domenica 31 gennaio 2016

Piramidi in Egitto: forse l' utilizzo di antichi macchinari sofisticati?

di Lapenna Daniele

#egypt #egitto #giza #pyramids #gizapyramid #archeoastronomy #archeoastronomia


Fori effettuati con una precisione incredibile, tagli sulle rocce di una linearità sconcertante e pietre scolpite e incastrate senza lasciare un millimetro di spazio una dall' altra.
Forse nell' antico Egitto fur usata una tecnologia avanzata ormai perduta?

Brien Foerster mostra da vicino i lavori che effettuarono gli antichi egizi ponendosi domande sulla tipologia di strumenti e/o macchinari utilizzati per lavorare le pietre.

Sotto i due video ( nonostante l' anteprima, sono due video diversi ).
Nel primo mostra le pietre site accanto alla grande Piramide, volgarmente chiamata "Piramide di Cheope"


nel secondo, l' incredibile precisione che ricorda quasi dei trapani moderni.. ( al minuto 6:22 )


giovedì 28 gennaio 2016

Ricordiamo anche lo sterminio degli indiani da parte dell' uomo bianco

Questo è un post preso dalla pagina Facebook "Realtà, Inganno e Manipolazione", e ricorda che di sterminio non c'è stato solo quello dei nazisti nei campi di sterminio 
( ma anche fuori ), ma di tanti altri popoli che hanno ucciso ed inflitto alle loro vittime delle torture incredibili.

Ci sono tanti altri crimini nella storia, se qualcuno vuole ricordarli, o scrivere un post in merito, può scrivermi via mail o sotto, nei commenti.
Lapenna Daniele

Prima del racconto, vi lascio con le parole di Hatuey ( morto il 2 Febbraio 1512 ), un capo indiano Taino Cacique, che guidò una rivolta contro gli invasori spagnoli colonizzatori ed assassini ( da Wikipedia. e tradotto in italiano ):

« Ecco il Dio che gli spagnoli adorano. 
Per questo Dio combattono e uccidono;  per questo Dio ci perseguitano, e per questo dobbiamo buttarli in mare ... 
Questi tiranni ci dicono che adorano un Dio di pace e di uguaglianza, eppure usurpano la nostra terra e ci fanno loro schiavi. Ci parlano di un' anima immortale e delle ricompense eterne e punizioni, ma rubano le nostre cose, prendono le nostre donne, violano le nostre figlie. 
Incapaci di indottrinarci con i loro valori, questi vigliacchi si coprono con il ferro che le nostre armi non possono rompere... »

LO STERMINIO DEGLI INDIANI
27 gennaio 2016 si celebra l'ormai noto "giorno della memoria" ricordando lo sterminio nazista degli ebrei. Ma noi vogliamo ricordare un altro genocidio volutamente dimenticato, infatti nessun telegiornale di regime ne parla, ne tanto meno si sente parlarne nei nostri libri di storia usati a scuola o sarebbe il caso di chiamarla "sQuola"..Perché il massacro dei nativi americani non viene ricordato? Forse perché non fa notizia? Non frutta soldi? Non sono stati scritti diari delle memorie in merito? O forse perchè gli stessi che domani verseranno lacrime per le vittime dei campi di sterminio nazisti, solo gli stessi che qualche generazione fa portarono morte, abusi e violenza, laddove regnava un popolo LIBERO? Un popolo senza prigioni ne delinquenti, un popolo in armonia con la Natura..Vi riporto una testimonianza scioccante:

lunedì 25 gennaio 2016

Commentare senza leggere: per tutti i lettori del blog


mercoledì 20 gennaio 2016

Bimbo inglese sbaglia l' ortografia nel tema: viene interrogato dalla polizia


É successo ad un bambino musulmano di 10 anni che durante una lezione di inglese ha erroneamente scritto che viveva in una «casa terrorista».
L’alunno, che frequenta una scuola elementare in Gran Bretagna, intendeva dire che viveva in una casa a schieraterraced house », in inglese ) invece ha scritto che vive in una casa terrorista
( « terrorist house »).


