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lunedì 21 luglio 2014

Promettevano falsi sgravi di cartelle esattoriali: sei arresti a Catania


CATANIA - Truffa, falso e millantato credito.
Con queste accuse sei persone – tutte incensurate - sono state arrestate ( ai domiciliari ) dagli uomini della Guardia di Finanza di Catania.
In particolare, il sodalizio ha raggirato oltre 300 persone prospettando falsi sgravi di cartelle esattoriali per un ammontare complessivo di 3,5 milioni di euro, percependo un illecito profitto per oltre 700mila euro.
Gli arrestati sono due promotori finanziari, due dipendenti di enti di formazione, un grafico pubblicitario e un disoccupato ( i nomi sono riportati al link diretto alla news in alto a destra del post - n.d.b. ). Le indagini sono partite dalla denuncia di alcuni imprenditori catanesi ai quali è stato proposto l’annullamento delle rispettive cartelle esattoriali previo pagamento di somme significativamente inferiori rispetto a quanto dovuto. Dalle indagini è emerso che i sei indagati avevano costituito una vera e propria “società di fatto” nel settore dell’intermediazione e della prestazione di servizi. Il servizio principale offerto alla clientela consisteva nella definizione delle proprie posizioni debitorie presso la Serit S.p.A. (oggi “Società Riscossione Sicilia S.p.A.”).

L’organizzazione prometteva di riuscire ad “annullare” cartelle esattoriali di importi anche molto elevati, a fronte del pagamento di una somma pari al 30-40% del debito iscritto ( un esempio: per un debito di 1000 euro, i truffatori chiedevano 300-400 euro - n.d.b. ).
Per invogliare la clientela e avvalorare l’efficacia della transazione, oltre a prospettare le opportunità derivanti da non meglio precisate leggi e regolamenti di recente introduzione, gli arrestati millantavano relazioni privilegiate con funzionari e dipendenti dell’Ente di riscossione, in realtà del tutto inesistenti.

COME AVVENIVA LA TRUFFA
I promotori del sodalizio, contattavano i clienti e formulando personalmente la proposta illecita nei loro uffici di via Teramo n. 21, luogo ove svolgevano l’attività (regolare) di promotori finanziari; altri due verificavano le posizioni debitorie dei clienti presso gli uffici Serit di Corso Sicilia mentre gli altri falsificavano i documenti  utilizzando specifici software e apparecchiature informatiche creando false ricevute e attestazioni di pagamento Serit.

Una volta prodotta la documentazione falsa, comunque contenente i corretti riferimenti al numero della cartella esattoriale e al debito complessivo, questa veniva consegnata al cliente raggirato, ingenerando così nel contribuente la falsa certezza di avere definito la propria posizione debitoria con l’erario.
Quando, dopo qualche tempo, ai clienti giungevano nuove richieste di pagamento della “cartella” da parte della Serit, i promotori dell’organizzazione si giustificavano adducendo anomalie del sistema informatico della società di riscossione. Nel corso delle indagini sono stati accertati 330 episodi di truffa, con correlativo danno sia per i clienti, che hanno visto aggravata di ulteriori interessi e oneri la propria posizione debitoria, sia per l’ente di riscossione che ha sostenuto maggiori costi derivanti dalla necessità di avviare ulteriori iniziative di riscossione.
Dall’esame di migliaia di posizioni debitorie e dall’analisi della documentazione sottoposta a sequestro nell’ambito di varie perquisizioni, i finanzieri hanno inoltre riscontrato che l’organizzazione si è dedicata anche alla produzione di falsa documentazione per ottenere prestiti e mutui.

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