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mercoledì 12 agosto 2015

Supermercati aperti a Ferragosto: con la scusa della famiglia, esplode la protesta. Perché lamentarsi per un lavoro che si è scelto di fare?

di Lapenna Daniele
#GDO #supermercati #ipermercati #ferragosto #lavoro

Ancora una festa. Ancora una protesta.
"Non si può lavorare nei giorni di festa!" urlano i dipendenti delle grandi e medie catene di supermercati d' Italia. "E i valori della famiglia? Dove li mettiamo?".
Peccato che i valori ( non solo della famiglia ) vengano schiacciati anche nei giorni di festa.
Ma questo è un altro discorso.

APERTI A FERRAGOSTO
Anche quest' anno molti ipermercati saranno aperti il 15 di Agosto. Tralasciando il fatto che nessuno sa perché questo giorno non si lavori ( qui un link per informarsi un pò ), i dipendenti potestano a gran voce:
« Ancora una volta saremo privati dell’affetto della famiglia – denuncia una commessa, che è voluta rimanere anonima, che sabato prossimo dovrà coprire il turno nel supermercato dove lavora – A causa di una decisione che non porterà dei vantaggi per nessuno ». Già, perché a quanto dice, « non c'è nessun guadagno extra nei giorni festivi, né per i dipendenti, né per i titolari ».
E prosegue « Spesso ho dovuto coprire il turno della domenica con grande sacrificio visto che è l’unico giorno in cui posso stare in famiglia e poter vedere gli amici. Ma purtroppo non posso permettermi di lasciare questo lavoro. Mentre i miei figli saranno al mare, io trascorrerò il Ferragosto tra gli scaffali del supermercato ».
I sindacati ovviamente si accodano inneggiando proteste e scioperi, anche se si sa che alla fine non ci saranno astensioni dal lavoro, se non quelle di chi il 15 di Agosto avrà il giorno libero ( anche se forse la maggior parte avrà altro da fare che protestare fuori i supermercati ).

LAMENTELE DEI BAMBINI-LAVORATORI
Una domanda sorge spontanea: quando avete inviato il vostro Curriculum all' ipermercato, ed avete sostenuto il colloquio, sapevate che questo sarebbe rimasto aperto anche le domeniche e i giorni festivi? Oppure pensavate che non sareste stati voi a lavorare in quei giorni?
É un pò come andare a lavorare in miniera e poi lamentarsi che si sta sempre col piccone in mano.
Ma non è assurdo? É mai possibile che l' italiano medio si lamenti anche delle scelte che lui stesso fa dando la colpa sempre agli altri? Qualcuno li ha costretti a lavorare negli ipermercati? Sapevano che turni avrebbero fatto? E non inventassero stupidaggini, perché qualsiasi colloquio si fa per un discount o supermercato, i direttori espongono, nel colloquio generale con i candidati, le condizioni lavorative, gli orari e le paghe. Quindi inventatevi altre scuse.



C'è chi, alle esternazioni di questa dipendente, risponde « Non sopporto più queste lamentele, io sono Oss ( Operatore Socio Sanitario ) e anche io lavoro a ferragosto,di domenica,ecc ecc...per non parlare di poliziotti, infermieri, vigili del fuoco e tantissime altra categorie. Con tutte le persone che non lavorano è una vergogna che chi ha il lavoro si lamenti in questa maniera! Licenziatevi e vedrete che i ragazzi che si fanno la stagione turistica come cuochi e camerieri, e lavorano sodo le domeniche e i festivi, saranno felicissimi di prendersi il vostro faticoso lavoro e fare i vostri turni »

Un altro però fa notare che "infermieri, poliziotti, vigili del fuoco" sono lavori di pubblica utilità e servizi ai cittadini indispensabili, mentre il lavoro di dipendente del supermercato no. E questo non fa una piega. E se la domenica un ipercato è chiuso, la spesa la si fa il sabato.
Infatti io stesso non contesto il tipo di lavoro, ma la scelta fatta dai dipendenti. Non si può scegliere un lavoro e poi, dopo esser stato assunto ( e di questi tempi è una grande fortuna ), lamentarsi per cambiare delle cose che già erano così ancor prima di entrarci a lavorare. Se le condizioni non ti stavano bene prima di consegnare il tuo curriculum,.. cosa lo hai consegnato a fare? Forse perché posizionare oggetti negli scaffali non è un lavoro così pesante? Perché qualcuno ti ha dato una "spintarella" per entrare e ti ha promesso che non avresti mai lavorato di domenica? Forse perché si lavora 4 ore al giorno e si guadagnano 800 euro al mese ( vecchi contratti delle Gdo sono proprio così )?

