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venerdì 5 dicembre 2014

Tiene il cadavere del marito in casa per sei mesi: la moglie "Aspettavo che con le preghiere tornasse in vita"


Era convinta che le preghiere avrebbero fatto risorgere suo marito. Il suo Peter, come Gesù Cristo, si sarebbe svegliato senza alcun segno della malattia che lo aveva devastato. E così lo ha lasciato per sei mesi in camera da letto e si è messa a invocare la clemenza di Dio.
Kaling Wald, 50 anni, suo marito Peter, cinque dei loro sei bambini di età compresa tra gli 11 e i 22 anni, e altri sette amici abitavano tutti sotto lo stesso tetto quando l'uomo ha iniziato a sentirsi male ad Hamilton, in Canada.

Peter è morto il 20 marzo dopo aver contratto un' infezione al piede a causa del diabete. Ma nessun medico è mai venuto a conoscenza della sua malattia: l'uomo, fin dall'inizio, si è rifiutato di vedere un dottore perché credeva che Dio lo avrebbe guarito. Mesi di sofferenza e dolori atroci, poi il coma e lo stomaco che è iniziato a gonfiarsi. Fino alla morte e il rigor mortis.

La signora Wald ha coperto il corpo con due coperte e gli ha messo un berretto in testa. Infine ha chiuso la porta della camera e ha sigillato le prese d'aria per mascherare l'odore del corpo. Il cadavere è stato trovato dopo sei mesi. Era in avanzato stato di decomposizione e l'olezzo aveva attirato i roditori: l'uomo non poteva essere identificato. La donna è stata dichiarata colpevole di non aver comunicato il decesso del coniuge. Il procuratore Janet Booy ha sostenuto che la donna non aveva cattive intenzioni, ma la sua fede in Dio ha «contaminato e deformato il suo giudizio».
«Eravamo convinti che Dio ci avrebbe aiutati – ha detto la donna - Abbiamo pensato “Ok, Signore, tu sai cosa è meglio per lui”».



Il procuratore Booy ha riconosciuto che la signora Wald non aveva alcun intento criminale: «È un caso estremamente triste. Lei credeva veramente che il marito sarebbe risuscitato dai morti, anche se erano passati sei mesi».
La donna ha avuto una sospensione condizionale della pena, è stata messa in libertà vigilata per 18 mesi e le è stato ordinato di cercare un aiuto da uno psicologo. «Non si tratta delle vostre convinzioni religiose. È per la vostra sicurezza, la sicurezza dei vostri bambini e la sicurezza della comunità in generale» ha detto il giudice Marjoh Agro alla Superior Court Justice. La famiglia era molto nota nella zona per le sue forti convinzioni religiose.

«È vero, è stato insolito. Non era certo normale - ha concluso la signora Wald al giornale The Hamilton Spectator - Non lo faremo di nuovo... le leggi esistono e adesso lo sappiamo». Secondo il quotidiano si tratta del primo caso del genere noto in Canada.

4 commenti:

  1. Tesoro.. ma è una bufala????
    Se lo è non fa nemmeno ridere. e invece è realtà c'è da strapparsi i capelli!!!!

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    1. Mi sa che non lo è! Ci sono persone infatuate dalle credenze politiche come da quelle religiose. Diciamo che sono i casi di estremo fanatismo religioso.
      Da pauuura!! Meno male ha sigillato la porta, sennò morivano soffocati pure loro!

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  2. Mah,se è vero è una follia,se è una bufala non mi fa neanche ridere!Comunque al giorno d'oggi tutto è possibile!!!Buon fine settimana Daniele!

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    Risposte
    1. L' esagerazione della religione fa questo, e altro!
      Un abbraccione a te Olgi!

      Elimina

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