giovedì 29 gennaio 2015

Sesso: la posizione più pericolosa? Quella del "cowboy"


Tutti sono alla ricerca della posizione sessuale che faccia raggiungere al meglio ( e possibilmente non lo faccia dimenticare ) l' orgasmo.
Ma degli studiosi, non avendo come al solito da fare, hanno impegnato le loro ricerche sulla posizione più pericolosa.
Lo studio scientifico è stato pubblicato sulla rivista di medicina Advances in Urology spiega come la posizione più pericolosa per fare l’amore sia quella del cowboy: lui sotto, lei sopra.
Quando un uomo è sulla donna, controlla il movimento durante la penetrazione rendendolo veloce e indolore”, spiega lo studio.
Però, la maggior parte degli uomini che si recano in l’ospedale con il pene fratturato è perché il partner era posizionato sopra di loro.

Lo studio realizzato in Brasile è durato 13 anni e ha preso in esame i casi di frattura del pene presentati in tre ospedali: su 44 pazienti, 42 hanno avuto una frattura reale, uomini con un’età media di 34,5 anni.
Alla domanda circa la posizione sessuale che avevano assunto in quel momento, la metà ha ammesso di trovarsi un una delle posizioni più comuni e, dice lo studio, più pericolosa. La donna sopra l’uomo.

La suddetta posizione che concentra il peso della donna sul membro maschile e che aumenta notevolmente il rischio di una “mossa sbagliata”. La seconda posizione che ha causato più fratture è quella del “cane“. Gli stessi ricercatori hanno determinato che la posizione sessuale più sicura è "il missionario“.

Lo studio spiega inoltre che la metà dei pazienti ha spiegato sentito un “crack” con conseguente dolore durante il rapporto. La maggior parte di loro, però, è andata in ospedale solo dopo cinque o sei ore dall’incidente, o per ignoranza della gravità della frattura o per vergogna.

lunedì 26 gennaio 2015

“Io, cavia per Stamina. Voglio Vannoni in carcere”


#stamina #davidevannoni #metodostamina

La vittima numero 52 è di pessimo umore.
«Finisce sempre così», dice. «Come nelle classiche commedie all’italiana. Dopo anni di parole, polemiche e accuse, tutto si chiude senza neppure un giorno di carcere. Sarà giustizia, ma secondo me non è giusta». 

La sua storia è assurda: venuto a conoscenza delle cure del finto professore ( perché è laureato in psicologia e non in medicina ) si è voluto sottoporre alle sue fantomatiche cure avendo effetti collaterali gravi, come attacchi epilettici, arrivando a rischiare la vita.
La cosa grave, è che veniva incantato con le parole e, alle domande se ci fosse una garanzia di guarigione, Vannoni invitata a firmare una liberatoria per non incappare in guai giudiziari.

Iil caso Stamina, infatti, sta per chiudersi con un patteggiamento. Il principale imputato e la procura di Torino avrebbero trovato un accordo: un anno e dieci mesi di pena, la fine di ogni attività legata alle staminali in Italia e all’estero, più l’obbligo di rinunciare al ricorso al Tar.
Toccherà al giudice per l’udienza preliminare Potito Giorgio esprimersi su questa decisione, forse già domani. Sarebbe l’uscita di scena di Vannoni, insomma. E anche se patteggiare non equivale a una confessione, di certo significa rinunciare a difendersi.
Strano, per uno che aveva più volte ripetuto:
«Ci difenderemo in aula, spiegando le nostre ragioni».
Strano, per uno che era arrivato a dichiarare:
«Io sono una persona onesta e Stamina è da premio Nobel».
Il bello, è che nella cura di Vannoni, di staminali, non c' era manco l' ombra!


Chi è Vannoni?
Per conoscere la sua assurda storia e le fantomatiche cure che proponeva, puoi leggere il mio articolo
"Il Metodo Stamina è dannoso alla salute: ecco la testimonianza di una delle 52 vittime 
del metodo che sta illudendo migliaia di italiani. Perché Vannoni ha rifiutato tutti gli incontri 
per presentare la documentazione scientifica e vedere approvata la cura anche dallo Stato Italiano?"

domenica 25 gennaio 2015

Equitalia ed il Comune insistono a notificare crediti caduti in prescrizione per 2mila euro: donna fa ricorso e vince