I valori della famiglia e della società sono solo scuse, visto che molti rompono per le feste non passate in famiglia, e poi a Natale e a Pasqua non vanno in Chiesa perché ci sono andati già fin troppo da bambini. Se poi non sei credente, è giusto che lavori, visto che non hai nulla da festeggiare. E i sindacati poi, sono le fabbriche delle finte scuse: sono decenni che ormai sbraitano e urlano senza concludere niente e facendo spesso proteste inutili e futili.
La domenica la famiglia ha dei valori, .. ma il resto della settimana? E se si fanno dei turni, visto che non penso lavorino 12 ore di fila,... come possono dire che per tutta la domenica non vedranno i famigliari? Lavorano 24 ore su 24 la domenica? Ma dove? Chi? Perché? Su che che pianeta?

STRAORDINARI NON PAGATI, SFRUTTATI E CON TURNI MASSACRANTI?
NE SIAMO SICURI?
Per gli straordinari c'è chi si lamenta che non vengano pagati e chi dice che vengano inseriti in busta paga non come extra, ma come premio:
« Le festività e gli straordinari non sono pagati di più, come dovrebbe essere, ma in busta paga queste ore vengono indicate come “premio”, senza alcuna maggiorazione retributiva oraria » spiega la dipendente del Carrefour.
L’azienda, però, spiega che queste pratiche non sono usuali « Non siamo a conoscenza di situazioni simili, il market in questione ha un rapporto di franchising con Carrefour che quindi non ha in gestione il personale. Questo tuttavia non impedisce di verificare le informazioni ed eventualmente intervenire con le modalità idonee».
E sui turni che giudicano massacranti ( si tratta spesso di 6 ore e mezza di fila oppure turni spezzati di due ore: una faticaccia! ) il Conad, interpellato proprio in merito a ciò che ha riferito un dipendente del gruppo rimasto anonimo, spiega « L’organizzazione del lavoro avviene ovunque nel rispetto della normativa contrattuale e della legge vigente in materia di orario di lavoro. Vengono, dunque, riconosciute le maggiorazioni per le prestazioni lavorative straordinarie e nei giorni festivi. E’ fuor di dubbio che un periodo come quello natalizio o pasquale rappresenti un momento di particolare impegno e ciò si ripercuota sull’attività lavorativa che può risultare intensa, fermo restando il rispetto delle normative vigenti ».

Ma in tanti supermercati, i dipendenti non si lamentano.
Nei Dico ed Eurospin, ad esempio, nonostante turni molto duri e aperture nei festivi, tutte le ore di lavoro straordinario vengono retribuite regolarmente e puntualmente. Tuodì, invece, per policy aziendale non consente gli straordinari, se non in casi eccezionali. «Quando siamo costretti a farli, ad esempio se manca un collega per malattia, ce li fanno recuperare sul monte ore totale»,
Il gruppo Auchan (che comprende fra gli altri Simply e Sma), ad esempio, riconoscono all’azienda correttezza e precisione nel computo e nel pagamento degli straordinari. «Ho un part time e faccio anche 40 ore di straordinari al mese, così da 750 euro riesco a guadagnarne anche 1.200 euro – spiega un dipendente di Sma -. Non ho mai avuto problemi con l’azienda, anche se dopo 7 anni di contratto di questo tipo, non nego che vorrei passare al tempo pieno ».
Eppure anche i dipendenti Auchan fecero parecchie proteste per le aperture festive. Ma non è che molti non abbiano voglia di lavorare? Il dubbio è lecito.

