lunedì 30 maggio 2016

Una giornata particolare

Il racconto di una giornata di Karima Sahbani, impegnata nel ruolo di mediatrice culturale nei porti dove sbarcano i migranti
cambiamenti.org

« Ieri ho avuto modo di partecipare allo sbarco di 1.017 persone al porto di Salerno. È stato il terzo sbarco in cui ho collaborato come mediatrice culturale, lo sbarco più corposo tra i tre. Ammetto che non è stato per nulla semplice gestire alcuni momenti della giornata di ieri; all’improvviso mi sono ritrovata da sola in mezzo ad una miriade di ragazzi, tutti provenienti dall’Africa Subsahariana.

Per quanto riguarda la suddivisione dei compiti, nello specifico non c’è una mansione ben definita anche se noi mediatori cerchiamo di accelerare le procedure di identificazione. Facciamo compilare dei moduli in cui il migrante deve inserire nome, cognome, data di nascita, paese di provenienza, sesso e firma. Per i minori non accompagnati e i nuclei familiari facciamo delle annotazioni a margine del modulo.

Una parte dei migranti di ieri aveva assistito alla disgrazia del naufragio libico di pochi giorni fa, episodio in cui 7 persone sono morte ed altre sono probabilmente disperse. La stanchezza del viaggio, la sofferenza per una tale esperienza, la consapevolezza di non rivedere mai più la propria terra erano visibili negli occhi di tutti. Il terrore, in particolare, l’ho visto negli occhietti di due bimbi di 9 e 12 anni, giunti in Italia da soli, ragazzi che a stento riuscivano a parlare. Mi sono sentita estremamente fortunata e piccola, infinitamente piccola, di fronte al loro coraggio, alla decisione di intraprendere un viaggio senza esito sicuro.

Altri bambini, come la piccola Malika, sono stati un po’ più fortunati perché sono arrivati con le madri…
Devo dire che ogni sbarco é diverso dall’altro, ma ogni volta è un turbinio di emozioni. Ti stressi, ti arrabbi per la disorganizzazione, non hai le penne per far compilare i moduli, alcuni posti sono piccoli per ospitare tante persone insieme.

Nonostante tutto, però, sai che è necessario essere lì, è tuo dovere accogliere lì dove gli altri sbattono le porte in faccia e alzano muri. Io, mediatrice culturale, sono lì per tendere una mano. Non mi interessa il colore della pelle, la religione, lo stato di provenienza.

So solo che scappano da situazioni disastrose, di cui l’Occidente é spesso politicamente responsabile. Tra i tanti pericoli da affrontare c’è, senza ombra di dubbio, anche il terrorismo e l’estremismo di cui molti popoli sono vittime.
Io sono lì per far capire a coloro che dicono “aiutiamoli a casa loro” che quel posto che loro chiamavano “casa” ora è solo un cumulo di macerie, nulla di più »

Karima Sahbani

AGGIORNAMENTO
Ho pubblicato questo post anche sul sito OkNotizie,ricevendo 52 commenti. Potete leggerli a questo link.
Karima ha voluto rispondere, oltre che sotto questo post, anche sul suo blog a questi commenti.
Qui trovate il suo post
"Il lavoro silenzioso di chi accoglie"
http://mentelibera89.blogspot.it/2016/06/il-lavoro-silenzioso-di-chi-accoglie.html

venerdì 27 maggio 2016

Equitalia: con il fermo amministrativo o il pignoramento immobiliare conviene pagare.Anche se si ha ragione.Vediamo perché

di Lapenna Daniele

#equitalia #agenziadelleentrate #pignoramenti #fermo #fermoamministrativo #auto #autoemoto #fiscoetasse #fisco


A molti sarà capitato di ricevere un preavviso di fermo amministrativo sul proprio veicolo oppure un'ipoteca su un immobile inviati da Equitalia.
Accade di ritrovarsi certi provvedimenti inerenti anche a tasse non dovute per avvenuta prescrizione o addirittura per una certezza di avvenuto pagamento.
In questi casi conviene sempre pagare. E non sto scherzando.
Cosa fare dunque quando si ricevono tali avvisi? E se le cifre sono astronomiche, come posso pagarle? E se sono illecitamente richieste, perché dovrei pagarle?
Vediamo in dettaglio la procedura, che ha un suo senso logico e dove, se avremo ragione, ci vedremo restituire i soldi versati ingiustamente


LE PROCEDURE DI FERMO E IPOTECA
In genere, il preavviso di fermo o di iscrizione ipotecaria giungono dopo molti avvisi di mancati pagamenti.
I nostri debiti si accumulano e, a fronte di una cifra consistente, l'ente della Riscossione procede ad attuare azioni volte a recuperare il credito.
Per la procedura del fermo amministrativo basta un debito di almeno 50 euro, per vedersela attivare. La procedura deve obbligatoriamente seguire un iter definito dalla legge, altrimenti il fermo diviene illegittimo.
Per legge la procedura è così stabilita:

Bon Jovi apre ristorante dove si mangia senza pagare

lovescucchiaio.it

All’ingresso si legge “Non ci sono prezzi sul menù; solo dignità, rispetto e, ovviamente, piatti di qualità preparati con ingredienti locali”.

