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venerdì 27 gennaio 2012

Ecco il motore che funziona ad aria liquida



La Dearman Engine Company (DEC) ha avviato lo sviluppo
di una tecnologia innovativa del motore che utilizza
aria liquida
come combustibile primario.
Raffreddando l'aria a -256 gradi Fahrenheit, l'aria
diventa liquefatta.

L' aria viene immessa in ambiente caldo all'interno del motore.
Crea
gas ad alta pressione che spinge i pistoni ed emette
solo
aria fredda come scarico.

"Basta iniettare un fluido di scambio termico,
come
anti-gelo e acqua, nella testa del pistone appena
prima di
iniettare azoto liquido. Il risultato è che tutta
l'espansione
avviene all'interno del cilindro"
ha detto il
fondatore del DEC Toby Peters
.

Il motore Dearman è come un motore a combustione interna,
solo senza la candela. Quando la criogenica viene iniettata,
la temperatura ambiente si riscalda rapidamente per tornare
alla sua forma gassosa.
Questa si accumula e la pressione spinge il pistone verso il basso.

Vedi il video su YouTube


fonte
http://news.discovery.com/autos/engine-runs-liquid-air-120126.html

33 commenti:

  1. Quanto costerà, in termini energetici, raffreddare l'aria?

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    Risposte
    1. Per abbassare la temperatura a -256 gradi Fahrenheit
      ( -160 gradi °C) penso ci voglia un bel pò di energia..
      Basta fornire tutti i soldi che gli Stati rubano,
      e fra 50-80 anni avremo auto perfettamente ecologiche!

      Vabè, son troppo utopistico..
      Topistico? CICCIO FORMAGGIO!

      Elimina
  2. No, un altro Ciccio Formaggio, no! Pietàààà!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahuahauahuaauahua
      Mi sa c'ha a che fare con Gabriella Ferri..

      Elimina
    2. in pratica per far funzionare un motere ad aria liquida si srfutta lo stesso principio della locomotiva e vapore: la pressione del vapore che regna nella caldaia è la stessa di quella che spinge i pistoni; per cui basta avere un serbatoio molto resistente che possa contenere l'aria liquefatta con altissime pressioni anche a temperature estive....e tutto funziona....

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    3. Infatti si rispolverano le idee dei secoli passati.
      L' unico problema è far sì che ci siano costi bassi
      con conseguente alte prestazioni.
      Far scendere la temperatura così in basso ci vuole energia.

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  3. Per abbattere i costi per liquefare distribuire l'aria per questo tipo di motore si può ricorrere alla produzione di idrogeno dall'acqua o dalle biomasse o dal fotovoltaico o dall'eolico. Oppure si può ricorrere al motore magnetico: energia infinita e gratis, visto che i magneti permanenti perdono di efficacia dopo trecento anni, esistono già dei prototipi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma bisogna sempre costruire il prototipo a impatto ambientale zero.
      Il ciclo di costruzione e utilizzo del mezzo deve essere sempre ecologico.
      Il motore magnetico non l'ho mai sentito..
      stavo leggendo in web che alcuni dicono
      sia solo fumo negli occhi, altri invece che
      sia veramente una fonte di energia infinita.

      Alcuni dicono non sia possibile per i principi della termodinamica e il principio di conservazione dell'energia.

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  4. Esiste un progetto da brevetto italiano in cui è possibile produrre energia meccanica (e quindi energia elettrica) dall'aria liquida. L'apporto di energia (primo principio termodinamico) verrebbe da acqua a temperatura ambiente, mentre la diminuizione di temperatura dell'acqua stessa ( da 8 °C a 4 °C) verrebbe compensata dal recupero dell'acqua stessa in ambiente. Il progetto prevede anche produzione di aria liquida per autotrazione e cattura della CO2 da aria ambiente.

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    Risposte
    1. Ha qualche link di questo progetto per poter approfondirne?