Si era rivolta allo “Sportello dei Diritti” per una cartella esattoriale che indicava un credito di oltre 2.000 euro ed assai risalente nel tempo, non prima di essersi recata presso il Comando Di Polizia Municipale di Lecce, per evidenziare che la pretesa non aveva più ragion d'essere in quanto, non solo non ricordava di aver mai ricevuto quei verbali indicati nell'atto impositivo di Equitalia ma che erano soprattutto ormai trascorsi più di cinque anni e che quindi poteva essere annullata con un semplice atto di autotutela. Per tutta risposta, la cittadina riceveva un secco " faccia ricorso " ed allora la donna si è rivolta all' associazione Sportello dei Diritti dove, tramite l' avvocato fornito, ha potuto opporsi.

Il GdP di Lecce ha ritenuto fondata l'eccezione di prescrizione del credito di oltre duemila euro per verbali al Codice Della Strada notificati nel 2009 dallo stesso Comando di Polizia Municipale.
Con la sentenza n° 293/2015 depositata lo scorso 19 gennaio,è stato confermato che le multe elevate dai Vigili Urbani di Lecce erano state notificate oltre cinque anni prima rispetto alla cartella esattoriale e che pertanto, "il diritto a riscuotere le somme portate dalla stessa si è prescritto ex art. 28 della L. 689/81 ".
Sia Equitalia che il Comune di Lecce sono stati condannati al pagamento delle spese di lite in solido tra loro che ha liquidato in € 200,00 oltre accessori di legge.

Uomo muore di fame per purificarsi: "Cibo e aria contaminati"


Ha cercato di salvarlo praticandogli un massaggio cardiaco, poi ha chiamato vicini e 118, ma è stato tutto inutile. Così si è consumata la tragedia a Issiglio, nel Canavese, dove un francese di 61 anni è morto  per "estremo deperimento organico".
Claire, racconta: Alain temeva che aria e cibo fossero intossicati. Ho cercato, inutilmente, di convincerlo a mangiare.

L'uomo, si è, insomma, lasciato morire di fame. Claire, infermiera, anche lei fortemente deperita ma viva grazie al suo istinto di sopravvivenza, non ha potuto far nulla per il suo Alain René Francois Fourrè, originario di Niort, trovato senza vita nella cascina che aveva ristrutturato quattro anni fa.

Secondo quanto riferito in paese, i due, Alain e Claire, erano conosciuti come "sacerdoti" da una piccola e non meglio definita "comunità dei boschi" nota per organizzare "la festa danzante della luna piena", i due "sacerdoti" sarebbero stati conosciuti come Claire Savenca (la sacerdotessa) e DjEsael (il sacerdote).
La comunità, peraltro, ha un suo blog, denominato "Ravenwood", dove illustra le verità della vita a pieno contatto con la natura.
E' stata Claire per prima a parlare agli esterrefatti inquirenti di "percorso di purificazione" per il compagno. Un percorso che passava in primo luogo dall' evitare il cibo.

Le cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione sono nulle. Cassazione rigetta il ricorso di Equitalia


Le cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione sono nulle. A ribadirlo l’ordinanza della sesta sezione civile della Corte di Cassazione n. 374 depositata il 13 gennaio 2015.

Con la decisione in questione, gli ermellini hanno rigettato i motivi esposti dall’Agenzia delle Entrate e da Equitalia ha confermato le precedenti sentenze di primo e secondo grado delle commissioni tribunali provinciali e regionali di Lecce che, in accoglimento delle eccezioni sollevate dal contribuente rappresentato e difeso in tutti i gradi di giudizio dall’avvocato Maurizio Villani, avevano annullato cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione.

Il principio esposto dai giudici tributari e confermato dalla Suprema Corte di Cassazione, secondo Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti, è importante perché tutti i contribuenti potranno impugnare le cartelle esattoriali prive di motivazione e difficili da interpretare.

sabato 24 gennaio 2015

Negoziante cinese salva la collega italiana colpita da infarto: “L’ho visto fare in tv, non sono un eroe”

«Ho visto quella signora accasciarsi di fronte a me. L’ho soccorsa. Il cuore non batteva e non respirava più. In un flash improvviso mi sono ricordato di un servizio televisivo sul pronto intervento, mandato in onda da un’emittente televisiva cinese, e le ho praticato il massaggio cardiaco. Per 12 minuti, ininterrottamente, fino all’arrivo dell’ambulanza del 118 che ha eseguito la defibrillazione».