Quando i genitori del bimbo si sono visti la polizia di fronte alla porta di casa pensavano fosse uno scherzo. Gli agenti hanno prima interrogato il piccolo, poi hanno sequestrato il computer portatile della famiglia per esaminarlo. 

In Gran Bretagna dal 2005 gli insegnanti hanno il dovere di segnalare ogni comportamento sospetto, ma forse in questo caso dovevano procedere con più cautela verificando con la maestra che era un problema di ortografia, e non altro. Ora il piccolo - riferisce il suo cugino, più grande - « ha paura di scrivere qualsiasi cosa ».

Offrire 100 euro al poliziotto per evitare una multa non è reato



Non commette corruzione chi offre solo 100 euro al poliziotto per evitare la multa: se corruzione deve essere, è necessario che l’offerta sia consistente e non irrisoria.
Come riporta laleggepertutti.it, la Cassazione si è pronunciata così su un caso che riguarda un automobilista fermato in stato di ebbrezza.
Un biglietto da “cento” non può determinare agitazione e confusione nel pubblico ufficiale tanto da costituire, per questi, una seria tentazione. È questa la convinzione dei giudici della Cassazione [ Sentenza n. 1935 sez. VI Penale, del 4 novembre 2015 ].
Il denaro ha un valore relativo in funzione delle capacità di reddito del soggetto?
Non così per i giudici supremi, secondo i quali 100 euro sono, per chiunque, troppo pochi per parlare di un’offerta di corruzione seria, tale cioè da provocare nel pubblico ufficiale un concreto ed effettivo turbamento e spingerlo a chiudere un occhio ed accettare l’importo.

Con questa motivazione la Corte ha assolto dalle accuse di corruzione un conducente trovato alla guida in stato di ebbrezza e che, per evitare la sanzione penale massima, aveva estratto un bigliettone dal portafogli esibendolo alle autorità. Sebbene tale motivo sia stato ritenuto già sufficiente per evitare il carcere all’ automobilista, la sentenza opera anche un’altra valutazione. Quand’anche l’offerta fosse stata consistente (e, a questo punto, sarebbe lecito chiedersi quale possa esser l' importo ), le condizioni psicofisiche dell’uomo, in evidente stato di alterazione, non consentivano di ritenerlo capace di intendere e di volere e, quindi, in grado di capire il significato del gesto.
Per i magistrati è quindi carente la “offensività” nella condotta tenuta dal conducente. L’imputato evita così il penale per la corruzione, ma non certo la condanna per guida in stato di ebbrezza.

martedì 19 gennaio 2016

Lo Stato non può riscuotere il Canone Rai tramite l' Enel, dacché ente privato. Verità o bufala?

di Lapenna Daniele

#canonerai #stato #matteorenzi #enel #tasse #bufale


Il governo Renzi ha trovato il modo di prelevare forzosamente il Canone Tv da tutti i cittadini: inserirlo nella bolletta dell' energia elettrica.
Da parecchi giorni però è uscita fuori questa notizia ( condivisa a macchia d' olio sui social network ) che sostiene come questa manovra sia del tutto... illegale.
Ma è vero o è una bufala?

GLI AGENTI DELLA RISCOSSIONE
Come sappiamo, gli agenti della riscossione che oggi vengono a suonare alle nostre case sono i funzionari di Equitalia o i messi comunali ( prima consegnavano anche i postini, ma poi varie sentenze hanno appurato che Equitalia non può rivolgersi ai postini per consegnare cartelle esattoriali ).
Ma, prima di Equitalia, come si esigevano i crediti non riscossi dallo Stato ai cittadini?