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  5. Si. Vada su Edisonstart.it
    Li fra le tante idee (settore energia) presentate troverà anche quella di cui le ho parlato. Oppure vada direttamente su : "Produzione di energia meccanica da aria liquida" ed entra direttamente sulla pagina dedicata. Le informazioni per la comunity sono generiche, mentre il brevetto e tutte le equazioni termodinamiche sono criptate e leggibili solo da persona autorizzata. Più in la forse potrò darle delle informazioni più dettagliate.
    Buonaserata.



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    Risposte
    1. Grazie per l' informazione. Un buon fine settimana a lei

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  6. INTRODUZIONE ALL'IDEA -PROGETTO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA
    MECCANICA DA UN IMPIANTO CHE HA COME APPORTO ENERGETICO SOLO ACQUA
    O ARIA A TEMPERATURA AMBIENTE
    Questa introduzione vuole prima di tutto evidenziare le potenzialità del fluido acqua a temperatura
    ambiente. Se si fa una media tra inverno ed estate quando il liquido è immerso in una vasca munita
    di opportuni assorbitori verso l'ambiente esterno è possibile ottenere una media termica intorno ai
    20 °C. Ora un kg d'acqua a 20 °C può cedere all'impianto (l'impianto ha all'inizio del processo
    come fluido vettore, aria liquida con inizio del processo a circa 130 Kelvin) circa 15 Kcalorie,
    (diminuizione di temperatura da 20 a 5 ° C ) che corrispondono grosso modo a circa 63 KJolul / sec
    e quindi a 63 kw (con 1 kg d'acqua al secondo) . L'impianto quindi è alimentato da acqua con
    ingresso a 20 ° C ed uscita a 5 °C.Per dare un'idea delle potenzialità di questo fluido, è come se un
    impianto termodinamico concentrasse la bellezza di 63 specchi di 1,2 metri quadrati ognuno su un
    volume di 1 dm cubo, sapendo che il Sole irradia 1000 w / sec su un metro quadrato di superficie.
    L'impianto termodinamico in quelle condizioni non potrebbe funzionare perchè sfonderebbe
    istantaneamente l'assorbitore montato nella zona del fuoco parabolico tanto è potente l'energia
    concentrata in quella zona sviluppando migliaia di gradi. La nostra mente, purtroppo,abituata allo
    studio ed al funzionamento degli impianti a carbone, gas o petrolio mal interpreta un'idea che basa
    la sua teoria sull'uso dell'energia prodotta assorbendo energia termica ambiente.Voglio portare il
    lettore però su un punto di vista completamente opposto rispetto a quello che ho detto poch'anzi, e
    portare un esempio di un impianto a vapore (alimentato a carbone). Il fluido vettore è appunto
    l'acqua che deve essere prima vaporizzata (portandola quindi da circa 10 °C A 100 °C) e poi
    surriscaldata ad una temperatura almeno di 400 ° C per renderla simile ad un gas.
    Per poter operare in questo modo sono necessari alti valori energetici prelevandoli dal carbone.

    RispondiElimina
  7. Ora è vero che se scegliamo come fluido vettore l'acqua che ha una temperatura critica di 374 ° C è
    necessario per forza usare carbone per poterla superare mentre tutta questa energia potrebbe non
    essere necessaria se al posto dell'acqua venisse usata ARIA LIQUIDA. Quest'ultima infatti ha
    temperatura critica pari a 132,7 Kelvin ( circa 140 °C sottozero) ed una eventuale passaggio di stato
    da liquido a gas potrebbe essere effettuato usando energia termica ambiente (estraendolo in questo
    caso dall'acqua o se si vuole anche dall'aria esterna). Il superamento della temperatura critica
    renderebbe il fluido incomprimibile e se racchiuso in uno spazio molto ristretto (spazio
    precedentemente occupato allo stato liquido) svilupperebbe pressioni tali da rompere il contenitore
    metallico in cui è racchiuso comportandosi come una bomba ad orologeria. Tornando allora
    all'acqua contenuta nella vasca è intuibile che la cessione di 15 kcal / sec ad un gas criogenico
    liquido, è una potenza rilevante se proporzionata al volume in cui è contenuta(volume di 1 kg di aria
    liquida = 1,14 dm cubi). Ora se il ricevitore criogenico dell'impianto è a 153 °C sottozero la cui
    temperatura critica vale ad esempio 132,7 Kelvin ed il suo peso è di 1 kg , possiamo immaginare
    all'inizio lo sviluppo di una pressione intorno alle 300 Atm ( ma se si vuole se ne possono ottenere
    anche 600) ed una espansione isobara, isotermica ed infine adiabatica con una produzione di lavoro