É grazie al signor Wang Zongfu, 51 anni, titolare del supermercato «Mille & idee» se la signora Bigatti, titolare di una drogheria, che si era recata proprio al market, è ancora viva.
«Avevo subito un arresto cardiaco e se sono viva lo devo al signor Wang - racconta la donna -.   
Me lo hanno confermato anche i medici della rianimazione di Alessandria, spiegandomi perché avessi alcune costole incrinate, a causa dell’energico ma fondamentale massaggio cardiaco.Ricordo nulla o quasi di quei momenti »

«Non ho mai seguito un corso di pronto intervento - prosegue Wang, assistito dal figlio come interprete -, ma ho capito che bisognava agire in fretta. Sono felice di quello che ho fatto, ma non mi sento un eroe. Quando c’è bisogno di aiuto occorre dare tutto se stesso. Per fortuna ricordavo perfettamente quel documentario che mi aveva molto impressionato. Se sono davvero riuscito a fare qualcosa di buono ne sono contento».  

venerdì 23 gennaio 2015

Attenzione: farmaci ritirati dal commercio dall' Aifa. NON usateli! Ecco l' elenco


L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha emesso un provvedimento di sospensione dell’autorizzazione rilasciata alla Società Geymonat S.p.A. per la produzione di medicinali presso l’officina farmaceutica Geymonat di Anagni.

Il provvedimento, a tutela della salute pubblica, scaturisce dagli esiti della visita ispettiva effettuata tra il 4 e il 6 settembre 2013 dall’AIFA e dal NAS Carabinieri di Latina, nel contesto delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Frosinone, nel corso delle quali sono state rilevate gravi violazioni delle Norme di Buona Fabbricazione (Good Manufactoring Practice, GMP).

L’Agenzia ricorda che tutti i lotti in corso di validità dei medicinali fabbricati presso la stessa officina di produzione Geymonat sono già stati oggetto di un divieto di utilizzo con provvedimento AIFA del 5 settembre 2013, a causa di sospetti difetti di qualità legati nello specifico alla possibile presenza di un quantitativo di principio attivo inferiore a quello approvato e indicato in etichetta.

Inoltre la ditta Geymonat ha comunicato in data 19 settembre 2013 il ritiro volontario, a scopo cautelativo, di tutti i lotti di propria titolarità presenti sul mercato nazionale e già sottoposti a divieto d’uso da parte dell’AIFA. L’autorizzazione alla produzione della Ditta Geymonat è quindi sospesa finché l’AIFA non avrà verificato l’effettiva rimozione delle violazioni riscontrate e quindi la conformità del processo produttivo agli standard di Buona Fabbricazione.

L’Aifa avverte: “Chi si trovasse ad vere in casa uno o più di questi farmaci è invitato a non usarli”.
Elenco dei farmaci oggetto di divieto di utilizzo

giovedì 22 gennaio 2015

Il puntatore del mouse di blocca: qual è la causa?

di Lapenna Daniele

É accaduto sicuramente a qualcuno, almeno una volta nella vita, con il proprio computer: il cursore che si blocca e non si muove più.
Si pensa subito ad un virus, malware o altro... si porta quindi il computer dal tecnico che te lo aggiusta, chiedendoti anche 40 euro, dicendoti
"Era un virus. Ma ora è tutto ok".
Ma è veramente così?



Con questo problema accade di veder partire a rallentatore il computer e, se si è fortunati e si apre il Sistema Operativo, il puntatore del mouse si bloccherà e si sarà costretti a riavviare il computer per incappare nello stesso problema.

Intanto, se avete Windows, e vi capita qualche problema, la prima cosa da fare è andare a controllare i registri del Sistema. E lo potete fare anche se non avete alcun problema al computer. Ed è facilissimo.
Mettere il puntatore ( se si muove ) sull' icona di Risorse del Computer, premere il tasto destro e cliccare su Gestione.
Alla finestrella che si apre avremo in Visualizzatore di Eventi: questo è un registro che salva tutte le operazioni effettuate dal vostro computer. Se una persona accende il computer quando voi non ci siete, basta andare qui, cliccare sul + alla sinistra di Visualizzatore di Eventi e andare a Sistema.
Questa parte, Sistema, registra, con data e orario, tutti i "movimenti" del Pc: la "i" indica l' operazione generica; il punto esclamativo, un avviso; una X rossa, un problema del computer.

