lunedì 23 aprile 2018

«Ai miei tempi si educava con i ceffoni».E infatti sei cresciuto male. Ecco perché uno schiaffo non serve, anzi, è solo un danno

di Lapenna Daniele

Un piccolo di pochi mesi si avvicina ad un adulto che sta mangiando, provando a prendere quel cibo: l’ adulto gli urla, gli dà un morso, e il piccolo fugge via, ferito. Non sa perché l’adulto abbia fatto così, visto che lui (il piccolo) aveva solo fame. Parliamo di animali.
Se è l’ uomo a picchiare un bambino o un ragazzino, si tratta di giusta educazione, oppure è solo un modo per tentare di imporre l’ insegnamento giusto nel modo sbagliato?

LO SCHIAFFO È REATOCome riporta il sito LaLeggeperTutti  
«Il codice penale [Art. 571 cod. pen.] prevede il reato di abuso dei mezzi di correzione proprio per sanzionare la condotta del genitore che tira uno schiaffo a un figlio per educarlo ma gli fa tanto male da procurargli una lesione. Il reato scatta anche per un solo schiaffo. Non è necessario che il gesto venga ripetuto e, se la condotta viene ripetuta, si rientra nel reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali»
«Io sono stato cresciuto a suon di ceffoni, e due schiaffi non hanno mai fatto male»
Ottimo. Bel ragionamento di merda.
Prendiamo un bambino di 4/5 anni. È curioso, esplora il mondo, e siccome non nasce sapendo già cosa sia giusto fare nella vita e cosa non lo sia, come può conoscere il corretto modo di comportarsi? Se tocca un oggetto altrui, siccome l’ uomo è dotato di parola, è bene che gli spieghi che non si fa. Bisogna parlare. 
L’ essere umano ha la ragione e la parola, cosa che un animale non ha. Se si usa uno schiaffo, si è animali (che comunque sono amorevoli quando si occupano dei loro piccoli, dunque, “animale” non è un’ offesa).


  1. Ha un effetto solo momentaneo:
    nella maggior parte dei casi, dopo lo schiaffo, il bambino riprende il comportamento che ha fatto reagire il genitore nel giro di 10 minuto (ricerca del 2014 pubblicata su Journal of Family Psychology);
  2. Non aiuta ad imparare il comportamento corretto: lo schiaffo infatti comunica solo che quello che sta facendo non va fatto, ma non propone un’alternativa accettabile e desiderata che il bambino possa imparare.
    Inoltre, Olivier Maurel dell’Osservatorio francese sulla Violenza Educativa Ordinaria descrive in breve a cosa porta lo schiaffo: “Nell’immediato, il bambino picchiato ubbidisce spesso all’ordine che ha ricevuto per paura delle botte. Ma per lui è anche la prima esperienza di viltà”. “Spesso ricomincia alla prima occasione ma di nascosto: prima esperienza di ipocrisia. Infine, può provare piacere a sfidare i genitori; prima esperienza di provocazione. Viltà, ipocrisia, provocazione: è davvero questo che i genitori vogliono insegnare ai loro figli?”.
  3. Aumenta la tendenza del bambino ad essere aggressivo: come le ricerche sottolineano (ad esempio, Elizabeth T. Gershoff nel 2008), le sculacciate portano a un senso di chiusura e di rabbia nel bambino, in quanto spesso non gli è nemmeno chiaro cosa ha fatto di male. C’è però un diffuso senso di rivalsa verso i più deboli: il bambino sente che l’adulto usa su di lui il proprio potere e il bambino lo farà con chi sente più debole di lui (di solito i fratelli minori o i compagni di scuola percepiti come meno forti).


BAMBINI SCHIAFFEGGIATI, ADULTI VIOLENTI
I bambini che hanno ricevuto schiaffi, calci e percosse da genitori e dai maestri (ai quali è stata data carta bianca dai genitori), sono, oggi, adulti sereni e quieti, oppure in rabbia o odio contro il mondo?
Chi, da piccolo, ha ricevuto percosse, soffrendo dolore, reprimendo i suoi pensieri, non capendo perché sbagliava, vedendo schiacciare la sua richiesta di aiuto (i bambini iperattivi, spesso, vogliono attenzioni), oggi, da adulto, pensa sia giusto malmenare un bambino, oppure pensa che la violenza sia brutale e orribile?

Gli adulti che oggi sono violenti, secondo voi, sono stati bambini felici?
Pensate che sono stati adolescenti spensierati?
Pensate che un genitore si sia seduto accanto a lui chiedendogli come sia andata la giornata?
Pensate che abbia lasciato lui la libertà di decidere per la sua vita offrendo appoggio?
Pensate che abbia insegnato lui cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato?

Ricordate che gli adulti di oggi, sono stati dei bambini, ieri,
e che i bambini e ragazzini di oggi, saranno gli adulti di domani.
Se gli adulti violenti di oggi erano i bambini sofferenti di ieri,
i bambini sofferenti di oggi saranno gli adulti violenti di domani.

La Natura, il cosmo, Dio, Brahma, Allah o chi volete voi ci ha dotato di parola.
Usiamo la parola
per educare, per insegnare, per chiedere aiuto, per dare aiuto
e smettiamola di fare i giusti usando le mani.

Se hai della rabbia quotidiana, è perché stai soffrendo, perché stai male.
Una persona felice non va in giro a far soffrire gli altri, non credi?
Smetti di vivere nell’ odio, deponi la tua arma e inizia a chiedere aiuto,

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