venerdì 31 marzo 2017

Gli indagati del giorno: dal vescovo Mazara, al sindaco e sette assessori ad Avellino

NOTIZIE   31 Marzo 2017




Galan, commercialista ancora indagatoe la moglie Sandra «diserta» l'aula
Ha già patteggiato per concorso in corruzione e giovedì ha scoperto di non essere ancora uscito dall'inchiesta perché resta indagato per riciclaggio ...
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Caso Argo1, nuovo indagato
Non solo il titolare della Argo 1, sotto inchiesta è finito anche l'amministratore unico dell'agenzia privata a cui il canton Ticino aveva affidato la ...
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Comunali a Taranto, in campo anche l'ex procuratore che ha indagato il sindaco uscente
C'è una barzelletta che gira a Taranto. I personaggi sono il pm, il giudice e il direttore del carcere. "Che cosa ci fanno tutti e tre insieme? - ride, mentre ...
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lunedì 27 marzo 2017

Terremoto: parte il pagamento dei 34 milioni per gli aiuti agli allevatori colpiti dal sisma


Mipaaf

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono in corso le procedure per il pagamento di 34 milioni di euro di aiuti straordinari per mancato reddito a favore degli allevatori delle aree colpite dal sisma. Le risorse, che sono state stanziate dallo Stato, dall'Unione europea e dalle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, prevedono premi per ogni animale posseduto dalle aziende prima del sisma pari a

  • 400 euro a capo bovino
  • 60 euro per ovini e caprini
  • 20 euro per i suini
  • 2 milioni di euro sono destinati al settore equino in regime de minimis.

Gli aiuti vengono erogati da Agea attraverso una procedura semplificata, azzerando la burocrazia.
La domanda che viene presentata per gli aiuti, infatti, è precompilata e l'allevatore deve solo verificare la corrispondenza del numero dei capi (bovini e bufalini, ovini e caprini, oltre al comparto suinicolo) registrati nel SIAN e già integrati con i dati forniti dalla Anagrafe Zootecnica - Banca Dati Nazionale.
Le operazioni effettuate presso i centri di assistenza agricola (CAA) saranno a costo zero per le imprese grazie all'impegno delle organizzazioni agricole di rendere gratuito il servizio. Ogni settimana è previsto da Agea un decreto di pagamento delle domande pervenute con una prima tranche di anticipo del 75% del premio spettante a ciascuna azienda, con saldo entro i 60 giorni successivi.

Questi pagamenti si aggiungono a quelli che l'Organismo Pagatore Agea ha erogato fino ad oggi, in particolare a 90 milioni di euro di aiuti diretti per domanda unica 2016 a 33mila aziende e a circa 70 milioni di euro di fondi europei per lo sviluppo rurale, di cui 50 milioni pagati la scorsa settimana, in anticipo rispetto ai tempi ordinari grazie all'accordo raggiunto tra il Ministro Maurizio Martina e il Commissario Ue Phil Hogan. Prosegue l'impegno del Ministero a favore delle imprese agricole e di allevamento dell'area del terremoto, al fine di garantire la continuità produttiva e dare liquidità alle aziende in questa fase emergenziale.

venerdì 24 marzo 2017

La velocità dell' informazione

di Lapenna Daniele

Oggi, la quantità di informazioni nell' unità di tempo sta aumentando vertiginosamente, e direttamente proporzionale è l' aumento della sete di informazioni (mal digerite) delle persone.

Un post di un utente, e la chiacchierata interessante e costruttiva che ne è seguita, mi ha fatto ragionare di più sulla differenza abissale tra la velocità del web e la velocità umana.
L' uomo ha dei tempi ben precisi, che non potrà mai superare: la velocità nel correre, nel fare un calcolo matematico a mente, nel raggiungere una vetta a piedi, nello scrivere qualcosa...

E la tecnologia?
Questa, invece, potrà diventare sempre più veloce.
Gli organi di informazione aumenteranno sempre di più di numero, e ognuno di essi pubblicherà più notizie al minuto, dando agli utenti un sacco di articoli da leggere ogni secondo.

La domanda è:
ha, la mente umana, la capacità di accogliere una mole così grande di informazioni in così poco tempo, leggerle tutte, elaborarle, e farle proprie?
Forse, il fatto che molti utenti leggano solo i titoli (da clickbaiting) degli articoli pubblicate sulle pagine dei quotidiani on line (e dei blog) e si arroghino il diritto anche di commentarle, è dovuto alla troppa informazione che il cervello umano non allenato non è in grado di leggere e immagazzinare?

0689367965: attenzione alla truffa!

di Lapenna Daniele

Arriva una chiamata al vostro cellulare, voi rispondete, e la voce dell' operatore, che conosce il vostro cognome, vi informa che chiama dal call center del servizio elettrico.
Vi chiede i dati personali e, in alcuni casi, anche il codice di migrazione della vostra bolletta dell' energia elettrica.
Bene. Anzi,... male! È una truffa.