E qui arrivamo al problema del puntatore.

martedì 20 gennaio 2015

L’ arbitro ferma cestista under 17 “Con il turbante non giochi”. E il ragazzo esce dal campo umiliato

clicca per ingrandire
di Lapenna Daniele


«Al momento dell’appello, l’arbitro non mi ha detto nulla, si è limitato a dire di togliere i bracciali e di tenere la maglia nei pantaloni. Pensavo si fosse accorto del turbante. Poi, invece, una volta in campo, mi ha detto di toglierlo, perché così non potevo giocare».


Singh S., un sedicenne cestista del Villongo Basket, si è visto costretto ad uscire dal campo perché non ha rinunciato a togliere il simbolo della sua religione, il Sikhismo.
La fascia che portava ed ha sempre portato in ogni partita, è una versione sportiva del sikh classico della sua religione.

«Gioco da cinque anni - ha detto il ragazzo - ma non mi era mai capitata una cosa simile. Ci sono rimasto molto male, per me è stata un’umiliazione. A quel punto sono uscito dal campo. Bisogna capire che non lo indosso per moda, ma perché lo impone la mia religione. Bisogna rispettare la fede e le tradizioni altrui».

Il regolamento della Federazione Internazionale di Basket impone l' assenza di copricapi in campo dacché potrebbero ( non si sa come ) essere di pericolo per l' avversario.
Ma, mi domando, perché nessun altro arbitro, che presuntivamente non sapeva che quel copricapo era un simbolo religioso, non lo ha mai costretto a toglierselo?
La situazione mi lascia pensare che l' arbitro sapesse che la fascia fosse un "turbante religioso" ed abbia voluto di proposito invitarlo a togliere. Oppure gli altri arbitri non conoscono il regolamento oppure lo applicano, ma con buon senso?
In altri sport dilettantistici, non ci sono forse giocatori che indossano croci cattoliche o anelli? Vengono per caso controllati e cacciati via dal campo se non si privassero di questi oggetti, per loro preziosi?
Lo ricordate il caso del giocatore di calcio del Milan George Weah che si fece male al dito per non rinunciare al suo anello al dito?

Per me, quella fascia non costituisce alcun pericolo, e siccome siamo a livello dilettantistico e bisogna creare un' integrazione tra i giovani tramite lo sport cercando anche di togliere ogni discriminazione perché, almeno a parole, lo sport dovrebbe unire le persone, l' arbitro poteva comportarsi come si sono comportati i suoi colleghi nelle altre partite con il ragazzo: soprassedere.

La news dall' ecodibergamo.it

sabato 17 gennaio 2015

Riceve cartella di Equitalia: tenta suicidio cospargendosi di benzina


#equitalia #sardegna #cartellaesattoriale

Si tratta di una donna di 55 anni residente ad Assemini, in provincia di Cagliari.
Ieri ha ricevuto una cartella esattoriale di 900 euro e, in preda alla disperazione, ha tentato di suicidarsi.

Si è recata con la sua auto nel parcheggio di un supermercato, ha preso una tanica ed ha iniziato a cospargersi di benzina addosso. Dopodiché ha chiamato il 112 segnalando ciò che stava per fare.

Il carabiniere in servizio ha tentato di tenerla al telefono il più possibile per farla desistere. Ha poi avvertito i colleghi di Assemini che si sono recati in tempo per evitare la tragedia.

La donna, pensionata, vive con suo marito, che attualmente è senza lavoro. Dopo aver ricevuto la cartella di pagamento, ha raccontato, è caduta nella disperazione, pensando subito di farla finita.

venerdì 16 gennaio 2015

Decreto cartelle vecchie Equitalia: quelle inesigibili saranno cancellate. Ecco come funziona l' iter di riscossione e cancellazione del debito

di Lapenna Daniele

#equitalia #leggedistabilità2015 #cartelleesattoriali
#agenziadelleentrate #fisco

A cosa è dovuta questa sanatoria del Governo Renzi sulle cartelle esattoriali ancora non riscosse?
Semplice: un risparmio di denaro.
Con il comma 688 della Legge di Stabilità 2015 verranno cancellate tutte le cartelle relative a debiti insoluti con una cifra pari /inferiore a 300 euro.

