fibrillazione atriale supera il rischio'',
ha detto Ken Uchino, direttore del Vascular Neurology
Fellowship Training Program presso la Cleveland Clinic.
Sulle ragioni per cui il Pradaxa sia associato a un aumento
del rischio di attacco di cuore non e' ancora stata fatta chiarezza.
''E' possibile - ha concluso Uchino - che il farmaco non aumenti
il rischio di attacco cardiaco direttamente, ma attraverso
reazioni indirette'
'.
I produttori del farmaco (Boehringer Ingelheim) si difendono.
''Non siamo d'accordo con la conclusione e il metodo usato
per questa meta-analisi - ha detto John Smith, vice presidente
senior per lo sviluppo clinico della multinazionale -
sulla base di tutti i dati, concludiamo che l'attacco di cuore
non e' una conseguenza avversa del trattamento con il Pradaxa''.

fonte
http://www.agi.it/salute/notizie/201201101615-hpg-rsa1038-farmaci_anticoagulante_potrebbe_aumentare_rischio_infarto

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