Alle lamentele rispondono anche i dipendenti del Joy Village del centro commerciale di Sestu, vicino Cagliari
« Non è nei giorni festivi che una persona è mamma, moglie o amica. Lo è tutti i giorni, negli spazi liberi »
( qui l' articolo completo con l' intervista )

PROTESTATE CONTRO VOI STESSI
Come ogni posto di lavoro, c'è chi si lamenta nonostante faccia un lavoro leggero e ben retribuito, e chi invece non molla un lavoro sottopagato, e spesso anche a nero, perché lo ritiene importante. Casi diversi, pensieri diversi.
Il punto è che quando si fa una scelta, si conoscono le conseguenze ( positive e negative ) e non si può assolutamente concedersi una protesta per la scelta effettuata. Ciò significa solo protestare contro sè stessi. Se poi parliamo del periodo di crisi e delle aperture straordinarie o cambi di contratto per bilanci in rosso, neanche lì possiamo lamentarci visto che siamo tutti sulla stessa barca.
Certo, non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere, ma cerchiamo di badare bene su e contro chi protestiamo, ponderiamo le scelte, e cerchiamo di avere le palle di lasciare ciò che non ci aggrata, pur beccandoci le conseguenze negative.

fonti
♣ http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_aprile_16/orari-impossibili-contratti-nero-supermarket-dipendenti-sfruttati-90f9db0a-c544-11e3-ab93-8b453f4397d6.shtml?refresh_ce-cp
♣ http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/26235/commessi-al-lavoro-a-ferragosto-privati-dell-affetto-della-famiglia.html
♣ http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/24834/spesa-notturna-al-carrefour-atto-di-stravaganza-commerciale.html

10 commenti:

  1. Ciao Dani.
    Città di ASti:
    Famila (gruppo tedesco) apertura del 15/08 ore 8.30/12.30
    Penny h 8/20
    Un altro di cui non ricordo il nome, ho sentito 9/13
    Altri chiusi.

    Allora.... c'è confusione? Sì! Ognuno decide per sè? Sì!
    Al Penny mi hanno detto che è questone di mancanza di rispetto ma non da parte dei proprietari bensì dei clienti.
    Perchè? Semplicemente perchè quando io ho detto "ma verrà qualcuno?" la cassiera mi ha risposto "sarà pieno, come le domeniche."

    Domanda superflua forse.
    Ok, la gente può anche lavorare durante la settimana però perchè andare a fare la spesa di domenica, quando oltretutto i prodotti freschi sono del giorno precedente? Se si tratta di un cenro commerciale con cinema bar e negozi vari ok, posso ancora cercare di capire. Fuori fa caldo, lì più fresco e si fa un bel giro tra un film, un gelato e due vetrine e magari ci si ricorda che in casa manca qualcosa.
    Ma diversamente?
    Non so..io sono casalinga e quindi il problema lavorativo per me non si pone. Come cliente invece... neppure. Se riesco ad evitare non vado nemmeno al sabato a fare la spesa per non trascorrere la giornata in coda alla cassa.

    Diciamo piuttosto che in certi posti lavorativi come i supermercati è molto facile che ci sia uno sfruttamento dei lavoratori. Ne voglioo pochi ma vogliono tenere aperto molto di connseguenza i turni sono lunghi e non esistono feste di sorta.
    Dall'altra diciamo che di lavoro ce n'è poco e questo lo sai benissimo anche tu purtroppo e quindi chi dà questo lavoro ne approfitta.
    Una legge nazionale che tuteli manca. C'era qualcosa di simile.... l'articolo 18 che qui però non mi pare si potesse applicare, lo hanno tolto.
    I diritti dei lavoratori? Obsoleti!
    Quelli dei clienti? Molto più importanti perchè sono i clienti che portano i soldi ai proprietari....

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    1. Sottolineo la tua frase
      perchè andare a fare la spesa di domenica, quando oltretutto i prodotti freschi sono del giorno precedente?
      Effettivamente già il lunedì spesso si trovano delle merdacce di verdure, figuriamoci di domenica.

      Io mi chiedo, ma l' apertura nei giorni festivi, quanto frutta all' Supermercato?
      Tanto da permettergli l' apertura nelle feste successive?
      Se la risposta è sì, ed avviene in concomitanza con l' aumento della crisi che ha colpito un pò tutti, allora ci sta.

      Bisognerebbe non protestare per non lavorare di domenica, visto che ci sono tanti altri lavori domenicali anche più pesanti.
      E poi, come ho scritto nel post, quando si invia un curriculum a questi ipermercati, si sa quanto e quando si lavorerà.