L’intento della rockstar, che ha da poco inaugurato il suo secondo ristorante, è proprio quello di garantire un trattamento e uno stile di vita dignitoso anche a quelle persone che vivono in una situazione di povertà. «La possibilità di cenare al ristorante deve essere data a tutti, soprattutto in una società in cui una famiglia su cinque è povera e dove un americano su sei non può permettersi il cibo», ha dichiarato Jon Bon Jovi.

Entrambi i ristoranti, aperti insieme alla moglie, fanno parte del progetto BEAT (Bringing Everyone All Together), la fondazione che dal 2011 fornisce assistenza sanitaria, abitativa e formazione professionale a chi non ha i mezzi economici per poterlo fare autonomamente.

Nel menù del Soul Kitchen, questo il nome del ristorante, non sono scritti i prezzi delle portate. A fine pasto, si può pagare il conto in due modi: con una donazione a partire da 10 dollari (prezzo che copre le spese per la preparazione) o con il proprio contributo lavorativo in sala, cucina o nell’orto in cui vengono coltivate le materie prime. La donazione serve a pagare il pranzo o la cena degli altri che non possono permettersi di pagare. Chi non ha disponibilità economiche, invece, può offrirsi come lavoratore del ristorante, aiutando dove e come può.

Come dichiarato alla rete americana Cbs dallo stesso cantante durante l’inaugurazione, “Soul Kitchen è identico a qualsiasi altro ristorante e nasce perché c’è chi non ha nemmeno la possibilità di mangiare“.

E bravo Bon Jovi

martedì 24 maggio 2016

Uno studio conferma: la barba è un messaggio sessuale, ma non per le donne

dilei.it

La barba è sì un messaggio sessuale, ma non per le donne. Bensì per gli uomini. Questo è quanto afferma uno studio psicologico inglese

Che la barba fosse un messaggio sessuale lo si sapeva già da tempo immemore. Da sempre, però, era vista come una specie di segnale per le donne, che ne andavano pazze. Oggigiorno è sparita sotto il peso di nuove mode, ma a guardare gli ultimi trend, tra cui film, spot pubblicitari e altro, sembra proprio che i peli sul volto stiano tornando di moda. E il motivo? Questo è stato spiegato dalla dottoressa Saxton, una psicologa dell’università di Newcastle.
Stando a quanto riferito dalla dottoressa, la funzione della barba non è tanto quella di sedurre le donne, quanto d’imporre il proprio dominio sugli altri maschi.

In particolare, lo studio afferma che le donne non sono mai state attratte dai peli sul viso. Il sesso gentile sembra preferire da sempre gli uomini senza barba, ritenendoli più puliti e affidabili. Come se tutto ciò non bastasse, stando a un altro sondaggio il 47% dei maschi con la barba ha ammesso di aver tradito la propria partner, contro il 20% degli intervistati sbarbati. La barba è invece solo un segno di forza e testosterone. Di maschilità e virilità, insomma. Tutte le caratteristiche fondamentali nel processo di riproduzione, ma di seconda importanza in un rapporto duraturo.

Stando a quanto riporta il sondaggio, la barba non sarebbe un messaggio sessuale, ma piuttosto un evidente segno del volersi imporre. Una specie di segnale che distingue il maschio alfa, e che, perciò, si ricollega al processo di riproduzione della specie. Stando a un altro studio, questa volta effettuato a Roma, gli individui di sesso maschile lasciano crescere la barba nei periodi in cui molti maschi “competono” per un limitato numero di femmine. E non per piacere alle femmine stesse, bensì per abbattere il morale dei rivali.

Lo stesso discorso vale anche per il timbro di voce, e non solo per la barba degli uomini. Difatti, più è profonda la voce dell’uomo, più è attraente. Al contrario, delle voci alte e acute non provocano attrazione sessuale. Basandosi su queste tesi, i ricercando dell’università di Newcastle hanno stabilito che nella riproduzione sessuale non basta più semplicemente piacere alle donne, bensì entrate in competizione con gli individui di sesso maschile. Il tutto è seguito da un’altra tesi: la crescita della barba non dipende dal livello di testosterone presente nel sangue.

E, per finire in bellezza, bisogna anche specificare il motivo per cui “alle donne piace”. Ed è semplice: la barba è sinonimo di età, saggezza e aggressività.


Urine dei bimbi piene di arsenico: colpa del riso. La sostanza tossica è contenuta nei pesticidi

dilei.it

L’allarme della FDA: il riso assorbe l’arsenico dal terreno più degli altri cereali. E aumenta l'esposizione dei neonati a tale elemento nocivo. Meglio avena, l'orzo e grano

Allarme arsenico nelle urine dei bimbi, la colpa è del riso. Questo l’allarme lanciato dalla Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia di controllo americana.
Il riso, uno dei prodotti più consigliati dai pediatri e utilizzati dai genitori per l’alimentazione dei bimbi, sarebbe il responsabile delle forti concentrazioni di arsenico riscontrare nelle urine dei bambini che hanno consumato prevalentemente questo cereale o i suoi derivati.