    RispondiElimina
  8. positivo (con energia assorbita dall'ambiente) superiore di ben 3 volte a tutta l'energia negativa
    necessaria alla ricompressione e liquefazione del fluido criogenico.La liquefazione può essere
    ottenuta in modo abbastanza semplice considerando che in quella zona l'energia potenziale
    (negativa) influisce positivamente sulla ricombinazione delle molecole del fluidocriogenico
    (sistema di liquefazione a basso assorbimento brevettato). Il progetto rispetta il II° principio
    termodinamico in quanto ha un generatore di energia a temperatura ambiente ed un pozzo
    criogenico a circa 153° C sottozero con un gas che nello stato perfetto assorbe prima tutta l'energia
    di liquefazione e poi la restituisce all'aria liquida quando questa torna di nuovo nella zona di inizio
    espansione (sistema brevettato con concessione n° 0001383773).E' sempre e solo una questione di
    energia in transito, così come il Sole batte su un impianto fotovoltaico per produrre energia ad alto
    valore, così il Sole batte sull'acqua che cedendo energia al fluido criogenico espande in turbina
    producendo energia meccanica. Il conto andrà alla pari, quando l'energia fotovoltaica e quella
    meccanica si saranno trasformate di nuovo in energia termica. ambiente.
    Cordiali saluti da : Tiberio Simonetti

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    Risposte
    1. Grazie per la spiegazione precisa ed esauriente.

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    2. Ciao tiberio, lo sai che il tuo progetto va contro un principio della termodinamica?
      Hai già realizzato un prototipo per vedere che non funziona?

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    3. Bravo Tony, ecco uno che si ricorda delle leggi della termodinamica. Quel progetto e' un pacco e quel tipo e' un cazzaro.

      Elimina
  9. Buonasera Tony, scusami ma leggo solo adesso la sua mail.
    Ho incominciato a costruire l'impianto nel mese di Ottobre. Al momento ho diversi impegni anche per l'organizzazione dell'azienda, comunque più in la se vuole le invierò delle foto.
    Il II° Principio parla dell'impossibilità di eguagliare un rendimento pari all'unità e su questo non si discute. Infatti qualsiasi impianto , per gli attriti , ha questa impossibilità. Nel merito il progetto ( concessione brevetto n° 0001383773) assorbe energia termica concentrata nell'acqua e produce energia meccanica assorbendo energia termica da questo fluido.
    Ad esempio 1 kg d'acqua se cede in un secondo 4 °C passando da 10 a 6 °C , cede energia pari a 4,186 kjoul x 4 ° C = circa 16,8 kw . Con questa potenza un sistema meccanico può produrre 5 kw elettrici con 1 litro d'acqua al secondo. Il fluido criogenico a -153 °C assorbe dall'acqua l'energia termica anzidetta creando poi energia di pressione e quindi energia meccanica.
    (D'altronde se lei avesse idrogeno a 200 ° C SOTTOZERO in una bombola allo stato liquido e pressione di 500 atmosfere , mettendolo a contatto con acqua a 10 ° C lo sa cosa succede? L'idrogeno assorbirebbe energia termica dall'acqua trasformando questa in energia di pressione dopo di che salterebbe tutto in aria compreso l'intero quartiere circostante). Ora , da dove prende l'idrogeno questa energia in più ? Non la prende forse dall'acqua che è a 10 °C ? )
    Continuando quindi, l'acqua a 6 ° C uscendo dall'impianto deve necessariamente riassorbire energia radiante dal Sole e tornare ai 10 °C che aveva all'inizio.
    A questo punto mi dica lei che tipo di contrasto esiste con il II° Principio. Le macchine nell'impianto assorbono più di quello che producono , ma il generatore primario è l'acqua che assorbe energia dal Sole. Una parte di questa poi all'interno del sistema si trasforma in energia elettrica e l'altra in attrito.
    Non capisco perchè se il Sole batte su un impianto solare termodinamico può produrre energia, mentre se batte sull'acqua e poi questa viene usata per produrre energia di pressione con un fluido criogenico allora si va contro il II° Principio.
    Penso adesso di essere stato abbastanza chiaro esponendo in modo molto semplice alcuni concetti , riconosco , molto ostili a chi è influenzato negativamente dai principi termodinamici.
    Comunque sono sempre a sua disposizione e a chi volesse approfondire il dialogo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E l energia per comprimere l aria? E l energia per portare l aria a -200 gradi o quanti sono?