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    2. Frutta, Daniele frutta, tranquillo!
      Si rifanno comodamente delle spese dei dipendenti. E non fanno rimanenze.
      Chi manda un curriculum dovrebbe averlo ben chiaro questo "problema" che poi problema non dovrebbe essere visto che come dici tu ci sono tnati senza lavoro.
      Io più che all'apertura domenicale o festiva guaderei aal fatto che tati super assuono per sei mesi e dopo un calcio in quel posto e prendono altre persone. E' vero che il posto fisso non c'è più ma mi sembra sbagliato questo modo di agire. Per sei mesi lavori sabato domenica e a Natale e poi.....

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  2. come al solito dici pane al pane e vino al vino! quoto in toto quello che hai scritto. Io sono comerciante e, pur non aprendo la domenica (non verrebbe nessuno per la zona e l'attività che ho) faccio 6 giorni su 7 dalle otto di mattina alle otto di sera con una piccola pausa pranzo: se voglio lavorare e incassare qualcosina devo fare così e a monte il riposo settimanale o il fine settimana in montagna o al mare. Mi si dirà che io sono padrone di me stesso e posso fare ciò che voglio, ma il mercato è così e devi seguirlo. So che in molti posti ormai i contratti vengono fatti con orari settimanali, per cui se lavori 4 ore alla domenica (o festivo) le recuperi durante la settimana: come sempre la legge dice che è così, per il momento si rispetta, poi i sindacati potranno fare di tutto per modificarla. Ma un sindacalista che qguadagna 350mila euro all'anno che interesse ha a difendere gli... interessi di chi ne guadagna 800 al mese?

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    1. E infatti. Non capisco perché ancora campino i sindacati. Per guadagnare a sbafo senza far nulla o facendo solo scioperi.Ormai son ben lontani dai periodi in cui nacquero.

      Se tu avessi avuto dipendenti, sicuramente avrebbero protestato. Se tu avessi mostrato i conti in rosso e messo in chiaro che chiudere un giorno, equivaleva ad avvicinarsi sempre più alla chiusura dell' attività, allora forse avrebbero cambiato opinione.

      Va bene, gli ipermercati hanno degli introiti da paura e non credo siano in crisi
      ( se lo sono, è a causa della cattiva gestione dei titolari delle sedi ), e quindi è superfluo aprire nei giorni di festa quando la spesa di solito si fa prima della festa ( ricordiamo la poesia il Sabato del Villaggio ), ma ribadisco che quando si sceglie un lavoro, o lo si fa conoscendo come funziona e quanto si lavorerà, altrimenti è bene rimanere disoccupati.

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  3. Ho scoperto con piacere questo tuo blog Daniele quasi per caso e la prima cosa che ho letto sono i cani massacrati con ascia a Castellammare di Stabia , ma non ho avuto il coraggio di terminare ..Ho solo pensato alle critiche sui cinesi.
    Per quanto concerne il lavoro festivo o pseudo tale , io sono una corrispondente musicale, che dopo la mancanza del mio compagno arrotondo pure facendo la coreografa di danza. E per me non ci sono festività o giorni di libero o feste da rimandare. Amo il mio lavoro perchè mi permette pure di dimenticare le lacerazioni che la vita spesso ti procura, mi considero privilegiata per le bellezze che riesco a scoprire dentro di esso,le mie ferie sono direttamente proporzionali agli eventi che si presentano e per la cronache da tre giorni sono stati ridotti a due , che dedicherò all'Expo. Non mi lamento. Sono fortunata E ti ringrazio dell'opportunità che mi hai dato.
    Mi sono iscrittta con piacere.
    Felice se desidererai ricambiarmi.
    Un buon ferragosto , un abbracci e grazie!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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    1. Ciao Nella!

      Certo, aggiungo il blog all' elenco da seguire.

      Effettivamente per molti il lavoro è un non pensare alle questioni private, anche se su questo punto penso che si capovolgi la frittata facendola anche rompere.
      Il lavoro è necessario per vivere, ma non deve essere la vita.
      La società si è modificata a tal punto che si vive per il lavoro e alla fine ciò che si guadagna non serve per vivere, ma per sopravvivere e per dare soldi a chi di soldi ne ha abbastanza.

      Io ri-ribadisco il punto che ci tengo a precisare del mio post:
      quando si sceglie un lavoro, o lo si fa conoscendo come funziona e quanto si lavorerà, altrimenti è bene rimanere disoccupati.