Lo rivela uno studio su Jama Pediatrics, condotto dalla Dartmouth College School of Medicine. L’esposizione a lungo termine all’arsenico (elemento naturale delle terreno ma usato anche nei pesticidi e mangimi, che il riso assorbe più facilmente di altre colture) è collegata con più alti tassi di tumori della pelle, della vescica, del polmone (può interessarti:"La tossicità dell'arsenico").

I ricercatori hanno monitorato 759 piccoli nati tra il 2011 e il 2014, l’80% ha introdotto il riso nella dieta del figlio nel primo anno di vita. E il 64% di questi bambini ha iniziato tra il quarto e il sesto mese. “Il nostro studio – osservano gli scienziati – dimostra che il consumo di riso aumenta l’esposizione dei neonati all’arsenico più di quanto raccomandato dall’Oms per questa fascia di popolazione”.

Non è tutto: secondo i ricercatori, il riso integrale contiene l’80% in più di arsenico rispetto a quella qualità bianca, perché la sostanza chimica si accumula nello strato esterno del vegetale che durante la lavorazione per ottenere il riso bianco viene eliminata. Mentre il riso basmati bianco dell’India, Pakistan e della California contiene le dosi più basse.

Un’alternativa per l’alimentazione dei bambini – suggerisce lo studio – possono essere alcuni cereali ricchi di ferro come l’avena, l’orzo e il grano.

Contro lo shopping compulsivo un bracciale con la scossa a 255 volt

dilei.it

Per tutti gli shopping addicted, per chi non ha forza di volontà e si fa trascinare dall’impulso di fare spese folli, dalla Gran Bretagna forse arriva la soluzione: un braccialetto elettronico che invia una scossa elettrica da 255 volt quando si esagera con la spesa.

La Bbc rivela che alcune banche stanno pensando di introdurre – su richiesta – questo singolare braccialetto per aiutare i clienti a non spendere più del dovuto con le proprie carte di credito.

In buona sostanza chi spende di più rispetto a quanto ha sul suo conto corrente viene subito avvertito con una bella scossa elettrica che gli arriva dal braccialetto collegato – grazie a un software che mette in connessione la banca dati dell’istituto di credito e i terminali che controllano il pagamento con le carte – a un computer. Se il correntista esagera e striscia la carta per un importo eccessivo rispetto al suo conto corrente, ecco che arriva l’elettrochoc!

Il progetto è in fase di studio, ma in molti pensano che sarebbe molto utile perché se il conto scende e gli elettrochoc aumentano, si allontana il rischio di bancarotta.

La presa VGA va in pensione

msn.com

Probabilmente Video Graphics Array non vi dirà niente, ma l'acronimo VGA vi risulterà senz'altro più famigliare.
E' giunto il momento di dare l'estremo saluto a una presa che da oltre trent'anni fa parte delle nostre case e, soprattutto, dei nostri dispositivi. Era il lontano 1987 quando IBM introduceva uno standard analogico relativo a display per computer e che ha resistito strenuamente fino a oggi. Si tratta di un elemento che tutte le schede grafiche hanno in comune e che, nel corso degli anni, è stato ricondotto perlopiù alla specifica tecnica di connessione fra un computer e un monitor, tramite l'inconfondibile spinotto.

Il colpo finale al cavo VGA è stato inferto da Intel, colosso dei processori, che ha deciso di mettere sul mercato la nuova generazione Skylake che ha decretato, con la scelta di non includervi il supporto VGA, la vera e propria estinzione della creatura creata da IBM sul finire degli anni '80. Ad oggi vanno per la maggiore connessioni che integrano l'audio come quella che prevede il collegamento HDMI e garantiscono una qualità migliore delle immagini. 

lunedì 23 maggio 2016

Il ragazzo che non ha umiliato la Boschi, ma si è umiliato da solo


«Le critiche che muovo alla Riforma Costituzionale sono di due ordini,. di metodo e di merito.
Sul metodo...blablablablablablablablablablablablablablablabla... c'è un elemento che sta a monte di tutte le forzature, la sentenza 1/2014 della consulta "Il Parlamento è stato eletto col Porcellum, che è stato giudicato parzialmente illegittimo"»

Quindi, in pratica, secondo questo studente in giurisprudenza, la Riforma Costituzionale non va bene perché è stata fatta da un governo votato con una legge elettorale "parzialmente illegittima"(?).
E questo ragazzo ha umiliano la ministra Boschi? Forse si è umiliato da solo, facendo quell'intervento.

Sotto al video che vedete sopra, i 2.024 "mi piace" sono stati messi per il 99% solo perché si è letto solo il titolo del video. E basta. Le solite capre. Ecco cosa sono gli italiani.

