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martedì 17 maggio 2016

Legge sulle unioni civili: prete suona campane a morto. Apparsi anche manifesti funebri "sono morti il matrimonio e la famiglia"

newscataniaportal.com

#gay #unionicivili #chiesa #religione

Il parroco isernino, don Mario Fangio ha deciso spontaneamente di far suonare le campane del paese a morto e per le strade di Carovilli sono apparsi dei manifesti funebri con su scritto:

"Le campane a morto annunciano con dolore che, con l'approvazione della legge Cirinnà, votata anche dai cattolici, sono morti il Matrimonio e la Famiglia". "Con la legge delle unioni civili la gente e' disorientata perche' pensa, essendo essa una legge, che sia una cosa buona".

La patetica messinscena è stata organizzata don Mario Fangio, parroco del paesino, il quale ha proseguito imperterrito per l'intera giornata a disturbare la cittadinanza con le sue campane a lutto. L'iniziativa di don Mario ha richiamato l'attenzione dei fedeli che si sono recati in chiesa per chiedere chi fosse morto, a loro lui ha risposto così: «Non è morto nessuno, è morto il matrimonio».

«Siamo indignati per una iniziativa che fa ripiombare questo Paese sotto l'egemonia ecclesiastica e del Vaticano». In risposta alla provocazione del parroco, l'ex primo cittadino di Carovilli ha organizzato una manifestazione per festeggiare l'approvazione della legge sulle unioni civili, invitando i cittadini a parteciparvi.

Sul portone della chiesa i cittadini hanno trovato affisso anche un manifesto funebre. All'ANSA ha detto di aver ricevuto la solidarietà di molti parrocchiani e che non c'era necessità di una legge sulle unioni civili perché la precedente legislazione già li tutelava ampiamente. Poi ha aggiunto di non temere eventuali reazioni negative perché "il tutto è fatto a fin di bene".
«Questa cosa ferisce la nostra dignità proprio in un momento in cui lo Stato ci riconosce il diritto alla nostra felicità e alla nostra esistenza" reagisce con amarezza anche Pierluigi Visco, presidente regionale dell'associazione ArciGay in Molise. "Abbiamo diritto di esistere e di avere a portata di cuore la nostra felicità senza avere il dito puntato contro da parte di chi non è disposto a riconoscerci».

2 commenti:

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