Non si dovrà fare nulla: accadrà tutto in automatico. Il contribuente dovrà solo sperare che il fisco non lo becchi in tre anni ( potrà provare a sfuggirgli, se ci riuscirà ) e veder quindi il debito cancellato per sempre.

In effetti la domanda è: quanto costa per lo Stato inseguire un contribuente evasore nel tentativo di veder corrisposta la somma di denaro non regolarmente versata?

LA PROCEDURA DI RISCOSSIONE
L' iter burocratico dello Stato per farsi corrispondere un credito è ben definito e, se lo andiamo ad analizzare, molto lungo e spesso inefficace.
La Regione di competenza invia una notifica di mancato pagamento: si tratta di un semplice avviso col tempo di 60 giorni per regolarizzare la propria situazione.
L' Agenzia delle Entrate poi, invierà la cartella esattoriale notificandola ( se ci riesce ) al contribuente sottolineando che il pagamento del debito non è ancora avvenuto. Questa procederà a iscrivere a ruolo i dati del debitore e comunicarli all' ente della riscossione.
Entra in scena Equitalia che invia le sue cartelle ai contribuenti: se non riesce a beccarli, invierà successivamente delle intimazioni di pagamento che porteranno, in caso di mancato versamento del debito entro cinque giorni, ad esecuzioni forzate per il recupero del credito.

giovedì 15 gennaio 2015

Io non sono Charlie

 #jenesuispascharlie  #jesuischarlie

Qualcuno mi spiega queste vignette?
clicca per ingrandire

Questa è satira?

La prima vignetta, ad esempio, offende i cattolici. Ho provato a tradurre col Google Traduttore ( perché non conosco il francese ) e, mentre la prima non riesco a capirla, la seconda dovrebbe dire
"Il mio culo? Tu ami il mio culo?".

Lancio l' hashtag  #jenesuispascharlie  ( "Io non sono Charlie" ) perché, nonostante non ci si possa esimere dall' indignarsi per quest' atto terroristico, io non condivido queste vignette.


L' ho sottolineato e messo in grassetto perché noto spesso che molti utenti leggono malissimo, ovvero leggono solo ciò che si accorda con il loro pensiero. Nessuna violenza fisica è giustificabile, neanche quella di uccidere una persona che ha ucciso una persona cara ( visto che questo gesto non la riporterà in vita e non calmerà la rabbia e il dolore subìto ).

Io non sono credente, ammetto di bestemmiare qualche volta ( ma bestemmiano anche i credenti, tipo quando sbattono il mignolo del piede contro lo spigolo di un mobile, o in altre situazioni - lettore credente, sii coerente con te stesso e con il tuo Dio ), ma non mi serve a nulla offendere un credente.
Non si ottiene nulla, tranne che la sua indignazione.

Se proprio si vuole spiegare qualcosa di sbagliato sulla religione, è possibile farlo anche senza offendere.
Basta usare un pò d' intelligenza in più.

Dire o scrivere "Io Sono Charlie" significa solo condividere il dolore per l' uccisione di quelle persone?
Allora io sono Charlie.

Prima dell' attentato non sapevo chi fosse 'sto Charlie, ed ora che lo so, se "Io Sono Charlie" significa anche condividere e difendere le loro vignette, e allora, siccome non sono la pecora che segue il gregge, posso dire con certezza che ...

martedì 13 gennaio 2015

La Coca Cola Zero ha veramente zero zuccheri? Sì, ma è 200 volte più zuccherosa di quella normale. Ecco perché

di Lapenna Daniele

"Coca Cola Zero. Zero Zuccheri. It's possible!"
Io risponderei: yes, you're right ( "sì, hai ragione. É possibile" )!
Una domanda che si sono poste tante persone non informate su questa bevanda è la seguente: "Come fa la Coca Cola Zero a non avere zuccheri, ma ad esser sempre così dolce?".
Ottima domanda. Ma andiamo con ordine.

LA PUBBLICITA' NON E' INGANNEVOLE
Sull' etichetta, leggendo la tabella nutrizionale, alla voce "zuccheri" c'è scritto zero. 0. Nisba. Ed è giusto. Non ce n'è. O meglio, non è lo zucchero a dolcificare la bevanda, ma la sostanza che risulta scritta anche sul fronte del bevanda..
Voltate la bottiglia e leggete "Contiene Fenilalanina". Ecco il nostro amico dolcificante! La fenilalanina. Detta così, sembra il nome di una gnoma delle favole, ma purtroppo non è così graziosa e simpatica per il nostro corpo.