DIMMI DI SI
Il numero in questione è lo 06 893 67965 oppure 06 89795.
L' operatore vi farà delle domande alle quali vi verrà da rispondere semplicemete "sì". Quel che forse molti non sanno, è che ormai, da anni, i contratti si possono fare anche al telefono: anziché barrare una casella su un foglio e accettare determinate condizioni senza le quali un servizio non può esser attivato, vi viene chiesto di dire "sì".
L' operatore di questo numero, dunque, vi farà delle domande registrando i vostri "sì" e, presumibilmente, attivare un qualche contratto. Ho scritto "presumibilmente" perché a me (che ho ricevuto diverse chiamate) e ad altri, ancora non sono riusciti a farli, visto che molti blog e pagine Facebook hanno informato della truffa.
Dunque, quando rispondete alla chiamata, e volete capire chi c'è all' altro capo delle telefonata, non dite "sì" ma "certo" o "mi dica" oppure fate voi stessi delle domande per capire chi c'è all' altro capo del telefono.

MAI FORNIRE I PROPRI DATI PERSONALI
Una cosa importante da ricordare è che NESSUN gestore telefonico vi chiede i dati personali perché, come ovvio che sia, già li possiedono, ma soprattutto, non vi chiamano per chiedere i vostri dati, come ad esempio il codice di migrazione, utilizzato nei contratti di telefonia fissa per spostare il numero del cliente ad un altro gestore telefonico. Il codice di migrazione è UN CODICE SEGRETO da non comunicare a nessuno, tranne quando effettivamente dovrete, se vorrete, cambiare operatore telefonico.

Se avete dei dubbi, chiamate il call center del vostro operatore telefonico oppure gestore di energia elettrica o gas per verificare che la chiamata ricevuta (o la mail) sia effettivamente provenuta dai loro call center o sia invece una truffa.

lunedì 20 marzo 2017

Cassazione: diffamazione su Facebook è reato

di Lapenna Daniele

#facebook #diffamazione #reato #sentenzecassazione


Ancora una volta, la Cassazione si è pronunciata in merito alle battaglie cybernetiche che avvengono su Facebook.
Come si sa, sul noto social network nascono discussioni accese che sfociano spesso in insulti.
Cosa accade quando si viene insultati, ad esempio, sotto ad un post pubblico come quello di una pagina social?
Che l' insulto viene e può essere letto da qualsiasi utente del social, proprio perché è pubblico e non privato.

OFFESE SU FACEBOOK
Lanciare offese nel web possono costare una condanna per diffamazione aggravata. Nella sentenza n.2723 del 20 gennaio 2017 la Cassazione spiega chiaramente che il suddetto social network è in grado di raggiungere un elevato numero di persone e, pertanto, potenzialmente idoneo alla configurazione della fattispecie di reato. Nel caso della sentenza, l’imputata aveva inviato una serie di messaggi in cui si rivolgeva alla vittima appellandola “cornuta“.

ALTRI UTENTI CONDANNATI
Ci sono state altre sentenze che hanno sancito il reato di diffamazione (le relative notizie ai link sotto):




Corte di Cassazione sezione V Penale
sentenza 7 ottobre 2016 – 20 gennaio 2017, n. 2723
http://www.sentenze-cassazione.com/diffamazione-tramite-facebook

giovedì 9 marzo 2017

Offerte di lavoro Poste Italiane: attenti alle truffe! Consigli per gli annunci e le mie esperienze

di Lapenna Daniele

#truffe #posteitaliane #lavoro #annuncidilavoro

Grazie a una segnalazione, oggi parlo di nuovo, a distanza di un anno, di Poste Italiane. Non quelle che conoscete, ma delle "finte Poste Italiane" che utilizzano il nome della società per attuare piani diabolici: come le truffe on line.

MAIL CON VIRUS
In un articolo del giugno 2016 (questo "Mail da Poste Italiane: attenti alla truffa! Controllate i link prima di cliccare" ) parlai della mail truffa che molti ricevettero, a nome di Poste Italiane. Millantava accessi all' account on line da parte di sconosciuti, invitando l' ignaro utente a cliccare sul link della mail per impedire la sospensione dell' account, e quindi del conto corrente (o carta prepagata) associato.
Questa volta, però, la truffa riguarda un altro ambito.

OFFERTE DI LAVORO TRUFFA (?)
Iniziamo con questo annuncio di lavoro

domenica 5 marzo 2017

Come evadere le tasse legalmente usando la legge e come chiederne l' annullamento

di Lapenna Daniele
[articolo del 2014 aggiornato in base
alle nuove leggi e sentenze delle cassazioni]


La tassa, dal latino taxa, è il corrispettivo che un privato deve obbligatoriamente pagare ad un ente pubblico per la fruizione di un servizio.
L' imposta, invece, impone il pagamento di un tributo ad un ente pubblico senza necessariamente usufruire del servizio.
Le tasse e le imposte servono per rimpinguare le casse dello Stato per permettere di concedere servizi utili e necessari ai cittadini. O almeno così dovrebbe essere.