Ricordate che quando andate a votare, quel che votate sono LE LEGGI e non i politici che le hanno fatte La legge del canone Rai è stata fatta nel 1938, quando c'era Mussolini. Lui è morto, ma la legge è rimasta lì sino ad oggi.
Questo esempio per farvi capire che LE LEGGI RESTANO, i politici NO.

Quindi io vi invito a leggere la Riforma Costituzionale prima di andare a votare, perché se dovrete votare "sì" o "no" solo perché PENSATE che il vostro voto confermerà il governo o lo manderà a casa, siete solo dei poveri idioti
E se fate come questo ragazzo che, invece di criticare la Riforma, è partito in quarta come un treno senza andare diretto al punto per contestare gli articoli modificati, allora vi auguro di dimenticarvi di andare a votare ad ottobre.

E provate almeno a darci un'occhiata porca miseria e se dovete criticare, criticate LE LEGGI e non i politici. http://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/ac0500p.pdf
Ci vogliono al massimo 5-10 minuti, basta leggere le singole pagine dove viene riportato il testo vecchio e quello modificato.

Oppure leggere il mio articolo sulla Riforma Costituzionale
http://ilventunesimosecolo.blogspot.it/2016/04/referendum-sulla-riforma-costituzionale.html


martedì 17 maggio 2016

Legge sulle unioni civili: prete suona campane a morto. Apparsi anche manifesti funebri "sono morti il matrimonio e la famiglia"

newscataniaportal.com

#gay #unionicivili #chiesa #religione

Il parroco isernino, don Mario Fangio ha deciso spontaneamente di far suonare le campane del paese a morto e per le strade di Carovilli sono apparsi dei manifesti funebri con su scritto:

"Le campane a morto annunciano con dolore che, con l'approvazione della legge Cirinnà, votata anche dai cattolici, sono morti il Matrimonio e la Famiglia". "Con la legge delle unioni civili la gente e' disorientata perche' pensa, essendo essa una legge, che sia una cosa buona".

La patetica messinscena è stata organizzata don Mario Fangio, parroco del paesino, il quale ha proseguito imperterrito per l'intera giornata a disturbare la cittadinanza con le sue campane a lutto. L'iniziativa di don Mario ha richiamato l'attenzione dei fedeli che si sono recati in chiesa per chiedere chi fosse morto, a loro lui ha risposto così: «Non è morto nessuno, è morto il matrimonio».

«Siamo indignati per una iniziativa che fa ripiombare questo Paese sotto l'egemonia ecclesiastica e del Vaticano». In risposta alla provocazione del parroco, l'ex primo cittadino di Carovilli ha organizzato una manifestazione per festeggiare l'approvazione della legge sulle unioni civili, invitando i cittadini a parteciparvi.

Sul portone della chiesa i cittadini hanno trovato affisso anche un manifesto funebre. All'ANSA ha detto di aver ricevuto la solidarietà di molti parrocchiani e che non c'era necessità di una legge sulle unioni civili perché la precedente legislazione già li tutelava ampiamente. Poi ha aggiunto di non temere eventuali reazioni negative perché "il tutto è fatto a fin di bene".
«Questa cosa ferisce la nostra dignità proprio in un momento in cui lo Stato ci riconosce il diritto alla nostra felicità e alla nostra esistenza" reagisce con amarezza anche Pierluigi Visco, presidente regionale dell'associazione ArciGay in Molise. "Abbiamo diritto di esistere e di avere a portata di cuore la nostra felicità senza avere il dito puntato contro da parte di chi non è disposto a riconoscerci».

venerdì 13 maggio 2016

L' italiano si lamenta sempre, ma non si informa mai. Nell'articolo, dei siti web utili da salvare

di Lapenna Daniele


#matteorenzi #riforme #politica #economia #scuola #leggi #pd


Gli italiani sono famosi per molte cose, ma quella che negli ultimi decenni è la qualità più diffusa nel popolo è l'affliggersi, il disperarsi,.. anzi,.. il lamentarsi.

Prossimamente creerò dei post per analizzare la Riforma Costituzionale approvata dal governo, quella che toglierà il bicameralismo (in vigore da quando cadde il fascismo) ovvero il passaggio continuo delle leggi dalla Camera al Senato. E li vorrei  scrivere analizzando la riforma punto per punto per capire se ad ottobre dovremo votare oppure No.
Ho già scritto un articolo che analizza i punti principali in maniera semplice e più chiara possibile, e l'ho fatto per capire io stesso se la Riforma sia buona o no.
Quando scrivo un articolo dettagliato, lo faccio in primis per capire io stesso l'argomento, e dopo per spiegare ciò che ho capito a tutti gli altri utenti. Quando sento di persone che si lamentano, ma non leggono e non si informano,.. sinceramente mi cascano le angurie per terra.