LA NASCITA DI EQUITALIA
Fino al 1990 in Italia la riscossione era affidata a una pluralità di soggetti privati. Nello stesso ambito provinciale se ne potevano trovare diversi. Dal 1990, con l'entrata in vigore del D.P.R. 43/88 ( Decreto del Presidente della Repubblica n.43 del 28 Gennaio 1988 ), furono istituiti concessionari a livello provinciale ed infra provinciale che avrebbero dovuto unificarsi, al solo livello provinciale, entro il 1995.
La riforma della riscossione è avvenuta con l'entrata in vigore dell' art. 3 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203 deliberato dal Governo Berlusconi III, convertito con modificazioni nella L. 2 dicembre 2005, n. 248. con la costituzione della società Riscossione S.p.A., che nel 2007 ha preso come nome Equitalia S.p.A..
la quale è una società le cui quote sono divise fra Agenzia delle Entrate ( 51% ) e Inps ( 49% ).

Fino al 30 settembre 2006 la riscossione era affidata in concessione a privati (prevalentemente banche), in numero di circa 40. Con il D.L. 4 luglio 2006, n. 223 il Governo Prodi II autorizza Riscossione S.p.A. a utilizzare i dati in possesso dell'Agenzia delle Entrate.

UN PRIVATO PUO' RISCUOTERE UNA TASSA DELLO STATO?

Giappone: morto uomo piu' vecchio mondo. Aveva 112 anni e 10 mesi


TOKYO, 19 GEN -
L'uomo piu' vecchio del mondo, un giapponese, e' morto martedi' mattina all'eta' di 112 anni, due mesi prima del suo 113mo compleanno.

Nato il 13 marzo del 1903 a Nagoya, Yasutaro Koide, era diventato l'uomo piu' vecchio del mondo lo scorso agosto. Il suo segreto, diceva l'ex sarto, era di non esagerare, non bere, né fumare.
Il nuovo record e' passato cosi' a un altro giapponese, Masamitsu Yoshida, 111 anni, nato il 30 maggio 1904 a Tokyo, mentre la persona piu' vecchia del mondo e' una donna: Susannah Mushatt Jones di Brooklyn, che ha 116 anni.

lunedì 18 gennaio 2016

Come trasformare da egoiste a vittime le famiglie che procreano nell' estrema povertà

di Lapenna Daniele


Per la serie "Ma cosa cacchio scrivi?!" ecco una notizia fresca fresca presa dal sito tiscali.it.
Siccome non è permesso commentare sotto l' articolo, pongo le mie considerazioni qui, in fondo a questo post.
É davvero orribile leggere un articolo che punta il dito contro gli altri quando la causa di queste situazioni sono le stesse persone che, nella povertà, fanno nascere vittime innocenti.

TRAGICO OLTRE IL NECESSARIO
L' articolo è questo « Nascere senza nome, morire senza un pianto » e già il titolo è tragico di per sè.

L' articolo inizia così
« Mentre in Parlamento si litiga sulle adozioni da parte delle coppie omosessuali, nell'Italia vera, nelle campagne, sulle montagne, nei sobborghi urbani, nelle periferie disumanizzate, ci sono giovani mamme che partoriscono nei tuguri, senza acqua e senza luce, assistite da compagni sbandati,... »

ALT! Il prologo è davvero comico ed ha un senso veramente profondo: il governo pensa agli omosessuali quando povere donne fanno figli nell' estrema povertà?Che cosa orribile!
Parte così la storia della ragazza, raccontata in maniera veramente tragica ( come se la storia, da sola, già non lo fosse ):

« Succede a Santa Maria Coghinas, in Sardegna. Una donna incinta che dice di non sapere di aspettare un figlio, un compagno che cade dalle nuvole, e questo sputo di vita che all'improvviso, in un giorno freddo di gennaio, nel cuore di una capanna degradata, cola via. Una bambina partorita in una sorta di caverna, al gelo, senza assistenza. Non si sa se era già morta nella pancia oppure se è scappata via dalla vita appena si è guardata intorno. Fatto sta che poteva vivere, se solo quella gravidanza fosse stata vissuta consapevolmente, se solo quella donna avesse avuto una gestazione attenta,... »

 e prosegue

10 cibi velenosi che consumiamo ogni giorno

msn.com

Sapevate che molti alimenti che troviamo sulle nostra tavole sono... velenosi? Ah, no?