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    2. La sua turbina funzionerebbe grazie alla trasformazione della forza di pressione (fornita precedentemente da un compressore che ha spinto l aria dentro la bombola a 500 atm) e quella dell espansione dovuta alla differenza di temperatura che è stata abbassata grazie ad un "frigorifero" perciò tu non fai altro che utilizzare l energia che avevi già immagazzinato nella bombola con tutte le perdite che abbassano il rendimento

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    3. Buongiorno, e vi ringrazio per l'interessamento. Dunque, devo premettere che il progetto ha avuto bisogno di alcuni mesi di lavoro prima di essere presentato presso l'ufficio UIBM, ed allora penso sia necessario un pò di tempo prima che venga ben compreso. L'avviamento è garantito da una bombola con azoto liquido (se l'impianto non ha un sistema di depurazione dell'aria altrimenti si va con aria depurata ) a circa 280 bar. Il fluido uscendo dal serbatoio alimenta un impianto ad espansione isotermica in cui i vari settori della turbina comunicano con assorbitori a temperatura ambiente ad alto rendimento. In uscita il fluido è ancora intorno alle 293 Kelvin e pressione pari a 86 / 88 bar. Il sistema quindi dopo aver prodotto energia positiva assorbendola dall'ambiente scarica le 86 bar in una espansione adiabatica terminando con una pressione in uscita pari a circa 3 bar ed una temperatura uguale a 113 Kelvin (accumulando anche quì energia positiva). Ora le forze attrattive (energia potenziale negativa) ben al di sotto della temperatura critica ( 132,7 K) si fanno sentire e tendono ad una ricombinazione ( equindi ad una liquefazione) nel caso in cui il fluido venga compresso leggermente al di sopra della pressione critica ( 37,6 bar ). Il lavoro negativo necessario alla liquefazione del fluido aria è molto più piccolo del lavoro positivo prodotto nelle varie espansioni. Questo infatti corrisponde alla somma dell'entalpia di liquefazione + il lavoro di compressione, ma il lavoro di compressione corrisponde ad 1/3 del lavoro normale di compressione in quanto si lavora con una densità 3 volte quella che è la densità nella zona come gas perfetto. Ora nel momento in cui la pompa criogenica spinge il liquido aria nella zona di inizio espansione ( zona di non ritorno) assorbe energia negativa in proporzione molto più piccola proprio perchè spinge un liquido e non un gas (zona inizio espansione con T = 133 K e P = 38 bar). Nel momento in cui il fluido supera la temperatura critica (132,7 K ) esso diventa incomprimibile, ed anche se si volesse comprimere fino a 1000 bar esso resterebbe sempre sotto forma di gas. La pompa criogenica quindi , spingerà il liquido aria in uno scambiatore ad alta pressione ( 300 bar) in cui assorbendo energia termica esterna sprigionerà , se si vuole, anche pressioni fino a 600 bar (limite imposto dai materiali), dopo di che l'espansione e l'ambiente esterno farà il resto. Quindi il lavoro negativo fino a 300 bar va calcolato su un liquido e non su un gas. Le macchine hanno sempre rendimento inferiore all'unità ma l'energia primaria la da l'ambiente rendendo il sistema un sistema a bassa entropia. Ricordo che anche la produzione di energia idroelettrica è quasi un sistema ad entropia costante in quanto la temperatura, lo spessore e la pressione della nostra atmosfera rimane sempre la stessa.
      Per qualsiasi altra cosa sono quì e non dovete fare altro che chiamarmi.
      Saluti
      Tiberio Simonetti