      Anche io ho lavorato di domenica, di ferragosto e lavorerei anche a Natale
      ( visto che non sono credente e sinceramente per me è un giorno come tanti altri ) visto che poi per legge, un lavoratore può scegliere che giorno della settimana riposare. É la domenica perché si presume che tutti siano cattolici, ma la legge ( se la trovo poi la posto ) permette ad un lavoratore di cambiare la domenica con un altro giorno se non è cattolico.

      Un salutone a te e ora vengo a dare un' occhiata al tuo blog.
      Ciao Nella!!

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    2. Hai detto una cosa giustissima che mi riguarda da vicino. I lavoro non deve essere la vita, ed è quello che sto cercando di capire..proprio lavorando...Ci riuscirò?= Speriamo. Per il resto condivido tutto amico caro, fiera e felice di averti tra i miei amici..
      Un abbraccio speciale!

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  4. ok, io forse sarò un bambino immaturo del cazzo ma... mi spiegate una cosa?
    Io non ho mai lavorato a tempo pieno - anche se ci sono andato vicino quando lavoravo in pasticceria, arrivavo la mattina alle 7 (perchè abitavo lontano) che erano già aperti e me ne andavo alle 6 di sera, che ancora non avevano chiuso?! Porco dio hanno turni assurdi lì dentro.
    Comunque mi spiegate come fate a fare la spesa, cucinare, andare dal dentista, fare palestra (ops, immagino che è un lusso questo), fare la lavatrice, stendere la lavatrice, pulire casa ecc ecc. insomma VIVERE con questi orari? Per la cronaca io ci spendo quasi tutto il giorno a fare ste robe, quando lavoravo riuscivo a stringere i tempi ma ANCHE COSI' devo essermi perso qualcosa, perchè sinceramente non capisco come ce la si può fare sul piano puramente cronologico! E questo anche al di là del fatto che la penso come Ezra Pound: Io so, non per teoria ma per esperienza, che si può vivere infinitamente meglio con pochissimi soldi e un sacco di tempo libero, che non con più soldi e meno tempo. Il tempo non è moneta, ma è quasi tutto il resto.

    perchè non sto parlando di "tempo libero" ma del tempo per poter fare il minimo indispensabile per sopravvivere...

    Per quanto riguarda l'articolo; da un lato fai bene a mettere gli italiani davanti alle loro responsabilità. Dall'altro lato, non capisco perchè finisci per legittimare l'oppressione che subiamo, come se fosse la "giusta punizione" per l'incoscienza.
    Inoltre, in teoria quello delle ferie e dei giorni festivi sarebbe un principio. Si dice che nel mondo moderno non esistono più valori, forse anche questo rientra nel discorso, che ne dici?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parto dal commento al post.
      L' oppressione subita la getto ovviamente su chi sceglie un lavoro perché è consapevole della scelta fatta. Non ci si può lamentare dei turni che si fanno lavorando in un supermercato solo mesi o anni dopo. Quando abbiamo inviato il curriculum, lo abbiamo fatto con coscienza, oppure tanto per trovare un lavoro? O pensavamo che non ci avrebbero assunti o che non ci avrebbero fatto fare quei turni?
      Penso che prima di esser assunto si venga a conoscenza dei turni, o no?
      Ecco perché la colpa del malessere siamo sempre noi.

      Ho specificato sì che si lavora per vivere e non si vive per lavorare. Se lavori 24 ore al giorno,... come puoi goderti i soldi che guadagni? É inutile guadagnare miliardi se poi non li usi. Alla fine è giusto come dici: lavorare poco, e vivere meglio.

      Hanno stabilito che lavorando mezza giornata non hai denaro per fare una vita decente ( a meno che il partner lavori anch' egli mezza giornata e che quindi assieme si arrivi alla soglia dei 1000 euro e più al mese ), e quindi lavorando mattina e pomeriggio si occupa del tempo.
      Se si fanno turni, ci si ritrova anche con mattine libere da usare per fare spesa, pulizie, o appuntamenti da dottori.
      Per la lavatrice ad esempio l' orario dove si paga meno è da mezzanotte alle 7 di mattina. Quello leggermente più costoso dalle 7 di sera alle sette di mattina. La mattina prima di uscire si stendono i panni, e invece di andare in palestra, una sera si stirano gli abiti ( o si portano sciatti, visto che è una moda, e il capo stirato anch' essa è una moda - se è pulito e profuma dov'è il problema? O__o ).

      Vero, il denaro va via, e ritorna. Il tempo passa, e non torna più.

      Elimina

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