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martedì 5 luglio 2011

"Agcom non ha l'autorità per regolare Internet"



Il punto dell'avvocato Blengino (Nexa) alla vigilia della Notte della Rete per protestare contro la delibera dell'Authority: "Non è costituzionalmente legittimata"

Nelle più alte istituzioni mondiali si discute della rete quale patrimonio dell’intera umanità, quale elemento essenziale della nostra futura civiltà globale, e come afferma la Kroes, ciò che internet è lo si deve alle Università, al mondo accademico, alle compagnie private che operano sulla rete, ed alla società civile. La politica deve riconoscere questa paternità orizzontale e diffusa e deve lavorare con umiltà ad un unico fine: far si che internet possa domani continuare ad esser unico, globale, aperto, accessibile a tutti e straordinariamente dinamico e flessibile.

La proposta AGCOM, che teoricamente si colloca fuori dalla Politica, appare, alzando lievemente lo sguardo sul mondo, un provvedimento piccino, limitato, privo di una visione d’insieme, ma capace di relegare l’Italia ancor più alla periferia del mondo.



Sia la Politica a discutere del futuro della rete in sintonia con ciò che accade in tutto il mondo democratico, non un ente amministrativo irresponsabile. Le Autorità indipendenti come AGCOM, AGCM ecc.ecc. sono organismi che oggettivamente si pongono al di fuori del circuito tradizionale della legittimazione democratica ed operano sulla base di una legittimazione meramente tecnocratica. Sono organi amministrativi NON previsti dalla nostra Costituzione, ma creati negli ultimi 30 anni, al fine di rendere “neutre” scelte meramente tecniche in settori sensibili a cui la Pubblica Amministrazione tradizionale fatica a dare risposte per l’estrema tecnicità delle materie interessate. Non dovrebbero mai poter compiere scelte “politiche” , ma solo dare attuazione tecnica sulla base di specifiche competenze determinate per legge (dunque democraticamente valutate).

Al di là della competenza o meno di AGCOM in materia di diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, comunque AGCOM non è costituzionalmente legittimata ad adottare provvedimenti che impongono un bilanciamento di diversi contrapposti interessi costituzionalmente tutelati sulla rete: tali scelte, nel nostro sistema costituzionale, ma soprattutto nell’ambito dei sistemi giuridici europei ed in base alle norme cogenti della CEDU e del Trattato di Lisbona, sono riservate alla valutazione democratica di un parlamento e debbono rispettare stringenti principi (necessità e proporzionalità).

Leggi l'articolocompleto su
LaStampa.it

2 commenti:

  1. Democrazia in Italia ce n'è sempre meno.
    Il rispetto delle leggi da parte dei potenti invece è proprio sparito.

    RispondiElimina
  2. Pfui! Le leggi per i politici sono
    come la crema solare per una foca:
    assolutamente INUTILI!

    RispondiElimina

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