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    4. Minchia, almeno se avessi detto di usare anidride carbonica o azoto sarebbe stato leggermente piu' credibile. Bastano i problemi di condensazione dell'umidita' atmosferica per mandare a puttane il tuo "generatore" in tempo niente. "Aria depurata"? Diciamo "aria fritta" e facciamo prima.

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  10. Premetto che sono un manutentore elettromeccanico con 20 anni di esperienza in fabbrica, diploma ITIS italiano, laurea breve (B-TEC) inglese in meccatronica e varie certificazioni professionali. Detto cio', dichiaro sotto mia completa responsabilita' che "Tiberio Simonetti", chiunque esso sia, e' un pallonaro e che il suo progetto e' una balla che farebbe torcere dal ridere chiunque abbia una conoscenza della fisica pari a quella di un liceale, nonostante i paroloni pseudoscientifici che usa per nascondere l'assenza di contenuti. I casi sono due: o ci troviamo di fronte a un nuovo Einstein che e' riuscito a superare la concezione corrente della fisica, o ci troviamo di fronte a un truffatore alla ricerca di finanziatori (tipo Andrea Rossi e il suo E-CAT). A voi la scelta.

    RispondiElimina
  11. Buongiorno ragazzi, vi ringrazio per i complimenti ma sinceramente non cerco ne finanziamenti e ne tanto meno sono Einstein. Dunque, per quello che riguarda la produzione di aria liquida questo non è un problema perchè Linde è riuscito a liquefarla più di un secolo fa, naturalmente depurandola da CO2 ed umidità ( vedere frazionamento dell'aria con processo Linde ). Cosa volete che vi dica, se pensate di avere a che fare con un truffatore perdereste la vostra immagine di copertina , peggio ancora se poi è un truffatore ignorante e balordo.
    Complimenti, il nostro Paese ha bisogno di persone come voi istruite ed umili allo stesso tempo. Vi ricordo che il dialogo è il luogo di Dio ma vedo che voi non ne avete bisogno.
    Buona giornata
    Tiberio Simonetti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dimmi, genio, come mai non sei a capo di una multinazionale e ricco come Bill Gates se hai un tale progetto in mano? E come mai i truffaldi ci mettono sempre in mezzo Dio o Padre Pio quando sono con le spalle al muro?

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    2. Buondì Tiberio,

      io ho linkato questo post con il tuo commento-spiegazione sul mio profilo pubblico di Google in modo da spargerlo e quindi poter portare qualcuno qui e completare la sua spiegazione.

      Come ho scritto sul mio profilo, io sono ignorante in questo campo, quindi non so e non mi permetto di giudicare. Se il suo progetto è valido e il mio link potrà permetterle di testare ciò di cui sopra, sarò felice di pubblicare anche i risultati al blog.

      Buona giornata Tiberio!


      @Rettiliano Verace
      io ho messo apposta il link perché non mi son permesso di giudicare il commento.
      Se hai anche tu una spiegazione reale di riuscita di un prototipo del genere la puoi scrivere anche nei commenti.

      Ciao Rettiliano!