COS'É FENILALANINA?
La fenilalanina è un aminoacido aromatico contenuto nella maggior parte delle proteine animali e vegetali.

Questa, assunta con la dieta, deriva perlopiù dagli alimenti proteici, come la carne, il pesce, le uova ed i legumi. Questo amminoacido è presente anche nell' aspartame, una sostanza di natura proteica con un potere dolcificante circa 200 volte superiore a quello dello zucchero.
In effetti, tra gli ingredienti ufficiali della Coca Cola Zero ( qui la tabella ) troviamo proprio l' aspartame.
Che ha un nome meno simpatico della fenilalanina.

lunedì 12 gennaio 2015

Bill Gates beve acqua ricavata dagli escrementi umani - VIDEO


Trasformare la "cacca" umana in acqua potabile? Non solo è possibile ma è anche incredibilmente... buono.
Lo assicura il milionario Bill Gates (foto a sinistra), che ha sorseggiato con gusto l'acqua filtrata da OmniProcessor, un dispositivo che potrebbe portare acqua pulita a milioni di persone e contribuire a risolvere il problema di malattie debilitanti trasferite da fonti idriche non sicure.

Progettato e costruito dalla società di ingegneria Janicki Bioenergy, OmniProcessor trasforma i rifiuti umani in energia elettrica e acqua attraverso l'uso di un motore a vapore. È in grado di gestire 14 tonnellate di rifiuti provenienti da 100.000 persone, producendo fino a 86.000 litri di acqua potabile al giorno e 250 kW di elettricità.

Lo zucchero di canna è vegano? No, è trattato con carbone animale


Avreste mai detto che lo zucchero di canna non è propriamente vegano?
L'industria dello zucchero di canna, infatti, per la sua raffinazione e decolorazione utilizza il carbone animale. Questo dolcificante, a dirla tutta, non contiene nulla di animale, ma nel processo di produzione vengono impiegati materiali di scarto di origine animale.

É noto anche come nero di ossa, è un tipo di carbone granulare prodotto bruciando in difetto di ossigeno ossa di animali. Per evitare eventuali rischi di diffusione del morbo della mucca pazza non vengono utilizzate né le ossa del cranio né quelle della colonna vertebrale.

COME NASCE IL CARBONE ANIMALE?
Le ossa vengono riscaldate ad una temperatura compresa tra i 400 ed i 500°C in atmosfera povera di ossigeno per poter controllare la combustione in relazione alle capacità di adsorbimento del prodotto finale quale defluorante dell'acqua o per eliminare i metalli pesanti dalle soluzioni acquose.

"Lo zucchero raffinato non contiene particelle di ossa ed è quindi certificato. Il carbone animale semplicemente rimuove le impurità dallo zucchero, ma non diventa una parte dello zucchero", riferisce Caroline Pyevich del The Vegetarian Journal. Di certo, però, questo non basterà per mettere a tacere molte persone che vivono estendendo al massimo il concetto etico che si cela dietro la parola 'vegan'.

domenica 11 gennaio 2015

Non è colpa degli stranieri, ma degli ignoranti

di Lapenna Daniele

I musulmani sono tutti così: assassini. Certo, perché assassini cattolici nel nostro Paese e nel mondo non ce ne sono mai stati.
I musulmani hanno un libro sacro che predica la violenza. Certo, perché nessuno ha letto veramente la Bibbia, soprattutto il Vecchio Testamento.
I musulmani, gli arabi, sono tutti uguali. Se ne stessero al loro Paese.
Chissà che cacchio siamo andati a fare noi italiani negli Usa cent' anni fa. Boh.

Sono tutti uguali, eppure è accaduto che un musulmano abbia salvato la vita a sei ostaggi ( "Commesso musulmano che ha salvato 6 ostaggi a Parigi" ), che un ucraino abbia sventato un tentativo di stupro ad una ragazza, che un bimbo rom non voglia fare il ladro quando sarà adulto, e ... no! Basta. Mi fermo qua. Non esistono "stranieri" e non stranieri. Esistono le persone, le piante e gli animali.

