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martedì 23 dicembre 2008

Il Burundi cancella la pena di morte



Il parlamento dello Stato africano del Burundi
ha approvato senza voti contrari una nuova legge
che abolisce la pena di morte, vieta la tortura e
inserisce il reato di violenza sessuale.
Con questa salgono a 3 i Paesi che, nel 2008,
hanno abolito la pensa di morte.

Quelli che ancora la adottano restano 46,
rispetto ai 49 del 2007 e ai 54 del 2005.
La scelta del Burundi è in gran parte effetto
della moratoria universale delle esecuzioni
approvata dall' ONU nel 2007,
dopo una vigorosa campagna dell' Italia.

fonte Focus N.195 Gennaio 2009

Opinione Personale

Finalmente una buona notizia da poter postare al blog!
Il mio pensiero è che lo Stato ti dà la libertà e quindi
può togliertela, ma lo Stato non ti dà la vita e quindi non
può togliertela.
Ovviamente uno Stato senza pena di morte
DEVE avere obbligatoriamente una clemenza nei confronti
di chi commette i peggiori crimini a livello zero.
Uno Stato che permette ad assassini di scontare la pena
è scandaloso, così come lo è il farli uscire dacchè
le carceri risultano piene.
A mio modo di vedere uccidere un assassino
equivale a dargli la pena più leggera, perchè non
c'è niente di più duro che vivere fino alla morte
in una cella ripensando continuamente a cosa
si ha fatto ad altra gente.
Il rimorso, il senso di colpa e la visione del proprio gesto
è come un fuoco che brucia dentro, una punizione che si può
evitare solo con la morte.
E un assassino non merita di morire perchè da morto
non potrebbe sentir il calore divampante di questo fuoco.

2 commenti:

  1. Beh io invece penso l'esatto opposto, ovvero, che il vero criminale, lo è di nome e di fatto, in quanto non prova nemmeno il ben che minino ripensamento di quello che ha fatto. E' un individuo che opera senza farsi scrupoli e pertanto scupoli non ne merita. Inoltre, l'ergastolo, per loro, oggi non è più così duro da scontare come tutti pensano, anzi godono di tutti i previlegi, soggiornano a spese nostre, vivono tranquillamente insieme ai propri simili, a pancia a l'aria. Quindi, come si può comprendere, la giusta pena per loro, sarebbe proprio la pena di morta, ma sinceramente, non sono d'accordo nemmeno su questa. Io personalmente li manderei a lavorare nei campi a spezzarsi la schiena, almeno, in questo modo, capirebbero veramente cosa significa sacrificarsi per il lavoro e per la vita stessa. Non si tratta di schiavitù, goderebbero degli stessi diritti, ma almeno, questa volta, questi diritti, se li guadagnerebbero davvero.

    Rios

    RispondiElimina
  2. Ripensandoci la tua idea non è male!
    Sinceramente non ci ho pensato come vivrebbero fisicamente nelle celle.
    Soffrire psicologicamente e fisicamente è la punizione piu dura...

    RispondiElimina

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