Dopo l' elenco delle piante tossiche presenti nelle nostre abitazioni
( "Attenzione alle piante d' appartamento" ) ecco l' elenco dei dieci cibi più pericolosi per la nostra salute. Da non crederci!

I FAGIOLI
Considerato un alimento salutare, i fagioli sono largamente utilizzati come contorno, come condimento, nelle insalate oppure in minetsroni e zuppe. Essi inoltre tendono ad essere un ingrediente immancabile nelle diete vegetariane, dal momento che conterrebbero nutrienti come fibre, proteine, carboidrati, acido folico e ferro.Ma in qualità di 'arma da difesa” naturale, i fagioli contengono anche grandi quantità di lectina, una proteina che agisce come un potente insetticida risultando talvolta nociva (con effetti come nausea, dolori addominali e diarrea) anche per l'uomo.Per questo motivo, previa consumazione, è molto importante far bollire i fagioli per almeno dieci minuti.

MANDORLE AMARE
Comunemente considerate alla pari di noci e nocciole, in realtà le mandorle sono un seme. E non solo: le mandorle amare, a differenza della frutta secca, non possono essere consumate crude poiché contengono naturalmente cianuro (peraltro, l'odore del cianuro stesso viene descritto proprio come un aroma di mandorla amara).Frantumare, mordere, masticare o danneggiare le mandorle in qualsiasi modo, può infatti provocare l'attivazione del cianuro, con effetti come stordimento, nausea e crampi addominali.

CILIEGIE, ALBICOCCHE, PESCHE E SUSINE
Proprio come per le mandorle amare, è consigliabile evitare di mangiare i noccioli di ciliegie, pesche, susine e albicocche: all'interno dei loro semi infatti è contenuto il cianuro, che viene attivato una volta che il nocciolo viene schiacciato o masticato. Il consumo accidentale (e quindi in piccole quantità) di questi semi però, fortunatamente non induce alcun effetto.

1.200 euro al mese per chi assiste un familiare disabile. Non c'è limite di reddito ma è rivolto esclusivamente a chi lavora nel settore pubblico

di Lapenna Daniele

L' ho vista girare ultimamente, ma è una notizia del 2015. Ed è vera.
Si chiama Home Care Premium ed è un assegno di 1200 euro al mese che viene dato a coloro che assistono un familiare disabile.
A chi è rivolto? Solo a chi lavora nel settore pubblico.
Nella domanda va allegato l' ISEE ma è inutile ed è una perdita di tempo allegarlo visto che non c'è limite di reddito per accedervi.
Quindi altro denaro a chi ha già del denaro??

La domanda andava fatta entro maggio 2015, l' anno scorso. L' ammontare del bonus mensile varia da 400 a 1200 euro al mese.
Ovviamente non bisogna prendersela con i disabili, visto che molti di loro non se la cercano a procurarsi una disabilità che gli impedisce di vivere in maniera tranquilla e senza problemi ma.. chi invece ha un familiare disabile, ma è senza lavoro? Oppure lavora e non prende uno stipendio sufficiente per badare a sè stesso e anche al familiare?

Se esiste o è stato fatto un bando per un contributo anche a chi ha un reddito minimo o inesistente ed ha anche un familiare disabile a carico, segnalatemelo nei commenti, così che possa aggiornare il post.
Grazie.

Questo il link alla notizia dell' anno scorso
http://www.lavoroeconcorsi.com/contributo-inps-bonus-da-1200-euro
Questo il documento sull' Home Care Premium dal sito INPS
https://www.inps.it/docallegati//Mig/Welfar/HCP%202014%20Avviso%20Home%20Care%20Premium.pdf

Aiutiamo Elmar



di Lapenna Daniele


Come sapete il sito è aperto a qualsiasi segnalazione, e questa è una di quelle.
É il caso del signor Elmar Lener: un uomo di 60 anni che vive a Toscolano Maderno, in provincia di Brescia.
Vive in un locale di due metri quadrati, dove il bagno ha bisogno di essere spurgato a mano e l’acqua non è corrente ma deve riempire una cisterna con bidoni da 25 litri.
Elmar è invalido e percepisce un assegno di 268 euro al mese.