Ma come?? Non dei d' accordo? Se sei cattolico, e veneri la figura di Gesù, non dovresti amare e rispettare il prossimo? Ecco, la prima ipocrisia del religioso: parlare bene, e far tutto il contrario di ciò che dice.Se crei distinzioni fra te, e una persona non italiana, che aspetti a spogliarti del tuo falso credo religioso? Ti fa comodo? Pensi che esser non credente o di alcuna religione sia peggio che esser un religioso ipocrita?

venerdì 9 gennaio 2015

"Ospiti indesiderati" nel cibo: sono veramente tutti pericolosi?


LUGANO - Vermi, mosche, metallo e molto altro ancora. Durante tutto l'anno sono numerosi i lettori che hanno inviato fotografie che ritraggono ospiti indesiderati nel loro cibo. Alcuni di questi anche potenzialmente pericolosi.

Affinché possano essere nocivi, tuttavia, gli "oggetti indesiderati" devono avere una certa dimensione, come spiega Michael Fried, Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia ed Epatologia dell'Ospedale universitario di Zurigo: "Se è un oggetto più stretto di 2 centimetri e inferiore ai 5 centimetri può essere espulso attraverso le feci. Ossa di pollo, invece, sono particolarmente pericolose potrebbe se scheggiate possono perforare l'esofago o le pareti dell'intestino".

Ancora meno paure, inoltre, devono fare gli insetti. Loro, specie se cotti, non sono generalmente pericolosi. Ma con api vive e vespe, ad esempio, dobbiamo stare attenti. "Anche se accade di rado può capitare di inghittire una vespa o un'ape. Se pungono in gola o nell'esofago possono anche uccidere". Questa, per fortuna, è però un'eventualità molto remota.

mercoledì 7 gennaio 2015

Girare per strada con un cacciavite in tasca? E' reato da codice penale


Anche un cacciavite rientra tra gli strumenti idonei ad aprire o forzare le serrature, per cui il suo possesso ingiustificato può integrare il reato di cui all’art. 707 del codice penale.

Ad affermarlo è la Cassazione, con sentenza n. 53653 del 23 dicembre 2014, confermando la sentenza di condanna della Corte d’Appello di Palermo a sei mesi di arresto (oltre alla confisca e alla distruzione del materiale sequestro) per il delitto suddetto, nei confronti di un uomo “beccato” dalla Polizia mentre si aggirava, con fare sospetto, in una piazza di Palermo, mentre tentava di disfarsi di un cacciavite della lunghezza di ben 25 cm, facendolo “furtivamente” scivolare a terra e cercando di allontanarsi.

Oltre al tentativo maldestro di liberarsi dell’utensile, a convincere la Corte di merito era stata la sussistenza in capo all’imputato delle condizioni soggettive relative all’applicazione dell’art. 707 c.p., in quanto già gravato da precedenti penali per rapina, ma anche la condotta dello stesso che alla vista degli agenti di polizia cercava di disfarsi dell’oggetto, corroborando il possesso illegittimo e avvalorandone la colpevolezza.
L’uomo ricorreva in appello dolendosi del fatto che il cacciavite trovato in suo possesso “non rientrava in maniera univoca nel novero degli strumenti atti ad aprire od a forzare serrature”.

Ma la Cassazione non è stata d’accordo e lo ha condannato.

martedì 6 gennaio 2015

"Lesbica non è un insulto": la mostra per dare visibilità all' omosessualità femminile


Lesbica non è un insulto” è il primo progetto fotografico di Martina Marongiu ideato nel 2013 con la collaborazione di altre quattro ragazze di Torino: Fabiana Lassandro, Dunja Lavecchia, Morena Terranova e Letizia Salerno.
Il progetto nasce con l’idea di dare visibilità all’omosessualità femminile partendo dai pregiudizi più diffusi sull’argomento e dimostrando, in alcuni casi, esattamente il contrario tramite foto con scritte dirette ed esplicative.

Negli scatti realizzati gli elementi fondamentali sono i corpi delle modelle, la luce e le scritte nere.
Il corpo gioca un ruolo essenziale nella scoperta della propria omosessualità e per questo si è pensato di utilizzarlo nelle foto per comunicare al pubblico i concetti esplicati dalle scritte oggettivandolo tramite una luce forte, diretta e volutamente desaturante.
Lo scopo del progetto è unire una fotografia essenziale e pulita ad un messaggio diretto ed efficace, che riveli la figura della donna lesbica nell’Italia di oggi e la liberi da luoghi comuni.