Questo post ha lo scopo di spiegare al cittadino che, spesse volte, gli enti pubblici richiedono tasse che non possono esser più richieste: il debitore, però, può "evaderle legalmente", nel senso che può non pagarle dacché la legge lo consente.
Grazie alla prescrizione e alle varie sentenze delle cassazioni, molte richieste di pagamento da parte dei Comuni, delle Agenzie delle Entrate locali o di Equitalia, sono state annullate.

Come sempre, ci sono i link alle leggi e agli articoli, in modo da poter approfondire.
Ricordo, come sempre, che un articolo senza fonti allegate non è affidabile.
Cercate di verificare sempre ciò che leggete, specie sui social network.

Alla fine del post ci sono i link agli articoli più letti e richiesti e anche come compilare la richiesta di annullamento della cartella esattoriale.

giovedì 2 marzo 2017

Petizione contro il trasferimento della collezione del museo egizio di Torino a Catania: bufala?

di Lapenna Daniele

Sta circolando da qualche giorno questa petizione su Change.org:

«Una parte della collezione del Museo Egizio di Torino è in procinto di venire sottratta alla città per creare una “sezione distaccata” a Catania. 
Gli accordi pare prevedano un prestito della durata di trent’anni (in pratica un trasferimento definitivo). »

ALT! Trasferimento definitivo? 30 anni non è infinito. Vabbé. Proseguiamo.

« Insostenibile il pretesto addotto, vale a dire che a Torino e in tutto il Piemonte non ci sarebbero spazi espositivi sufficienti, conoscendo l’alto numero di immobili attualmente inutilizzati.
Non vengono forniti dati precisi sul numero di reperti che verrebbero trasferiti »

Ed è ovvio, ma lo leggeremo più avanti.

« Non viene inoltre fornita alcuna garanzia sulla sicurezza relativa a una tale delicatissima operazione, fingendo di ignorare la possibilità che accadano danni irreparabili.
La collezione dell'Egizio è patrimonio torinese da oltre 250 anni e il Museo è un'istituzione che ha contribuito a rendere Torino celebre in tutto il mondo, che fa parte integrante dell’identità e della storia cittadina e che, in quanto tale, è un bene indisponibile, indivisibile e inalienabile, che non può venire separato da Torino nemmeno in parte»

La cosa che mi fa sorridere è che i pezzi non appartengono a Torino, ma all' Egitto! Quindi, costoro che sottolineano la proprietà di questi cimeli così importanti, dimenticano che provengono da una nazione oltre l'oceano e che, in teoria, sarebbero dovuti esser esposti al museo della città Il Cairo.
Come sappiamo, i tanti esploratori inglesi, francesi ma anche italiani (ricordiamo Giovanni Battista Belzoni) hanno scoperto tesori egizi, e li hanno portati via, sottraendoli ai legittimi proprietari: i discendenti degli antichi egizi.

Tassa sui robot: intervista a Tamburrano, europarlamentare 5stelle «Le tecnologie sono un' opportunità che dovremo saper sfruttare»

Dario Tamburrano
MoVimento 5 Stelle
di Lapenna Daniele

#politica#m5s #MoVimento5Stelle #beppegrillo #povertà #redditodicittadinanza


Qualche giorno fa, Bill Gates, genio informatico e fondatore di Windows, ha proposto una tassa sui robot:
«Oggi se un essere umano guadagna 50 mila dollari all’anno, lavorando in una fabbrica, deve pagare le imposte. Se un robot svolge gli stessi compiti, dovrebbe essere tassato allo stesso livello».

Per Gates, dovrebbero pagare a metà fra chi produce un robot e chi li acquista e utilizza nella sua azienda visto che «l’utilizzo dell’intelligenza artificiale può generare profitti con risparmi sul costo del lavoro».
Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice Rai, al Corriere della Sera spiega che «tassare i robot ferma il progresso».

Ma questi sono i pareri dei non addetti ai lavori, ma cosa dicono i politici che dovrebbero attuare pratiche per proseguire l' opera di diminuzione del tasso di disoccupazione?

UNA TASSA PER FINANZIARE IL REDDITO DI CITTADINANZA?
Corrierecomunicazioni ha intervistato l' europarlamentare del MoVimento 5 Stelle Dario Tamburrano.
Nato a Roma, laureato in medicina all' università La Sapienza con 110 e lode, attivista ambientale ed eletto al parlamento europeo nel 2014, Tamburrini, in merito alla tassa sui robot, spiega che «potrebbe essere utile per finanziare il reddito di cittadinanza e compensare la disoccupazione indotta dal progresso tecnologico, ma non è detto sia l'unica ricetta ».