Sono... non stanco, ma veramente stufo di sentire italiani che si lamentano sempre.
Votano un sindaco, questi vince, e loro si lamentano.
Votano un parito, questo va al governo, e loro si lamentano.
Arriva il Jobs Act e tutti si lamentano.
Urlano continuamente che i politici al governo sono troppi, arriva una Riforma (questa che analizzerò) che toglie di mezzo 215 senatori e dove i restanti percepiranno solo lo stipendio del ruolo che ricoprono in regione (approfondirò questo punto)... e loro si lamentano.
Poi non è che si lamentano dicendo «La riforma andrebbe bene per i punti  X e Y, ma per le parti relative a Z non sono proprio d'accordo» noooo... urlano «Prodi a casa!!», «Berlusconi a casa!!», «Letta a casa!!», «Monti a casa!!», «Bersani a casa!!», «Renzi a casa!!», ma non analizzano la riforma o la legge.

Grillo e Pizzarotti: la trasparenza non si sa dove sia di casa

#m5s #beppegrillo #parma #pizzarotti #inceneritori #movimento5stelle


Campagna elettorale 2012. Parma.
Grillo inizia il suo solito monologo per spiegare agli elettori che la scelta migliore per una città migliore è solo una: Federico Pizzarotti.

Uno dei suoi slogan che permetteranno la vittoria del quarantenne parmense riguarda il termovalorizzatore (volgarmente chiamato inceneritore) di Ugozzolo (poco fuori la città di Parma).
Le sue parole sono forti, decise:

«Qui a Parma l'inceneritore non lo faranno mai e se lo faranno, passeranno sul cadavere di Pizzarotti».
Porse il corpo di Pizzarotti (metaforicamente parlando) e non il suo: forse perché sapeva che l'inceneritore sarebbe comunque entrato in funzione?

Notizia di oggi, fresca fresca, Pizzarotti è stato sospeso dal MoVimento 5 Stelle direttamente da Beppe Grillo peché indagato per abuso d'ufficio. Nel post del suo blog, Grillo scrive
«Pizzarotti sospeso dal MoVimento 5 Stelle: la trasparenza è il primo dovere degli amministratori e dei portavoce del MoVimento 5 Stelle.». Trasparenza? Ma dove?

Nel 2013 Claudio Messora intervista Pizzarotti e, come prima domanda, chiede del termovalorizzatore che non sarebbe dovuto entrare in funzione (così proclamava Grillo in campagna elettorale). Il sindaco di Parma spiega che «il progetto dell' inceneritore, al nostro insediamento, era già al 70%. Non poteva essere fermato» (sotto, il video dell'intervista).

giovedì 12 maggio 2016

Bandiera blu non significa mare pulito

di Lapenna Daniele

#fee #bandiereblu #programmabandiereblu #mari #italia #ambiente


Ogni anno ecco arrivare l'elenco delle città italiane che si sono aggiudicate le famosissime e richiestissime bandiere blu! La prossima vacanza sarà proprio in una località con una bandiera blu.

Ma... bandiera blu significa necessariamente mare pulito?

I REQUISITI
Avevo parlato già di questo argomento nel lontano maggio 2012 ("Diffidate sempre delle bandiere blu") dove feci notare che molti mari pulitissimi e straordinari non ricevettero questa "onoreficienza" mentre mari non proprio eccezionali, sì.
L'errore comune è quello di attribuire una città con bandiera blu ad un mare cristallino e meraviglioso.
Purtroppo, non è così.

Ci sono ben 33 requisiti da rispettare per riceverla e solo 5 sono relativi alla qualità delle acque.
E il resto? Beh,.. il resto dei requisiti vanno dall'informazione ai cittadini sull'educazione ambientale, fino ai servizi sulle spiagge.
Dunque se prendiamo questo mare

La truffa delle bevande probiotiche: uno studio afferma che non sono utili al corpo umano

tiscali.it
#salute #probiotici #integratori #alimentazione

Milano, 11 mag. (AdnKronos Salute) -
Dai tempi del loro debutto sul mercato sono stati presentati come alleati della salute, in grado di migliorare vari aspetti, dalle difese immunitarie alla digestione, con la loro carica di batteri 'amici'.

Ma adesso arriva una notizia difficile da 'digerire' per tutte le famiglie 'healthy' che nel mondo ogni mattina diligentemente assumono una bevanda a base di probiotici.
Un nuovo studio dell'università di Copenhagen sfata il mito: non ci sono prove convincenti dei benefici di questi drink per gli adulti sani, concludono gli esperti.
Le bevande probiotiche, secondo chi le promuove, contengono batteri e lieviti che aiutano a ripristinare l'equilibrio naturale dei batteri nello stomaco e nell'intestino. 

Il mercato di questi prodotti a livello mondiale vale quasi 20 miliardi di sterline, secondo quanto riporta online il 'Daily Mail', e si prevede che cresca a un ritmo del 7% l'anno almeno fino al 2018, con il Regno Unito e la Germania tra i più grandi consumatori. Le marche più note sono entrate anche nelle case degli italiani e non solo (in Gb da 6 a 10 famiglie li utilizzano regolarmente). Ma i ricercatori danesi hanno affrontato una revisione dei 7 maggiori trial che hanno indagato sugli effetti di drink, biscotti o pillole con probiotici e, nel lavoro pubblicato su 'Genome Medicine', hanno concluso che yogurt e bevande probiotiche fanno davvero poca differenza per il 'make up' dei batteri intestinali nella maggior parte dei casi. Da 6 di questi studi non emergevano differenze fra gli adulti che assumevano questi prodotti e chi invece assumeva placebo. Non solo: gli autori del lavoro fanno notare anche che gli esperti non sono sicuri di quali batteri siano da considerare buoni o amici e quali invece siano dannosi. 