Data - Ora inizio 07/01/15 - 09:00 - Ora fine 14/01/15 - 18:00
Tipologia Arte e Cultura
Località Parma, Strada Naviglio Alto, 43122 Parma PR, Italia

Soppresse le mucche "naziste": erano troppo aggressive. Tentarono di uccidere il loro allevatore


Avevano tentato più volte di uccidere i loro allevatori: così le super mucche "naziste" del Devon, Inghilterra occidentale, sono state macellate.

Tramonta il discutibile sogno dell’allevatore britannico Derek Gow di cercare di riportare a pascolare la razza cosiddetta "Heck" creata da due zoologi della Germania hitleriana che sognavano di far rivivere gli animali selvatici protagonisti della mitologia ariana.

Gow è stato costretto ad abbattere sette dei 13 dei suoi esemplari per la loro intrattabilità.
«Sono di sicuro gli animali più aggressivi con cui abbia mai avuto a che fare», ha detto l’allevatore.

Le imponenti mucche dalle lunghe corna arcuate e dall’ispido manto color ruggine, devono la loro "resurrezione" a due fratelli, Lutz e Heinz Heck, che all’epoca del Terzo Reich setacciarono l’Europa alle ricerca delle razze bovine più primitive e le incrociarono tra loro nella speranza di ottenere il loro comune antenato: l’uro, il cui ultimo esemplare - si narra - morì in una foresta polacca nel 1627.

Si fa operare al pene e gli si accorcia: settantenne fa causa ai medici


CAGLIARI - Si era rivolto al chirurgo perché affetto da una malattia che provoca la curvatura del pene, ma l'intervento all'ospedale Santa Barbara di Iglesias non è riuscito e da allora accusa disfunzioni sessuali e il pene gli si è anche accorciato.
Così un 70enne di Carbonia ha deciso di fare causa alla Asl 7, chiedendo 52 mila euro di risarcimento, citando il chirurgo perché non informato sui rischi: nella cartella clinica manca il modulo del consenso informato. Il chirurgo respinge ogni accusa.

sabato 3 gennaio 2015

Oristano: on line i nomi dei cittadini che non hanno pagato la Tarsu


L' assessore annuncia provvedimenti contro il funzionario. Sul sito del Comune l'elenco di cittadini e aziende che hanno avuto avvisi di accertamento

ORISTANO. Il Comune c'è ricascato: dopo aver pubblicato l'elenco dei cittadini che non avevano provveduto a pagare multe elevate dalla polizia municipale, ha messo on line sul sito web dell'ente i nomi di contribuenti e aziende che hanno subito avvisi di accertamento per mancato pagamento della Tarsu. Un errore, secondo gli amministratori. Il vicesindaco e assessore al patrimonio, Giuseppina Uda, preannuncia provvedimenti disciplinari a carico dei funzionari responsabili della pubblicazione.

Qui il servizio dell' emittente locale Videolina col parere dei cittadini.

venerdì 2 gennaio 2015

Roma: vigili evitano il turno di Capodanno. 83 per cento di assenze il 31 dicembre. Motivazione: ammalati o impegnati a donare il sangue


Ammalati e impegnati a donare il sangue. E così non potevano prestare servizio la notte di Capodanno. Che, peraltro, è pagata quattro volte quanto un turno normale.
A scegliere questa via, o altre alternative per astenersi dal turno di lavoro dopo avere cercato di convocare un’assemblea sindacale proprio a ridosso della mezzanotte, sono stati centinaia di vigili urbani di Roma. Il risultato: 83,5% di assenze la notte del 31 dicembre.
Sugli oltre 1000 agenti che inizialmente avevano dato la disponibilità, soltanto 165 erano effettivamente reperibili.
Premiare eccellenze che ci sono e punire irresponsabili”, commenta su Twitter il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, che ha anche annunciato gli accertamenti di violazioni e sollecito azioni disciplinari da parte dell’ispettorato della funzione pubblica.

Ma Franco Cirulli, responsabile Uil polizia municipale di Roma Capitale, difende i vigili e risponde:
La maggior parte hanno donato il sangue e, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli enti locali, erano esentati dal servizio”. Ricordando che “chi ha bisogno di sangue ne ha bisogno sempre, anche la notte di capodanno e di natale”.
E l’autorità Garante per gli scioperi accende un faro su un ‘sospetto’ sciopero selvaggio e apre un procedimento per valutare eventuali sanzioni, perché “non è accettabile che a subire gli effetti della protesta siano i cittadini utenti”.