A questo link c'è il racconto della sua storia e i video girati dal giornalista che lo ha intervistato.

venerdì 15 gennaio 2016

Milano, invalido muore da solo in casa: viveva con 186 euro al mese


Una storia di abbandono ed esclusione sociale arriva da Nerviano, comune alle porte di Milano. Ieri è stato ritrovato il corpo senza vita di Giovanni Ceriani, uomo classe '55 che viveva da solo in una casa sita in via Pasubio. Il signor Ceriani era costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente sul lavoro e viveva di un umiliante e vergognoso sussidio di appena 186 euro mensili che lo Stato gli riconosceva in ragione della sua invalidità, ai quali si aggiungeva un bonus annuale di 1000 euro da parte del Comune.

Ceriani viveva in una casa di proprietà del Comune, ma non poteva permettersi il riscaldamento. A ritrovare il suo cadavere è stata una vicina di casa che ha allertato i soccorsi dopo averlo trovato riverso sul pavimento accanto alla sua sedia a rotelle. Purtroppo i soccorritori hanno potuto soltanto constatare il decesso e far quindi trasportare l'uomo all'obitorio dell'ospedale di Legnano. Sul suo corpo non sono stati ritrovati segni di violenza quindi è probabile che il decesso sia avvenuto per cause naturali, anche se verosimilmente legate al modo di vita non adatto alla sua difficile condizione.

Proprio lo scorso 11 dicembre aveva denunciato la sua situazione esponendo un cartello in Piazza Italia a Nerviano, cercando la solidarietà dei suoi concittadini. Queste le sue parole:

«Abito in via Pasubio, in un monolocale assegnatomi dai Servizi sociali e ad affitto calmierato. Non mi posso permettere un impianto di riscaldamento. Ho i fornelli elettrici ed ora mi è arrivata una bolletta della luce di 71 euro, ma non ho i soldi per pagarla. Oramai non so più come fare a risparmiare. Limito qualsiasi spesa. Ma non basta mai. Ed eccomi qui, per la prima volta in piazza, a rivelare pubblicamente la mia vita d’inferno, con una mano tesa e alla ricerca di un barlume di speranza. Tengo tutto conteggiato. La mia vita è un continuo contare, fino davvero all’ultimo centesimo. Basta un minimo errore di calcolo e mi si stravolge tutto il budget mensile, come quando qualche mese fa il bonifico (per colpa di un ente di Rho, ndr) fu spedito per sbaglio a un mio omonimo, un certo Giovanni Ceriani di Lainate. Spero solo che questa persona abbia soltanto il mio stesso nome e non anche la mia stessa disperazione».

mercoledì 6 gennaio 2016

Offendere un collega su Facebook senza fare il suo nome è reato di diffamazione


Ancora una volta una sentenza di condanna per offese scritte su internet.
Un maresciallo si era sfogato nei confronti di un collega scrivendo sul proprio profilo Facebook una frase dove lo definiva "raccomandato e leccaculo". Il bello è che non aveva scritto il suo nome, ma solo questi due aggettivi.
Secondo i giudici questo basta per condannarlo secondo il reato di diffamazione con l' aggravante.



Secondo i giudici ( sentenza n.49066, Corte di Cassazione, sez. I Penale, 11 dicembre 2015 ) non è necessario scrivere il nome e cognome del destinatario dell' insulto sul post per far scattare il reato di diffamazione: anche l’allusione è sufficiente se la vittima è facilmente individuabile, sia pure da parte di un ristretto cerchio di persone.

Sentenza cassazione: Equitalia può permettere l' evasione fiscale di sopravvivenza


La Cassazione ha annullato un’ordinanza del tribunale di Pescara che aveva disposto il sequestro preventivo sui beni di una società di costruzioni che non aveva versato l’IVA allo Stato. L’azienda ha fatto ricorso in Cassazione per 170mila euro di Iva non versata nel 2011 adducendo come motivazione che il sequestro avrebbe fatto chiudere l’attività e ha aggiunto che l’impresa godeva di crediti maturati negli anni mai riscossi, con altre aziende e soprattutto con lo Stato.