 Il verdetto è uno solo: "Nel complesso, questa revisione sistematica dimostra che non ci sono prove convincenti di effetti consistenti da parte dei probiotici sul microbiota di adulti sani".

Malasanità: facciamo causa al dottore. Si moltiplicano gli avvocati che seguono i pazienti in ospedale pronti per le cause contro i medici





Sembra di vedere le notizie sui media nazionali in merito alle lotterie istantanee o comunque dei giochi dei Monopoli di Stato. Si parla delle vincite di decine di migliaia di euro ma... non si parla mai del numero di persone che non vincono mai. Qui è la stessa cosa.

Quando si parla di sanità, si citano sempre casi di malasanità. Mai notizie positive. Il cittadino
medio pensa «cacchio, ogni volta che si parla di ospedali, sono sempre brutte notizie!! MALASANITA'!». Certo, perché le notizie belle non fanno notizia. Lo scopo dei quotidiani (online o cartacei) è indignare, far arrabbiare e, almeno sui social, scatenare delle discussioni fra gli utenti che aumentano i commenti ai loro post, quindi visualizzazioni e quindi ancora click sui loro siti e, ovviamente, denaro.

Io non proporrei di aumentare i controlli, o di attuare chissà quali pratiche per i casi di malasanità, io inviterei anzi, INVITO pubblicamente ogni medico a creare un blog o un sito web dove inserire tutte le operazioni chirurgiche - da quelle semplici a quelle complicate,visto che ci sono state morti anche per semplici operazioni ai denti - riuscite perfettamente e confrontare così quanti casi di malasanità ci sono e quanti medici bravi esistono.

Io sono da sempre convinto che un medico opera un paziente per curarlo e non per ucciderlo. Certo, ci sono veri casi di malasanità, ma è un atto oltraggioso e ignobile accusare subito un medico ancor prima di conoscere i fatti.

La gente è così stupida che ormai basta una morte in ospedale per veder sparata già la sentenza di «Malasanità» ancor prima di sapere di cosa è morto il paziente. I cittadini vogliono la fiducia ma essi stessi non la cercano. Vogliono notizie positive, poi cercano essi stessi quelle negative.

Tutti maledicono i medici e la malasanità ma.... come mai quando hanno problemi, o sono ipocondriaci, si riversano in frotte agli ospedali?

mercoledì 11 maggio 2016

Dio non è morto. Le prove dell'esistenza di Dio in un film

di Lapenna Daniele

#religione #dio #god #godisdead #atheism #at #ateismo #ateo #godsnotdead #cristianesimo #cattolicesimo #vaticano


Su una pagina atea di un social network ho trovato un articolo molto interessante. Interessante perché tratta di un argomento che ogni giorno è sulla bocca di tutti, atei e credenti: Dio.
L'articolo parla del tour italiano dell'autore di un film uscito negli Stati Uniti nel 2014 dal titolo God's not dead (Dio non è morto).

Il titolo nasce dal motto degli atei "Dio è morto" (al quale fa seguito quello dell'UAAR "Ma se fosse vivo, non ne avresti comunque bisogno"). L'articolo è del sito ilgiornaleditalia.org, sito che non conoscevo. L'articolo può essere interessante - e anche la storia del film - per tutti i credenti (di qualsiasi religione) e gli atei che amano discutere su questo argomento.


LA TRAMA
La storia racconta di Josh, uno studente evangelico cristiano di un college. È molto credente in Dio.
Si iscrive al corso di filosofia tenuto dal professor Jeffrey Radisson, ateo, il quale chiede ai suoi studenti, per poter passare l'esame, di firmare una dichiarazione in cui si afferma che "Dio è morto". Josh è l'unico studente che si rifiuta di firmare.
Nasce così una "gara" tra i due dove si affrontano a colpi di ragionamenti su Dio ad ogni fine lezione, prendendo ciascuno un punteggio assegnato dagli studenti della classe per vedere chi vincerà.