      Elimina
    3. Daniele, ma che hai capito? Ho detto che quel prototipo non esiste, non funziona e non funzionerà mai, a meno che non prenda energia da fuori o non utilizzi cose per cui è stato necessario spendere un sacco di energia (tipo l'aria liquida). Quello conta palle.

      Elimina
    4. Beh spero che ci sia una parte del progetto che ha omesso o che ha sostituito che renda il prototipo valido e utile.

      La speranza è l' ultima a morire.
      D-:

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    5. Buongiorno Daniele
      Torno di nuovo a scrivere sulla rete per chiarire ancora meglio i motivi che mi hanno spinto a rivelare i contenuti generici della mia idea brevettata nel 2007, ed il cui brevetto (n°0001383773),concessomi nel 2012,con scadenza anno 2027 ha già ricevuto l'interesse da ben 3 multinazionali. Gli articoli che quì sul suo blog ho inserito sono stati presentati anche altrove, ma solo quì sono stato insultato con le parole pallonaro e truffatore. Non è certo colpa sua, ma la diffamazione sulla rete non è cosa da poco, per cui denuncerò presso la Procura della Repubblica la persona che pubblicamente mi ha offeso ingiustamente. Vede, i motivi che mi hanno spinto a rivelare l'idea in internet nascono dal fatto che l'idea non possa essere più brevettata in qualsiasi parte del mondo, perchè una volta nota in internet, perde la caratteristica della novità. Ora essendo il sottoscritto proprietario del brevetto (italiano, e ci tengo a sottolinearlo) nessuno potrà più brevettarlo anche se abitasse in mezzo alla selva del Rio delle Amazzoni. In sostanza è come se lo avessi brevettato in tutto il mondo spendendo solo circa 200 euro. Gli altri, potranno si copiare l'idea (e costruire) ma non certo brevettarla. Poi le relazioni fino a quì presentate, e nei vari blog, rendono si l'idea, ma non possono essere avvallate da schemi, disegni,equazioni termodinamiche, in cui si dimostra effettivamente la funzionalità e l'interesse a costruire un impianto, altrimenti perderei un eventuale contratto di collaborazione con aziende interessate all'acquisizione dei diritti. Penso adesso di essere stato abbastanza chiaro ma se hai delle domande da farmi sono quì a tua disposizione e risponderò volentieri a chi fosse interessato all'idea brevettata.
      Cordiali saluti
      Tiberio Simonetti

      Elimina
    6. Ciao Tiberio,

      guarda, come ho scritto più volte, sono completamente ignorante su questo argomento e quindi non ho giudicato la tua spiegazione.

      Vorresti inviarmi una mail, semmai con una foto del documento di brevetto ricevuto e le richieste delle grandi aziende che ti hanno contattato?
      Così almeno faccio un bell'articolo sul tuo brevetto e, corredato da prove che attestano sia valido ma soprattutto ritenuto valido da tante grandi aziende, gli altri utenti dovranno portare delle prove per dire che non è un progetto fattibile.

      Come hai letto in alto a sinistra, io dò la possibile a chiunque di esprimersi, quindi se vuoi, mi invii una mail con una spiegazione tecnica e qualche documento che attesti ciò di cui detto qui sopra nel mio commento.

      Un salutone a te

      Elimina
  12. Buongiorno Daniele, sei molto gentile. Dunque, ho un
    appuntamento con la multinazionale Linde-GAS per il 4
    di Aprile ad Arluno( Milano)con l'ing. responsabile sig.
    Antonio Ferrentino. Per il momento non posso dirti altro.
    In seguito vedremo quello che sarà meglio fare.
    Cordiali saluti da
    Tiberio Simonetti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Tiberio.

      Bene. Rimango in attesa di aggiornamenti. Quando vuoi puoi scrivere qui o, se e quando vorrai e potrai dare ulteriori dettagli non solo sul progetto ma anche su qualche risposta ufficiale ricevuta da qualche azienda mi potrai anche scrivere via mail.

      Ciao e buon fine settimana a te

      Elimina

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