I crediti con lo Stato ammontavano a 3 milioni e 900 mila euro.
Il tribunale così accoglie il ricorso dell' imprenditore, sottolineando come il contribuente le abbia tentate tutte per pagare le tasse ( un consulente aziendale dell' attività ha presentato tutta la documentazione necessaria ) e che lo Stato non possa presentare ora un conto evaso, a fronte di un debito milionario nei confronti dell' azienda, con il rischio di far chiudere l' azienda.

Secondo la Banca d’Italia i debiti della pubblica amministrazione hanno toccato l’apice proprio nel 2011 con 91 miliardi. Quell’anno, quando l’azienda non ha versato l’Iva, quasi 4mila imprese (più del doppio rispetto al 2008) sono fallite a causa dei debiti dello Stato. Ad agosto 2015, ultimo aggiornamento pubblicato dal ministero dell’Economia, le pendenze arretrate erano scese a 38,6 miliardi, ma sono destinate a crescere nuovamente perché nessun ente sta rispettando i termini di pagamento imposti a 60 giorni. La media è 100.


Altre due sentenze sono andate in questa direzione negli ultimi anni.
Nel 2013 il tribunale di Venezia ha assolto un imprenditore accusato di non aver pagato 135 mila euro di Iva. Denunciato dall‘Agenzia delle Entrate, la difesa aveva avuto modo di dimostrare la buona fede dell’imprenditore che, per non mandare in fallimento l’azienda e tanti posti di lavoro, decideva di non pagare l’Iva ma, saldate le fatture in questione, chiedeva la rateizzazione del debito fiscale.
L’anno dopo a Milano stessa decisione: assolto un altro imprenditore accusato di aver evaso l’Iva per 180mila euro. È stata così accolta la tesi della difesa, la quale sosteneva che l’imputato “non aveva versato all’erario l’imposta, a causa della difficile situazione economica dell’impresa”.

sabato 2 gennaio 2016

L' Aidaa presenta un esposto contro il critico d' arte Sgarbi sull' uso della parola "capra"


Ferrara, 2 gennaio 2016 -
Nel bestiario personale di Vittorio Sgarbi c’è una parola ricorrente, sputata, con consapevole ironia, in ogni talk show o affidata ai post su Facebook, dove il critico d’arte è piuttosto attivo: « capre ».
« Capre, capre, capre ».  
Capre diventa nello slang di Sgarbi il sinonimo di ignoranti o deficienti, dal latino deficiens, ossia ‘mancante’ dal punto di vista intellettuale, chiaramente. Qualche volte diventa anche l’appellativo con cui apostrofa il suo... gregge: « Capre, sono ancora qui », ha scritto su Facebook dopo l’operazione alla quale è stato sottoposto qualche settimana fa.

E se i più si fanno giustamente una risata assieme al professore, e tanti altri alzano il pollice più famoso del globo, ‘like’, qualcuno non sa prenderla con ironia.

 Si tratta dell’Aidaa, l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Ferrara per verificare se l’uso spregiativo del termine ‘capra’ che il «critico d’arte usa a sproposito non sia un incitamento al maltrattamento di animali, oltre che un uso scorretto della lingua italiana. Nella descrizione della specie animale capra infatti si legge che la stessa è tra gli animali più intelligenti che esistano», così scrive l’Aidaa.

Chiaramente una provocazione, come ammette Lorenzo Croce, firmatario della denuncia contro il professor Sgarbi, «fatta contro chi delle provocazioni ha fatto un modo di vivere e quindi a lui chiediamo oltre che di smetterla di usare impropriamente il nome capra come epiteto anche di andare a vivere tre giorni con i pastori e imparare pascolando le capre quanto sono intelligenti quegli animali».