Il bello è il finale della storia dove il ragazzetto, Josh, domanda al professore «Perché odia Dio?».
Dopo che Josh ripete la domanda due volte, Radisson esplode di rabbia, confermando che odia Dio per la morte della madre. Allora Josh con disinvoltura chiede al professore come si possa odiare qualcuno che non esista. Alla fine, Martin, uno studente cinese il cui padre gli aveva proibito persino di parlare di Dio per non compromettere la possibilità del fratello di studiare all'estero, si alza e dice: «Dio non è morto». Quasi tutta la classe segue l'esempio dello studente cinese e il professore lascia la stanza sconfitto.

venerdì 6 maggio 2016

Abbanoa batte Adiconsum in tribunale: 37mila sardi devono pagare i depositi cauzionali





Bollo auto: nessuna Regione può aumentare la prescrizione della tassa automobilistica la quale resta di 3 anni. Chiarimenti sulla prescrizione del bollo auto

di Lapenna Daniele

#bolloauto #tassaautomobilistica #regionepiemonte #regionelombardia
#piemonte #lombardia #cassazione
#cortecostituzionale






«La Corte Costituzionale cancella la Legge della Regione Piemonte e della regione Lombardia con la quale la stessa aumentò a 5 anni il termine prescrizionale della tassa automobilistica stabilito dalla Legge nazionale a 3 anni».


Si tratta di una sentenza del 2003, ma è bene ricordarla.
Il Consiglio regionale (giunta Enzo Ghigo) del Piemonte promulgò la Legge regionale n. 20 del 5 agosto 2002 (qui il testo completo) attuando delle modifiche alla legge vigente.
La regione Lombardia (giunta Formigoni) fece lo stesso con la Legge regionale n. 17 del 5 agosto 2002 (qui il testo).

All' articolo 5 comma 1 leggiamo
Art. 5
"(Riordino sanzioni in materia di tributi regionali ed estinzione crediti tributari di importo minimo)
1. A decorrere dal 1° gennaio 2003 il termine di prescrizione per l'accertamento e il rimborso della tassa automobilistica e' fissato, ai sensi dell' articolo 20 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell' articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662), nel termine di cinque anni dalla data della commissione della violazione o del versamento oggetto del rimborso"
Il ricorso n. 74 depositato il 15 ottobre 2002, disposto dal Presidente della Corte costituzionale cancellò di fatto gli articoli 1, 2 e 4 ( e quindi anche il 5 ) dichiarandoli illegittimi.

Nel bollettino ufficiale n.42 del 16/10/2003 (successivamente con la Sentenza della Corte Costituzionale n.296 del 2003) infatti leggiamo

martedì 3 maggio 2016

Equitalia potrà pignorare i debitori del contribuente evasore



#equitalia #agenziadelleentrate #pignoramenti #fiscoetasse #cartelleesattoriali #tasse #fisco

Al non pagamento della cartella esattoriale da parte del contribuente, Equitalia potrà avvalersi del pignoramento verso terzi, ovvero anche coloro che risultano debitori verso l'evasore fiscale


Mettiamo che un cittadino sia titolare di un'azienda e non paghi le tasse. Mettiamo che questa evasione venga rilevata dall' Agenzia delle Entrate e, dopo solleciti, il suo nominativo venga iscritto a ruolo da parte di Equitalia. Se il contribuente non avrà fonti alle quali Equitalia potrà "aggrapparsi" per pignorare le somme dovute, l'ente potrà andare a cercare i suoi debitori.

Non è una pratica irregolare da parte dell'ente della riscossione, ma si rifà all' articolo 72 bis del Decreto del Presidente della Repubblica n.602 del 29 Settembre 1973 che Equitalia stesso pone in formato Pdf sul proprio sito. Si tratta di una procedura di carattere stragiudiziale, che non richiede ancora l’attività del Giudice dell’Esecuzione, per cui Equitalia notifica al debitore e al terzo (verso cui il debitore vanti a sua volta dei crediti) l’ordine di pagare il credito direttamente all’Agente della riscossione.

Càpita spesso che molti imprenditori non paghino le tasse a causa di terze persone che dovevano pagare loro dei lavori o della merce che non hanno mai pagato: in questo caso il pignoramento viene in contro all'evasore che si ritrova in questa condizione anche a causa dei mancati introiti ingiustamente non arrivati.

lunedì 2 maggio 2016

Napoli: la giunta istituisce il reddito minimo cittadino

Napoli -
Nonostante i noti problemi coi conti la giunta comunale di Napoli ha approvato, assieme al bilancio preventivo, una delibera con la quale si introduce il reddito minimo cittadino.

La delibera, a firma degli assessori al Welfare e al Lavoro, «conclude un percorso avviato da tempo dall’Amministrazione comunale cominciato con le iniziative di contrasto all’esclusione e alla povertà, proseguito con il forte sostegno dato alla raccolta di firme per la presentazione di un progetto di legge per il reddito minimo regionale, culminato ora con l’introduzione del reddito minimo cittadino che, a partire dal 2016, sarà realtà a Napoli».





Equitalia chiede 500mila a un imprenditore: questi impugna la cartella esattoriale e vince, chiedendo un risarcimento di un milione di euro

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videodelservizio

Un imprenditore veneziano riceve una cartella da 500mila euro. Fa ricorso e vince. L'Agenzia delle Entrate dovrà pagare le spese processuali.
L'imprenditore:«Si dovrebbero esaminare anche gli accertamenti degli imprenditori che si sono tolti la vita»

I funzionari dell’Agenzia delle Entrate gli avevano contestato un reddito di 500mila euro superiore a quanto dichiarato, in base a una proiezione fatta sulle materie prime acquistate, secondo la presunzione di guadagno dell’azienda.

Mauro Furlan, un imprenditore veneziano, ha deciso di impugnare la cartella esattoriale, ma per andare avanti nel ricorso è stato costretto a versare un terzo dei 500mila euro. «Se io non fossi stato in grado di versare quella somma – dice l’imprenditore – avrei fatto la fine di tanti miei colleghi: casa e conto corrente pignorato».
«La ricostruzione dell’Agenzia delle entrate – spiega l’avvocato di Furlan, Federico Veneri – determinava una serie di risultati economici delle presunte vendite che in realtà erano impossibili da raggiungere. La nostra difficoltà, però, è stata proprio quella di dovere dimostrare che quanto  affermato dall’ufficio accertatore dell’Agenzia delle entrate non corrispondeva alla realtà; ma ci siamo riusciti, con una nuova strategia difensiva che ha prodotto, dunque, i seguenti effetti: mettere in luce pienamente gli errori, renderli opponibili all’Ente e responsabilizzare gli accertatori».

Il tribunale civile di Padova prima e poi quello tributario regionale hanno dato ragione all’imprenditore: il risultato è stato che la cartella esattoriale è stata annullata, che l’Agenzia delle entrate è stata condannata al pagamento delle spese processuali e che l’imprenditore ha chiesto un milione di euro di risarcimento danni.

«In più – dice Furlan – ho anche chiesto in via cautelativa il pignoramento del quinto dello stipendio dei tre accertatori perché così possano ricordarsi della mia vicenda ogni volta che percepiscono lo stipendio. Penso che si dovrebbero esaminare anche gli accertamenti degli imprenditori che si sono tolti la vita. Se si dovessero riscontrare delle irregolarità in quelle cartelle, chi si assumerà la responsabilità per gli imprenditori che sono morti?».

fonte

"Le dieci cose che ho osservato a Napoli". Spopola il post del blog di una studentessa danese in Italia per uno stage















Flegrean Living ( flegreanliving.wordpress.com ) è il blog di Mia Duberg Nielsen, una studentessa danese che ha iniziato uno stage di tre mesi nei Campi Flegrei. I suoi post descrivono la vita a Napoli e dintorni.
Un post ha riscosso una grande condivisione tra gli utenti del web, specie napoletani.
L'articolo originale è "10 things I’ve observed during my first week in Campi Flegrei", ovvero "Dieci cose che ho osservato durante la mia prima settimana nei Campi Flegrei"

« Nel caso qualcuno dei miei professori di metodologia dovesse mai finire su questo blog – scherza la ragazza – ci tengo a sottolineare che queste osservazioni sono di carattere non scientifico! È semplicemente quanto ho personalmente vissuto».

Il blog su Napoli della studentessa danese: "Ecco le prime 10 cose che ho notato qui"

  1. A quanto pare io sono un alieno. Lo deduco sulla base degli sguardi che ricevo ogni giorno. Camminando per strada, aspettando l'autobus, in treno, praticamente ovunque!
  2. L'inglese è una lingua per stranieri e non si ritiene necessario impararla
  3. Il caffè si prende al bar. Espresso, naturalmente. E se si beve in più di due sorsi si è probabilmente degli alieni
  4. Il consiglio è di bere il caffè con enormi quantitativi di zucchero. Devo ammetterlo: crea dipendenza!
  5. Qui vanno in spiaggia prima delle 9. Prendendo il treno per lavorare in zona costiera, vedo tantissime persone già al sole e che fanno il bagno. E io?
  6. Le persone qui sono di tutte le dimensioni e forme, che sono messe tranquillamente in mostra sulle spiagge. Lì ogni donna è in bikini e mostra le proprie curve: mi piace!
  7. Il bikini deve coprire il meno possibile, soprattutto le estremità. Non è più necessario cercare un superbikini per contenere il mio didietro un po' grande, tutto quello che serve per mimetizzarsi anzi è un perizoma!
  8. Gli autobus passano ogni volta che ne hanno voglia. Questo vale anche per i treni. Non ha senso cercare una tabella degli orari, bisogna andare alla fermata o alla stazione e attendere.
  9. Si fa cena verso le 22. Intorno alle 20/21 ci si può iniziare a preparare. È da stranieri mangiare prima delle 22.
  10. Le persone qui sono le più cordiali, gentili e ospitali abbia mai incontrato. Tutti vogliono aiutarti, anche se sei un alieno! Li amo.

Interessante anche il post sull' ospitalità dei napoletani

Fisco: ora gli accertamenti sbarcano anche sui Social Networks

La circolare 16/E dell’Agenzia delle Entrate sposta le modalità dei controlli fiscali anche nel mondo dei social network
«Alle notizie ritraibili dalle banche dati si aggiungono quelle che pervengono da altre fonti, ivi incluse fonti aperte». Fonti aperte, come i profili Facebook, Twitter, Instagram, Google+ dei contribuenti

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